L’accesso ai dati post mortem su cloud: il commento all’ordinanza del Tribunale di Milano 2020/44578

Il Tribunale di Milano con ordinanza del 10 febbraio 2021 ha riconosciuto ai genitori del figlio defunto il diritto di accedere ai contenuti del suo smartphone archiviati su iCloud. Il nostro approfondimento giuridico sulla vicenda. 

A cura di Marco Bassini, Giovanni De Gregorio, Oreste Pollicino

Il ruolo dei dati nella società dell’informazione ha sollevato diversi interrogativi anche in relazione all’accesso e all’utilizzo delle informazioni di carattere personale post mortem (tema sul quale cfr. O. Pollicino – V. Lubello – M. Bassini, Identità ed eredità digitali, Aracne, 2016). Ad esempio, possono i genitori rivendicare un interesse meritevole di tutela ad accedere ai dati del figlio defunto? Si può obbligare un soggetto privato che raccoglie e archivia informazioni in uno spazio cloud a fornire assistenza per il recupero dei dati personali del defunto? Sono tutti interrogativi, questi, al centro della vicenda in cui ha avuto modo di pronunciarsi il Tribunale di Milano, accogliendo il ricorso proposto in via cautelare dai genitori del figlio scomparso a venticinque anni, lo scorso marzo, per ottenere un provvedimento che obbligasse Apple Italia a prestare la propria assistenza per il recupero dei contenuti archiviati sui suoi account. Continua a leggere

L’accesso ai dati post mortem su cloud: il commento all’ordinanza del Tribunale di Milano 2020/44578 ultima modifica: 2021-03-05T08:30:43+01:00 da Redazione Federnotizie

Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia

Tra le proposte che il Notariato offre per migliorare l’efficienza del processo civile è noto vi è quella di sgravare i giudici da compiti di volontaria giurisdizione relativi all’autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione degli incapaci. L’articolo che vi proponiamo illustra come altri ordinamenti abbiano superato il problema, per le incapacità sopravvenute, e quindi non per minori o portatori di deficit cognitivi, con strumenti negoziali che prescindono da autorizzazioni e controlli. È un capitolo del grande tema del “scegliamo, fino a che possiamo scegliere” già affrontato per le DAT e di cui fa parte anche la pianificazione successoria. Un argomento che un notariato propositivo dovrebbe portare al tavolo del legislatore.


Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia

di Pietro Franzina

Pietro Franzina è professore ordinario di Diritto internazionale privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, e membro della Commissione Affari europei e internazionali del Consiglio Nazionale del Notariato

1. Gli strumenti negoziale di protezione degli adulti

La protezione dei maggiorenni che a causa di una limitazione delle loro facoltà personali non siano in grado di provvedere da soli alla cura dei propri interessi è affidata in molti sistemi giuridici anche a strumenti di natura negoziale. Si prevede, in sostanza, che l’interessato, quando ancora sia capace di determinarsi, conferisca ad uno o più fiduciari il potere di rappresentarlo con riguardo alla amministrazione dei suoi interessi, personali e/o patrimoniali, nell’ipotesi di una menomazione della sua autonomia. Una circostanza, questa, che spetta in genere al giudice accertare, eventualmente su istanza del fiduciario designato, provvedendo su questa base a una sorta di omologazione del negozio. Continua a leggere

Il difficile esercizio in Italia di poteri di rappresentanza conferiti da un adulto in previsione di una perdita di autonomia ultima modifica: 2021-02-24T08:30:07+01:00 da Redazione Federnotizie

Trasferimento di asset aziendali: l’interessante caso del trasferimento della Member-List o lista clienti

La recente risposta a interpello del 18 dicembre 2020 n. 609[1], con cui l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in tema di qualificazione, agli effetti dell’assoggettamento ad IVA o ad imposta di Registro, dell’operazione di trasferimento della c.d. Member List (sostanzialmente l’anagrafica o lista clienti) che una società intendeva realizzare in connessione ad un articolato processo di riorganizzazione aziendale, è l’occasione per fare il punto su quali siano gli orientamenti della Amministrazione Finanziaria sulla configurabilità di una azienda (o di un suo ramo) ai fini fiscali.

di Ruben Israel, notaio in Milano

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Trasferimento di asset aziendali: l’interessante caso del trasferimento della Member-List o lista clienti ultima modifica: 2021-02-19T08:30:19+01:00 da Redazione Federnotizie

Concorrenza tra notai e procacciamento d’affari: il commento del presidente De Ruggiero alla sentenza di Cassazione n. 16433

Commento a Cass. 30-7-2020, n. 16433

«L’art. 147 della legge notarile non vieta la concorrenza tra i notai, ma ne vieta le forme illecite, compreso il ricorso a procacciatori d’affari, da intendersi in senso meramente economico e non strettamente tecnico, essendo sufficiente ad integrare la condotta sanzionata il solo fatto che un terzo indirizzi un certo numero di clienti verso il notaio e che quest’ultimo ne tragga beneficio nello svolgimento dell’attività, senza che rilevi la gratuità dell’attività di procacciamento, vietata dall’art. 31 del Codice Deontologico anche se svolta a titolo non oneroso».

