Agevolazioni prima casa per il cittadino italiano emigrato all’estero: l’Italia deferita alla Corte di Giustizia UE

Con la decisione n. 1P/19/471 del 24 gennaio 2019 l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea a causa del mancato adeguamento dell’agevolazione fiscale prevista per i cittadini italiani emigrati all’estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano senza l’obbligo di stabilirvi la residenza. Continua a leggere

Credito di imposta “prima casa”: Norme – Principi – Prassi – Clausole

L’Agenzia delle Entrate torna ad affrontare la questione del frazionamento del credito d’imposta “prima casa” con la Risposta a interpello n. 223 del 22 luglio 2020, stabilendo che qualora il contribuente, non potendo utilizzare il credito in sede di riacquisto agevolato, trattandosi di atto soggetto a IVA, abbia optato per la sua utilizzazione in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data del nuovo acquisto e che in tale sede il credito sia stato “scomputato” solo parzialmente “in quanto non vi era sufficiente capienza per poterlo recuperare totalmente”, è possibile utilizzare il residuo importo del credito in diminuzione delle imposta di registro, ipotecaria e catastale dovute sull’atto di acquisto di un altro immobile.

L’occasione ci offre lo spunto per elaborare un promemoria sul credito d’imposta in genere, con proposta di formule relative a singole fattispecie.

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Novità urbanistiche e ricadute sull’attività notarile nel Decreto Semplificazioni 2020: Permesso di costruire, Agibilità e Stato Legittimo dell’immobile

L’art. 10 del D.L. 16/07/2020 n. 76 (il cd. “Decreto Semplificazioni”, non ancora convertito in legge) ha modificato vari articoli del Testo Unico in materia edilizia (D.P.R. D.P.R. 06/06/2001, n. 380), e ciò (come si legge nell’incipit di detta norma) “al fine di semplificare e accelerare le procedure edilizie e ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, nonché di assicurare il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana”.

Le modifiche, che riguardano vari aspetti (la definizione di fattispecie edilizie come la ristrutturazione edilizia e la manutenzione straordinaria, il permesso di costruire in deroga, l’attività edilizia libera, le deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, la riduzione del contributo concessorio, ecc.) presentato anche delle significative ricadute sull’attività del Notaio. Continua a leggere

Guida per le vacanze, i consigli di Federnotizie

E’ giunto il momento di prendere qualche giorno di vacanza, dopo un anno particolarmente difficile per tutti.

Dopo i consigli di letture, qualche ricetta estiva, l’enigmistica notarile, e la nostra playlist, quest’anno vi proponiamo una piccola guida turistica con qualche suggerimento per alcuni luoghi italiani da visitare la cui storia si intreccia in qualche modo al mondo del Notariato.

Troverete posti in tutta Italia, alcuni segnalati per la funzione, collegata alla nostra attività quotidiana, altri per il rilievo storico, artistico, addirittura enogastronomico.

Certamente non sarà una guida esaustiva (l’Italia è infinitamente ricca di luoghi meravigliosi da visitare che hanno un collegamento con il notariato) e fin da ora chiediamo scusa per le dimenticanze.

Speriamo che questi luoghi possano emozionarvi, che questa “guida” possa farvi venire voglia di visitarne uno se, per caso, in queste vacanze, che il particolare periodo ci raccomanda essere soprattutto italiane, vi trovate a poca distanza.

A tutti voi buone vacanze!


1) Archivio notarile storico di Pieve di Cento (Bologna)

L’archivio, di epoca seicentesca, all’interno del palazzo Comunale, ha il soffitto a volta decorato e contiene gli atti ricevuti dai notai attivi a Pieve di Cento tra il 1458 e il 1795.

E’ un bene culturale di straordinaria importanza sia perché costituisce testimonianza del patrimonio storico e artistico del territorio, sia perché rappresenta uno dei pochissimi casi in Italia di archivio notarile conservato nel luogo di origine.

Ogni notaio aveva a disposizione un proprio spazio assegnato e connotato anche graficamente con nome e simboli nelle ante esterne degli armadi talvolta ripresi nel dorso della rilegatura degli atti.

