Orientamenti della Commissione in materia societaria del Comitato Triveneto in ordine all’art. 106 del D.L. 18/2020 convertito con Legge 27/2020

La Commissione per gli orientamenti in materia societaria del Comitato Notarile Triveneto ha elaborato alcuni orientamenti ed indirizzi operativi con riferimento alla disposizione dell’art. 106 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 convertito con L. 24 aprile 2020 n. 27 che detta norme in materia di svolgimento delle assemblee di società ed enti da applicarsi durante il periodo emergenziale di contenimento e contrasto della diffusione dell’epidemia da COVID-19 Continua a leggere

Orientamenti della Commissione in materia societaria del Comitato Triveneto in ordine all’art. 106 del D.L. 18/2020 convertito con Legge 27/2020 ultima modifica: 2020-05-20T14:00:27+02:00 da Giovanni Rizzi

L’attività notarile a valle del procedimento di mediazione alla luce dell’art. 83, comma 20-bis, D.L. 17 marzo 2020, n. 18

L’introduzione c.d. a regime (sia nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020, che successivamente a tale periodo) della possibilità di svolgimento degli incontri di mediazione in via telematica, mediante sistemi di videoconferenza, con il consenso preventivo di tutte le parti coinvolte nel procedimento, pone il problema di rendere compatibile tale modalità di svolgimento a distanza degli incontri di mediazione con la successiva attività notarile, necessaria all’inserimento degli accordi medesimi nei pubblici registri.

La previsione normativa di cui all’art. 83, comma 20-bis, del D.L.17 marzo 2020, n. 18 (cd “Cura Italia”) convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2020, n. 27 (d’ora in avanti art. 83, comma 20-bis) supera la necessità che lo svolgimento della mediazione a distanza sia prevista nel regolamento dell’organismo, come fino ad ora previsto all’art. 3, comma 4, d. lgs. 4 marzo 2010, n. 28, e relega ai regolamenti dell’organismo il compito sussidiario di disciplinare le relative modalità.

di Massimo Saraceno notaio in Roma Continua a leggere

L’attività notarile a valle del procedimento di mediazione alla luce dell’art. 83, comma 20-bis, D.L. 17 marzo 2020, n. 18 ultima modifica: 2020-05-20T10:29:07+02:00 da Redazione Federnotizie

Legislazione Covid-19: Tabella riepilogativa su sospensione e proroga di termini

Di seguito riportiamo una tabella riepilogativa a cura del notaio Giovanni Rizzi della legislazione più recente, promulgata in stato di emergenza nazionale da Covid-19, che riassume le norme in materia di sospensione e proroga dei termini per adempimenti, atti e procedimenti che incidono direttamente o indirettamente sull’attività del notaio.

Attenzione: la Tabella seguente è stata ottimizzata per una visione su computer desktop. Per una lettura da smartphone si consiglia di posizionare il dispositivo in orizzontale.

 

Legislazione Covid-19: Tabella riepilogativa su sospensione e proroga di termini ultima modifica: 2020-05-13T08:20:23+02:00 da Giovanni Rizzi

La sospensione dei termini con riguardo alle agevolazioni prima casa e al credito d’imposta

Emergenza Coronavirus - Compra un libro e fai beneficenza

L’art. 24 del Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 (Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali) così dispone:

I termini previsti dalla nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa parte prima allegata al T.U. delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, nonché il termine previsto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 1998 n. 448, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa, sono sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 31 dicembre 2020”.

Continua a leggere

La sospensione dei termini con riguardo alle agevolazioni prima casa e al credito d’imposta ultima modifica: 2020-04-28T08:15:15+02:00 da Giovanni Rizzi

Decreto Liquidità: Titoli di credito e protesti: domande e (possibili) risposte

Emergenza Coronavirus - Compra un libro e fai beneficenza

Il DL 23/2020 (cd Decreto Liquidità) dedica un’intera disposizione – l’art. 11 – alla “Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito”. Si tratta di una previsione volta a porre rimedio alla situazione di obbiettiva incertezza venutasi a creare per effetto dell’art. 10, comma 5, DL 9/2020 (cd. Decreto Cura Italia).