A leggere questa massima un brivido è inevitabile: quante volte ho “indirizzato” – gratis! – amici che mi chiedevano consiglio “a beneficio” – in verità, non sempre – di un notaio stimato? E non è forse vero che è dal passa-parola di un conoscente che arriva al notaio buona parte dei “clienti”? (Ma bisogna proprio chiamare così i cittadini che accedono a un pubblico Ufficio?) Una volta va bene, ma se solo le indicazioni dello stesso conoscente raggiungono “un certo numero”, ne risulta integrato un procacciamento vietato?!? Continua a leggere

Concorrenza tra notai e procacciamento d’affari: il commento del presidente De Ruggiero alla sentenza di Cassazione n. 16433 ultima modifica: 2021-02-05T08:30:42+01:00 da Luigi De Ruggiero

Visure ipotecarie e catastali: responsabilità professionale del notaio

Sommario: 1. Premessa. – 2. Natura giuridica dell’obbligazione e della responsabilità professionale del notaio. – 3. Fonte dell’obbligo di effettuare le visure ipocatastali. – 4. Soggetto legittimato al risarcimento del danno. – 5. Inammissibilità di un concorso di colpa del danneggiato. – 6. Dispensa del notaio dall’obbligo delle visure: l’esonero è ancora possibile dopo la Legge n. 52/1985? – 7. Illecito e responsabilità disciplinare del notaio. – 8. Obbligo di effettuare le visure ipocatastali anche nelle scritture private autenticate. – 9. Azione di responsabilità nei confronti del notaio: termine di prescrizione. – 10. Estensione temporale dell’obbligo di visure ipocatastali.

  1. Premessa

Con ordinanza del 29 agosto 2019 n. 21775 la terza sezione civile della Suprema Corte di cassazione è ritornata sul tema della responsabilità civile del notaio per omesse visure ipocatastali, affermando il principio, già ribadito in molte pronunce, secondo cui rientra tra gli obblighi del notaio richiesto della stipulazione di un contratto di compravendita immobiliare e, in particolare, nell’obbligo di buona fede oggettiva, lo svolgimento delle attività accessorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti e, precisamente, il compimento delle c.d. visure catastali e ipotecarie, allo scopo di individuare esattamente il bene e verificarne la libertà, salvo espresso esonero del notaio da tale attività per concorde volontà delle parti, dettata da motivi di urgenza o da altre ragioni.

Avendo la Suprema Corte con la predetta ordinanza, nell’esaminare i motivi denunziati dal ricorrente, richiamato espressamente la sua giurisprudenza in tema di responsabilità professionale del notaio, con le presenti brevi note si cercherà, con riguardo al sopra citato tema, di fare una sintetica ricognizione dell’attuale quadro giurisprudenziale e delle principali posizioni in dottrina.

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Visure ipotecarie e catastali: responsabilità professionale del notaio ultima modifica: 2020-11-25T10:47:14+01:00 da Daniela Riva

La responsabilità del notaio in due recenti decisioni della Suprema Corte

Due recenti decisioni della Corte di cassazione tornano sul tema della responsabilità civile del notaio e, al di là delle particolari fattispecie trattate, meritano di essere analizzate in quanto la loro rilevanza trascende quella del singolo caso di specie e le considerazioni svolte riguardano l’attività notarile in sé.

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La responsabilità del notaio in due recenti decisioni della Suprema Corte ultima modifica: 2020-10-21T09:58:45+02:00 da Antonio Reschigna

I contributi versati alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato sono costi inerenti all’attività esercitata

I contributi versati dal notaio alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato sono costi inerenti all’attività esercitata, come tali deducibili nella determinazione del reddito professionale. Sono le conclusioni cui perviene la Corte di Cassazione con l’Ordinanza della Sezione n. 5, n. 18395/2020, pubblicata il 4 settembre 2020, che rappresenta un ulteriore passo avanti verso il definitivo consolidamento della giurisprudenza di legittimità, favorevole al contribuente, sulla controversa questione della natura dei contributi versati dal notaio alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato.

di Raffaele Trabace, notaio

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I contributi versati alla Cassa nazionale e al Consiglio nazionale del notariato sono costi inerenti all’attività esercitata ultima modifica: 2020-10-09T08:15:15+02:00 da Raffaele Trabace

