Il legato di rapporti bancari e il ruolo della banca

Scopo del presente contributo è quello di analizzare, anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Genova del 20 ottobre 2020, numero 1638, le differenti tipologie di legato aventi ad oggetto rapporti bancari e la connessa problematica della individuazione del soggetto legittimato a chiedere alla banca la disponibilità di tali rapporti.

1. Introduzione

Come si vedrà nel prosieguo, vi sono due distinte questioni da affrontare.

La prima riguarda la natura del diritto che, ai sensi dell’art. 649 comma 1 c.c., il legatario acquista direttamente senza bisogno di accettazione.

La seconda riguarda l’applicabilità, a queste tipologie di legato, del terzo comma dell’art. 649 c.c., ai sensi del quale “Il legatario deve domandare all’onerato il possesso della cosa legata, anche quando ne è stato espressamente dispensato dal testatore”.

Su entrambe le questioni vi sono, come vedremo, opinioni diverse. Continua a leggere

Il legato di rapporti bancari e il ruolo della banca ultima modifica: 2021-05-05T08:30:44+02:00 da Michele Laffranchi

Quietanze di surrogazione e obbligo di tenuta a raccolta

La Corte di Cassazione, con due sentenze in pari data (9 dicembre 2020, depositate in cancelleria in data 19 febbraio 2021) si è pronunciata su due casi – analoghi per molti dei capi di incolpazione – originati da procedimenti disciplinari decisi in primo grado dalla COREDI della Lombardia.

Tra i vari punti decisi dalla Cassazione, ci si soffermerà su quanto deciso dagli Ermellini sull’obbligo di conservazione a raccolta delle scritture private autenticate aventi ad oggetto quietanze relative a quanto ricevuto in occasione di operazioni di mutuo concesso per estinguere il debito derivante da precedente finanziamento con surroga nell’ipoteca (già) iscritta, ai sensi dell’art. 120 quater del Testo Unico Bancario.

A cura di Cesare Gattoni, notaio in Milano

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Quietanze di surrogazione e obbligo di tenuta a raccolta ultima modifica: 2021-04-30T08:30:19+02:00 da Redazione Federnotizie

La Corte di Cassazione e i testamenti con contenuto coincidente

Ospitiamo con piacere questo contributo di Guido e Corrado De Rosa in tema di testamenti reciproci. È l’occasione per riprendere con Guido De Rosa un discorso interrotto bruscamente qualche anno fa. Un peccato. Perché la stima nei suoi confronti non è mai venuta meno e le idee che ci uniscono sono più e più preziose di quelle che ci hanno diviso.

Arrigo Roveda, direttore Federnotizie


Un breve commento alla sentenza
della seconda sezione n. 18197 del 2 settembre 2020

A cura di Guido e Corrado De Rosa

Premessa: i testamenti congiuntivi, reciproci, simultanei e corrispettivi e le opinioni espresse in precedenza da dottrina e giurisprudenza

L’art 589 c.c. dispone che “Non si può fare testamento da due o più persone nel medesimo atto, né a vantaggio di un terzo, né con disposizione reciproca”.

Detta norma, apparentemente unitaria, in realtà disciplina due fattispecie distinte: il testamento congiuntivo e il testamento reciproco.

Nello specifico, il primo ricorre qualora due o più soggetti, nel medesimo atto, dispongano dei propri beni per il tempo in cui avranno cessato di vivere; il secondo, invece, ricorre ove due o più soggetti procedano con disposizioni testamentarie l’una a favore dell’altra e viceversa.

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La Corte di Cassazione e i testamenti con contenuto coincidente ultima modifica: 2021-04-23T08:30:44+02:00 da Redazione Federnotizie

La autonoma tassazione della clausola penale: uno spiraglio per il contribuente?

La CTP di Milano sez. II con la recente sentenza n. 2231 del 6 novembre 2020 ha stabilito che la clausola penale (contenuta in un contratto di locazione soggetto ad IVA) NON deve essere tassata autonomamente dovendosi applicare l’art 21 II comma del DPR 131/1986 (di seguito TUIR).

