Le Sezioni Unite sull’edilizia residenziale convenzionata

di Roberto Ferrazza, notaio in Roma

Dopo sette anni dall’ultimo intervento a Sezioni Unite (Sentenza SS. UU n. 18135/2015), la Cassazione è tornata nuovamente[1] ad occuparsi dell’edilizia residenziale convenzionata, con la decisione n. 21348 del 6 luglio 2022. In particolare, la Suprema Corte è intervenuta su due questioni che non erano state oggetto della Sentenza SS.UU. n. 18135/2015.

La prima questione – applicabilità o meno del vincolo di prezzo massimo, fino a sua estinzione mediante la procedura di affrancazione, anche alle convenzioni c.d. Bucalossi (legge n. 10/1977, artt. 7 e 8), oggi sostituite e trasfuse nelle convenzioni ex artt. 17 e 18 del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia, alias T.U.E.) – in realtà, era stata trattata dalla sentenza 18135 solo come obiter dictum.

Sul punto, la Cassazione n. 21348, ha deciso in maniera affermativa, enucleando il seguente principio di diritto: In materia di edilizia residenziale pubblica, a seguito degli interventi legislativi di cui all’art. 5, comma 3-bis, del D.L. n. 70 del 2011, introdotto in sede di conversione dalla l. n. 106 del 2011, e all’art. 25-undecies del D.L. n. 119 del 2018, introdotto in sede di conversione dalla l. n. 136 del 2018, il vincolo del prezzo massimo di cessione degli immobili permane fino a quando lo stesso non venga eliminato con la procedura di affrancazione di cui all’art. 31, comma 49-bis, della l. n. 448 del 1998. Tale vincolo sussiste, in virtù della sostanziale equiparazione disposta dall’art. 3, comma 63, della l. n. 662 del 1996 e dall’art. 31, comma 46, della l. n. 448 del 1998, sia per le convenzioni di cui all’art. 35 della l. n. 865 del 1971 (c.d. convenzioni PEEP), sia per quelle di cui agli artt. 7 e 8 della l. n. 10 del 1977 (c.d. convenzioni Bucalossi), poi trasferiti, senza significative modifiche, negli artt. 17 e 18 del d.P.R. n. 380 del 2001.

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Le Sezioni Unite sull’edilizia residenziale convenzionata ultima modifica: 2023-02-08T08:30:03+01:00 da Redazione Federnotizie

Il certificato successorio europeo: dottrina, prassi e giurisprudenza – Seminario alla Cattolica di Milano

Si svolgerà il 23 febbraio 2023, fra le 16.15 e le 18.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, un seminario dal titolo Il certificato successorio europeo: dottrina, prassi giurisprudenza.

L’incontro, che gode del patrocinio del Consiglio Notarile dei Milano, ruoterà attorno alla discussione di tre casi pratici, affidata ai notai Antonio Reschigna e Arrigo Roveda, della redazione di Federnotizie, e a Ilaria Riva (Università di Torino) e Francesca Maoli (Università di Genova), autrici di due studi monografici sul certificato. Modera Pietro Franzina (Università Cattolica del Sacro Cuore).

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione tramite il modulo che si trova qui: https://certificatosuccessorio.com.

Nello stesso sito sono raccolta materiali normativi, giurisprudenziali, dottrinali e di prassi relativi al certificato successorio europeo.

E’ stata richiesta l’attribuzione di CFP per i notai.

Per informazioni: pietro.franzina@unicatt.it.

Il certificato successorio europeo: dottrina, prassi e giurisprudenza – Seminario alla Cattolica di Milano ultima modifica: 2023-02-06T08:30:05+01:00 da Redazione Federnotizie

La legittimazione del notaio ad autorizzare un atto con contestuale nomina di curatore speciale

di Giovanni Santarcangelo

Una dei tanti dubbi sorti durante i primi convegni, è se il notaio, nell’autorizzare un atto di straordinaria amministrazione per il quale ricorra conflitto di interessi tra entrambi i genitori e il figlio minore, possa nominare anche il curatore speciale per il compimento dell’atto, oppure se tale nomina sia riservata solo al giudice tutelare.

