Il mandato in vista della futura incapacità – Tecniche contrattuali in attesa di un’auspicabile riforma di Legge

Il Notariato ha (da sempre) tra le sue preziose qualità quella di saper guidare l’interpretazione delle norme, naturalmente ove possibile, verso un risultato che sia il più vicino possibile alle esigenze di una società che cambia con una velocità che il legislatore fatica a seguire.

Gli esempi sono numerosi ma quello delle assemblee in video conferenza aiuta a comprendere il concetto.

Il legislatore del 1942 aveva l’esigenza di regolare principalmente le incapacità dalla nascita, mentre oggi i progressi della medicina e della scienza hanno prolungato di molto l’aspettativa di vita di coloro per i quali l’incapacità è sopravvenuta per malattia o incidente.

È forte quindi la preoccupazione dei soggetti privati relativa all’amministrazione del proprio patrimonio nel periodo di incapacità e sentita l’esigenza che questa amministrazione possa avvenire senza condizionamenti, nei tempi e nelle scelte, da parte dell’autorità giudiziaria.

Il Convegno organizzato da Federnotizie lo scorso 14 maggio ha messo in luce la necessità di una duplice risposta a questo problema. Una risposta può essere data dal legislatore, e il Notariato dovrebbe essere di aiuto nella preparazione del testo normativo. Ma una risposta può essere anche data dalla prassi utilizzando gli strumenti già disponibili.

Pubblichiamo, a firma Clementina Binacchi e Federico de Stefano, una proposta operativa di soluzione.

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Il mandato in vista della futura incapacità – Tecniche contrattuali in attesa di un’auspicabile riforma di Legge ultima modifica: 2021-10-08T08:30:52+02:00 da Redazione Federnotizie

DAC6: obblighi per i notai di comunicazione nei meccanismi fiscali transfrontalieri

Il percorso verso una Unione Europea più compiutamente unita, seppur con lentezza (si pensi alle misure adottate dalla Commissione l’anno scorso contro l’evasione fiscale e la fiscalità aggressiva, e quindi anche contro i paradisi fiscali), continua anche sul fronte fiscale.

È immaginabile che una effettiva armonizzazione di taluni tributi e una penetrante politica fiscale europea trovino realizzazione in un arco temporale ragionevolmente breve. Le spinte provenienti dalla stessa Italia e, in particolare, dal Presidente del Consiglio Draghi ne sono la riprova.

È un bene che i notai siano costantemente informati, presenti e efficientemente operativi anche su questi fronti al fine di continuare ad offrire alla comunità economica di riferimento prestazioni sempre di alto livello.

Il CNN ha mostrato attenzione al riguardo, approvando e pubblicando nel febbraio di quest’anno lo studio su “Gli obblighi DAC6 nell’attività notarile” a fronte della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.2/E/2021 del 10 febbraio 2021 portante primi chiarimenti al Decreto Legislativo n.100 del 30 luglio 2020 (recepimento della Direttiva “DAC6” – UE 2028/822 del Consiglio, del 25 maggio 2028 recante modifiche alla Direttiva 2011/16/UE). Continua a leggere

DAC6: obblighi per i notai di comunicazione nei meccanismi fiscali transfrontalieri ultima modifica: 2021-10-01T08:42:27+02:00 da Domenico Cambareri

Accettazione tacita dei donatari: un ricorso di Giovanni Liotta

On.le TRIBUNALE DI MESSINA

Ricorso ai sensi dell’art. 2674 bis c.c. avverso trascrizione con riserva.

Il sottoscritto Giovanni Liotta, notaio in XXX, con studio in XXX, via YYY, ove elegge domicilio agli effetti del presente ricorso, pec giovanni.liotta@postacertificata.notariato.it, propone ricorso avverso la trascrizione effettuata con riserva ai sensi dell’art. 2674 bis c.c. in data 19 aprile 2017 ai nn. 9263/7104 dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale delle Entrate di Messina – Ufficio Provinciale Territorio – Servizio di Pubblicità Immobiliare di Messina, con sede in Messina, via F.lli Bandiera snc, email pubblica  dp.messina.uptmessina@agenziaentrate.it.

