La “femminilizzazione” del Notariato. Note a margine della relazione del Presidente della Cassa Nazionale del Notariato al Congresso di Torino

di Ileana Maestroni

Nel suo discorso di apertura al Congresso di Torino, il Presidente della Cassa Nazionale del Notariato, elencando le “tematiche di grande impatto, di portata universale, rispetto alle quali il nostro universo, quello notarile” sarebbe “poca cosa”, ha enumerato – cito testualmente: “Prepensionamenti, longevity risk, femminilizzazione, accentramento del lavoro, regole deontologiche inadeguate, ridotta percezione della nostra funzione, avvento dell’intelligenza artificiale, disinteresse dei giovani per la libera professione, scarsità delle risorse disponibili rispetto alle aspettative dei beneficiari dell’assistenza e della previdenza pubblica e privata”.

Mi sia permesso, pur con tutto il dovuto rispetto, esprimere il mio disagio di fronte alle parole del Presidente della Cassa, che sembrerebbe riferirsi alla “femminilizzazione” del notariato italiano come a un problema, alla stessa stregua per esempio della “ridotta percezione della nostra funzione” o del “disinteresse dei giovani per la libera professione”.

In un primo momento ho sperato in un lapsus, ad una lettura troppo frettolosa, ma il termine e, ahimè, il concetto sono tornati anche nel corso dei suoi successivi interventi, sempre con un’accezione ed un significato, se non di negatività, almeno di problematicità.

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Conto dedicato: riflessioni a margine dell’articolo di Luigi De Ruggiero

a cura di Fabrizio Pavoni

In merito all’interessante articolo relativo al conto dedicato, a firma del magistrato De Ruggiero, mi sorge spontanea la necessità di proporre alcune riflessioni da notaio. Nel senso di operatore pratico piuttosto che di puro valutatore di comportamenti teorici.

Tre spunti mi si presentano chiari:

  • il problema della tenuta del rendiconto della gestione del conto;
  • il problema del versamento sul conto dedicato delle intere somme percepite;
  • il problema del pagamento ritardato da parte dei clienti delle somme, in particolare relative alle imposte da versare allo Stato.

A mio avviso occorre applicare le norme certamente nel rispetto del dettato normativo, ma anche interpretarle con riferimento alla loro rilevanza nel campo della deontologia e soprattutto del buon senso.

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Essere notaio: dal privilegio allo svantaggio

Notardilizia, ininfluencer

Il pericolo è il mio mestiere

Sono Antonio Di Lizia, notaio in Potenza, o quel che ne resta.

Quel che mi sono trovato a desiderare, nella mia precedente vita (prima di essere Notaio), pur essendo animato da malcelate ambizioni artistiche o creative, era di avere un lavoro tranquillo, autonomo, una posizione socialmente rispettata e, perché no, soddisfacente dal punto di vista economico.

Avevo una laurea in giurisprudenza, conseguita non senza fatica – (come usavo dire mi sono laureato in quattro e quattr’otto …anni) – e la possibilità, quindi, di intraprendere molte carriere; nella pubblica amministrazione, nell’avvocatura, in magistratura. Oppure entrare in banca, cosa che scartai sul momento, malgrado le pressioni della mia mamma che avrebbe preferito un posto sicuro, subito.

Avevo escluso di entrare in polizia perché, all’epoca, per fare il commissario ci voleva un limite di altezza che io sfioravo, con un certo ottimismo, ma che non bastava; mi pare che il limite fosse fissato a un metro e sessantacinque, e io, anche con un mazzo di carte nei calzini, sotto il tallone, arrivavo a un metro e sessanta. Le cose, poi, sono cambiate, nel senso che sono state ammesse anche le donne, con un’altezza minima di un metro e sessantuno, comunque fuori dalla mia portata e non solo per un fatto di genere. Come vedremo, però, malgrado la mancanza dei requisiti fisici, per molti versi, mi sono trovato obbligato, come tutti voi, a svolgere le stesse funzioni, ma anche di rango meno elevato e con meno prerogative garantiste. Ma non vorrei svelarvi anzitempo dove voglio andare a parare, atteso che anche per fare il portiere non ciò il fisico. Non sono all’altezza.

