SSD e agevolazioni fiscali: perché lucratività attenuata e regime dell’art. 148 TUIR sono incompatibili

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.7/E del 7 agosto 2026 ha risposto ad alcuni quesiti relativi al trattamento tributario degli enti sportivi dilettantistici.

Uno di essi è di interesse notarile e riguarda l’applicazione alle società sportive dilettantistiche a lucratività attenuata delle agevolazioni fiscali di cui all’art. 148, comma 3, del TUIR e di cui all’art. 4 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633 (decreto IVA).

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Stop all’Irap per gli Studi Associati

Con la Sentenza n. 153 del 24 luglio 2026 la Corte costituzionale ha posto fine a una delle disparità di trattamento più difficili da giustificare: quella tra il notaio che esercita individualmente, escluso dall’IRAP dall’art. 1, comma 8, della Legge n. 234 del 2021 (Legge di Bilancio 2022), e il collega che opera nell’ambito di un’associazione professionale, che pertanto in questi anni ha continuato a versare il tributo.

La questione di costituzionalità era stata sollevata dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Firenze con l’ordinanza del 17 novembre 2025, su ricorso di uno studio notarile associato contro il diniego di rimborso dell’IRAP versata per il 2022. Ne avevamo dato notizia, con un articolo del prof. Niccolò Zanotti, nel dicembre 2025.

Il punto di partenza della Corte è netto: il presupposto interpretativo da cui muoveva il giudice rimettente — e con lui la prassi amministrativa — è erroneo. L’art. 5, comma 3, lettera c), del TUIR non equipara alle società semplici qualunque associazione professionale per il solo fatto che esista. La norma richiede che la professione sia esercitata «in forma associata», e questo è un requisito sostanziale, non una qualificazione formale del soggetto.

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Doppio conferimento e holding multilivello: quando il Fisco apre alla pianificazione

A cura di Tax & Legal Research Hub –
Studio Locatelli & Associati Dottori Commercialisti

Abstract: Il contributo analizza, anche alla luce delle recenti evoluzioni normative e di prassi, le opportunità fiscali offerte dalla riorganizzazione societaria realizzata mediante conferimenti in regime di realizzo controllato. Partendo da un caso reale relativo a un gruppo internazionale di società detenuto da persone fisiche, vengono esaminati gli effetti della creazione di una holding e delle successive holding personali in termini di conseguenze fiscali, di governance, di gestione finanziaria e di pianificazione successoria. L’analisi ambisce a conciliare i vantaggi fiscali ottenibili da una simile operazione di riorganizzazione societaria con lo spettro dell’abuso del diritto fiscale, evidenziando la necessità dell’esistenza di un più ampio disegno di lungo periodo, normalmente rappresentato dalla razionalizzazione dell’assetto proprietario e della preparazione e pianificazione del passaggio generazionale dei soci.

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PEX e Dividend Exemption

A cura di dott. Valerio Locatelli, Managing Partner
Studio Locatelli Sani Ravani & Associati

Il D.L. n. 38/2026 ripristina la disciplina pre-legge di bilancio 2026

II recentissimo D.L. del 27 marzo 2026, contenente disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, ripristina il regime della PEX e della Dividend Exemption nella versione precedente alle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2026.

Ricordiamo che quest’ultima aveva:

  • Introdotto due nuovi requisiti per beneficiare dell’esenzione PEX per le plusvalenze percepite da società di capitali (partecipazione al 5% del capitale sociale oppure valore fiscale non inferiore a 500.000,00 euro);
  • Esteso gli stessi requisiti per poter usufruire dell’esclusione del 95% sui dividendi percepiti da società di capitali (Dividend Exemption).

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I bonus acquisti 2026

I c.d. “Bonus Acquisti” sono i bonus fiscali per la rigenerazione del patrimonio immobiliare che sorgono in occasione della stipula di un atto di compravendita immobiliare; si tratta in particolare:

  • del Bonus Acquisti per Edifici ristrutturati;
  • del Bonus Acquisti per Box auto e parcheggi;
  • del Bonus Acquisti per interventi di riduzione del rischio sismico (c.d. “Sisma Bonus Acquisti”).

