Essere notaio: dal privilegio allo svantaggio

Notardilizia, ininfluencer

Il pericolo è il mio mestiere

Sono Antonio Di Lizia, notaio in Potenza, o quel che ne resta.

Quel che mi sono trovato a desiderare, nella mia precedente vita (prima di essere Notaio), pur essendo animato da malcelate ambizioni artistiche o creative, era di avere un lavoro tranquillo, autonomo, una posizione socialmente rispettata e, perché no, soddisfacente dal punto di vista economico.

Avevo una laurea in giurisprudenza, conseguita non senza fatica – (come usavo dire mi sono laureato in quattro e quattr’otto …anni) – e la possibilità, quindi, di intraprendere molte carriere; nella pubblica amministrazione, nell’avvocatura, in magistratura. Oppure entrare in banca, cosa che scartai sul momento, malgrado le pressioni della mia mamma che avrebbe preferito un posto sicuro, subito.

Avevo escluso di entrare in polizia perché, all’epoca, per fare il commissario ci voleva un limite di altezza che io sfioravo, con un certo ottimismo, ma che non bastava; mi pare che il limite fosse fissato a un metro e sessantacinque, e io, anche con un mazzo di carte nei calzini, sotto il tallone, arrivavo a un metro e sessanta. Le cose, poi, sono cambiate, nel senso che sono state ammesse anche le donne, con un’altezza minima di un metro e sessantuno, comunque fuori dalla mia portata e non solo per un fatto di genere. Come vedremo, però, malgrado la mancanza dei requisiti fisici, per molti versi, mi sono trovato obbligato, come tutti voi, a svolgere le stesse funzioni, ma anche di rango meno elevato e con meno prerogative garantiste. Ma non vorrei svelarvi anzitempo dove voglio andare a parare, atteso che anche per fare il portiere non ciò il fisico. Non sono all’altezza.

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Preparare gli aspiranti notai alla professione, non soltanto al Concorso. Le riflessioni (2019) di Paolo Guida

In occasione del Congresso Nazionale di Torino, riprendiamo, a qualche anno di distanza, un articolo di Paolo Guida, pubblicato da Federnotizie nel 2019, che contiene non invecchiate idee utili per il dibattito sulla riforma dell’accesso alla professione.

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Inshallah a Boy. La successione mortis causa nei paesi islamici: dalla fiction alla pratica

Inshallah A Boy è il vibrante debutto cinematografico del regista giordano Amjad Al Rasheed, nel quale una donna e sua figlia affrontano la rovina dopo la improvvisa scomparsa del marito, a meno che lei non riesca a dare alla luce un figlio.

La narrazione prende avvio quando Nawal (Hawa) si trova di fronte alla rovina dopo la improvvisa scomparsa del marito. In assenza di un accordo formale sull’eredità, il cognato di Nawal, Rifqi (Hitham Omari), è pronto a intervenire sotto gli auspici delle attuali leggi sull’eredità per esercitare il suo diritto non solo sull’appartamento della coppia, ma anche sulla tutela della giovane figlia di Nawal, Nora (Seleena Rababah). L’unico modo per evitare lo sfratto apparentemente inevitabile è che Nawal riesca a dare alla luce un figlio, un obiettivo disperato che la costringe in una serie di situazioni avventate che mettono alla prova non solo la sua fede, ma anche i limiti della sua forza.

Contenuto e al tempo stesso silenziosamente caleidoscopico, il film Inshallah A Boy offre una panoramica culturale dell’Amman contemporanea, dalle case dei cristiani benestanti dove Nawal lavora e dove entra in contatto con una donna che sta vivendo una crisi personale che potrebbe aiutarla, agli uffici legali angusti e alle cliniche di periferia.

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La proposta (2014) di Asign per la riforma dell’accesso alla professione

Risale ormai a 10 anni fa la proposta di legge elaborata da ASIGN, l’associazione dei giovani Notai, per una non drastica riforma del concorso. Una proposta semplice ed efficace che ha avuto seguito per quanto riguarda il limite delle consegne, ma non per lo svolgimento delle prove concorsuali, scritte e orali. La riproponiamo in vista della discussione congressuale.