Degna di rilievo è anche la cassetta dei “Testamenta secreta”, nella quale venivano depositati e custoditi con sigillo in ceralacca i testamenti che dovevano restare segreti. Continua a leggere

Previsioni emergenziali in materia di assemblee degli enti del Libro I del codice civile e del terzo settore

È di pochi giorni fa la delibera del Consiglio dei Ministri (del 29 luglio 2020, pubblicata nella G.U. 30 luglio 2020, n. 190) che ha prorogato, fino al 15 ottobre 2020, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” (stato d’emergenza originariamente dichiarato con del. 31 gennaio 2020, pubblicata nella G.U. 1° febbraio 2020, n. 26). Tale circostanza riporta all’attualità quanto previsto dall’art. 73, co. 4, del d.l. 18/2020 (nel testo risultante a seguito della conversione in legge).

Questa disposizione, com’è noto, prevede che fino alla data di cessazione dello stato di emergenza “le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni, nonché le società, comprese le società cooperative ed i consorzi, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente”.

Lo scopo della norma è con tutta evidenza quello di consentire la riunione degli organi degli enti del Libro I del codice civile mediante mezzi di telecomunicazione anche nelle ipotesi in cui tale opzione non sia espressamente contemplata e regolamentata dai relativi statuti, con il chiaro intento di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19.

La previsione deve peraltro essere letta in combinato disposto con l’art. 106 del medesimo d.l. 18/2020 e, in particolare, con i commi 2 e 8-bis (quest’ultimo introdotto dalla legge di conversione), i quali recitano:

  • co. 2: “Con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, quarto comma, 2479-bis, quarto comma, e 2538, sesto comma, del codice civile, senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.

  • co. 8-bis: “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle associazioni e alle fondazioni diverse dagli enti di cui all’articolo 104, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117”.

Occorre dunque verificare in che misura le previsioni degli artt. 73 e 106 si intersechino e quali siano i rispettivi ambiti di applicazione. Una lettura piana delle norme porterebbe a ritenere che la disciplina dell’art. 73, co. 4 si applichi all’ambito residuale degli enti di cui all’articolo 104, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (e, cioè, enti con la qualifica di Onlus, Odv e Aps), testualmente esclusi dall’ambito applicativo dell’art. 106. L’estensione della disciplina dell’art. 106 a tutte le altre associazioni e fondazioni avrebbe allora il senso di consentire, in aggiunta a quanto già previsto dall’art. 73: (i) il voto in via elettronica o per corrispondenza, e (ii) che presidente e segretario/notaio non si trovino necessariamente nello stesso luogo in caso di riunioni svolte con mezzi di telecomunicazione.

Preme evidenziare come le concessioni dell’art. 106 operino non solo in assenza di previsioni statutarie ma, letteralmente, anche in deroga a eventuali previsioni contrarie. Stando dunque al tenore letterale delle disposizioni qui considerate, l’eventuale clausola statutaria di Onlus, Odv e Aps che espressamente vietasse il voto in via elettronica o per corrispondenza o che imponesse la necessaria compresenza fisica di segretario e presidente della riunione non potrebbe in alcun modo essere superata. Il che probabilmente potrebbe apparire non del tutto ragionevole alla luce delle particolari finalità di interesse generale che gli enti indicati all’articolo 104, comma 1, del codice del terzo settore devono necessariamente perseguire; finalità queste che potrebbero giustificare, per contro, maggiori aperture.

Potrebbe, comunque, essere indagata la via di superare il dato letterale dell’art. 106 (almeno nelle ipotesi in cui lo statuto sia silente al riguardo) sostenendo che la norma non avrebbe fatto altro se non codificare e rendere espliciti principi già comunque ricavabili dal sistema (e riferibili non solo all’ambito delle società ma anche a quello degli enti del primo libro). Il tentativo pare più semplice con riguardo alla non necessità della compresenza di segretario verbalizzante e presidente della riunione, non rivenendosi nell’ordinamento alcuna norma che lo imponga, come ampiamente illustrato nella recente massima n. 187 del Consiglio Notarile di Milano. In assenza di una previsione espressa, appare forse meno agevole affermare l’ammissibilità del sistema del voto in via elettronica o per corrispondenza, considerata l’incidenza che tale opzione avrebbe sulla piena attuazione del principio di collegialità.

