Clausola penale illegittimamente tassata: Agenzia delle Entrate condannata a rifondere le spese

Nello scorso mese di aprile, a commento di una decisione della Commissione Provinciale di Milano, avevamo pubblicato un articolo di Chiara Grazioli che faceva il punto sull’autonoma tassabilità della clausola penale e l’avevamo corredato con alcuni esempi di ricorso.

Uno di questi ricorsi è stato ritenuto meritevole di accoglimento dalla decisione della Commissione Tributaria di Pesaro che pubblichiamo.

Della decisione colpisce la condanna alle spese inflitta all’Agenzia delle Entrate di Pesaro, ma anche la elementare lezione di diritto privato che l’estensore ha ritenuto di dover impartire di fronte a un avviso di liquidazione totalmente privo di fondamento.

La lezione impartita a noi notai è invece diversa e più sottile.

Essere dalla parte dello Stato per una corretta esazione e un puntuale pagamento dei tributi, è essenziale connotato del Notariato, ma significa anche non lasciare il cliente/cittadino/contribuente in balia di pretese senza fondamento solo perché la pretesa è di importo modesto e “non vale la pena ricorrere”. Continua a leggere

Clausola penale illegittimamente tassata: Agenzia delle Entrate condannata a rifondere le spese ultima modifica: 2021-12-24T08:30:14+01:00 da Redazione Federnotizie

Assemblee in teleconferenza oltre l’emergenza

Il Consiglio Notarile di Milano ha approvato la duecentesima Massima della commissione istituita per l’elaborazione di principi uniformi in tema di società, che qui pubblichiamo.

È una massima importante non solo perché il numero è tondo ma anche perché in qualche modo chiude, in prospettiva, il periodo delle assemblee emergenziali per aprire un periodo, a regime, nel quale le assemblee sempre più potranno sfruttare i vantaggi offerti dalle moderne tecniche di telecomunicazione.

Con tutta probabilità sarà una massima destinata a far discutere, ma nella discussione devono essere tenute ben presenti le parole della Ministra di Giustizia Marta Cartabia al recente Congresso Nazionale del Notariato.

“Ma proprio sulla pandemia vorrei fare una piccola riflessione. Anche in quella situazione, soprattutto nei momenti più drammatici, più bui, più chiusi di tutta la fase della pandemia voi notai avete rispettato il vostro dovere con dignità e onore, come dice la Costituzione, anche quando continuare a prestare il vostro servizio ha richiesto una grande abnegazione. Io ho apprezzato profondamente la flessibilità del notariato che, ancor prima degli interventi di emergenza, ha saputo reinventarsi, aprendo per esempio alla possibilità di organizzare le assemblee a distanza per le società di capitali e altri enti associativi. Un esempio della capacità di essere al servizio delle esigenze della collettività in modo assolutamente dinamico, moderno e sempre all’avanguardia.” Continua a leggere

Assemblee in teleconferenza oltre l’emergenza ultima modifica: 2021-11-26T14:53:09+01:00 da Redazione Federnotizie

Mutuo fondiario: nullità e sovrafinanziamento

1. Introduzione

Con l’ordinanza Sez. I, 14 giugno 2021 n. 16776, la Suprema Corte ha confermato e consolidato un indirizzo interpretativo che, originariamente affermatosi in alcune pronunce di merito, aveva ricevuto (già prima della pronuncia da ultimo citata) l’autorevole avallo della Cassazione[1]. Il thema decidendi attiene agli effetti derivanti dal mancato rispetto, da parte dell’Istituto di credito mutuante, della regola di cui al combinato disposto dell’art. 38 d.lgs. 1993 n. 385 (Testo Unico Bancario) e della Delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio 22 aprile 1995[2]. Si tratta, come noto, delle disposizioni che fissano un limite quantitativo all’importo finanziabile da parte delle Banche in sede di erogazione di un mutuo che abbia le caratteristiche della fondiarietà. Continua a leggere

Mutuo fondiario: nullità e sovrafinanziamento ultima modifica: 2021-11-17T08:30:15+01:00 da Matteo Verzì

Imposta fissa di registro per il riconoscimento di debito

Con due ordinanze gemelle (Cassazione, VI sezione Civile, n. 8152 del 23.3.2021 e n. 15910 dell’8.6.2021), la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’applicabilità al riconoscimento di debito dell’imposta di registro in misura fissa.