Normativa

L’art. 320, comma 6, c.c. dispone: «Se sorge conflitto di interessi patrimoniali tra i figli soggetti alla stessa responsabilità genitoriale, o tra essi e i genitori o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, il giudice tutelare nomina ai figli un curatore speciale.»

Dottrina

Come rileva la dottrina, quando il conflitto di interessi ricorre tra entrambi i genitori e il minore soggetto alla responsabilità genitoriale, il legislatore, mosso dal timore che i genitori in conflitto possano sacrificare ai propri gli interessi del figlio o siano indotti a curare gli interessi di un figlio a preferenza di quelli degli altri (De Rosa, 233; Stella Richter-Sgroi, 429, nota 114; Santarcangelo, II, 64), blocca in toto l’esercizio della responsabilità genitoriale e, come in ogni altra ipotesi di impedimento temporaneo, richiede la nomina di un curatore speciale, che sostituisce i genitori nel compimento dell’atto (cfr. anche art. 321 c.c.) (Santarcangelo, II, 64). Il conflitto d’interessi che colpisce entrambi i genitori costituisce un’ipotesi tipica d’impedimento giuridico all’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i genitori (Mazzacane, 148; Santarcangelo, II, 64).

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Agevolazioni, pertinenze e cumulo: luce verde dai giudici tributari

di Massimo Caccavale

Come segnalato in questa Rivista, già all’indomani della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la Legge di Bilancio 2023 (L. 29 dicembre 2022, n 197, pubblicata sul Supplemento Ordinario n°43 della G. U. del 29 dicembre 2022 n. 303) ha disposto:

(I)

con l’art. 1, comma 74, di prorogare fino al 31 dicembre 2023, le agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa da parte di soggetti “under 36” dall’articolo 64, commi 6, 7, 8, 9 e 10 del D.L. 25 maggio 2021 n. 73 convertito con Legge 23 luglio 2021 n. 106 (Cfr. Nuova proroga delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa per “under 36”) e

(II)

con l’art. 1, commi da 100 a 105, di introdurre nuovamente, per le assegnazioni/cessione di beni dalla società ai propri soci, poste in essere entro il 30 settembre 2023, le medesime agevolazioni già riconosciute dall’art. 1, commi 115 – 120 della L. 28 dicembre 2015 n. 208 (Cfr. Nuova finestra per assegnazioni e trasformazioni agevolate e Assegnazioni, cessioni e trasformazioni agevolate – Anno 2023).

A seguito della reiterazione delle suindicate agevolazioni è utile segnalare due sentenze emesse dalla Corte di Giustizia Tributaria di I grado (già Commissione Tributaria Provinciale) di Pesaro.

In entrambi i casi, la contestazione degli avvisi di liquidazione ha richiesto di confrontarsi, a monte, con i famigerati documenti di prassi (circolari e risoluzioni) emanati dalla Agenzia delle Entrate[1], che, spesso, interpretano in modo arbitrario le disposizioni di legge e, talvolta, come nel caso oggetto della seconda sentenza qui segnalata, sono letti in modo palesemente errato dai tassatori.