La sentenza merita di essere commentata anche perché rappresenta una decisa presa di posizione, che si sta lentamente consolidando presso la giurisprudenza tributaria[1] nei confronti della prassi dell’Agenzia delle Entrate che ritiene invece, in modo pressoché costante e pervicace, che la clausola penale sia soggetta ad imposta di registro in misura autonoma in quanto disposizione non necessariamente connessa al negozio principale (cfr. Risoluzione 310388/1990 e n. 91/2004 e resoconto riunione DRE Lombardia del 29/1/2020). Continua a leggere

La autonoma tassazione della clausola penale: uno spiraglio per il contribuente? ultima modifica: 2021-04-21T08:30:23+02:00 da Chiara Grazioli

Le clausole che limitano il rilascio di copie sono contrarie alla Legge

Nota a Cass. Civ. Sez. 2 n. 4526 Anno 2021

(Leggi la sentenza – documento .pdf)

La sentenza in commento affronta e risolve brillantemente una serie corposa di questioni sottoposte al giudizio di legittimità della S.C., che spaziano dalla materia del procedimento disciplinare, a quella degli obblighi di conservazione a raccolta degli atti e di applicazione degli onorari di repertorio, fino alla natura del contratto di finanziamento con surrogazione e all’obbligo di rilascio di copie da parte dei pubblici ufficiali.

A cura di Ileana Maestroni, notaio in Vigevano

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Le clausole che limitano il rilascio di copie sono contrarie alla Legge ultima modifica: 2021-04-16T08:30:07+02:00 da Redazione Federnotizie

È l’ora dell’atto notarile a distanza? Uno sguardo all’estero per vedere all’interno

Con i tre brevi approfondimenti di oggi si dà uno sguardo a quello che accade in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito. 

È noto che la pandemia in atto ha mostrato la necessità di fronteggiare le impossibilità e i gravi disagi, per i cittadini e per le imprese, di essere presenti davanti al notaio per sottoscrivere atti che le loro esigenze patrimoniali e personali richiedono. I notariati di quei Paesi hanno saputo rispondere a quelle esigenze con prontezza ed efficienza.

Come è altrettanto noto, in Italia un contributo, di grande rilievo ma di ambito limitato, è stato fornito inizialmente dal Consiglio notarile di Milano che ha ammesso la legittimità, nel periodo emergenziale, di utilizzare come procuratori per gli atti da stipularsi i dipendenti e collaboratori del notaio stesso nonché la possibilità che le assemblee delle società possano tenersi con tutti i partecipanti collegati con mezzi di audio-videoconferenza (massima 187 della Commissione Massime del Consiglio notarile di Milano), possibilità quest’ultima fatta poi propria, per il periodo emergenziale, dal legislatore. Continua a leggere

È l’ora dell’atto notarile a distanza? Uno sguardo all’estero per vedere all’interno ultima modifica: 2021-04-07T08:30:10+02:00 da Domenico Cambareri

Consigli notarili e concorrenza: l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato

I rapporti tra il Notariato e la Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sono stati complessi. Anzi il Notariato partiva da una posizione che addirittura escludeva che questi rapporti dovessero esserci. Poi le vicende sfociate in contrapposizioni anche giudiziarie hanno portato alcuni punti fermi: la definizione di un perimetro dell’attività d’impresa che comprende anche le professioni intellettuali, l’estraneità dell’attività disciplinare dei Consigli Notarili dal sindacato dell’AGCM ed altro ancora. È giunto il momento di consolidare questi punti fermi, passando dalla contrapposizione al dialogo. Federnotizie è al lavoro per aprire il dialogo.


Con sentenza 29 gennaio 2021 n. 874, la VI sezione del Consiglio di Stato ha definito una vicenda che ha visto protagonisti, su fronti contrapposti, da un lato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (in prosieguo, breviter, l’Autorità o l’AGCM) e dall’altro il Consiglio notarile di Roma (in prosieguo, breviter, il Consiglio o il CND) e ASNODIM – Associazione Notariato Romano Dismissioni Immobiliari (in prosieguo, breviter, l’Associazione).

A cura di Anselmo Barone Continua a leggere

Consigli notarili e concorrenza: l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato ultima modifica: 2021-04-02T08:30:26+02:00 da Redazione Federnotizie

Start up innovative: il Consiglio di Stato dà ragione ai notai

Con la sentenza n. 02643/2021 (Reg. prov. Coll.) n. 02997-2018 (Reg. Ric.), pubblicata oggi, il Consiglio di Stato (Sezione Sesta) ha accolto il ricorso in appello proposto dal Consiglio Nazionale del Notariato con cui si chiedeva la riforma della sentenza del TAR Lazio n. 10004/2017 che aveva rigettato l’istanza del CNN di annullamento del DM 17 febbraio 2016 (e dei provvedimenti attuativi collegati) portante la possibilità di costituire una startup innovativa in assenza di atto pubblico.
La sentenza riafferma l’importanza dell’atto pubblico in sede di costituzione della s.r.l. con argomentazioni molto significative che si riassumono brevemente in questo primo commento di sintesi. Continua a leggere