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Un anno con Federnotizie

Anche nel corso del 2023 abbiamo provato a rendere un servizio utile al Notariato. Informando tempestivamente sulle novità legislative e giurisprudenziali, approfondendo temi di concreto interesse per la nostra professione, stimolando il dibattito sui temi caldi della politica notarile.

I numeri che leggete ci rendono orgogliosi del lavoro fatto.

Un dato non sorprende, ma fa riflettere: nessuno tra gli articoli più letti è un articolo che si occupa di politica della categoria. I nostri lettori ci seguono più perché trovano il nostro lavoro utile per risolvere i problemi della professione che per interrogarsi sui temi caldi del Notariato e sul nostro futuro.

Eppure l’applicazione dell’equo compenso, i rapporti con la magistratura nella difficile partenza della nuova Volontaria Giurisdizione, la crisi delle vocazioni, l’impellente necessità di riformare il concorso, la necessità di rivitalizzare la pratica, le ombre sul futuro della cassa, il pericoloso magma dell’antiriciclaggio…

Tenere alta l’attenzione su questi temi continuerà a essere un obiettivo centrale per la redazione di Federnotizie: con gli articoli, con la rubrica in diretta “Il Caffè di Federnotizie“, con la presenza ai Congressi Nazionali.

Anche dando qualche pizzicotto. Anche rischiando di essere antipatici a qualcuno.


Le statistiche che vi presentiamo sono state elaborate il giorno 22 dicembre 2023 e riguardano l’andamento di Federnotizie fin dal suo esordio online (1 gennaio 2015), con un focus particolare sull’ultimo anno.

Nel 2023, fino al 22 dicembre, il giornale ha pubblicato 105 articoli su un totale di 1.114 articoli complessivi pubblicati in 9 anni, presenti oggi in archivio e liberamente consultabili. Da quando è iniziata la pubblicazione online di Federnotizie (ovvero a partire dal 1° gennaio 2015) abbiamo conseguito questi numeri:

Momenti salienti – Dal 2015 a oggi. Fonte: WordPress.com

Dall’inizio della pubblicazione online di Federnotizie, le pagine visualizzate hanno superato 8 milioni e mezzo. I visitatori hanno oltrepassato quota 5 milioni. Nel 2023 la testata ha raccolto l’interesse di quasi 700mila lettori (696.723) che hanno consultato circa 1 milione 250mila (1.244.974) pagine del giornale.

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Esenzione Irap per gli studi professionali associati: si può fare?

Prof. Avv. Thomas Tassani
Università degli Studi di Bologna
Studio Lexjus Sinacta Bologna Milano
t.tassani@lslex.com

Pochi tributi, nella storia del nostro Paese, hanno avuto un’esistenza così accidentata come l’IRAP. Nonostante la Consulta ne abbia affermato, nel 2001, la costituzionalità, si tratta di una imposta fortemente impopolare, in quanto fondata su un indice di capacità contributiva al limite della evanescenza, che si sostanzia in un extra-prelievo applicabile al risultato dell’attività economica e che può rendersi dovuto anche se l’attività è in perdita.

Consapevole di tale debolezza strutturale ed indifendibilità politica, il legislatore ha, nel corso degli anni, apportato svariate modifiche che hanno progressivamente limitato l’ambito applicativo del tributo e mitigato la determinazione della base imponibile (si pensi alla questione della deducibilità del costo per il personale dipendente).

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Lingua delle riunioni collegiali e della loro verbalizzazione

Il dibattito sulla necessaria sottoscrizione del Presidente dell’Assemblea (o della riunione consiliare), quando il verbale è formato dal notaio per atto pubblico sembra aver trovato da tempo una sua soluzione.

Non è questo il luogo per ripercorrere il percorso compiuto da dottrina e giurisprudenza, ma è utile sottolineare come il Notariato, nelle sue varie componenti, abbia da tempo acquisito a patrimonio che la forza dell’atto pubblico rende superflua la sottoscrizione del Presidente, rendendo autosufficiente la verbalizzazione notarile.