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Agevolazioni, pertinenze e cumulo: luce verde dai giudici tributari ultima modifica: 2023-01-27T08:30:11+01:00 da Redazione Federnotizie

Una circolare per un trust

di Giuseppe Gallizia

Le note che seguono, dedicate alla Circolare 34/E del 20 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate (.PDF) intitolata “Disciplina fiscale dei trust ai fini dell’imposizione diretta ed indiretta“, si riferiscono soltanto alla parte di essa che riguarda la disciplina delle imposte indirette, e cercheranno di proporre, di questo tema, una lettura comparata all’esperienza professionale dei trust.[1]

Considerazioni preliminari

La Circolare esordisce con due affermazioni di ordine generale:

1) il trust pur avendo una struttura negoziale complessa, dà luogo a un unico presupposto di imposta. Si legge nella Circolare che “Il trust si sostanzia in un rapporto giuridico complesso che ha un’unica causa fiduciaria. Tutte le vicende del trust (istituzione, dotazione patrimoniale, gestione, realizzazione dell’interesse del beneficiario, raggiungimento dello scopo) sono collegate dalla medesima causa”;

2)  il tributo applicabile ai trust è l’imposta sulle donazioni, D.Llgs.346/90 (Testo Unico sulle imposte di successione e donazione, TUS).

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Una circolare per un trust ultima modifica: 2023-01-26T08:30:28+01:00 da Redazione Federnotizie

Le Sezioni Unite si pronunciano sui nati da maternità surrogata

Pubblichiamo, senza commento, l’attesa decisione delle Sezioni Unite (sentenza 30 dicembre 2022 n. 38162) sulla legittimità del riconoscimento automatico di un provvedimento giurisdizionale straniero che attribuisce lo status di genitore anche al componente della coppia omoaffettiva che ha partecipato alla surrogazione di maternità senza fornire i propri gameti.

Tema delicatissimo sul quale è difficile un commento a caldo che prescinda da un punto di partenza ideologicamente connotato, ma che non può essere eluso per le ricadute che ha sul diritto successorio e sul sistema della potestà genitoriale, quindi sulla nostra attività professionale.

Ci limitiamo quindi, senza rinunciare a un futuro approfondimento, a riportare il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte e a rimandare all’e-book di prossima pubblicazione che conterrà gli atti del convegno “Famiglia, successioni e ordine pubblico internazionale”, organizzato da Federnotizie lo scorso mese di ottobre, e in particolare alla relazione del professor Federico Azzarri dell’Università di Pisa.

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Le Sezioni Unite si pronunciano sui nati da maternità surrogata ultima modifica: 2023-01-23T08:30:08+01:00 da Redazione Federnotizie

Donazioni indirette al riparo dall’azione di restituzione. La Cassazione torna sui suoi passi

Con Ordinanza numero 35461/2022 del 7 ottobre 2022 (.PDF), pubblicata il 2 dicembre 2022, la Corte di Cassazione torna sul tema delle donazioni indirette e, precisamente, sul tema delle modalità con cui operano l’azione di riduzione e l’azione di restituzione con riferimento a tale tipologia di donazioni.

La Cassazione, con la nuova pronuncia, smentisce quanto affermato in una precedente sentenza del 2022 che era già stata commentata, in modo critico, in un contributo pubblicato su questa Rivista e al quale si rinvia per un maggior approfondimento della tematica.

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Donazioni indirette al riparo dall’azione di restituzione. La Cassazione torna sui suoi passi ultima modifica: 2023-01-20T08:30:20+01:00 da Michele Laffranchi

Volontaria Giurisdizione e Notaio: Q&A a margine del Convegno del 2 dicembre 2022

A cura dei relatori Emanuela Motta
e Giovanni Santarcangelo

Il Convegno organizzato il 2 dicembre 2022 dall’Associazione Sindacale Notai della Lombardia – Guido Roveda, primo in Italia ad approfondire le novità in materia di affidamento al notaio di compiti di Volontaria Giurisdizione è stato denso di contenuti. Talmente denso che non si è avuto il tempo di dare risposta ai molti quesiti pervenuti dai colleghi collegati in remoto e che sarebbero stati ancora più numerosi se fosse stato noto l’anticipo di 4 mesi dell’entrata in vigore della riforma, ora previsto per il 28 febbraio.

Rinviando all’indispensabile e-book pubblicato da Federnotizie pubblichiamo ora le risposte che i relatori hanno dato ai quesiti rimasti, per ragioni di tempo, inevasi.

