Il contraddittorio preventivo e l’imposta di registro

a cura di Gabriele Fanti

1. Il principio del contraddittorio preventivo

Il D.Lgs 30 dicembre 2023 n. 219, in attuazione dell’articolo 4 della legge delega 09 agosto 2023 n 111, ha apportato rilevanti modifiche allo statuto del contribuente. Tra queste, di indubbio interesse, è l’introduzione dell’articolo 6-bis il quale ha generalizzato l’applicazione del principio del c.d. Contraddittorio preventivo. In particolare tale norma prevede che: “tutti gli atti autonomamente impugnabili dinanzi agli organi della giurisdizione tributaria” debbano essere preceduti, a pena di annullabilità (ma è da notare anzitutto che l’art 4, lett. F, della legge delega prevedeva la sanzione della nullità), da un “contraddittorio informato ed effettivo ai sensi del presente articolo”. Il principio del c.d. “contraddittorio preventivo”, caposaldo del diritto europeo ma già presente anche nel nostro ordinamento, principalmente grazie all’attività della giurisprudenza ma anche per alcuni sporadici interventi del legislatore, viene quindi esteso a tutti gli atti impositivi.

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Legal English – Peter’s Pills – Lesson 73 – Essential Elements of a Contract

Legal English for Notaries - By Federnotizie

Essential Elements of a Contract

Transcript:

Hello!

Please pay attention to the vocabulary used to define the essential elements of a contract in the UK.

Legal scholars agree that there are 5 essential elements of a contract in the UK. These are:

  1. Offer: A contract begins with one party making an offer to another, indicating a willingness (volontà) to enter into an agreement under certain terms;
  2. Acceptance: Acceptance of this offer must be clear and unambiguous, forming mutual assent (assenso reciproco) between the parties. Acceptance must mirror the offer and not be a counteroffer;
  3. Consideration (più o meno corrispettivo; più o meno sinallagma): Each party must provide something of value, whether it is goods, services, money, or a promise to do or refrain (astenersi) from doing something. This exchange of value distinguishes a contract from a gift or a unilateral promise. Consideration must be sufficient, but need not be adequate. It is legal to sell a Ferrari for £1,00;
  4. Intention: Both parties must intend for the agreement to have legal consequences and to create legal relationships. Social and domestic
    agreements generally lack (non hanno) this intention, but commercial agreements are presumed to have it unless proven otherwise;
  5. Capacity: Parties entering into a contract must have the legal capacity to do so. This means they must be of sound mind (sani di mente), of legal age (maggiorenni), and not under duress (costrizione) or undue influence (influenza indebita).

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Il Concorso è davvero il problema?

Le idee di Lorenzo Biagini (notaio di prossima nomina)

In coda agli interessantissimi contributi espressi nelle scorse settimane, riporto qui di seguito le considerazioni di chi, come me, si accinge a ricevere il tanto agognato “Repertorio n.1”.

Inutile nascondersi: il tema dell’accesso risveglia dentro ciascuno di noi quel viscerale senso di inquietudine che, più o meno a lungo, tutti abbiamo provato prima di vedere il nostro nome nella lista degli idonei alle prove scritte. La tentazione, soprattutto per chi, come me, ancora ha fresco il ricordo del periodo del Concorso, sarebbe quella di aderire al famigerato proverbio che recita “passata la festa, gabbato lo santo”… e invece no.

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Nostalgia della preselezione

Le idee di Giorgio Pozzoli (iscritto a ruolo nel 2011)

“Consegno o non consegno?”. E’ una domanda shakespeariana che non avrei mai voluto pormi prima della consegna degli scritti al concorso notarile e che, per anzianità, non ho avuto occasione di pormi.

Ritengo che il termine delle consegne -o tre o cinque o altro- sia una prova di sangue freddo, prova che il candidato deve fare su se stesso: niente di più ingiusto, se penso all’ansia e alla conseguente poca lucidità del candidato al momento della consegna, e di più estraneo alla prova concorsuale, visto che sono lì per essere valutato per ciò che ho scritto e non per valutarmi. Se non ho fatto un compito sufficiente, la commissione mi boccerà, una, due o dieci volte.

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L’accesso che vorrei (o quello che non vorrei più)

Le idee di Elena Peperoni (iscritta a ruolo nel 2006)

Riforma dell’accesso, riforma del concorso, riforma della pratica notarile: se ne parla da tanto, troppo tempo.

Non è facile immaginare una riforma complessiva dell’accesso al notariato.

Ogni volta che si leggono proposte di modifica avanzate da singoli o gruppi di Colleghi, si scatenano numerose critiche – anche sui social frequentati dalla categoria – che portano a ritenere che questa riforma non sia sentita poi come così necessaria o comunque che a tanti colleghi la riforma non interessi. Ci si limita però a dire “questo no”, “quest’altro no”, senza tuttavia avanzare proposte organiche di riforma della materia.

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Bravi concorsisti o bravi notai?

Le idee di Federica Corrado (in attesa degli esiti del concorso)

Chi sceglie di intraprendere il percorso per lo svolgimento della professione notarile si trova ad affrontare diverse realtà.