A tal fine il sottoscritto espone quanto segue:

  1. in data 7 aprile 2017 ha ricevuto un atto pubblico di donazione tra i signori xxxx e i di lei figli e tra loro fratelli yyyy, relativo all’appartamento sito in Messina, da essi ereditato ex lege dal defunto coniuge e padre zzzz; in detto atto la madre, riservandosi l’usufrutto vitalizio sulla quota di 6/9 indivisi, ha donato la (nuda) proprietà per la quota indivisa di 4/6 in parti uguali ai figli; si precisa per quanto consta al sottoscritto, che il detto bene costituiva l’unico immobile ereditario ed era la casa adibita a residenza familiare e di tale ultimo profilo vi è evidenza documentale;
  2. in data 19 aprile 2017 è stato eseguito l’invio agli uffici competenti di copia autentica del detto atto di donazione e della documentazione a corredo inclusa la nota di trascrizione, mediante il cosiddetto Modello Unico Informatico – MUI – per le formalità di registrazione, trascrizione e voltura, con richiesta anche di trascrizione a titolo di accettazione tacita d’eredità ai sensi dell’art. 2648, comma 3, c.c. e, pertanto, “contro” il defunto e “a favore” dei suoi eredi sopra indicati;
  3. in particolare con la formalità del 19 aprile 2017 nn. 9263/7104, sopra indicata, il Conservatore dei R.R.I.I. di Messina, su richiesta del sottoscritto ha eseguito la trascrizione con riserva, e avendo “gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità” dell’atto anche quale “accettazione tacita d’eredità”;
  4. le motivazioni verbalmente riferite dal Conservatore, circa i detti gravi e fondati dubbi, attengono alla circostanza che la donazione in discorso costituirebbe sì titolo per la trascrizione di accettazione tacita d’eredità per la madre donante ma non anche per i figli donatari per i quali nessun elemento che importi la suddetta accettazione tacita risulterebbe dalla donazione; il Conservatore avrebbe, pertanto, certamente trascritto ai sensi dell’art. 2648 c.c. ove la nota di trascrizione per accettazione tacita d’eredità fosse stata predisposta “a favore” del coniuge donante e “contro” il defunto” per la proprietà della quota da ella ereditata.

Il sottoscritto ritiene, di contro, che vi siano nel caso di specie e senza alcuna pretesa di generalizzare la soluzione del medesimo ad altri casi, i presupposti per la trascrizione di cui all’art. 2648, comma 3, c.c. proprio per come la relativa nota è stata predisposta e, pertanto, a favore di tutti i coeredi del defunto e contro quest’ultimo per l’intera quota indivisa di proprietà del defunto caduta in successione.

Di ciò si cercherà di dare prova qui di seguito, con considerazioni specifiche del caso concreto ma dedicando prima poche righe, funzionali al ragionamento, alla nozione di accettazione tacita d’eredità e alla sua trascrizione. Le norme di riferimento sono l’art. 476 c.c. e il citato comma 3 dell’art. 2648 c.c. Continua a leggere

Accettazione tacita dei donatari: un ricorso di Giovanni Liotta ultima modifica: 2021-09-24T08:30:09+02:00 da Giovanni Liotta

Trasferimenti di immobili all’asta ed edilizia residenziale pubblica

Pubblichiamo un recente provvedimento del Tribunale di Milano – Sez. II (.PDF) in tema di trasferimenti a seguito di asta di beni immobili soggetti al regime di edilizia residenziale pubblica.

A cura di Alessandro Ottolina

La pronuncia, sollecitata dalla curatela e che interviene dopo le istruzioni fornite dal Tribunale di Milano (dott.ssa Galioto) il 9 febbraio 2021, offre un primo spunto applicativo delle norme introdotte dalla L.178/2020, Continua a leggere

Trasferimenti di immobili all’asta ed edilizia residenziale pubblica ultima modifica: 2021-09-17T08:30:53+02:00 da Redazione Federnotizie

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti e le ultime novità in tema di patrimonio del “ramo ETS”

Il decreto legge 31 maggio 2021, n. 77 (G.U. serie generale n. 129 del 31 maggio 2021), convertito con legge 29 luglio 2021, n. 108 (G.U. serie generale n. 181 del 30 luglio 2021) ha apportato una sostanziale modifica all’art. 4, comma 3, Codice del terzo settore (o anche CTS) in tema di enti religiosi civilmente riconosciuti, chiarendo alcune questioni rimaste aperte nel testo originario, che avevano sinora pesato nella scelte interne di questi enti.

Prima di entrare nel merito della modifica conviene ricordare la posizione degli enti religiosi nel codice del terzo settore.

Il CTS riconosce che agli enti religiosi civilmente riconosciuti si possa applicare la disciplina degli ETS e delle imprese sociali[1] relativamente allo svolgimento delle attività permesse a tali enti.