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Volontaria Giurisdizione e Notaio: Q&A a margine del Convegno del 2 dicembre 2022 ultima modifica: 2023-01-18T08:30:17+01:00 da Redazione Federnotizie

Il Registro dei titolari effettivi, le lettere di avviso delle Camere di Commercio e la sentenza della Corte di Giustizia Europea

a cura dell’avvocato Igor Valas

A decorrere dalla prima settimana del mese di novembre 2022, le Camere di Commercio hanno iniziato a inviare alle “società di capitali” un avviso in merito al prossimo obbligo di comunicazione al Registro Imprese del Titolare effettivo come previsto dal D.Lgs n. 90 del 25/5/2017.

Pur evidenziando nella e-mail come l’obbligo di comunicazione attenga sia alle imprese dotate di personalità giuridica sia alle “persone giuridiche private” (richiamando a tal fine le fondazioni e le associazioni riconosciute) e ai trust e istituti affini ai trust, è indicativo come queste comunicazioni siano indirizzate dallo Stato solo alle società di capitali.

L’avviso è certamente sibillino nel punto in cui da un lato esplicita che gli “strumenti operativi” saranno disponibili non appena completato l’iter normativo, dall’altro riferisce come siano già operativi sia il portale Web titolareeffettivo.registroimprese.it sia la possibilità di richiedere il dispositivo digitale presso le Camere di Commercio stesse.

In effetti, il portale indicato non è ancora operativo, salvo quale finestra mediatica con scarne indicazioni di cosa serva per procedere alle comunicazioni: l’account telematico, la firma digitale dell’amministratore, il software di compilazione e invio delle pratiche, una e-mail Pec. Nulla in più è possibile sapere né tantomeno oggi fare, se non attendere il completamento dell’iter normativo i cui passi è dunque necessario ricordare.

L’istituzione del Registro dei titolari effettivi: la normativa primaria e il recepimento della V Direttiva AML

L’art. 21 del D.Lgs. del 21 novembre 2007, n. 231[1] prevede che “le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000 n. 361” (art. 21, comma 1) comunichino ad autonoma sezione del Registro delle imprese le informazioni relative ai propri titolari effettivi.

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Il Registro dei titolari effettivi, le lettere di avviso delle Camere di Commercio e la sentenza della Corte di Giustizia Europea ultima modifica: 2022-12-09T08:30:26+01:00 da Redazione Federnotizie

Golden Power: questioni applicative

 

di Filippo Zabban

1. Introduzione

Per golden powers si intendono gli speciali poteri attribuiti allo Stato, e in particolare al Governo, (i) di opporsi o di dettare specifiche condizioni all’acquisito di partecipazioni, nonché (ii) di porre il veto o di dettare specifiche condizioni e prescrizioni all’adozione di determinate delibere societarie, atti e operazioni, allo scopo di salvaguardare (i) gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale e (ii) la titolarità e la disponibilità degli assets detenuti da tali società.

Tali poteri sono disciplinati, in via prevalente, dal D.L. 15 marzo 2012, n. 21 (conv. con modif. dalla L. 11 maggio 2012, n. 56), nel quale sono definiti, anche mediante il rinvio a fonti di normazione secondaria, l’ambito oggettivo e soggettivo, l’estensione, le condizioni e le procedure di esercizio da parte dello Stato dei suddetti poteri speciali[1].