La Cassazione ha ritenuto infatti di aderire “al più recente e nettamente prevalente indirizzo giurisprudenziale” (da ultime Cassazione, V sez. civile n. 481 dell’11.1.2018 e, sull’assunto del principio di alternatività IVA/registro Cassazione, V sez. civile n. 13527 del 2.7.2020 e 25267 del 10.11.2020)  che sostiene la tassazione con imposta di registro in misura fissa, sconfessando il “diverso e isolato indirizzo giurisprudenziale” secondo cui alla ricognizione di debito, in quanto atto avente natura dichiarativa, è applicabile l’aliquota dell’1% ai sensi dell’art. 3 della Tariffa, Parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986 (da ultimo Cassazione, Sez. Trib. Civile, n. 3379 del 12.2.2020 e Cassazione, Sez. Trib. Civile, n. 12432 del 28.5.2007). Continua a leggere

Imposta fissa di registro per il riconoscimento di debito ultima modifica: 2021-11-12T08:30:27+01:00 da Clara Trimarchi

Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali

Speciale Federnotizie al Congresso 2021

Comincia oggi il primo, e speriamo ultimo, Congresso Nazionale del Notariato interamente telematico.

Difficile prevedere come sarà il dibattito, se la distanza favorirà o scoraggerà la discussione.

Da parte nostra nei mesi scorsi abbiamo toccato alcuni argomenti che speriamo saranno affrontati, diventando progetti del Notariato.

L’atto a distanza, la riforma del sistema contributivo e di governance della Cassa, la “liberalizzazione” dell’uso di lingue straniere negli atti notarili, una disciplina per il mandato in vista della futura incapacità e altro ancora.

Venerdì il corsivo redazionale che ha lanciato proposte per una riforma del sistema sanzionatorio e del procedimento disciplinare.

Oggi, con un articolo di Maria Grazia Trivigno, torniamo a occuparci di un tema che non dovrebbe essere divisivo, quello dell’abolizione dell’azione di restituzione. E lo facciamo attraverso un argomento sinora poco frequentato che riguarda le problematiche della circolazione di partecipazioni sociali con provenienza donativa.

Più volte dal Ministero di Giustizia sono giunte promesse di un radicale intervento sull’azione di restituzione (la riduzione dei termini di prescrizione sarebbe veramente ben poca cosa). Riflettere non solo sugli ostacoli alla circolazione dei beni immobili, ma anche a quelli delle partecipazioni sociali potrebbe servire ad aggregare sulla proposta il consenso dei ministeri economici.


Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali

Maria Grazia Trivigno, notaio

L’insofferenza verso il sistema codicistico di tutela dei legittimari vive una nuova stagione. Le criticità legate alla provenienza donativa si impongono infatti nella prassi quotidiana notarile con forza sempre maggiore e frequenza crescente anche con riguardo alle partecipazioni sociali.

Accade ormai spesso che l’acquisizione di family company da parte di fondi di private equity approdi al prevedibile scoglio costituito da precedenti trasferimenti a titolo di donazione aventi ad oggetto le partecipazioni della società target, siano esse azioni di S.p.A. o quote di S.r.l. Continua a leggere

Brevi appunti sulla provenienza donativa di partecipazioni sociali ultima modifica: 2021-11-04T08:30:32+01:00 da Redazione Federnotizie

Agevolazioni “Under 36”, come recuperare bolli e tributi già versati

La recente Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 14 ottobre 2021 ha preso posizione anche riguardo all’applicazione di imposta di bollo, tassa ipotecaria e tributi per voltura catastale relativamente agli atti in cui venga invocata l’agevolazione di cui all’art. 64 commi da 6 a 10 del DL 25 maggio 2021 n. 73 convertito con modifiche nella legge 23 luglio 2021 n. 106 cd. “Agevolazioni prima casa per under 36.