Piace ricordare come uno dei precursori di questo dibattito sia stato uno degli storici redattori di Federnotizie, Luigi Augusto Miserocchi, nel suo “La verbalizzazione nelle società per azioni” risalente al 1969, e come la dottrina si sia ben volentieri allineata alla posizione di Miserocchi anche se, ai nostri fini e per stemperare le polemiche interne alla categoria, è utile ricordare le posizioni in vario modo ufficiali che hanno “bollinato” questa soluzione.

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O capitana! Mia capitana!

Nicoletta Ferrario

Eravamo sempre tantissimi, il lunedì sera in via Locatelli. Tanto numerosi che i posti a sedere non bastavano: molti partecipavano restando in piedi, altri trovavano una sedia e si mettevano subito fuori dalla porta della sala, in una posizione che consentisse comunque di ascoltare e di intervenire.

Progetti, analisi, discussioni che coinvolgevano colleghi di tre generazioni diverse.

Per noi più giovani la sola possibilità di ascoltare chi ne sapeva di più, traendo insegnamento dall’esperienza, sarebbe stata un onore affascinante, ma ci veniva permesso – e richiesto – molto di più. La preparazione delle relazioni per un convegno dell’Associazione, la creazione di un progetto da presentare al congresso di Federnotai, la presentazione degli ordini del giorno al Congresso Nazionale del Notariato: erano tutti compiti per noi ultimi arrivati.

La sola regola, chiara e importantissima, era: se vuoi partecipare fallo fino in fondo, buttati nella mischia e mettiti in gioco. A centrocampo e in difesa c’erano comunque i più grandi, a coprire ma soprattutto a regalare assist preziosissimi.

Nicoletta era la capitana di quella squadra: nessuno avrebbe potuto indossare la fascia meglio di lei.

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Stanno uccidendo i notai

STANNO UCCIDENDO I NOTAI - LIBRO DI REMO BASSETTI

Anche quest’anno è arrivata l’ora degli auguri di Buone Vacanze. E anche quest’anno vi salutiamo con un articolo diverso dai soliti. Non uno di quegli articoli utili che vi segnalano novità o approfondiscono un tema complesso. Non uno di quegli articoli “politici” che fanno arrabbiare circa la metà dei lettori (perché se un articolo politico non fa arrabbiare qualcuno è un articolo inutile).

Vi salutiamo con un estratto del primo capitolo del romanzo “Stanno uccidendo i notai” pubblicato qualche anno fa dal collega Remo Bassetti. Chi volesse proseguire la lettura, incuriosito dall’incipit, lo trova nelle principali librerie on line insieme ad altre pubblicazioni dello stesso autore tra cui l’ultimo romanzo “Una Gran…”.

Stanno uccidendo i notai.

Sorridiamo perché qualcuno penserà che i notai li stia uccidendo chi ha definitivamente sdoganato le assemblee in videoconferenza, mentre altri penseranno che i notai li stia uccidendo chi pone resistenza all’atto a distanza.

Neppure le vacanze riusciranno a risolvere il dubbio.

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La fiducia fondata sulla conoscenza: un nuovo concetto di sede notarile

Relazione tenuta da Carmelo Di Marco
al Convegno “Il notaio di campagna e il notaio di città”
(Pignola, 16 giugno 2023)

I temi dell’assistenza del notaio alla propria sede e dell’utilizzo dell’ufficio secondario sono molto delicati, perché si collegano a quelli della competenza territoriale dei notai e della concorrenza tra loro.

Sono questioni delicate anche perché le regole che le disciplinano devono fare i conti con la sempre crescente facilità di spostamento delle persone (inclusi gli stessi notai) e di circolazione delle informazioni e dei documenti; e con lo sviluppo di strumenti tecnologici che consentono alle persone e alle informazioni di incontrarsi e di essere scambiate anche senza spostamenti fisici nello spazio.