Si tratta, segnatamente, di poteri esercitabili nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, in taluni ambiti di rilevanza strategica relativi ai settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, nonché negli ulteriori settori individuati mediante norme regolamentari fra quelli indicati all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/452. Specifici poteri sono stati introdotti anche con riferimento alle operazioni che incidono sulle reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia di quinta generazione (5G), non oggetto delle presenti note. Continua a leggere

Golden Power: questioni applicative ultima modifica: 2022-11-30T08:30:14+01:00 da Redazione Federnotizie

Operazione straordinaria di scissione e abuso del diritto nei documenti di prassi dell’amministrazione finanziaria

di Alberto Picarello
Dottore commercialista, partner di Lawal Società tra Avvocati Società Benefit S.r.l..
Si ringrazia l’avv. Vittoria Fattori per il prezioso contributo apportato alla stesura del presente articolo

1. Evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di abuso del diritto

Prima di analizzare i casi pratici tratti dalla prassi dell’Amministrazione Finanziaria in tema di operazioni straordinarie di scissione, è opportuno effettuare un breve excursus sull’evoluzione normativa della disciplina della materia; ciò a cominciare dalla considerazione per cui solo con l’introduzione dell’art. 10 della legge 408 del 1990, l’ordinamento giuridico italiano si è dotato di una disposizione antielusiva vera e propria.

Per colmare la lacuna normativa appena evidenziata, negli anni ‘70 e ’80 parte della dottrina aveva sostenuto l’applicabilità, anche in sede tributaria, dell’art. 1344 c.c. sulla illiceità della causa dei contratti stipulati in “frode alla legge, in quanto contrari a norme imperative[1]. Soluzione in realtà non idonea a contrastare l’elusione, poiché la dichiarazione di nullità degli atti da parte dell’Amministrazione finanziaria non consentiva alla medesima alcuna riqualificazione dei contratti atta a recuperare a tassazione gli importi evasi[2].

Precisato ciò, al citato art. 10 della legge 408 del 1990 seguì, con il D. lgs. 358/1997, l’introduzione dell’art. 37-bis d.p.r. 600/1973, che ribadì la struttura dell’originaria norma antielusiva, sia pure con un elenco più ampio delle operazioni a tal fine rilevanti, limitando l’applicazione della disciplina in esame alle imposte sul reddito; iii) per quanto riguarda la formulazione, fu enunciato in modo da sostituire l’avverbio “fraudolentemente”, con la formula concernente gli atti, fatti o negozi “diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall’ordinamento tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi altrimenti indebiti” ; iv) introdusse la previsione dell’inopponibilità (inefficacia relativa) degli atti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria; v) introdusse il concetto in base al quale le operazioni, per essere elusive dovessero essere prive di “valide ragioni economiche”; vi) dispose la “deduzione” delle imposte già pagate; vi) inserì tra gli atti inopponibili al Fisco non solo quelli privi di valide ragioni economiche ed aventi il fine di ottenere un risparmio d’imposta, ma anche quelli diretti più specificamente ad aggirare obblighi o divieti previsti dall’ordinamento giuridico tributario[3].

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Operazione straordinaria di scissione e abuso del diritto nei documenti di prassi dell’amministrazione finanziaria ultima modifica: 2022-11-18T08:30:10+01:00 da Redazione Federnotizie

TAIC: i modelli standard di fideiussione e polizza assicurativa

1. Introduzione

Dopo anni di attesa (e l’inutile decorso di termini più volte prorogati):

a) nella Gazzetta Ufficiale del 24 agosto 2022 n. 197, è stato pubblicato il decreto del Ministero della Giustizia 6 giugno 2022 n. 125, contenente il modello standard di garanzia fideiussoria relativa al trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire, ai sensi dell’art. 3, comma 7-bis, d.lgs. 122/2005 (aggiunto dall’art. 385, comma 1, lett. d, d.lgs. 14/2019);

b) nella Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2022 n. 247, è stato pubblicato il decreto del Ministero dello Sviluppo economico 20 luglio 2022, n. 154, recante il contenuto, le caratteristiche e il modello standard di polizza assicurativa indennitaria decennale, ai sensi 4, comma 1-bis, d.lgs. 122/2005 (aggiunto dall’art. 385, comma 1, lett. d, d.lgs. 14/2019).