Ricordiamo che detta normativa ha previsto, fra l’altro, che gli atti aventi a oggetto il trasferimento della proprietà o altri diritti limitati di “prime case” d’abitazione come definite nella nota II-bis dell’art. 1, tariffa, parte prima, allegata al TU 26 aprile 1986 n. 131 a favore di soggetti che non abbiano ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto è stipulato e che abbiano un ISEE non superiore a 40.000 Euro annui, siano esenti da imposte di registro, ipotecarie e catastali. Per gli atti soggetti a IVA ha previsto un credito di imposta di importo pari all’IVA corrisposta in sede di acquisto. Continua a leggere

Agevolazioni “Under 36”, come recuperare bolli e tributi già versati ultima modifica: 2021-10-22T08:30:03+02:00 da Chiara Grazioli

Le agevolazioni per acquirenti under 36

La norma

Art. 64, commi 6, 7, 8, 9 e 10 D.L. 25 maggio 2021 n. 73 convertito con Legge 23 luglio 2021 n. 106

  1. Gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di “prime case” di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, come definite dalla nota II-bis all’articolo 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e gli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse sono esenti dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale se stipulati a favore di soggetti che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è rogitato e che hanno un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 40.000 euro annui.
  2. Per gli atti di cui al comma 6, relativi a cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, è attribuito agli acquirenti che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è stipulato un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto. Il credito d’ imposta può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto; può altresì essere utilizzato in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il credito d’imposta in ogni caso non dà luogo a rimborsi.
  3. I finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo per i quali ricorrono le condizioni e i requisiti di cui al comma 6 e sempreché la sussistenza degli stessi risulti da dichiarazione della parte mutuataria resa nell’atto di finanziamento o allegata al medesimo sono esenti dall’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, prevista in ragione dello 0,25 % dall’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
  4. Le disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8 si applicano agli atti stipulati nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della presente disposizione e il 30 giugno 2022.
  5. In caso di insussistenza delle condizioni e dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni di cui ai commi 6, 7, 8 e 9 o di decadenza da dette agevolazioni, per il recupero delle imposte dovute e per la determinazione delle sanzioni e degli interessi si applicano le relative disposizioni previste dalla nota II bis all’articolo 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della repubblica 26 aprile 1986, n. 131 e dall’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.

Le disposizioni sopra riportate sono state oggetto di apposita circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate, Circolare 12/E del 14 ottobre 2021 (PDF).

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Le agevolazioni per acquirenti under 36 ultima modifica: 2021-10-20T08:30:35+02:00 da Giovanni Rizzi

Il mandato in vista della futura incapacità – Tecniche contrattuali in attesa di un’auspicabile riforma di Legge

Il Notariato ha (da sempre) tra le sue preziose qualità quella di saper guidare l’interpretazione delle norme, naturalmente ove possibile, verso un risultato che sia il più vicino possibile alle esigenze di una società che cambia con una velocità che il legislatore fatica a seguire.

Gli esempi sono numerosi ma quello delle assemblee in video conferenza aiuta a comprendere il concetto.

Il legislatore del 1942 aveva l’esigenza di regolare principalmente le incapacità dalla nascita, mentre oggi i progressi della medicina e della scienza hanno prolungato di molto l’aspettativa di vita di coloro per i quali l’incapacità è sopravvenuta per malattia o incidente.

È forte quindi la preoccupazione dei soggetti privati relativa all’amministrazione del proprio patrimonio nel periodo di incapacità e sentita l’esigenza che questa amministrazione possa avvenire senza condizionamenti, nei tempi e nelle scelte, da parte dell’autorità giudiziaria.

Il Convegno organizzato da Federnotizie lo scorso 14 maggio ha messo in luce la necessità di una duplice risposta a questo problema. Una risposta può essere data dal legislatore, e il Notariato dovrebbe essere di aiuto nella preparazione del testo normativo. Ma una risposta può essere anche data dalla prassi utilizzando gli strumenti già disponibili.

Pubblichiamo, a firma Clementina Binacchi e Federico de Stefano, una proposta operativa di soluzione.

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Il mandato in vista della futura incapacità – Tecniche contrattuali in attesa di un’auspicabile riforma di Legge ultima modifica: 2021-10-08T08:30:52+02:00 da Redazione Federnotizie

DAC6: obblighi per i notai di comunicazione nei meccanismi fiscali transfrontalieri

Il percorso verso una Unione Europea più compiutamente unita, seppur con lentezza (si pensi alle misure adottate dalla Commissione l’anno scorso contro l’evasione fiscale e la fiscalità aggressiva, e quindi anche contro i paradisi fiscali), continua anche sul fronte fiscale.

È immaginabile che una effettiva armonizzazione di taluni tributi e una penetrante politica fiscale europea trovino realizzazione in un arco temporale ragionevolmente breve. Le spinte provenienti dalla stessa Italia e, in particolare, dal Presidente del Consiglio Draghi ne sono la riprova.