Start up innovative: il Consiglio di Stato dà ragione ai notai ultima modifica: 2021-03-29T20:19:17+02:00 da Lucia Folladori

ETS e RUNTS, profili di interesse notarile

1. La riforma degli Enti del Terzo settore e il relativo Registro unico nazionale (RUNTS)

Parlare di “novità normativa” rispetto al decreto legislativo n.117, datato 3 luglio 2017, recante Codice del Terzo settore, può sembrare indice di poca reattività; in realtà, come noto, la lunga “gestazione” normativa della riforma del Terzo Settore, iniziata con la consultazione pubblica realizzata dal Governo nella primavera del 2014[1], può dirsi conclusa solo con il decreto del Ministro del Lavoro 15 settembre 2020, n. 106, pubblicato in GU n. 261 del 21 ottobre 2020 e che disciplina procedimenti e funzionamento del Registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) in attuazione dell’art. 53 del Codice.

Guarderemo, quindi, alla riforma del Terzo settore attraverso il “filtro” del predetto DM Lavoro n. 106/2020.

A cura di Enrico Maria Sironi – notaio in Gallarate

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ETS e RUNTS, profili di interesse notarile ultima modifica: 2021-03-26T08:30:48+01:00 da Redazione Federnotizie

Gli strumenti di allerta e la procedura di composizione assistita della crisi

La prima novità introdotta dal codice della crisi consiste nella previsione di misure e procedure volte a rilevare immediatamente lo stato di crisi e ad individuare una soluzione da attuare, eventualmente concordata con i creditori.

Lo scopo è quello di impedire che la situazione di difficoltà economica peggiori, divenendo incontrollabile, e di riportare nuovamente il debitore in una situazione di stabilità finanziaria.[1]

È possibile distinguere due differenti fasi, le quali possono –  ma non necessariamente – susseguirsi l’una all’altra:

  • la prima fase è connotata dall’attività di allerta in senso stretto, basata sull’adempimento dell’obbligo di allerta e di segnalazione al debitore gravante sui soggetti indicati dalla normativa (strumenti di allerta);
  • la seconda fase è caratterizzata dallo svolgimento di una vera e propria procedura di composizione assistita della crisi di natura non giudiziale innanzi a specifici organismi.

Gli strumenti di allerta e la procedura di composizione si applicano a tutte le imprese, escluse le grandi imprese, i gruppi di imprese di rilevanti dimensioni, le società con azioni quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione o diffuse tra il pubblico in misura rilevante, le imprese bancarie, le assicurazioni e le altre società indicate dall’art. 12, comma 5, del c.c.i.i.[2]

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Gli strumenti di allerta e la procedura di composizione assistita della crisi ultima modifica: 2021-03-24T08:30:14+01:00 da Maria Rosaria Lenti

Perdite “COVID”: quali sono e cosa fare

1. La formulazione originaria (art. 6 del D.L. 23/2020)

L’art. 6 del D.L. 23/2020 (Decreto Liquidità), convertito con modificazioni dalla L. 40/2020, nella sua formulazione originaria prevedeva che:

“A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020 per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, numero 4), e 2545-duodecies del codice civile”. Continua a leggere

Perdite “COVID”: quali sono e cosa fare ultima modifica: 2021-03-12T08:30:34+01:00 da Marco Borio

L’accesso ai dati post mortem su cloud: il commento all’ordinanza del Tribunale di Milano 2020/44578

Il Tribunale di Milano con ordinanza del 10 febbraio 2021 ha riconosciuto ai genitori del figlio defunto il diritto di accedere ai contenuti del suo smartphone archiviati su iCloud. Il nostro approfondimento giuridico sulla vicenda. 

A cura di Marco Bassini, Giovanni De Gregorio, Oreste Pollicino

Il ruolo dei dati nella società dell’informazione ha sollevato diversi interrogativi anche in relazione all’accesso e all’utilizzo delle informazioni di carattere personale post mortem (tema sul quale cfr. O. Pollicino – V. Lubello – M. Bassini, Identità ed eredità digitali, Aracne, 2016). Ad esempio, possono i genitori rivendicare un interesse meritevole di tutela ad accedere ai dati del figlio defunto? Si può obbligare un soggetto privato che raccoglie e archivia informazioni in uno spazio cloud a fornire assistenza per il recupero dei dati personali del defunto? Sono tutti interrogativi, questi, al centro della vicenda in cui ha avuto modo di pronunciarsi il Tribunale di Milano, accogliendo il ricorso proposto in via cautelare dai genitori del figlio scomparso a venticinque anni, lo scorso marzo, per ottenere un provvedimento che obbligasse Apple Italia a prestare la propria assistenza per il recupero dei contenuti archiviati sui suoi account. Continua a leggere