Articolo a cura di Jacopo Balottin, notaio in Castiglione delle Stiviere

Testo della relazione tenuta all’incontro di studio presso il Consiglio notarile di Mantova il 26 ottobre 2022

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TAIC: i modelli standard di fideiussione e polizza assicurativa ultima modifica: 2022-11-03T08:58:07+01:00 da Redazione Federnotizie

Le Sezioni Unite si pronunciano sulla natura giuridica della comunione de residuo

La Corte di Cassazione Sez. Unite con la Sentenza n. 15889 del 17/5/2022 (.PDF) ha stabilito che, nel caso di scioglimento della comunione legale, i beni ricompresi nell’azienda costituita dopo il matrimonio da uno solo dei coniugi entrano a far parte della cd. “comunione de residuo”, che attribuisce all’altro coniuge non un diritto reale sulla quota di metà dei beni stessi bensì un mero diritto di credito, pari alla metà del valore dell’azienda stessa determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale legale e al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data.

La vicenda

Due coniugi si trovano in regime di comunione legale dei beni. Dopo il matrimonio il marito inizia la gestione di un’impresa individuale artigiana.

Successivamente, con atti notarili distinti, il marito acquista terreni edificabili e la moglie interviene per dichiarare che quanto acquistato dal marito non rientra nella comunione legale dei beni, in quanto necessario per l’esercizio della professione del coniuge ai sensi dell’art. 179 lettera d) c.c.

Solo nell’ultimo atto viene specificato che l’immobile è acquistato da entrambi i coniugi in regime di comunione legale dei beni.

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Le Sezioni Unite si pronunciano sulla natura giuridica della comunione de residuo ultima modifica: 2022-11-02T08:30:21+01:00 da Chiara Grazioli

Prime note in tema di titolo esecutivo notarile dopo il D.Lgs. 149/2022

Il testo della Legge Delega

L’art. 1, comma 12 della legge delega al Governo per la riforma del processo civile (legge 26 novembre 2021 n. 206) nel fissare i principi e criteri direttivi per la riforma del processo di esecuzione ha previsto, con particolare riguardo alla copia esecutiva, la sostituzione dell’iter di rilascio della formula esecutiva con la mera attestazione di conformità della copia al titolo originale.

Più precisamente al legislatore delegato è stato affidato il compito di “ a) prevedere che, per valere come titolo per l’esecuzione  forzata, le sentenze e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale devono essere formati in copia attestata conforme all’originale, abrogando le disposizioni del codice di procedura civile e le altre disposizioni legislative che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva;”.

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Prime note in tema di titolo esecutivo notarile dopo il D.Lgs. 149/2022 ultima modifica: 2022-10-28T08:30:49+02:00 da Redazione Federnotizie

Incostituzionale l’esclusione della doppia esenzione IMU per coniugi o uniti civilmente che vivono in abitazioni diverse

L’esenzione dall’IMU per l’abitazione principale è disciplinata dal comma 741 dell’art. 1 L. 160/2019.

Il primo periodo della lettera b) di tale comma precisa che «Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».

Il secondo periodo del medesimo comma 741 lettera b), come modificato dall’art. 5-decies D.L. 146/2021, convertito con modificazioni con L. 215/2021, disciplina, poi, il caso dei componenti di un medesimo nucleo familiare aventi dimora abituale e residenza anagrafica in immobili diversi.

A seguito della modifica normativa del 2021 (di cui si era già parlato, sollevando dubbi di legittimità costituzionale, in un precedente contributo: “Novità in materia di IMU per i componenti di un medesimo nucleo familiare“), tale norma dispone che «Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale o in comuni diversi, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile, scelto dai componenti del nucleo familiare».

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Incostituzionale l’esclusione della doppia esenzione IMU per coniugi o uniti civilmente che vivono in abitazioni diverse ultima modifica: 2022-10-19T08:30:22+02:00 da Michele Laffranchi