Nuova Banca Dati DAT

È entrato in vigore il 1° febbraio il Regolamento concernente la banca dati nazionale destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento, c.d. DAT (D.M. 10 dicembre 2019, n. 168, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2020, in attuazione del disposto dell’articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018).

di Lucia Folladori, notaio in Chiavenna

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Nuova Banca Dati DAT ultima modifica: 2020-10-06T09:52:48+02:00 da Redazione Federnotizie

Enti Pubblici: via libera agli acquisti immobiliari

A decorrere dal primo gennaio 2014, nell’ottica di contenere le spese pubbliche nel rispetto del patto di stabilità interno e di garantire maggiore trasparenza, il comma 1-ter dell’art. 12 del D.L. 98/2011 in materia di acquisto, vendita, manutenzione e censimento di immobili pubblici aveva introdotto, per gli Enti Territoriali e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, limiti stringenti all’acquisto di immobili.

In base a tale normativa, perché un Ente Pubblico potesse procedere all’acquisto di un bene immobile, era necessario:

  • comprovare documentalmente l’indispensabilità dell’acquisto e la sua indilazionabilità;
  • che il responsabile del procedimento attestasse i requisiti di cui sopra;
  • che l’Agenzia del Demanio provasse la congruità del prezzo, previo rimborso delle spese;
  • dare notizia delle operazioni di cui sopra, con l’indicazione del soggetto alienante e del prezzo, nel sito internet istituzionale dell’ente.

di Beatrice Maria Ratti di Desio Levi, notaio Continua a leggere

Enti Pubblici: via libera agli acquisti immobiliari ultima modifica: 2020-10-02T11:25:51+02:00 da Redazione Federnotizie

Riforma del Terzo Settore: gli adeguamenti statutari per OdV APS e ONLUS

Il secondo comma dell’art. 101 del D. Lgs. n. 117/2017 (Codice Del Terzo Settore o anche CdTS) dispone che le Organizzazioni di Volontariato (OdV), le Associazioni di promozione sociale (APS) e le ONLUS devono adeguarsi alle disposizioni inderogabili contenute nello stesso decreto entro il termine, più volte prorogato, ed attualmente fissato al 31 ottobre 2020 (ai sensi dell’art.35, comma 1, del D.L. 17 marzo 2020, n.18, convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27). Agli stessi enti, fino all’operativita’ del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), continuano ad applicarsi le norme inerenti i registri speciali cui risultano iscritti come previste dalle rispettive normative. Il CdTS continua: “Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalita’ e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria.Continua a leggere

Riforma del Terzo Settore: gli adeguamenti statutari per OdV APS e ONLUS ultima modifica: 2020-09-28T11:03:49+02:00 da Maria Nives Iannaccone

L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio ed il suo impiego nelle locazioni immobiliari

L’atto pubblico ricevuto dal notaio è titolo esecutivo non solo per la riscossione forzata delle somme dovute in virtù del medesimo, ma anche per l’esecuzione forzata degli obblighi di consegna di beni mobili e di rilascio di beni immobili.

Pertanto, ove la locazione sia conclusa nella forma dell’atto pubblico ed occorra procedere allo sfratto di un conduttore moroso o licenziato, il proprietario potrà avviare direttamente l’esecuzione forzata richiedendo all’Ufficiale Giudiziario la notifica del precetto e dell’avviso di rilascio.

Le riflessioni che seguono vertono sulla possibilità di estendere l’attività notarile ad un campo ancora poco battuto: quello delle locazioni.

Senza alcuna pretesa di esaustività[1], verranno evidenziati i vantaggi conseguenti alla stipula del contratto di locazione nella forma dell’atto pubblico rispetto a quella della scrittura privata la quale, ove autenticata, costituisce titolo esecutivo solo per la riscossione coattiva delle somme dovute in virtù della medesima.

Esaminati brevemente i termini processuali e le principali variabili connesse al giudizio di sfratto, si darà quindi conto della valenza dell’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio.

Verrà quindi tratteggiata la fase esecutiva, per poi individuare il contenuto minimo dell’atto.

Da ultimo, si passeranno in rassegna alcune ipotesi applicative.