Quest’ultima disposizione, infatti, aveva sospeso dal 22 febbraio 2020 al 31 marzo 2020 i termini di scadenza “relativi a vaglia cambiari, a cambiali e ad ogni altro titolo di credito o atto avente forza esecutiva”. Tuttavia, tale sospensione era espressamente limitata ai debitori residenti all’interno della iniziale “zona rossa”, poi estesa all’intero territorio nazionale per effetto di successivi provvedimenti normativi (in particolare il DPCM 9 marzo 2020, entrato in vigore il 10 marzo 2020). Era così sorto, a causa della tecnica normativa impiegata dal legislatore, il dubbio – di cui ci siamo già occupati in un precedente approfondimento del nostro giornalese la sospensione continuasse ad operare nella sola “zona rossa” iniziale, o se dovesse ritenersi estesa a tutto il territorio nazionale. Continua a leggere

Decreto Liquidità: Titoli di credito e protesti: domande e (possibili) risposte ultima modifica: 2020-04-23T10:30:58+02:00 da Matteo Mattioni

Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da COVID-19: il nuovo documento dell’UIF

L’epidemia da coronavirus ha comportato non solo una grave crisi sanitaria ma anche una crisi economico-finanziaria di vaste proporzioni con code che si trascineranno nei prossimi anni. La crisi in atto ha generato un clima di allarme non solo sulle carenze sanitarie, ma anche sul rischio che criminalità organizzata e delinquenza comune possano trarre profitto e lucrare sia dall’impoverimento e dallo stato di necessità che ha colpito cittadini e mondo dell’impresa, sia dall’appropriazione e distrazione delle risorse pubbliche che lo Stato intende erogare per far fronte alle carenze di liquidità e per far ripartire l’economia.

di Marco Krogh, notaio in Mugnano di Napoli Continua a leggere

Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da COVID-19: il nuovo documento dell’UIF ultima modifica: 2020-04-22T08:30:52+02:00 da Redazione Federnotizie

Chiusura al pubblico delle Conservatorie lombarde: possibili conseguenze (e soluzioni operative) sulla contrattazione immobiliare

Emergenza Coronavirus - Compra un libro e fai beneficenza

A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si è assistito, in Lombardia, dapprima, alla chiusura temporanea di alcune conservatorie per programmati interventi di sanificazione, poi alla generale chiusura al pubblico degli Uffici delle Direzioni Provinciali.
Giusta l’ordinanza n. 514 emanata lo scorso 21 marzo dal Presidente della Regione Lombardia e successiva ordinanza n. 515 del 22 marzo, sono stati chiusi al pubblico in Lombardia, dal giorno 23 marzo 2020 e fino a data da comunicarsi, tutti gli uffici delle Direzioni Provinciali, tra cui le Conservatorie. Continua a leggere

Chiusura al pubblico delle Conservatorie lombarde: possibili conseguenze (e soluzioni operative) sulla contrattazione immobiliare ultima modifica: 2020-04-01T12:43:51+02:00 da Daniela Riva

Le disposizioni in materia societaria nel Decreto-legge COVID-19 (Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18). Profili applicativi.

  1. Introduzione.

Come noto, il D.L. 17 marzo 2020 n.18 introduce una serie di norme che, seppur temporaneamente, incidono sulla disciplina delle società.

Emergenza Coronavirus - Compra un libro e fai beneficenza

Una premessa appare doverosa. Le disposizioni del D.L. sulla verbalizzazione notarile in ambito societario in nessun modo consentono di sostenere che gli stessi principi possano valere per, o essere adattati ad, altri settori della attività notarile ed alle manifestazioni di volontà negoziale, nel rispetto, fra l’altro, delle regole e dei principi dettati dagli artt. 1326 e ss del c.c.. Per essere chiari, non ci appare possibile ricorrere al meccanismo della verbalizzazione, qualunque sia la distanza che separa gli attori della vicenda negoziale, per trasferire validamente la proprietà di un immobile o per iscrivere una ipoteca. Tra i vari possibili argomenti, oltre a quello lumeggiato, si deve rilevare che le norme che regolano la pubblicità nel settore immobiliare lo impedirebbero.

Dunque, le note che seguono hanno valore meramente interpretativo di norme e principi che già erano presenti nell’ordinamento prima della entrata in vigore del D.L. e si propongono di fornire alcune soluzioni pratiche di immediata applicazione.