Dapprima, spesso in concomitanza con lo svolgimento della pratica, quella delle scuole notarili: sicuramente indispensabili per l’apprendimento della tecnica redazionale, sempre più scuole sono però strutturate con programmi di studio molto serrati, che di fatto rendono quasi impossibile lo svolgimento dell’attività lavorativa, attività peraltro dalle stesse scuole sconsigliata, anche se svolta all’interno degli studi notarili.

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Saggezza notarile: una nuova visione per l’accesso

Le idee di Andrea Fiorelli Bertoli (iscritto a ruolo nel 2022)

La mente si apre solo dopo che il cuore si è aperto“. Questa massima di Platone ci introduce in un mondo dove l’accesso al sapere e alle professioni non è solo un cammino razionale, ma anche un percorso dell’animo. Come giovane notaio, questo principio mi guida nella riflessione sull’attuale percorso di ingresso alla nostra nobile professione e sulle possibili azioni che possano ideologicamente elevare il concetto di essere notaio.

Il ruolo del notaio nella società contemporanea trascende l’esecuzione tecnica degli atti giuridici; è custode di equità, garante della legalità e di sicurezza negli accordi tra le persone. Si potrebbe coniare il termine di “armonizzatore sociale”. Perché dunque il percorso per diventare notaio non può rispecchiare questa profonda valenza etica e sociale?

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Concorso notarile e non solo (anche il suo prima e il suo dopo)

Le idee di Nizar Ben M’barek (iscritto a ruolo nel 2016)

Ritengo che il problema della crisi vocazionale che affligge il notariato sia la conseguenza logica di una crisi ben più ampia e strutturale della società attuale e dello scollamento ormai cronicizzato tra mondo scolastico e mondo del lavoro.

È preoccupate riscontrare tra i giovani, da un lato, una profonda assenza di conoscenza di quali siano i compiti e più in generale di quale sia il ruolo del Notaio nella società e dall’altro riscontrare una scarsa dedizione al sacrifico, allo studio, all’attesa, al concetto di pazienza e a una visione programmatica della vita e del futuro.

Tutto questo ha radici profonde nella malata filosofia del “tutto e subito” e del “guadagno facile”.

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Concorso: un percorso di vita

Le idee di Elisabetta Manzini (notaio di prossima nomina)

Quando mi è stato chiesto di esprimere il mio punto di vista in merito al percorso e, in particolare, al concorso notarile, ho subito pensato che questo avrebbe comportato il raccontare una parte importante e intima della mia vita. Ho quindi riflettuto molto su come scrivere questo articolo e poi deciso di raccontare con trasparenza la mia esperienza –  certa che questo mio approccio non tolga alcun merito al traguardo raggiunto, ma, al contrario, gli renda giustizia – per far comprendere quanto il percorso notarile sia inscindibilmente connesso con il periodo della vita che si attraversa durante la preparazione, tanto da costringere chi lo intraprende a trovare un equilibrio tra questi due percorsi paralleli necessariamente precario, per un tempo immotivatamente e smisuratamente eccessivo.

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Appunti per un (im)possibile Erasmus notarile

Molti ingegneri, architetti, commercialisti, avvocati, imprenditori, ricercatori, medici, professionisti del mondo tributario, bancario e finanziario, decidono di svolgere periodi di formazione post universitaria e di lavoro in un altro Stato.

Un percorso formativo privo di esperienze internazionali viene spesso, perlomeno nell’ambito dei professionisti di livello più alto, percepito come incompleto.

E il notaio?

Il futuro della professione notarile dipende, anche, dall’autorevolezza che viene riconosciuta al notaio da parte dei cittadini e degli altri professionisti.

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The Long and Winding Road verso il sigillo

Le idee di Andrea Rizzi (iscritto a ruolo nel 2022)

Provo a inserirmi tra gli interessanti contributi letti ultimamente su Federnotizie sul tema dell’accesso, con qualche semplice riflessione a partire dalla mia personale esperienza concorsuale (particolarmente lunga e sofferta) e con l’avvio della professione (che ancora sto penando), sperando possano risultare di qualche utilità all’interessante e necessario dibattito in corso.

Abbiamo sempre fatto un vanto, Notai e aspiranti, del difficile esame attraverso il quale veniamo selezionati; ma il crollo dei praticanti e l’incremento delle percentuali di promozione iniziano a minare questo assunto e il futuro della categoria.

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Conto dedicato: riflessioni a margine dell’articolo di Luigi De Ruggiero

a cura di Fabrizio Pavoni

In merito all’interessante articolo relativo al conto dedicato, a firma del magistrato De Ruggiero, mi sorge spontanea la necessità di proporre alcune riflessioni da notaio. Nel senso di operatore pratico piuttosto che di puro valutatore di comportamenti teorici.

Tre spunti mi si presentano chiari:

  • il problema della tenuta del rendiconto della gestione del conto;
  • il problema del versamento sul conto dedicato delle intere somme percepite;
  • il problema del pagamento ritardato da parte dei clienti delle somme, in particolare relative alle imposte da versare allo Stato.

A mio avviso occorre applicare le norme certamente nel rispetto del dettato normativo, ma anche interpretarle con riferimento alla loro rilevanza nel campo della deontologia e soprattutto del buon senso.

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