L’accesso ai dati post mortem su cloud: il commento all’ordinanza del Tribunale di Milano 2020/44578 ultima modifica: 2021-03-05T08:30:43+01:00 da Redazione Federnotizie

Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia

Tra le proposte che il Notariato offre per migliorare l’efficienza del processo civile è noto vi è quella di sgravare i giudici da compiti di volontaria giurisdizione relativi all’autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione degli incapaci. L’articolo che vi proponiamo illustra come altri ordinamenti abbiano superato il problema, per le incapacità sopravvenute, e quindi non per minori o portatori di deficit cognitivi, con strumenti negoziali che prescindono da autorizzazioni e controlli. È un capitolo del grande tema del “scegliamo, fino a che possiamo scegliere” già affrontato per le DAT e di cui fa parte anche la pianificazione successoria. Un argomento che un notariato propositivo dovrebbe portare al tavolo del legislatore.


Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia

di Pietro Franzina

Pietro Franzina è professore ordinario di Diritto internazionale privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, e membro della Commissione Affari europei e internazionali del Consiglio Nazionale del Notariato

1. Gli strumenti negoziale di protezione degli adulti

La protezione dei maggiorenni che a causa di una limitazione delle loro facoltà personali non siano in grado di provvedere da soli alla cura dei propri interessi è affidata in molti sistemi giuridici anche a strumenti di natura negoziale. Si prevede, in sostanza, che l’interessato, quando ancora sia capace di determinarsi, conferisca ad uno o più fiduciari il potere di rappresentarlo con riguardo alla amministrazione dei suoi interessi, personali e/o patrimoniali, nell’ipotesi di una menomazione della sua autonomia. Una circostanza, questa, che spetta in genere al giudice accertare, eventualmente su istanza del fiduciario designato, provvedendo su questa base a una sorta di omologazione del negozio. Continua a leggere

Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia ultima modifica: 2021-02-24T08:30:07+01:00 da Redazione Federnotizie

Trasferimento di asset aziendali: l’interessante caso del trasferimento della Member-List o lista clienti

La recente risposta a interpello del 18 dicembre 2020 n. 609[1], con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema di qualificazione, agli effetti dell’assoggettamento ad IVA o ad imposta di Registro, dell’operazione di trasferimento della c.d. Member List (sostanzialmente l’anagrafica o lista clienti) che una società intendeva realizzare in connessione ad un articolato processo di riorganizzazione aziendale, è l’occasione per fare il punto su quali siano gli orientamenti della Amministrazione Finanziaria sulla configurabilità di una azienda (o di un suo ramo) ai fini fiscali.

di Ruben Israel, notaio in Milano

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Trasferimento di asset aziendali: l’interessante caso del trasferimento della Member-List o lista clienti ultima modifica: 2021-02-19T08:30:19+01:00 da Redazione Federnotizie

Concorrenza tra notai e procacciamento d’affari: il commento del presidente De Ruggiero alla sentenza di Cassazione n. 16433

Commento a Cass. 30-7-2020, n. 16433

«L’art. 147 della legge notarile non vieta la concorrenza tra i notai, ma ne vieta le forme illecite, compreso il ricorso a procacciatori d’affari, da intendersi in senso meramente economico e non strettamente tecnico, essendo sufficiente ad integrare la condotta sanzionata il solo fatto che un terzo indirizzi un certo numero di clienti verso il notaio e che quest’ultimo ne tragga beneficio nello svolgimento dell’attività, senza che rilevi la gratuità dell’attività di procacciamento, vietata dall’art. 31 del Codice Deontologico anche se svolta a titolo non oneroso».

A leggere questa massima un brivido è inevitabile: quante volte ho “indirizzato” – gratis! – amici che mi chiedevano consiglio “a beneficio” – in verità, non sempre – di un notaio stimato? E non è forse vero che è dal passa-parola di un conoscente che arriva al notaio buona parte dei “clienti”? (Ma bisogna proprio chiamare così i cittadini che accedono a un pubblico Ufficio?) Una volta va bene, ma se solo le indicazioni dello stesso conoscente raggiungono “un certo numero”, ne risulta integrato un procacciamento vietato?!? Continua a leggere

Concorrenza tra notai e procacciamento d’affari: il commento del presidente De Ruggiero alla sentenza di Cassazione n. 16433 ultima modifica: 2021-02-05T08:30:42+01:00 da Luigi De Ruggiero