L’atto notarile senza parti

Una riflessione che abbia a oggetto l’atto notarile senza parti, in un ordinamento giuridico che contiene la norma di cui all’art. 47 della Legge notarile che stabilisce che l’atto notarile non può essere ricevuto dal notaio se non in presenza delle parti, è certamente una riflessione che inizia, quantomeno, in salita.

L’impostazione della ricerca di una regola che consenta, in linea di principio, di distinguere i casi in cui, nel vigente ordinamento giuridico, non sia ovvero sia possibile (o necessario) porre in essere un atto notarile senza parti, sembra a chi scrive doversi basare su una “summa divisio”: quella tra negozio giuridico e atto in senso lato non negoziale.

Tenendo in mente questa distinzione e ricordando che ogni buona regola per essere tale deve avere le sue eccezioni, si possono svolgere talune brevi riflessioni senza pretese di esaustività e di rigore sistematico – scientifico che le finalità del presente scritto e soprattutto il suo autore non consentono di avere. Continua a leggere

L’atto notarile senza parti ultima modifica: 2022-06-17T08:30:09+02:00 da Redazione Federnotizie

Il mandato di protezione (in previsione di futura incapacità) – Presentazione della proposta di Legge di Federnotai

In diretta i lavori del Convegno Federnotai 2022 di Bologna


Il mandato di protezione
(in previsione di futura incapacità)

Presentazione della proposta di Legge di Federnotai
a cura di Enrico Maria Sironi

Scarica la Proposta di Legge (PDF)

IncipitVorrei premettere alla presentazione della proposta normativa un breve richiamo ad alcuni concetti di base, che si trovano nelle prime pagine di ogni manuale di diritto privato, talmente elementari da esporre al rischio di una loro sottovalutazione.

L’art. 1 del codice civile riconosce a ciascun individuo, per il solo fatto di essere nato, la capacità giuridica, cioè l’attitudine ad essere titolare di diritti e di doveri, attitudine che sul piano costituzionale possiamo pacificamente ricondurre ai “diritti inviolabili dell’uomo”, riconosciuti e garantiti dall’art. 2 della nostra carta fondamentale, la cui tutela è -per così dire- coperta dal principio di uguaglianza affermato dall’art. 3 Cost., che esclude discriminazioni, anche se riconducibili a  particolari “condizioni personali o sociali”.

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Il mandato di protezione (in previsione di futura incapacità) – Presentazione della proposta di Legge di Federnotai ultima modifica: 2022-05-20T12:00:03+02:00 da Redazione Federnotizie

Ancora su eredità digitale e privacy

Commento a Trib. Roma n. 2688/2022

di Sabrina Chibbaro

Con ordinanza dello scorso 10 febbraio 2022 il Tribunale di Roma torna su una questione che aveva già suscitato grande interesse dopo il provvedimento del Tribunale di Milano n. 44578, pronunciato un anno prima contro lo stesso soggetto e avente a oggetto la medesima fattispecie.[1]

Convenuta in giudizio è la Apple, alla quale viene richiesto, dal coniuge del defunto possessore di un iPhone, l’accesso ai dati di quest’ultimo (in particolare, fotografie e video), un duplicato dei quali era memorizzato nell’account iCloud del marito. La Apple aveva opposto l’impossibilità di provvedere in assenza di un ordine dell’autorità giudiziaria.

A ogni dispositivo Apple è associata un’identità digitale[2] (ID) tramite la quale si usufruisce del servizio iCloud, che, come si legge nelle condizioni d’uso, “permette all’Utente di utilizzare taluni servizi Internet, come archiviare contenuti personali (quali contatti, calendari, foto, note, promemoria, documenti, dati delle app ed email iCloud) e renderli accessibili su dispositivi e computer compatibili…“.[3] In poche parole, i dati contenuti nei dispositivi Apple sono archiviati anche in remoto su iCloud, che fornisce così una estensione della memoria dei dispositivi portatili, la condivisione dei dati tra tutti i dispositivi a cui è associato lo stesso ID oltre che un back-up. Tale ultima funzionalità, peraltro, è svolta quasi inconsapevolmente per l’utente poco interessato alle configurazioni del proprio dispositivo[4].