A cura di Nicola Atlante, Marco Maltoni, Carlo Marchetti, Mario Notari e Arrigo Roveda Continua a leggere

Le disposizioni in materia societaria nel Decreto-legge COVID-19 (Decreto legge 17 marzo 2020, n. 18). Profili applicativi. ultima modifica: 2020-03-30T11:30:59+02:00 da Redazione Federnotizie

La sospensione dei termini di prescrizione, decadenza e adempimento: incertezze applicative e possibili interpretazioni

Emergenza Coronavirus - Compra un libro e fai beneficenza

La recente normativa emergenziale, emanata per far fronte all’epidemia da COVID-19, rappresenta già un corpus di dimensioni cospicue e di elevata complessità. Com’era prevedibile, il concitato susseguirsi di provvedimenti di varia natura e diversa portata non ha certo favorito il coordinamento tra gli stessi. Ne conseguono situazioni di incertezza che, in mancanza di un intervento chiarificatore del legislatore, debbono essere risolte in via interpretativa.

Una di queste situazioni riguarda la sospensione dei termini disposta dall’art. 10 del DL 2.3.2020, n. 9. Questa disposizione ha un contenuto processuale ed uno sostanziale. Continua a leggere

La sospensione dei termini di prescrizione, decadenza e adempimento: incertezze applicative e possibili interpretazioni ultima modifica: 2020-03-25T12:53:42+01:00 da Matteo Mattioni

Chiusura delle attività degli studi professionali: il DPCM prevale sulle ordinanze regionali? – L’opinione del costituzionalista

Sono giorni in cui allo stato di incertezza generale dovuta all’emergenza sanitaria in corso e all’impossibilità di previsioni attendibili sul suo sviluppo, si aggiunge una nuova patologia: quella che sta affliggendo il principio di certezza del diritto, anche a causa del continuo avvicendarsi di fonti normative di carattere governativo, regionale e locale legate all’adozione di misure contenimento del virus.

di Oreste Pollicino, professore ordinario di Diritto Costituzionale – Università Bocconi

In tali momenti di incertezza bisogna aggrapparsi a qualcosa di certo, come per esempio i principi generali che sovraintendono al rapporto tra le fonti nel nostro ordinamento. Un tale aggancio può essere utile per identificare la soluzione più corretta al quesito su quale fonte debba prevalere, con riguardo al problema della chiusura delle attività degli studi professionali. Attività, infatti, di cui è stata sancita la chiusura (“salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza”) con ordinanza 21 marzo 2020 n. 514 del governatore della Lombardia Fontana, che è stata smentita dal DPCM 22 marzo 2020 firmato dal Presidente del Consiglio, per cui tali attività possono invece proseguire.

Vi sono due considerazioni, una di carattere generale, l’altra legata alla disciplina emergenziale in vigore, che militano nello stesso senso: i professionisti coinvolti possono continuare lo svolgimento della loro attività. Prevale, infatti, quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

In primo luogo, perché, in forza del criterio gerarchico, la normativa governativa prevale, in caso di contrasto, con quanto previsto da un’ordinanza di un presidente di Regione. E la ragione è ovvia. In caso contrario, vi sarebbe una frammentazione a livello regionale, che non consentirebbe allo Stato di realizzare il suo mandato costituzionale di assicurare un livello minimo di uniformità nella protezione dei diritti e delle libertà, che sicuramente vengono direttamente ed indirettamente coinvolti dall’adozione di misure di contenimento.

Ma vi è anche una ragione, come si diceva, legata alla disciplina emergenziale in vigore. Come è stato notato da Rocco Todero, il decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6 (convertito in legge n. 13 del 2020) – che disciplina le modalità con cui il Parlamento identifica organi e modalità di intervento per l’adozione di misure restrittive – è molto chiaro sul punto. In particolare il decreto, dopo aver identificato una serie di attori competenti a livello governativo e regionale e locale, tra cui ovviamente i governatori delle Regioni e i sindaci, specifica (all’art. 3, comma 2) che solo “nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri” possono intervenire, in caso di estrema necessità urgenza, le fonti ministeriali, regionali e locali rilevanti, comprese ovviamente le ordinanze dei Presidenti di Regione.

Ed è quello che è successo con l’ordinanza del presidente Fontana (che non a caso richiama in premessa il d.l. 23 febbraio 2020, n. 6), la quale, vista l’estrema necessità ed urgenza dettata dal drastico peggioramento della situazione sanitaria in Lombardia, nelle more dell’adozione del DPCM 22 marzo 2020, ha previsto la chiusura delle attività professionali. Una volta adottata la fonte governativa, per definizione, la fonte regionale in contrasto si deve ritrarre, perché è cedevole rispetto a quella adottata a livello centrale.

Chiusura delle attività degli studi professionali: il DPCM prevale sulle ordinanze regionali? – L’opinione del costituzionalista ultima modifica: 2020-03-24T10:51:28+01:00 da Redazione Federnotizie