Per l’anno 2026 è stato confermato l’impianto normativo già in vigore nell’anno 2025 (da ultimo modificato con la legge 30/12/2024 n. 207, la finanziaria per il 2025). L’unica modifica (sostanziale) apportata dalla legge finanziaria per il 2026 (la legge 30/12/2025 n. 199) riguarda le aliquote applicabili per l’anno 2026.

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Calcolo dell’usufrutto ai fini fiscali 2026

Si riporta la tabella con le percentuali di calcolo, ai fini fiscali, dell’USUFRUTTO e della NUDA PROPRIETÀ, in vigore dal 1° gennaio 2026.

Le percentuali sono le stesse già in vigore negli anni 2024 e 2025, calcolate prendendo come riferimento il tasso di interesse del 2,5%, percentuali come determinate avuto riguardo al prospetto dei coefficienti allegato (Allegato 1) al D.lgs 18/09/2024 n. 139 (Disposizioni per la razionalizzazione dell’imposta di registro, dell’imposta sulle successioni e donazioni, dell’imposta di bollo e degli altri tributi indiretti diversi dall’IVA), così come confermato nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 24 dicembre 2025 (pubblicato in G.U. n. 302 del 31/12/2025) (Adeguamento delle modalità di calcolo dei diritti di usufrutto e delle rendite o pensioni per l’anno 2026).

Si fa presente che a decorrere dal 1° gennaio 2025 per il calcolo del valore dell’usufrutto e della nuda proprietà non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5% (corrispondente al saggio di interesse già in vigore nell’anno 2024).

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Maggiori costi nel 2026 per cedere azioni e quote societarie

La tassazione delle plusvalenze

La Legge 30/12/2025 n. 199 (Legge Finanziaria per il 2026), con l’Art. comma 144, ha aumentato dal 18% al 21% l’aliquota dell’imposta sostitutiva da pagare per la rideterminazione del valore delle partecipazioni societarie.

Con tale modifica l’aliquota pervista per la rivalutazione del valore delle partecipazioni societarie si è ulteriormente avvicinato a quella che è l’aliquota (26%) dell’imposta sostitutiva dovuta sulla plusvalenza realizzata in caso di trasferimento di partecipazioni societarie (corrispondente alla differenza tra valore di realizzo e valore di “carico fiscale”).

Tutto ciò impone un approfondito calcolo di convenienza ogni qualvolta si intenda procedere al trasferimento di una partecipazione societaria. Spesso sarà più conveniente pagare il 26% sulla plusvalenza realizzata piuttosto che rivalutare la partecipazione pagando il 21% sull’intero valore della partecipazione stessa.

E’ stato calcolato che il punto di indifferenza tra la sostitutiva del 21% sull’intero valore della partecipazione e sostitutiva del 26% sulla plusvalenza effettiva, si verifica quando il valore affrancato è almeno pari a 5,2 volte il costo fiscale – con l’aliquota al 18% bastava che fosse 3,25 volte il costo fiscale (fonte: Sole 24Ore 31/12/2025). In pratica solo quando il prezzo di cessione è superiore di 5,2 volte il valore di carico fiscale conviene ricorrere alla rivalutazione di quest’ultimo valore pagando l’imposta sostitutiva del 21%.

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L’applicazione dell’Irap alle associazioni professionali notarili va alla Consulta

A cura di Niccolò Zanotti,
professore associato di Diritto Tributario, Università di Foggia


Commissione di Giustizia Tributaria di I Grado – Firenze (Sez. 1)
Sentenza n° 363 del 17 novembre 2025


Abstract

La CGT I° di Firenze ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità dell’art. 1, comma 8, l. n. 234 del 2021 e dell’art. 5, comma 3, lett. c), Tuir, nella parte in cui non prevedono l’esclusione dall’Irap per le associazioni professionali notarili, in possibile contrasto con gli artt. 3, 53 e 41 Cost.