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Ancora su eredità digitale e privacy ultima modifica: 2022-05-13T08:30:09+02:00 da Redazione Federnotizie

Una nuova circolare ministeriale per gli ETS

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato la Circolare n. 9 del 21 aprile 2022 (.PDF) con la quale si propone di dare le basi di una prassi applicativa volta a garantire uniformità di trattamento sull’intero territorio nazionale per l’iscrizione degli enti del terzo settore nel registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS).

Una prima parte è dedicata alle questioni collegate alle nuove iscrizioni di enti che intendono assumere la qualifica di enti del terzo settore (ETS); una seconda parte invece riguarda la fase della trasmigrazione delle organizzazioni di volontariato (ODV) e delle associazioni di promozione sociale (APS) iniziata il 23 novembre 2021 con l’operatività del RUNTS, ai sensi dell’art. 54, CTS.

Si riportano brevemente i punti di maggior interesse notarile e quelli che costituiscono novità nella interpretazione delle norme del CTS e del decreto n. 106 del 15 settembre 2020 (detto anche “decreto RUNTS”).

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Una nuova circolare ministeriale per gli ETS ultima modifica: 2022-04-27T08:30:44+02:00 da Maria Nives Iannaccone

La clausola della roulette russa e la contrattazione immobiliare

Tribuna Giovani

di Alessia Alberti

1. Il problema degli acquisti immobiliari da parte di due soggetti in comproprietà in quote di ½ ciascuno

Nella prassi degli acquisti immobiliari da parte di una famiglia già formatasi o che si sta per creare avviene spesso che i conviventi, i (già o futuri) coniugi o uniti civilmente decidano di acquistare in comunione ordinaria[1] un immobile da adibire a casa familiare, contribuendo in modo paritario all’acquisto, talvolta anche dietro provvista delle rispettive famiglie a titolo di liberalità indiretta.

In questi casi può succedere che i rapporti tra i comproprietari in pari quota dell’immobile adibito a casa comune, nell’ottica di una convivenza di lungo periodo, si sgretolino, con la conseguenza che i due proprietari non sono più disposti a condividere il godimento dell’immobile[2]. Il risultato finale può alternativamente consistere nel fatto che: a) l’immobile resti inutilizzato direttamente dai comproprietari e si riesca di comune accordo a metterlo a reddito cedendolo in locazione a terzi[3]; b) solo uno dei componenti della coppia continui ad abitarci, corrispondendo all’altro un canone di locazione come corrispettivo del godimento dell’intero immobile, ovvero a titolo gratuito in forza di un contratto di comodato.

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La clausola della roulette russa e la contrattazione immobiliare ultima modifica: 2022-04-22T08:30:44+02:00 da Redazione Federnotizie

Illegittimo l’obbligo di allegazione del certificato di idoneità statica (Sentenza n. 00852/2022 TAR Lombardia)

L’articolo 11.6 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 9 del 14 aprile 2014 e approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 2 ottobre 2014, dispone che tutti i fabbricati siti nel Comune di Milano, entro 50 anni dalla data di collaudo delle strutture, o in assenza di questo, dalla loro ultimazione, devono essere sottoposti ad una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo o, in assenza di questo, alla data di ultimazione del fabbricato, che deve essere certificata da un tecnico abilitato.

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Illegittimo l’obbligo di allegazione del certificato di idoneità statica (Sentenza n. 00852/2022 TAR Lombardia) ultima modifica: 2022-04-19T08:30:32+02:00 da Michele Laffranchi

Donazioni indirette, donazioni dissimulate e una confusa sentenza della Corte di Cassazione

1. Introduzione

Il presente contributo prende spunto da una recente pronuncia giurisprudenziale e, precisamente, dalla sentenza Cassazione civile, sezione 2, dell’11 febbraio 2022 n. 4523.

La vicenda giudiziaria è stata introdotta da un atto di citazione con il quale l’attore convocava in giudizio i genitori chiedendo l’accertamento della natura simulata di due atti di trasferimento immobiliari con i quali gli stessi avevano acquistato, in quote uguali, nel 1972 e nel 1973, diverse porzioni di un immobile. Secondo l’attore, infatti, il bene era stato acquistato con denaro solo del padre e, di conseguenza, l’acquisto dissimulava, in realtà, una donazione, da parte del padre in favore della madre, della quota di metà dell’immobile.

L’attore chiedeva, dunque, l’accertamento della reale natura liberale dell’operazione, stante la potenzialità lesiva che detto atto poteva avere per i suoi diritti di legittimario in relazione alla futura successione paterna.