Sommario: I) La particolare realtà delle locazioni; II) L’iter giudiziario per ottenere il provvedimento di sfratto; II.1) I tempi per la notifica; II.2) L’udienza di convalida e le tutele del conduttore; II.3) L’eventuale passaggio dal rito sommario al rito speciale; II.4) Il provvedimento di rilascio; III) Il titolo esecutivo quale unica condizione dell’azione esecutiva; IV) L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio; V) L’esecuzione forzata dell’obbligo di rilascio e le opposizioni dell’esecutato; V.1) Il contenuto dell’atto pubblico; VI) Ipotesi applicative; VII) Considerazioni finali.

di Tullio Alberto Lops, notaio in Pistoia

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L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio ed il suo impiego nelle locazioni immobiliari ultima modifica: 2020-09-22T08:30:53+02:00 da Redazione Federnotizie

Agevolazioni prima casa per il cittadino italiano emigrato all’estero: l’Italia deferita alla Corte di Giustizia UE

Con la decisione n. 1P/19/471 del 24 gennaio 2019 l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea a causa del mancato adeguamento dell’agevolazione fiscale prevista per i cittadini italiani emigrati all’estero che acquistano la loro prima abitazione sul territorio italiano senza l’obbligo di stabilirvi la residenza. Continua a leggere

Agevolazioni prima casa per il cittadino italiano emigrato all’estero: l’Italia deferita alla Corte di Giustizia UE ultima modifica: 2020-09-16T08:38:00+02:00 da Chiara Grazioli

Credito di imposta “prima casa”: Norme – Principi – Prassi – Clausole

L’Agenzia delle Entrate torna ad affrontare la questione del frazionamento del credito d’imposta “prima casa” con la Risposta a interpello n. 223 del 22 luglio 2020, stabilendo che qualora il contribuente, non potendo utilizzare il credito in sede di riacquisto agevolato, trattandosi di atto soggetto a IVA, abbia optato per la sua utilizzazione in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data del nuovo acquisto e che in tale sede il credito sia stato “scomputato” solo parzialmente “in quanto non vi era sufficiente capienza per poterlo recuperare totalmente”, è possibile utilizzare il residuo importo del credito in diminuzione delle imposta di registro, ipotecaria e catastale dovute sull’atto di acquisto di un altro immobile.

L’occasione ci offre lo spunto per elaborare un promemoria sul credito d’imposta in genere, con proposta di formule relative a singole fattispecie.

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Credito di imposta “prima casa”: Norme – Principi – Prassi – Clausole ultima modifica: 2020-09-09T12:15:01+02:00 da Raffaele Trabace

Novità urbanistiche e ricadute sull’attività notarile nel Decreto Semplificazioni 2020: Permesso di costruire, Agibilità e Stato Legittimo dell’immobile

L’art. 10 del D.L. 16/07/2020 n. 76 (il cd. “Decreto Semplificazioni”, non ancora convertito in legge) ha modificato vari articoli del Testo Unico in materia edilizia (D.P.R. D.P.R. 06/06/2001, n. 380), e ciò (come si legge nell’incipit di detta norma) “al fine di semplificare e accelerare le procedure edilizie e ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, nonché di assicurare il recupero e la qualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di processi di rigenerazione urbana”.

Le modifiche, che riguardano vari aspetti (la definizione di fattispecie edilizie come la ristrutturazione edilizia e la manutenzione straordinaria, il permesso di costruire in deroga, l’attività edilizia libera, le deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, la riduzione del contributo concessorio, ecc.) presentato anche delle significative ricadute sull’attività del Notaio. Continua a leggere

Novità urbanistiche e ricadute sull’attività notarile nel Decreto Semplificazioni 2020: Permesso di costruire, Agibilità e Stato Legittimo dell’immobile ultima modifica: 2020-09-02T13:11:10+02:00 da Giovanni Rizzi

LA QUESTIONE DELLE CESSIONI DI FABBRICATI IN CORSO DI COSTRUZIONE AL “RIESAME” DELLA CASSAZIONE (ORDINANZA N. 13404/2020)

LA VICENDA

Una società vendeva a una società di leasing un fabbricato in corso di costruzione.
La cessione veniva assoggettata a Iva con applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.
L’Ufficio notificava al notaio rogante avviso di liquidazione per il recupero delle imposte ipotecaria e catastale nelle misure proporzionali rispettivamente del 3 e 1 per cento, considerando il trasferimento come cessione in campo Iva di fabbricato strumentale per natura.
La CTP rigettava il ricorso del notaio con sentenza confermata dalla CTR.
Il notaio proponeva ricorso per cassazione, sostenendo che la CTR aveva errato nel considerare l’immobile strumentale per natura, essendo lo stesso in corso di costruzione al momento della cessione, e, come tale, da assoggettare alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.

La vicenda ci offre lo spunto per ripercorrere l’evoluzione della prassi dell’AE e della giurisprudenza dei giudici di legittimità in tema di cessioni di fabbricati strumentali per natura in corso di costruzione, partendo dalle norme di legge che regolano la materia.

di Raffaele Trabace notaio Continua a leggere

LA QUESTIONE DELLE CESSIONI DI FABBRICATI IN CORSO DI COSTRUZIONE AL “RIESAME” DELLA CASSAZIONE (ORDINANZA N. 13404/2020) ultima modifica: 2020-08-03T08:30:03+02:00 da Redazione Federnotizie