1. La pronuncia in commento

La CGT I° di Firenze, chiamata a decidere sulla legittimità del diniego tacito formatosi sull’istanza di rimborso dell’Irap versata da un’associazione notarile per l’anno 2022, ha rimesso alla Consulta la questione di legittimità dell’art. 1, comma 8, l. 30 dicembre 2021, n. 234, e dell’art. 5, comma 3, lett. c), del Tuir, nella parte in cui, nel loro combinato disposto, non prevedono l’esclusione dall’Irap anche per le associazioni professionali notarili, in possibile contrasto con gli artt. 3, 53 e 41 Cost.

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Via libera (parziale) dell’UE alla fiscalità degli Enti del Terzo Settore

Con un recente comunicato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto che la Commissione europea ha espresso il proprio gradimento per il regime fiscale degli ETS come previsto dal Titolo X del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (“Codice del Terzo settore”, in breve CTS) e dall’art. 18 d. lgs. 3 luglio 2017, n. 112 (“Revisione della disciplina in materia di impresa sociale”).

La fiscalità degli ETS è in gran parte regolata dagli artt. 79-89 CTS, i quali sono suddivisi in un Capo I (artt. 79-83) contenente disposizioni generali, un Capo II (artt. 84-86) dedicato a ODV ed APS, un Capo III (art. 87) dedicato alle scritture contabili e un Capo IV (artt. 88-89) contenente disposizioni transitorie e finali. Per quanto riguarda le imprese sociali, la norma di riferimento è invece il ricordato art. 18 D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112.

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Riproposte anche per il 2025 le agevolazioni per la fuoriuscita dei beni non strumentali

Premessa: l’evoluzione normativa e le interpretazioni dell’Agenzia dell’Entrate

L’art. 1, commi da 31 a 36 della Legge 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge Finanziaria per il 2025) prevede una serie di agevolazioni fiscali connesse alle operazioni di assegnazione  o cessione ai soci di beni immobili (diversi da quelli strumentali per destinazione) o di beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa ovvero di trasformazione nella forma di società semplice delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni.

Detta norma ripropone in pratica le stesse agevolazioni che per le medesime operazioni erano state riconosciute dall’art. 1, c. 115 della legge 28 dicembre 2015 n. 208 (Legge Finanziaria per il 2016) con scadenza originariamente prevista al 30 settembre 2016, successivamente prorogata sino a tutto il 30 settembre 2017 dall’art. 1, comma 565, della Legge 11 dicembre 2016 n. 232 (Legge Finanziaria per il 2017) e da ultimo dall’art. 1 commi da 100 a 105 legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge Finanziaria per il 2023).

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Le modifiche del D.Lgs. 139/2024: esenzione dall’imposta di donazione e successione per trasferimenti d’azienda e partecipazioni sociali

L’art.1, comma 1, lettera d), del d.lgs. 18 settembre 2024 n.139 conferma l’esenzione dall’imposta di donazione e successione per i trasferimenti[1], effettuati anche tramite patti di famiglia, a favore dei discendenti e del coniuge, di aziende o rami di aziende, di quote sociali e di azioni, prevista dall’art.3, comma 4 ter, del D.Lgs. 31 ottobre 1990 n. 346 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), escludendoli pertanto dal calcolo delle franchigie stabilite per la suddetta imposta.

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I contributi notarili fuori dalla base imponibile Irpef

A cura di Gabriele Fanti

Abstract: Il D.Lgs. 192/2024 è intervenuto sulle modalità di determinazione della base imponibile IRPEF per i redditi di lavoro autonomo, escludendo dalla base imponibile le spese sostenute dal professionista nell’esecuzione, così determinando uno scostamento con quanto previsto dall’art. 15 DPR 633/72 che esenta dalla base imponibile Iva soltanto le spese sostenuto in nome e per conto del cliente.

La norma ha notevoli impatti sull’attività notarile consentendo l’esclusione dalla base imponibile Irpef (e pertanto una sua sterilizzazione, per esempio, a fini della determinazione dei ricavi complessivi oppure dell’applicazione della ritenuta) della più ricorrente voce di spesa fissa dell’attività notarile: i contributi notarili.

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