La richiesta era finalizzata a consentire al figlio di notificare e trascrivere immediatamente un atto di opposizione alla donazione in modo da conservare integra la possibilità di esercitare l’azione di restituzione contro eventuali aventi causa dalla donataria.

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Donazioni indirette, donazioni dissimulate e una confusa sentenza della Corte di Cassazione ultima modifica: 2022-04-13T08:30:02+02:00 da Michele Laffranchi

Autonomia privata e disciplina legale dell’inadempimento contrattuale nella contrattualistica immobiliare

 

Autore: Notaio Paolo Tonalini

L’inadempimento nella compravendita immobiliare

Nell’ambito della contrattualistica immobiliare, e con particolare riferimento alla compravendita immobiliare, l’inadempimento si può verificare dal lato dell’acquirente oppure da quello del venditore.

L’acquirente può essere inadempiente all’obbligazione di pagare il prezzo, quando il pagamento non avviene contestualmente alla stipula dell’atto di compravendita, ed è convenuto un pagamento dilazionato.

Per quanto riguarda il venditore, invece, il trasferimento della proprietà dell’immobile avviene contestualmente alla stipula dell’atto di compravendita (in caso contrario ci troveremmo di fronte a un contratto preliminare di compravendita o a un contratto a effetti reali differiti, come nel caso della vendita di cosa futura) ma l’inadempimento può derivare dalla mancanza delle qualità promesse ovvero di quelle essenziali per l’uso a cui è destinata, che comporta il diritto di ottenere la risoluzione del contratto[1], fino ad arrivare alla consegna di “aliud pro alio” (come avviene per esempio, secondo la giurisprudenza, nel caso dell’abitazione priva dei requisiti di agibilità). Assume rilevanza, inoltre, la garanzia per i vizi della cosa[2], che comporta il diritto del compratore di domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo, salvo che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione[3], e fatto salvo il risarcimento del danno[4].

In ognuno di questi casi si può presentare il dubbio sulla possibilità di introdurre pattiziamente deroghe alla disciplina legale dell’inadempimento[5].

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Autonomia privata e disciplina legale dell’inadempimento contrattuale nella contrattualistica immobiliare ultima modifica: 2022-04-08T08:30:23+02:00 da Redazione Federnotizie

Casi problematici in tema di rilascio di copia esecutiva

Una recente sentenza della Suprema Corte (Cassazione 28 dicembre 2021 n. 41.791) è intervenuta sul tema dei requisiti che l’atto pubblico notarile deve possedere per valere come titolo esecutivo. La pronuncia conferma sostanzialmente le conclusioni a cui la Suprema Corte era giunta in precedenti sentenze ed offre l’occasione per fare il punto sui requisiti del titolo esecutivo notarile nonché su una serie di fattispecie in materia di rilascio di copia esecutiva da parte del notaio, cui occorre prestare maggiore attenzione.

A cura di Alessandro De Gregori

Il caso

Una banca promuove un procedimento esecutivo nei confronti di due suoi clienti, in forza di un titolo esecutivo consistente in una copia esecutiva di un contratto di apertura di credito in conto corrente, concluso per atto pubblico notarile. I due debitori esecutati propongono opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., contestando l’esistenza di un valido titolo esecutivo. Continua a leggere

Casi problematici in tema di rilascio di copia esecutiva ultima modifica: 2022-03-25T08:30:24+01:00 da Redazione Federnotizie

Dalla nullità all’inefficacia parziale delle vendite di immobili di edilizia residenziale pubblica a prezzo eccedente quello massimo: un’ipotesi applicativa

1. Dalla nullità all’inefficacia parziale delle vendite di immobili di edilizia residenziale pubblica a prezzo superiore a quello massimo di cessione

di Massimo Saraceno

La degradazione da nullità a inefficacia, in entrambi i casi parziale[1], della sanzione per la violazione dei limiti costituiti dal prezzo massimo di cessione degli immobili interessati dalle convenzioni ex art.35 della legge 22 ottobre 1971 n.865 ad opera dell’art.25 undecies del D.L. 23 ottobre 2018 n.119, convertito nella legge 17 dicembre 2018 n.136, che ha modificato il comma 49 bis e introdotto il comma 49 quater nell’art.31 della legge 23 dicembre 1998 n.448, induce più d’una riflessione, sia di ordine sistematico che pratico-applicativo, sugli spazi che la novella ha dischiuso all’autonomia negoziale nella stipula degli atti di compravendita aventi ad oggetto gli immobili suddetti per i quali non sia stato intrapreso o non sia completato l’iter per l’affrancazione.