Ci si deve chiedere se le riforme normative intervenute nel corso degli anni abbiano consentito alla Legge Notarile e al nostro Codice Deontologico di stare al passo coi tempi e quali siano, nella prospettiva di nuove riforme, le scelte da compiere.

Da un lato, abbiamo gli interessi di chi fruisce del servizio notarile.

I criteri in base ai quali le sedi notarili sono distribuite capillarmente in tutto il territorio italiano mirano a garantire la agevole fruizione di questo servizio – che è esercizio di una funzione pubblica – da parte di tutti, cittadini e imprese.

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Parità di genere e lingua degli atti notarili

Riceviamo da una lettrice non notaio un appunto sulle modalità di scrittura degli atti notarili, degli statuti e delle loro clausole, nel quale si censura l’utilizzo del maschile sovraesteso. L’argomento è di attualità. Che non tutti si sia d’accordo con la critica è superfluo sottolinearlo. Il dibattito è aperto.


Parità di genere e lingua degli atti notarili

di Laura Agnoletto Baj

Quando nel 2019 sono andata a vedere alla Triennale di Milano la mostra Broken Nature mi sono resa conto della mia ignoranza sul mondo delle piante, ho sempre sentito dire la frase “quell’uomo ormai è un vegetale” come dire che ormai non aveva più alcuna funzione vitale e non mi sono mai accorta che era frutto di un pregiudizio e di molta ignoranza.

Nella mostra curata da Stefano Mancuso, sempre all’interno di Broken Nature, ho imparato quanto le piante siano comunità, comunichino tra loro, si aiutino e si ingegnino per trovare forme di sopravvivenza “molto intelligenti”, perché il mondo vegetale è tutto il contrario di quello che la frase “quello è ornai un vegetale” voleva esprimere.

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Che fine ha fatto la vecchia bozza del nuovo codice deontologico?

Comincia tra poche ore il Congresso di Genova, con una nuova formula che siamo curiosi di sperimentare.

Il titolo “Confronto sulla deontologia dai principi alla pratica” aveva fatto appunto pensare ad un confronto che portasse a discutere su un progetto di riforma del Codice Deontologico vigente che ormai risente di una inadeguatezza evidente rispetto alle modifiche legislative (la competenza regionale, il conto dedicato, la volontaria giurisdizione, etc.) e ad alle evoluzioni della professione (il diffondersi dell’associazionismo, la necessità di una maggior qualificazione dei collaboratori) e della socialità nei suoi generali sviluppi di interazione (la comunicazione notarile – anche pubblicitaria – via social e web, etc…) e invece il Consiglio Nazionale ha preferito che il dibattito restasse nella comfort zone dell’esistente, affidando a qualificati gruppi di studio una ricognizione degli orientamenti giurisprudenziali che ha, alla fine, prodotto i documenti che oggi e domani andremo a discutere (e sui quali rinvio all’articolo di Domenico Cambareri pubblicato due giorni fa).

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Il certificato successorio europeo: domani 23 febbraio Seminario alla Cattolica

Ricordiamo che domani, 23 febbraio 2023, fra le 16.15 e le 18.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, Largo Agostino Gemelli n. 1, si terrà un seminario dal titolo “Il certificato successorio europeo: dottrina, prassi giurisprudenza.

L’incontro, che gode del patrocinio del Consiglio Notarile dei Milano, ruoterà attorno alla discussione di tre casi pratici, affidata ai notai Antonio Reschigna e Arrigo Roveda della redazione di Federnotizie, e a Ilaria Riva (Università di Torino) e Francesca Maoli (Università di Genova), autrici di due studi monografici sul certificato. Modera Pietro Franzina (Università Cattolica del Sacro Cuore).

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione tramite il modulo che si trova qui: https://certificatosuccessorio.com.

Nello stesso sito sono raccolti materiali normativi, giurisprudenziali, dottrinali e di prassi relativi al certificato successorio europeo. Sono stati attribuiti 2 Crediti Formativi per i notai. Per informazioni: pietro.franzina@unicatt.it.

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