Rinuncia alla quota di comproprietà da parte del coniuge: bozza contrattuale

Affrontiamo nuovamente il tema della rinuncia alla quota di proprietà con la pubblicazione di una bozza contrattuale: il caso è quello sempre più frequente di una persona, già contitolare con il proprio coniuge di una prima casa di abitazione acquistata con le agevolazioni, che intende procedere all’acquisto agevolato di una nuova prima casa: come soluzione alternativa alla vendita o alla donazione tra coniugi, si propone un atto che molto spesso rispecchia la reale volontà dei coniugi: la rinuncia alla comproprietà della prima casa di abitazione; l’effetto sarà l’espansione della proprietà a favore dell’altro coniuge e il rinunciante potrà così acquistare con le agevolazioni una nuova prima casa (qualora ne sussistano i requisiti), avvalendosi altresì del credito d’imposta per il riacquisto (se avverrà nei termini di legge). 

Leggi i precedenti articoli:

Due questioni in tema di rinuncia a quota di proprietà………..di Michele Laffranchi

Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà……di Daniela Riva

(bozza messa a disposizione da Vito Moliterni, notaio in Lacchiarella) Continua a leggere

La responsabilità del notaio in due recenti decisioni della Suprema Corte

Due recenti decisioni della Corte di cassazione tornano sul tema della responsabilità civile del notaio e, al di là delle particolari fattispecie trattate, meritano di essere analizzate in quanto la loro rilevanza trascende quella del singolo caso di specie e le considerazioni svolte riguardano l’attività notarile in sé.

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Agricoltura: sintesi delle novità normative 2020

Ecco la sintesi delle principali novità normative relative all’impresa agricola in vigore nel 2020.

Esenzione IRPEF
È confermata anche per l’anno 2020 l’esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (art. 1, comma 183, l. 27 dicembre 2019, n. 160).

di Paolo Tonalini notaio in Stradella (Pavia) Continua a leggere

I contributi versati alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato sono costi inerenti all’attività esercitata

I contributi versati dal notaio alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato sono costi inerenti all’attività esercitata, come tali deducibili nella determinazione del reddito professionale. Sono le conclusioni cui perviene la Corte di Cassazione con l’Ordinanza della Sezione n. 5, n. 18395/2020, pubblicata il 4 settembre 2020, che rappresenta un ulteriore passo avanti verso il definitivo consolidamento della giurisprudenza di legittimità, favorevole al contribuente, sulla controversa questione della natura dei contributi versati dal notaio alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato.

di Raffaele Trabace, notaio

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Nuova Banca Dati DAT

È entrato in vigore il 1° febbraio il Regolamento concernente la banca dati nazionale destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento, c.d. DAT (D.M. 10 dicembre 2019, n. 168, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2020, in attuazione del disposto dell’articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018).

di Lucia Folladori, notaio in Chiavenna

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Enti Pubblici: via libera agli acquisti immobiliari

A decorrere dal primo gennaio 2014, nell’ottica di contenere le spese pubbliche nel rispetto del patto di stabilità interno e di garantire maggiore trasparenza, il comma 1-ter dell’art. 12 del D.L. 98/2011 in materia di acquisto, vendita, manutenzione e censimento di immobili pubblici aveva introdotto, per gli Enti Territoriali e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, limiti stringenti all’acquisto di immobili.

In base a tale normativa, perché un Ente Pubblico potesse procedere all’acquisto di un bene immobile, era necessario:

  • comprovare documentalmente l’indispensabilità dell’acquisto e la sua indilazionabilità;
  • che il responsabile del procedimento attestasse i requisiti di cui sopra;
  • che l’Agenzia del Demanio provasse la congruità del prezzo, previo rimborso delle spese;
  • dare notizia delle operazioni di cui sopra, con l’indicazione del soggetto alienante e del prezzo, nel sito internet istituzionale dell’ente.