La ricostruzione del “nuovo” statuto normativo della circolazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica convenzionata avrà, d’ora in avanti, anche il pregio della stabilità (salvi successivi interventi riformatori) alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.210 del 23 settembre 2021 che, nel dichiarare non fondate le questioni di legittimità costituzionale del suddetto art. 25 undecies del D.L. 119/2018 e dell’art.31 commi 49 bis, 49 ter e 49 quater  della legge 23 dicembre 1998 n.448 in riferimento agli artt.3, 24, 42, 47, secondo comma, 77, secondo comma, 101, 102, 104, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, ha confermato la plausibilità della scelta legislativa di qualificare in termini di inefficacia parziale, e non più di nullità parziale, la patologia negoziale dalla quale sono affetti gli atti di vendita a prezzo superiore a quello massimo di cessione. Continua a leggere

Dalla nullità all’inefficacia parziale delle vendite di immobili di edilizia residenziale pubblica a prezzo eccedente quello massimo: un’ipotesi applicativa ultima modifica: 2022-02-16T08:30:06+01:00 da Redazione Federnotizie

Clausola penale illegittimamente tassata: Agenzia delle Entrate condannata a rifondere le spese

Nello scorso mese di aprile, a commento di una decisione della Commissione Provinciale di Milano, avevamo pubblicato un articolo di Chiara Grazioli che faceva il punto sull’autonoma tassabilità della clausola penale e l’avevamo corredato con alcuni esempi di ricorso.

Uno di questi ricorsi è stato ritenuto meritevole di accoglimento dalla decisione della Commissione Tributaria di Pesaro che pubblichiamo.

Della decisione colpisce la condanna alle spese inflitta all’Agenzia delle Entrate di Pesaro, ma anche la elementare lezione di diritto privato che l’estensore ha ritenuto di dover impartire di fronte a un avviso di liquidazione totalmente privo di fondamento.

La lezione impartita a noi notai è invece diversa e più sottile.

Essere dalla parte dello Stato per una corretta esazione e un puntuale pagamento dei tributi, è essenziale connotato del Notariato, ma significa anche non lasciare il cliente/cittadino/contribuente in balia di pretese senza fondamento solo perché la pretesa è di importo modesto e “non vale la pena ricorrere”. Continua a leggere

Clausola penale illegittimamente tassata: Agenzia delle Entrate condannata a rifondere le spese ultima modifica: 2021-12-24T08:30:14+01:00 da Redazione Federnotizie

Assemblee in teleconferenza oltre l’emergenza

Il Consiglio Notarile di Milano ha approvato la duecentesima Massima della commissione istituita per l’elaborazione di principi uniformi in tema di società, che qui pubblichiamo.

È una massima importante non solo perché il numero è tondo ma anche perché in qualche modo chiude, in prospettiva, il periodo delle assemblee emergenziali per aprire un periodo, a regime, nel quale le assemblee sempre più potranno sfruttare i vantaggi offerti dalle moderne tecniche di telecomunicazione.

Con tutta probabilità sarà una massima destinata a far discutere, ma nella discussione devono essere tenute ben presenti le parole della Ministra di Giustizia Marta Cartabia al recente Congresso Nazionale del Notariato.

“Ma proprio sulla pandemia vorrei fare una piccola riflessione. Anche in quella situazione, soprattutto nei momenti più drammatici, più bui, più chiusi di tutta la fase della pandemia voi notai avete rispettato il vostro dovere con dignità e onore, come dice la Costituzione, anche quando continuare a prestare il vostro servizio ha richiesto una grande abnegazione. Io ho apprezzato profondamente la flessibilità del notariato che, ancor prima degli interventi di emergenza, ha saputo reinventarsi, aprendo per esempio alla possibilità di organizzare le assemblee a distanza per le società di capitali e altri enti associativi. Un esempio della capacità di essere al servizio delle esigenze della collettività in modo assolutamente dinamico, moderno e sempre all’avanguardia.” Continua a leggere

Assemblee in teleconferenza oltre l’emergenza ultima modifica: 2021-11-26T14:53:09+01:00 da Redazione Federnotizie