Modifiche al limite delle tre consegne

L. 6 agosto 1926, n. 1365 Norme per il conferimento dei posti notarili.

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Speciale Congresso di Torino: le proposte dell’Associazione Sindacale Notai della Lombardia

Alimentiamo il dibattito che precede il Congresso di Torino riproponendo il documento presentato lo scorso novembre a Roma dall’Associazione Sindacale Notai della Lombardia e che contiene, per punti, una serie di proposte di riforma del Concorso Notarile.


Brevi proposte per una Riforma del Concorso Notarile

Prova scritta

  • Svolgimento delle prove scritte con modalità informatiche (come previsto, tra l’altro, dalla recente riforma del concorso in magistratura).
  • Integrazione della traccia di diritto civile e di diritto commerciale con bozze di visure catastali, ipotecarie e camerali da consegnare ai candidati.
    Esempi: “Tizio intende vendere l’immobile censito al Catasto Fabbricati come risulta dalla visura catastale consegnata…; l’immobile è gravato dalle formalità risultanti dalla visura ipotecaria consegnata”.
    “La società “Alfa S.r.l.”, a mezzo del legale rappresentante quale risultante dalla visura camerale consegnata, intende vendere…”
    “L’assemblea della società “Alfa S.r.l.” intende deliberare un aumento di capitale sociale; legittimati a partecipare all’assemblea sono i soggetti risultanti dalla visura camerale consegnata”.
  • Inserimento obbligatorio di tematiche connesse alle imposte indirette relative alla soluzione scelta;
  • Eliminazione parte teorica.
  • Svolgimento di solo due prove scritte estratte a sorte tra civile, commerciale e mortis causa.

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Legal English – Peter’s Pills – Lesson 71 – Types of cases: Landmark cases

Legal English for Notaries - By Federnotizie

Types of cases: Landmark cases

Transcript:

Hello! Today we look at landmark cases in the common law system.

Case law is also known as judge-made law or precedent and it refers to the body of law established through the decisions made by judges in individual cases. Sometimes we use special names to define certain types of cases and one such an example is “landmark case”.

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Speciale Congresso di Torino: per una riforma dell’accesso le idee di Angiola Giordani

Ha preso finalmente il volo il dibattitto preliminare al Congresso nazionale che si svolgerà a Torino il 17 e il 18 di maggio. Su invito di Giancarlo Laurini, cui certo non sfuggiva la crucialità del tema, ha iniziato Giuseppe Ramondelli, forte della sua esperienza di commissario sul numero 5/2023 di Notariato. Sulla stessa rivista  (1/2024) hanno fatto seguito gli interventi di Arrigo Roveda e di Ugo Bechini, in sostanziale coincidenza di idee. E siamo in attesa di ricevere, sempre da Notariato, un fascicolo speciale interamente dedicato al tema e al Congresso. I tempi della stampa rischiano però di comprimere il dibattito ed è per questo che mettiamo a disposizione, di tutti e senza filtri, il nostro spazio online anche oltre la nostra abitudinale cadenza bisettimanale. Gli articoli avranno lo stesso titolo e si differenzieranno solo per l’autore. Ci aspettiamo una polifonia di interventi che rappresenti le idee dei colleghi più esperti, di chi ha responsabilità di insegnamento, di chi è fresco di vittoria (o di sconfitta) e di chi aspetta con ansia un esito. Non solo concorso, ma anche pratica, tirocinio e ogni altro momento significativo del percorso di accesso. E un grazie ad Angiola Giordani per aver rotto il ghiaccio.


a cura di Angiola Giordani

Ho riletto con grande interesse l’articolo di Arrigo Roveda sul Concorso e vorrei esprimere alcune riflessioni sull’argomento.

La pratica notarile

Concordo che la pratica notarile deve essere effettiva. Ma cosa vuol dire effettiva? 18 mesi di “lavoro” nello studio notarile come si fosse un dipendente (retribuito o non retribuito)?