Ne derivano i seguenti principi, di seguito meglio spiegati: (i) gli enti religiosi civilmente riconosciuti non possono assumere direttamente la qualifica né di ETS, né di imprese sociali; (ii) solo ad un loro “ramo” possono essere applicate le relative norme; (iii)  il “ramo ETS” o il “ramo impresa sociale” degli enti religiosi civilmente riconosciuti, per essere riconosciuto come tale, deve esercitare una o più delle attività rispettivamente elencate negli art. 5, comma 1, CTS e art. 2, comma 1, D. Lgs. n. 112/2017; (iv) il “ramo”, non costituendo un ente autonomo, resta sempre disciplinato in prima istanza dalla normativa della Confessione che interessa l’intero ente. Continua a leggere

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti e le ultime novità in tema di patrimonio del “ramo ETS” ultima modifica: 2021-09-08T08:30:39+02:00 da Maria Nives Iannaccone

La sanatoria delle start-up innovative costituite digitalmente e il “cap” dei compensi notarili

L’art. 39 septies del Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77, introdotto dalla Legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108, recante: «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure» pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.181 del 30-07-2021 – Suppl. Ordinario n. 26, che riporto nel suo testo, stabilisce:
Art. 39 septies – Disposizioni in materia di start-up innovative e PMI innovative
1. Gli atti costitutivi, gli statuti e le loro successive modificazioni delle società start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, costituite in forma di società a responsabilità limitata, anche semplificata, depositati presso l’ufficio del registro delle imprese alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e redatti con le modalità alternative all’atto pubblico ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n.3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, e secondo le disposizioni dettate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2016, restano validi ed efficaci e conseguentemente le medesime società conservano l’iscrizione nel registro delle imprese.
2. Fino all’adozione delle nuove misure concernenti l’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario, alle modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto deliberate dalle società di cui al comma 1 dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si applica la disciplina di cui all’articolo 2480 del codice civile.
3. Il compenso per l’attività notarile concernente gli atti deliberati ai sensi del comma 2 è determinato in misura non superiore a quella minima prevista dalla lettera B) della tabella D – Notai del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140. Continua a leggere

La sanatoria delle start-up innovative costituite digitalmente e il “cap” dei compensi notarili ultima modifica: 2021-08-04T08:30:41+02:00 da Ruben Israel

Brevi note sulle agevolazioni per gli Under 36

Il Governo ha inserito nel D.L. 25 maggio 2021 n.73, intitolato “Misure urgenti connesse all’emergenza Covid per le imprese, il lavoro, i giovani la salute e i servizi territoriali” un Titolo VI, rubricato “Giovani, Scuola, Ricerca” in cui, tra le misure per i Giovani, l’art. 64 ha previsto una serie di agevolazioni nell’acquisto della Prima casa di abitazione.

A cura di Fabio Tierno, notaio in Messina, Direttore della Scuola di Notariato “Salvatore Pugliatti” di Messina.

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Brevi note sulle agevolazioni per gli Under 36 ultima modifica: 2021-07-23T14:16:15+02:00 da Redazione Federnotizie

Certificato di Idoneità Statica per i fabbricati di Milano: il panettone avvelenato

NOTA: Si dà atto che successivamente alla prima pubblicazione del presente articolo è intervenuta la Determinazione Dirigenziale del 20 luglio 2021 ATTO N. DD 5769, mediante la quale è stato disposto l’ulteriore differimento dei termini per la presentazione del certificato di idoneità statica al 29 ottobre 2021, in allineamento con le proroghe di cui al Decreto Legge 52/2021 e fatte salve eventuali successive proroghe dello stato di emergenza.


Salvo proroghe dell’ultima ora che, ormai, quasi non fanno notizia a partire dal 31 luglio i notai, non solo di Milano, che stipulano atti relativi a fabbricati o porzioni di fabbricato siti nel Comune di Milano dovranno farsi carico del problema connesso all’esistenza, o meno, per il bene da trasferire, del certificato di idoneità statica (CIS).

È la classica buccia di banana su cui può scivolare soprattutto chi solo sporadicamente stipula atti su Milano.