Mutuo fondiario: nullità e sovrafinanziamento

1. Introduzione

Con l’ordinanza Sez. I, 14 giugno 2021 n. 16776, la Suprema Corte ha confermato e consolidato un indirizzo interpretativo che, originariamente affermatosi in alcune pronunce di merito, aveva ricevuto (già prima della pronuncia da ultimo citata) l’autorevole avallo della Cassazione[1]. Il thema decidendi attiene agli effetti derivanti dal mancato rispetto, da parte dell’Istituto di credito mutuante, della regola di cui al combinato disposto dell’art. 38 d.lgs. 1993 n. 385 (Testo Unico Bancario) e della Delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio 22 aprile 1995[2]. Si tratta, come noto, delle disposizioni che fissano un limite quantitativo all’importo finanziabile da parte delle Banche in sede di erogazione di un mutuo che abbia le caratteristiche della fondiarietà. Continua a leggere

Mutuo fondiario: nullità e sovrafinanziamento ultima modifica: 2021-11-17T08:30:15+01:00 da Matteo Verzì

Imposta fissa di registro per il riconoscimento di debito

Con due ordinanze gemelle (Cassazione, VI sezione Civile, n. 8152 del 23.3.2021 e n. 15910 dell’8.6.2021), la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’applicabilità al riconoscimento di debito dell’imposta di registro in misura fissa.

La Cassazione ha ritenuto infatti di aderire “al più recente e nettamente prevalente indirizzo giurisprudenziale” (da ultime Cassazione, V sez. civile n. 481 dell’11.1.2018 e, sull’assunto del principio di alternatività IVA/registro Cassazione, V sez. civile n. 13527 del 2.7.2020 e 25267 del 10.11.2020)  che sostiene la tassazione con imposta di registro in misura fissa, sconfessando il “diverso e isolato indirizzo giurisprudenziale” secondo cui alla ricognizione di debito, in quanto atto avente natura dichiarativa, è applicabile l’aliquota dell’1% ai sensi dell’art. 3 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986 (da ultimo Cassazione, Sez. Trib. Civile, n. 3379 del 12.2.2020 e Cassazione, Sez. Trib. Civile, n. 12432 del 28.5.2007). Continua a leggere

Imposta fissa di registro per il riconoscimento di debito ultima modifica: 2021-11-12T08:30:27+01:00 da Clara Trimarchi

Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali

Speciale Federnotizie al Congresso 2021

Comincia oggi il primo, e speriamo ultimo, Congresso Nazionale del Notariato interamente telematico.

Difficile prevedere come sarà il dibattito, se la distanza favorirà o scoraggerà la discussione.

Da parte nostra nei mesi scorsi abbiamo toccato alcuni argomenti che speriamo saranno affrontati, diventando progetti del Notariato.

L’atto a distanza, la riforma del sistema contributivo e di governance della Cassa, la “liberalizzazione” dell’uso di lingue straniere negli atti notarili, una disciplina per il mandato in vista della futura incapacità e altro ancora.

Venerdì il corsivo redazionale che ha lanciato proposte per una riforma del sistema sanzionatorio e del procedimento disciplinare.

Oggi, con un articolo di Maria Grazia Trivigno, torniamo a occuparci di un tema che non dovrebbe essere divisivo, quello dell’abolizione dell’azione di restituzione. E lo facciamo attraverso un argomento sinora poco frequentato che riguarda le problematiche della circolazione di partecipazioni sociali con provenienza donativa.

Più volte dal Ministero di Giustizia sono giunte promesse di un radicale intervento sull’azione di restituzione (la riduzione dei termini di prescrizione sarebbe veramente ben poca cosa). Riflettere non solo sugli ostacoli alla circolazione dei beni immobili, ma anche a quelli delle partecipazioni sociali potrebbe servire ad aggregare sulla proposta il consenso dei ministeri economici.


Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali

Maria Grazia Trivigno, notaio

L’insofferenza verso il sistema codicistico di tutela dei legittimari vive una nuova stagione. Le criticità legate alla provenienza donativa si impongono infatti nella prassi quotidiana notarile con forza sempre maggiore e frequenza crescente anche con riguardo alle partecipazioni sociali.

Accade ormai spesso che l’acquisizione di family company da parte di fondi di private equity approdi al prevedibile scoglio costituito da precedenti trasferimenti a titolo di donazione aventi ad oggetto le partecipazioni della società target, siano esse azioni di S.p.A. o quote di S.r.l. Continua a leggere

Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali ultima modifica: 2021-11-04T08:30:32+01:00 da Redazione Federnotizie