È un bene che i notai siano costantemente informati, presenti e efficientemente operativi anche su questi fronti al fine di continuare ad offrire alla comunità economica di riferimento prestazioni sempre di alto livello.

Il CNN ha mostrato attenzione al riguardo, approvando e pubblicando nel febbraio di quest’anno lo studio su “Gli obblighi DAC6 nell’attività notarile” a fronte della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.2/E/2021 del 10 febbraio 2021 portante primi chiarimenti al Decreto Legislativo n.100 del 30 luglio 2020 (recepimento della Direttiva “DAC6” – UE 2028/822 del Consiglio, del 25 maggio 2028 recante modifiche alla Direttiva 2011/16/UE). Continua a leggere

DAC6: obblighi per i notai di comunicazione nei meccanismi fiscali transfrontalieri ultima modifica: 2021-10-01T08:42:27+02:00 da Domenico Cambareri

Accettazione tacita dei donatari: un ricorso di Giovanni Liotta

On.le TRIBUNALE DI MESSINA

Ricorso ai sensi dell’art. 2674 bis c.c. avverso trascrizione con riserva.

Il sottoscritto Giovanni Liotta, notaio in XXX, con studio in XXX, via YYY, ove elegge domicilio agli effetti del presente ricorso, pec giovanni.liotta@postacertificata.notariato.it, propone ricorso avverso la trascrizione effettuata con riserva ai sensi dell’art. 2674 bis c.c. in data 19 aprile 2017 ai nn. 9263/7104 dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale delle Entrate di Messina – Ufficio Provinciale Territorio – Servizio di Pubblicità Immobiliare di Messina, con sede in Messina, via F.lli Bandiera snc, email pubblica  dp.messina.uptmessina@agenziaentrate.it.

A tal fine il sottoscritto espone quanto segue:

  1. in data 7 aprile 2017 ha ricevuto un atto pubblico di donazione tra i signori xxxx e i di lei figli e tra loro fratelli yyyy, relativo all’appartamento sito in Messina, da essi ereditato ex lege dal defunto coniuge e padre zzzz; in detto atto la madre, riservandosi l’usufrutto vitalizio sulla quota di 6/9 indivisi, ha donato la (nuda) proprietà per la quota indivisa di 4/6 in parti uguali ai figli; si precisa per quanto consta al sottoscritto, che il detto bene costituiva l’unico immobile ereditario ed era la casa adibita a residenza familiare e di tale ultimo profilo vi è evidenza documentale;
  2. in data 19 aprile 2017 è stato eseguito l’invio agli uffici competenti di copia autentica del detto atto di donazione e della documentazione a corredo inclusa la nota di trascrizione, mediante il cosiddetto Modello Unico Informatico – MUI – per le formalità di registrazione, trascrizione e voltura, con richiesta anche di trascrizione a titolo di accettazione tacita d’eredità ai sensi dell’art. 2648, comma 3, c.c. e, pertanto, “contro” il defunto e “a favore” dei suoi eredi sopra indicati;
  3. in particolare con la formalità del 19 aprile 2017 nn. 9263/7104, sopra indicata, il Conservatore dei R.R.I.I. di Messina, su richiesta del sottoscritto ha eseguito la trascrizione con riserva, e avendo “gravi e fondati dubbi sulla trascrivibilità” dell’atto anche quale “accettazione tacita d’eredità”;
  4. le motivazioni verbalmente riferite dal Conservatore, circa i detti gravi e fondati dubbi, attengono alla circostanza che la donazione in discorso costituirebbe sì titolo per la trascrizione di accettazione tacita d’eredità per la madre donante ma non anche per i figli donatari per i quali nessun elemento che importi la suddetta accettazione tacita risulterebbe dalla donazione; il Conservatore avrebbe, pertanto, certamente trascritto ai sensi dell’art. 2648 c.c. ove la nota di trascrizione per accettazione tacita d’eredità fosse stata predisposta “a favore” del coniuge donante e “contro” il defunto” per la proprietà della quota da ella ereditata.

Il sottoscritto ritiene, di contro, che vi siano nel caso di specie e senza alcuna pretesa di generalizzare la soluzione del medesimo ad altri casi, i presupposti per la trascrizione di cui all’art. 2648, comma 3, c.c. proprio per come la relativa nota è stata predisposta e, pertanto, a favore di tutti i coeredi del defunto e contro quest’ultimo per l’intera quota indivisa di proprietà del defunto caduta in successione.