1. Introduzione

L’articolo 11.6 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 9 del 14 aprile 2014 e approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 2 ottobre 2014, dispone che tutti i fabbricati, entro 50 anni dalla data di collaudo delle strutture, o in assenza di questo, dalla loro ultimazione, dovranno essere sottoposti ad una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo o, in assenza di questo, alla data di ultimazione del fabbricato, che dovrà essere certificata da un tecnico abilitato. A tale verifica dovranno essere sottoposti anche gli edifici interessati, per almeno la metà della loro superficie, da cambio di destinazione d’uso, da interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione se non sussistono gli estremi di legge per un nuovo collaudo statico. Continua a leggere

Certificato di Idoneità Statica per i fabbricati di Milano: il panettone avvelenato ultima modifica: 2021-07-14T08:30:38+02:00 da Michele Laffranchi

Polizza sulla vita a favore di “eredi legittimi o testamentari”: principi di diritto dopo la recente pronuncia delle sezioni unite

In ordine alle clausole di individuazione dei beneficiari designati genericamente come “eredi legittimi o testamentari” nei contratti di assicurazione per il caso di morte dell’assicurato, è sorta, a partire dal 2015, in dottrina e in giurisprudenza, una vera “querelle” interpretativa, circa l’esatta nozione di beneficiario, a causa del contrapporsi di due diversi orientamenti delle Sezioni semplici della Cassazione.

Con la sentenza n. 11421 del 30 aprile 2021 la Suprema Corte, a Sezioni Unite, chiamata a dirimere il predetto contrasto, ha posto fine a dubbi e incertezze interpretative, enunciando i principi di diritto, di cui meglio infra. Continua a leggere

Polizza sulla vita a favore di “eredi legittimi o testamentari”: principi di diritto dopo la recente pronuncia delle sezioni unite ultima modifica: 2021-07-02T08:30:34+02:00 da Daniela Riva

Usi esclusivi e perpetui su beni condominiali: problemi e soluzioni

Sommario: 1. Il caso.2. I precedenti.3. Le argomentazioni di Cass., sezioni unite, n. 28972/2020.4. Sull’atipica e inammissibile limitazione del diritto di comproprietà.5. La ricostruzione dell’uso esclusivo come servitù.6. Sui diritti d’uso esclusivo già esistenti.6.1. La corte in uso esclusivo.6.2. L’uso esclusivo come servitù prediale.6.3. L’uso esclusivo e perpetuo non meglio definito.6.4. La ripartizione del godimento di una parte comune con delibera o regolamento di condominio.6.5. L’usucapione di una parte comune condominiale.7. Il dovere di informazione del notaio.

A cura di Alessandro Torroni

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Usi esclusivi e perpetui su beni condominiali: problemi e soluzioni ultima modifica: 2021-06-18T08:30:07+02:00 da Redazione Federnotizie

Finanziamenti soci ed enunciazione: il punto

Il contributo che segue, nasce dalla traccia, pensata solo per essere poi distribuita ai partecipanti, a supporto del commento a una recente decisione della Cassazione in materia di enunciazione (e di responsabilità del notaio per l’atto enunciato) con cui ho intrattenuto i Colleghi del Distretto di Milano nella riunione di aggiornamento del 14 giugno u.s.

Nell’approfondire, via via, l’argomento ne è uscito un lavoro che è parso alla Redazione e a chi scrive un utile vademecum, destinato a una più ampia platea, per fare il punto sullo stato dell’arte in materia di enunciazione di finanziamenti soci in campo societario e per dar conto delle insidie che possono celarsi in alcune fattispecie molto frequenti.

Esso contiene indicazioni e riferimenti frutto del lavoro soprattutto di studiosi di estrazione notarile e, in una dimensione e formato improntati alla sua originaria destinazione, complessivamente molto più discorsiva che scientifica, alcune considerazioni personali.

Il ritorno della Cassazione sull’utilizzo dei finanziamenti soci in campo societario. L’estensione del perimetro dell’”enunciazione”

La recente ordinanza (interlocutoria[1]) n. 11276 del 29 aprile 2021 della Corte di Cassazione[2] è l’occasione per fare il punto e aggiornare lo stato dell’arte sui finanziamenti soci utilizzati o citati – e uso volutamente termini neutri – in occasione di atti societari. Continua a leggere

Finanziamenti soci ed enunciazione: il punto ultima modifica: 2021-06-16T08:30:50+02:00 da Ruben Israel

L’insostenibile presenza del notaio presso agenzie di mediazione

«E’ contraria, ai sensi dell’art. 31, lett. f, dei principi di deontologia professionale dei notai, la presenza frequente del notaio presso recapiti stabili di organizzazioni per rogare, trattandosi di un comportamento idoneo a turbare le condizioni che ne assicurano l’imparzialità e visto come un concorso consapevole del notaio a una scelta etero diretta del professionista. Il dovere d’imparzialità del notaio, infatti, va inteso in termini di astensione da comportamenti che, in via preventiva e di garanzia dell’immagine della categoria, influiscono sulla designazione del professionista» (Cass. 12-2- 2020 n. 3458).