Preme segnalare, da ultimo, che sul punto è intervenuto lo studio CNN di D. Boggiali, Emergenza COVID-19. Le disposizioni in materia di enti del Libro I del codice civile e del terzo settore nella legge di conversione del Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (DL Cura Italia), pubblicato nel notiziario CNN del 4 maggio 2020. Tale studio, da un lato, ha fornito una lettura degli artt. 73 e 106 in chiave di complementarietà, escludendo quindi una contrapposizione contenutistica tra le due disposizione; dall’altro lato, ha ritenuto che queste siano applicabili alle riunioni di tutti i diversi tipi di organi collegiali di società e di enti del libro I del codice civile, indipendentemente dall’esistenza di apposita regolamentazione statutaria in tal senso.

LA QUESTIONE DELLE CESSIONI DI FABBRICATI IN CORSO DI COSTRUZIONE AL “RIESAME” DELLA CASSAZIONE (ORDINANZA N. 13404/2020)

LA VICENDA

Una società vendeva a una società di leasing un fabbricato in corso di costruzione.
La cessione veniva assoggettata a Iva con applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.
L’Ufficio notificava al notaio rogante avviso di liquidazione per il recupero delle imposte ipotecaria e catastale nelle misure proporzionali rispettivamente del 3 e 1 per cento, considerando il trasferimento come cessione in campo Iva di fabbricato strumentale per natura.
La CTP rigettava il ricorso del notaio con sentenza confermata dalla CTR.
Il notaio proponeva ricorso per cassazione, sostenendo che la CTR aveva errato nel considerare l’immobile strumentale per natura, essendo lo stesso in corso di costruzione al momento della cessione, e, come tale, da assoggettare alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

La vicenda ci offre lo spunto per ripercorrere l’evoluzione della prassi dell’AE e della giurisprudenza dei giudici di legittimità in tema di cessioni di fabbricati strumentali per natura in corso di costruzione, partendo dalle norme di legge che regolano la materia.

di Raffaele Trabace notaio Continua a leggere

Il Decreto “Rilancio” 2020: le novità sui bonus fiscali

Di seguito riportiamo una serie di indicazioni e tabelle riepilogative a cura del notaio Giovanni Rizzi sulla legislazione più recente per il rilancio dell’economia a seguito dell’emergenza nazionale da Covid-19. In particolare si fa riferimento al cosiddetto super-bonus fiscale del 110% per lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico.

Attenzione: le Tabelle presenti in questa pagina sono state ottimizzate per una visione su computer desktop. Per una lettura da smartphone si consiglia di posizionare il dispositivo in orizzontale.

 

1. Il super-bonus (detrazione al 110%) – Art. 119 D.L. 19 maggio 2020 n. 34 convertito con Legge 17 luglio 2020 n. 77

Beneficio fiscale

Viene aumentata al 110% la detrazione fiscale ai fini IRPEF prevista dalla vigente normativa per una serie di interventi di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico (quali descritti nel testo a seguire).

Presupposti temporali per l’applicazione del beneficio

Il beneficio spetta sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi descritti di seguito.

Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, in linea con la prassi in materia, per l’applicazione dell’aliquota corretta occorre fare riferimento:

  • alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali;
  • alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le societa` e gli enti commerciali (criterio di competenza).

In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione e` ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la quota annuale della detrazione che non trova capienza nell’imposta lorda di ciascun anno, non può` essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi d’imposta successivi, né essere chiesta a rimborso. Continua a leggere

Alcune considerazioni in tema di accettazione tacita e voltura catastale

A seguito della recente ordinanza della Corte di cassazione del 22 gennaio 2020, n. 1438, si rinnova il dibattito sull’idoneità della voltura catastale a integrare i presupposti dell’accettazione tacita di eredità.

Gli atti che importano accettazione tacita di eredità sono i più vari. Tra le numerose fattispecie ritenute idonee dalla giurisprudenza vi è la presentazione della voltura catastale da parte del chiamato all’eredità. Tale inquadramento ha dato vita ad una serie di pronunce contrastanti della stessa Corte di cassazione, creando un certo disorientamento nella prassi. Parimenti, in dottrina non si riscontra piena uniformità.

di Lorezo Favaretto, dottore in Giurisprudenza

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