Rinuncia abdicativa al diritto di proprietà

Sommario: 1. Premessa. Nozione e natura giuridica della rinuncia abdicativa “in genere”
2. Ammissibilità della “species” rinuncia abdicativa al “diritto di proprietà immobiliare”, sua “ratio” e fondamento giuridico
3. L’oggetto, la causa e la forma nel negozio di rinuncia abdicativa.
Possibili cause di nullità.
4. Negozio recettizio o non recettizio? Effetti dell’acquisto in capo allo Stato: acquisto a titolo originario o derivativo?
5. Lo Stato può rinunciare, rectius “rifiutare” l’acquisto? E’ possibile revocare un atto di rinuncia abdicativa?
6. Differenze rispetto alla rinuncia “traslativa” e alla rinuncia “liberatoria”
7. Analogie e differenze con l’acquisto da parte dello Stato ex Art. 586 c.c.
8. Ragioni/motivazioni alla base di una rinuncia abdicativa
9. Pubblicità immobiliare e voltura catastale
10. Obbligo o facoltà di notifica dell’atto al Demanio dello Stato?
11. Responsabilità del rinunciante ex Artt. 2043, 2051 e 2053 c.c.
12. Aspetti fiscali e menzioni obbligatorie (urbanistica, catastale, energetica) Continua a leggere

Il ruolo e le competenze del notaio in Inghilterra

Storicamente, la figura nel notaio in Inghilterra e Galles viene ufficialmente riconosciuta nel 1279, anno in cui venne concessa dal Papa, all’Arcivescovo di Canterbury, la facoltà di nominare i notai.

Successivamente, a partire dal 1533, dopo la frattura con la Chiesa romana, avvenuta durante il regno di Enrico VIII, la nomina dei notai diventò prerogativa del Re e non più del Papa.

Continua a leggere

Come può migliorare Federnotizie?

Carissimi lettori,
in questi anni la versione online di Federnotizie ha permesso alla redazione di comunicare con voi in maniera molto rapida e diretta, più velocemente di quanto non fosse avvenuto in passato, quando non utilizzavamo tecnologie Web. Vorremmo per questo che ci aiutaste a capire se stiamo facendo bene.

Compila il questionario…

Continua a leggere

Due questioni in tema di rinuncia a quota di proprietà.

  1. Introduzione

Scopo del presente contributo è quello di analizzare la fattispecie della rinuncia a una quota di proprietà in relazione alla questione fiscale della richiesta delle agevolazioni prima casa e in relazione alla problematica sostanziale della validità ed efficacia degli atti dispositivi di una quota di proprietà di un singolo bene facente parte di una più vasta comunione ereditaria. Continua a leggere

Un modello d’impresa centrato sull’essere umano

Pubblichiamo un articolo su un progetto che potrebbe rivoluzionare positivamente il modello economico dei prossimi anni: il c.d. “Human Centered Business Model”. Un’idea ambiziosa promossa dalla Banca Mondiale grazie al lavoro essenziale dei due autori Marco Nicoli e Diletta Lenzi, sostenuta dall’UINL e che nei prossimi mesi, grazie alla nuova guida dell’OCSE a Parigi, potrebbe entrare nella fase operativa con progetti pilota. Continua a leggere

Accessione e comunione: il revirement della Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione, con la Sentenza a Sezioni Unite n. 3873 del 16 febbraio 2018, torna sulla dibattuta questione della sorte della costruzione realizzata da uno solo dei comproprietari su suolo comune, definendola in senso contrario agli orientamenti di legittimità e di merito che si erano diffusi negli ultimi anni.

di Fabiana Pirone Notaio Continua a leggere

Quanto è affidabile il “Doing Business”?

Da più di dieci anni a questa parte, nelle sedi più autorevoli, e molte volte nei mezzi di comunicazione, viene fatto riferimento al rapporto Doing Business (www.doingbusiness.org), una raccolta di dati curata annualmente dalla World Bank, aggiornata annualmente, e destinata a fornire informazioni sulla efficienza dei sistemi giuridici e sulle economie (attualmente) di 190 Paesi del mondo.

Le rilevazioni si riferiscono a settori determinati (avviare un’impresa, acquistare un immobile, recuperare un credito ecc.) e vengono messe insieme mediante questionari inviati a professionisti, enti pubblici, accademici del Paese interessato, specificamente riferiti ad un caso concreto: per l’avvio di un’impresa, ad esempio, si fa quello della costituzione di una società a responsabilità limitata con cinque soci, un capitale iniziale pari a dieci volte il reddito nazionale locale pro capite, un numero di dipendenti tra i 10 e i 50, una generica attività industriale o commerciale che non si giova di particolari incentivi, non soggetta a restrizioni o speciali regimi fiscali, che ha sede in un immobile non in proprietà ma in leasing e il cui atto costitutivo è lungo dieci pagine (per più completi dettagli http://www.doingbusiness.org/methodology/starting-a-business).

di Paolo Pasqualis

Continua a leggere

Edilizia Convenzionata: Note di commento alla ordinanza del Tribunale di Roma del 17.04.2018

L’ordinanza del Tribunale di Roma (in composizione monocratica), X sez. civile, del 17.04.2018, resa nell’ambito di un giudizio sommario ex art. 702bis c.p.c., presenta problematiche di notevole interesse, per le quali è opportuno ritornare per la terza volta sull’edilizia residenziale pubblica convenzionata (art. 35 L. n. 865/1971), dopo i precedenti articoli pubblicati sempre su questo giornale, in data 24 gennaio 2018, Note a sentenza Cassazione SS.UU. n. 18135/2015. Problematiche e profili applicativi dei commi 49bis e 49ter dell’articolo 31, legge n. 448/1998 (pubblicato, con titolo sintetico, come Convenzioni con diritto di superficie e convenzioni con diritto di proprietà), e, in data 17 settembre 2017, Vincolo di prezzo massimo di cessione e convenzioni ex art. 35 L. n. 865/1971 con diritto di piena proprietà.

di Roberto Ferrazza Notaio in Roma

Continua a leggere

L’espropriazione forzata immobiliare: la pubblicità e la vendita telematica

L’introduzione della telematica nelle vendite giudiziarie risale, ormai, ad oltre dieci anni fa. Fin dall’emanazione del DL 80/2005 era stato introdotto l’obbligo di pubblicazione dell’avviso della vendita giudiziaria su appositi siti internet, individuati con il DM 31 ottobre 2006, onde consentire la massima diffusione e trasparenza delle vendite di immobili e di beni mobili superiori ad Euro 25.000 (meramente facoltativa per le vendite mobiliari inferiori ad Euro 25.000, ex art. 530 co. 7 c.p.c.). Tale previsione è sopravvissuta alle numerose riforme intervenute negli anni successivi ed è pertanto rimasta obbligatoria (art. 490 co. 2 c.p.c.).

di Mario Santopietro (avvocato e professionista delegato alle vendite nelle esecuzioni immobiliari)

Continua a leggere