Massima dura, che ricalca e inasprisce, per l’applicazione che ne prospetta, il tenore testuale della pur già rigorosa norma deontologica in vigore (“Viola il dovere di imparzialità il notaio che svolge ricorrenti prestazioni presso soggetti terzi, organizzazioni o studi professionali”), norma peraltro anche in prospettiva ribadita nell’irrealizzata proposta di riforma dei Principi di deontologia professionale, che anzi estendeva (e forse eccessivamente se si trattava di tutelare “l’indipendenza e l’imparzialità”) l’inibizione anche a tutti i “luoghi di lavoro, di riposo, di svago e in generale luoghi pubblici o aperti al pubblico” – sempre che, ovviamente, non sussistano “specifiche esigenze dei singoli utenti”. Continua a leggere

L’insostenibile presenza del notaio presso agenzie di mediazione ultima modifica: 2021-06-11T08:30:55+02:00 da Luigi De Ruggiero

Donazione di denaro proveniente dall’estero e territorialità dell’imposta

Una fattispecie nella quale talvolta ci si imbatte riguarda l’ipotesi in cui, a fronte di un bonifico effettuato da soggetto non residente, veniamo richiesti di formalizzare o meglio “consacrare” tale trasferimento con un atto notarile o con un atto di deposito nei nostri atti della relativa donazione perfezionata all’estero. In diversi casi sarebbe possibile e legittimo prescindere dalla stipula, in Italia, di un atto notarile, anche di mero deposito, ma spesso il notaio è chiamato a intervenire, oltre che per ragioni volte a far emergere formalmente l’intento liberale, anche per ragioni legate alla normativa antiriciclaggio o, più semplicemente, per ottenere un titolo registrato all’Agenzia delle Entrate e opponibile all’Amministrazione Finanziaria.

A cura di Ruben Israel

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Donazione di denaro proveniente dall’estero e territorialità dell’imposta ultima modifica: 2021-05-19T08:30:01+02:00 da Ruben Israel

Atto di conferma: un colpo di spugna?

La conferma di un atto notarile privo della dichiarazione di conformità catastale è idonea a esonerare il notaio da responsabilità disciplinare?

Questo l’interrogativo cui prova a rispondere la decisione in commento; la risposta della CoReDi Lombardia – come vedremo a breve – è netta e puntuale nella soluzione del caso concreto, e al tempo stesso fa emergere le lacune del sistema disciplinare in materia di conformità catastale, offrendo spunti problematici e sollevando nuovi interrogativi.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo brevemente i fatti.

In sede di ispezione biennale l’Archivio Notarile rilevava la mancanza della dichiarazione di conformità catastale, richiesta a pena di nullità dall’art. 29, comma 1-bis, Legge 52/1985, in una scrittura privata autenticata avente a oggetto la costituzione di servitù tra fondi urbani.

Successivamente al rilievo risultante dal verbale ispettivo, il notaio incolpato esibiva all’Archivio Notarile un atto a suo rogito con il quale, ai sensi dell’art. 29, comma 1-ter, Legge 52/1985, era stata confermata la precedente costituzione di servitù mediante la dichiarazione, resa da una delle parti, della conformità catastale dei fabbricati. Continua a leggere

Atto di conferma: un colpo di spugna? ultima modifica: 2021-05-14T08:30:07+02:00 da Antonio Teti

Il legato di rapporti bancari e il ruolo della banca

Scopo del presente contributo è quello di analizzare, anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Genova del 20 ottobre 2020, numero 1638, le differenti tipologie di legato aventi ad oggetto rapporti bancari e la connessa problematica della individuazione del soggetto legittimato a chiedere alla banca la disponibilità di tali rapporti.

1. Introduzione

Come si vedrà nel prosieguo, vi sono due distinte questioni da affrontare.

La prima riguarda la natura del diritto che, ai sensi dell’art. 649 comma 1 c.c., il legatario acquista direttamente senza bisogno di accettazione.

La seconda riguarda l’applicabilità, a queste tipologie di legato, del terzo comma dell’art. 649 c.c., ai sensi del quale “Il legatario deve domandare all’onerato il possesso della cosa legata, anche quando ne è stato espressamente dispensato dal testatore”.

Su entrambe le questioni vi sono, come vedremo, opinioni diverse. Continua a leggere

Il legato di rapporti bancari e il ruolo della banca ultima modifica: 2021-05-05T08:30:44+02:00 da Michele Laffranchi