No, io credo che il praticante debba imparare a svolgere anche il lavoro che svolgono normalmente i collaboratori di studio, ma sempre con la consapevolezza di andare oltre, di imparare appunto a fare il Notaio, il che vuol dire tutti i giorni, in ogni momento, saper decidere, saper effettuare delle scelte per risolvere i problemi giuridici che gli verranno sottoposti.

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Entra oggi in vigore il DDL Capitali : novità in tema di emissione di obbligazioni e di titoli di debito

a cura di Marco Reschigna

La legge 5 marzo 2024, n. 21, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 12 marzo 2024, rappresenta l’ultimo passo dell’approvazione in via definitiva del c.d. “DDL Capitali”. Il provvedimento entra in vigore oggi, 27 marzo 2024, e reca, tra l’altro, importanti novità in tema di emissione di obbligazioni di società per azioni e di titoli di debito di società a responsabilità limitata, che hanno come obiettivo primario quello facilitare forme di finanziamento alternative[1].

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Cassa Nazionale del Notariato: domande (e mancate risposte)

a cura di Giovanni Vigneri, notaio in pensione

Le considerazioni che seguono sono reiterative di precedenti miei interventi tenuti in occasione delle riunioni del Comitato Notarile Regionale della Sicilia. Si è voluto segnalare ai notai, ai componenti dell’Assemblea dei Rappresentanti, ai Presidenti dei Consigli Notarili della Sicilia (perché lo possano riferire ai colleghi assenti) una situazione che si trascina da anni e che riguarda i notai in generale e, in particolare, i notai prossimi alla pensione e i notai pensionati.

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Notai, antiriciclaggio, collaborazione e dignità

a cura di Alessandro Torroni

I notai sono pubblici ufficiali che, per delega ricevuta dallo Stato, attribuiscono pubblica fede a operazioni giuridiche realizzate dai privati. È stato detto che il notaio consente l’incontro della volontà delle parti con l’ordinamento giuridico.

I notai fin dall’anno 1985 hanno ricevuto dallo Stato l’incarico di eseguire controlli di natura tecnica, coadiuvando l’attività della pubblica amministrazione.

Dall’anno 1985 è stato previsto l’obbligo di indicare, per dichiarazione della parte alienante, negli atti notarili di trasferimento immobiliare, i provvedimenti edilizi (concessione edilizia, permesso di costruire, condono edilizio in itinere, ecc.) che legittimano una costruzione, con conseguente onere per la categoria di formarsi in un settore del diritto (normativa edilizia) che esulava dalle sue competenze.

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La reciprocità Italia-Australia vista da down under

Dopo aver partecipato al convegno sulla condizione di reciprocità, organizzato da Federnotizie nello scorso autunno e di cui sono di imminente pubblicazione gli atti, Michael Bula, solicitor australiano con molta esperienza nelle relazioni coi paesi del vecchio continente e con l’Italia in particolare, ha voluto mettere a disposizione dei notai Italiani alcuni materiali utili a chiarire uno dei casi su cui vi è maggiore incertezza. Appunto quello della sussistenza della reciprocità tra Italia e Australia, per la quale prospetta scenari di apertura.


a cura di Michael Leopold Bula

In questo articolo illustrerò la posizione ufficiale del Department of Foreign Affairs and Trade (DFAT) del Governo australiano e prenderò in esame alcuni articoli di studi legali australiani, in tema di condizione di reciprocità.

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Legal English – Peter’s Pills – Lesson 70 – Specific performance

Legal English for Notaries - By Federnotizie

Specific performance

Transcript:

Hello! Today we look at specific performance.

This is a legal remedy available in contract law that requires a party to fulfil (adempiere) their obligations under a contract as agreed upon by both parties.

Specific performance (l’esecuzione in forma specifica) is a court-ordered remedy where a party is required to perform (adempiere) its contractual obligations as promised. It is typically sought (cercato/richiesto) when monetary damages (risarcimento) are insufficient to compensate for a breach of contract.

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