di Beatrice Maria Ratti di Desio Levi, notaio Continua a leggere

Riforma del Terzo Settore: gli adeguamenti statutari per OdV APS e ONLUS

Il secondo comma dell’art. 101 del D. Lgs. n. 117/2017 (Codice Del Terzo Settore o anche CdTS) dispone che le Organizzazioni di Volontariato (OdV), le Associazioni di promozione sociale (APS) e le ONLUS devono adeguarsi alle disposizioni inderogabili contenute nello stesso decreto entro il termine, più volte prorogato, ed attualmente fissato al 31 ottobre 2020 (ai sensi dell’art.35, comma 1, del D.L. 17 marzo 2020, n.18, convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27). Agli stessi enti, fino all’operativita’ del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), continuano ad applicarsi le norme inerenti i registri speciali cui risultano iscritti come previste dalle rispettive normative. Il CdTS continua: “Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalita’ e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria.Continua a leggere

L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio ed il suo impiego nelle locazioni immobiliari

L’atto pubblico ricevuto dal notaio è titolo esecutivo non solo per la riscossione forzata delle somme dovute in virtù del medesimo, ma anche per l’esecuzione forzata degli obblighi di consegna di beni mobili e di rilascio di beni immobili.

Pertanto, ove la locazione sia conclusa nella forma dell’atto pubblico ed occorra procedere allo sfratto di un conduttore moroso o licenziato, il proprietario potrà avviare direttamente l’esecuzione forzata richiedendo all’Ufficiale Giudiziario la notifica del precetto e dell’avviso di rilascio.

Le riflessioni che seguono vertono sulla possibilità di estendere l’attività notarile ad un campo ancora poco battuto: quello delle locazioni.

Senza alcuna pretesa di esaustività[1], verranno evidenziati i vantaggi conseguenti alla stipula del contratto di locazione nella forma dell’atto pubblico rispetto a quella della scrittura privata la quale, ove autenticata, costituisce titolo esecutivo solo per la riscossione coattiva delle somme dovute in virtù della medesima.

Esaminati brevemente i termini processuali e le principali variabili connesse al giudizio di sfratto, si darà quindi conto della valenza dell’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio.

Verrà quindi tratteggiata la fase esecutiva, per poi individuare il contenuto minimo dell’atto.

Da ultimo, si passeranno in rassegna alcune ipotesi applicative.

Sommario: I) La particolare realtà delle locazioni; II) L’iter giudiziario per ottenere il provvedimento di sfratto; II.1) I tempi per la notifica; II.2) L’udienza di convalida e le tutele del conduttore; II.3) L’eventuale passaggio dal rito sommario al rito speciale; II.4) Il provvedimento di rilascio; III) Il titolo esecutivo quale unica condizione dell’azione esecutiva; IV) L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio; V) L’esecuzione forzata dell’obbligo di rilascio e le opposizioni dell’esecutato; V.1) Il contenuto dell’atto pubblico; VI) Ipotesi applicative; VII) Considerazioni finali.

di Tullio Alberto Lops, notaio in Pistoia

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Agevolazioni prima casa per il cittadino italiano emigrato all’estero: l’Italia deferita alla Corte di Giustizia UE

Con la decisione n. 1P/19/471 del 24 gennaio 2019 l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea a causa del mancato adeguamento dell’agevolazione fiscale prevista per i cittadini italiani emigrati all’estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano senza l’obbligo di stabilirvi la residenza. Continua a leggere

Credito di imposta “prima casa”: Norme – Principi – Prassi – Clausole

L’Agenzia delle Entrate torna ad affrontare la questione del frazionamento del credito d’imposta “prima casa” con la Risposta a interpello n. 223 del 22 luglio 2020, stabilendo che qualora il contribuente, non potendo utilizzare il credito in sede di riacquisto agevolato, trattandosi di atto soggetto a IVA, abbia optato per la sua utilizzazione in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data del nuovo acquisto e che in tale sede il credito sia stato “scomputato” solo parzialmente “in quanto non vi era sufficiente capienza per poterlo recuperare totalmente”, è possibile utilizzare il residuo importo del credito in diminuzione delle imposta di registro, ipotecaria e catastale dovute sull’atto di acquisto di un altro immobile.

L’occasione ci offre lo spunto per elaborare un promemoria sul credito d’imposta in genere, con proposta di formule relative a singole fattispecie.

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