Di ciò si cercherà di dare prova qui di seguito, con considerazioni specifiche del caso concreto ma dedicando prima poche righe, funzionali al ragionamento, alla nozione di accettazione tacita d’eredità e alla sua trascrizione. Le norme di riferimento sono l’art. 476 c.c. e il citato comma 3 dell’art. 2648 c.c. Continua a leggere

Accettazione tacita dei donatari: un ricorso di Giovanni Liotta ultima modifica: 2021-09-24T08:30:09+02:00 da Giovanni Liotta

Trasferimenti di immobili all’asta ed edilizia residenziale pubblica

Pubblichiamo un recente provvedimento del Tribunale di Milano – Sez. II (.PDF) in tema di trasferimenti a seguito di asta di beni immobili soggetti al regime di edilizia residenziale pubblica.

A cura di Alessandro Ottolina

La pronuncia, sollecitata dalla curatela e che interviene dopo le istruzioni fornite dal Tribunale di Milano (dott.ssa Galioto) il 9 febbraio 2021, offre un primo spunto applicativo delle norme introdotte dalla L.178/2020, Continua a leggere

Trasferimenti di immobili all’asta ed edilizia residenziale pubblica ultima modifica: 2021-09-17T08:30:53+02:00 da Redazione Federnotizie

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti e le ultime novità in tema di patrimonio del “ramo ETS”

Il decreto legge 31 maggio 2021, n. 77 (G.U. serie generale n. 129 del 31 maggio 2021), convertito con legge 29 luglio 2021, n. 108 (G.U. serie generale n. 181 del 30 luglio 2021) ha apportato una sostanziale modifica all’art. 4, comma 3, Codice del terzo settore (o anche CTS) in tema di enti religiosi civilmente riconosciuti, chiarendo alcune questioni rimaste aperte nel testo originario, che avevano sinora pesato nella scelte interne di questi enti.

Prima di entrare nel merito della modifica conviene ricordare la posizione degli enti religiosi nel codice del terzo settore.

Il CTS riconosce che agli enti religiosi civilmente riconosciuti si possa applicare la disciplina degli ETS e delle imprese sociali[1] relativamente allo svolgimento delle attività permesse a tali enti.

Ne derivano i seguenti principi, di seguito meglio spiegati: (i) gli enti religiosi civilmente riconosciuti non possono assumere direttamente la qualifica né di ETS, né di imprese sociali; (ii) solo ad un loro “ramo” possono essere applicate le relative norme; (iii)  il “ramo ETS” o il “ramo impresa sociale” degli enti religiosi civilmente riconosciuti, per essere riconosciuto come tale, deve esercitare una o più delle attività rispettivamente elencate negli art. 5, comma 1, CTS e art. 2, comma 1, D. Lgs. n. 112/2017; (iv) il “ramo”, non costituendo un ente autonomo, resta sempre disciplinato in prima istanza dalla normativa della Confessione che interessa l’intero ente. Continua a leggere

Gli enti religiosi civilmente riconosciuti e le ultime novità in tema di patrimonio del “ramo ETS” ultima modifica: 2021-09-08T08:30:39+02:00 da Maria Nives Iannaccone

La sanatoria delle start-up innovative costituite digitalmente e il “cap” dei compensi notarili

L’art. 39 septies del Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77, introdotto dalla Legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108, recante: «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure» pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.181 del 30-07-2021 – Suppl. Ordinario n. 26, che riporto nel suo testo, stabilisce:
Art. 39 septies – Disposizioni in materia di start-up innovative e PMI innovative
1. Gli atti costitutivi, gli statuti e le loro successive modificazioni delle società start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, costituite in forma di società a responsabilità limitata, anche semplificata, depositati presso l’ufficio del registro delle imprese alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e redatti con le modalità alternative all’atto pubblico ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n.3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, e secondo le disposizioni dettate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2016, restano validi ed efficaci e conseguentemente le medesime società conservano l’iscrizione nel registro delle imprese.
2. Fino all’adozione delle nuove misure concernenti l’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario, alle modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto deliberate dalle società di cui al comma 1 dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si applica la disciplina di cui all’articolo 2480 del codice civile.
3. Il compenso per l’attività notarile concernente gli atti deliberati ai sensi del comma 2 è determinato in misura non superiore a quella minima prevista dalla lettera B) della tabella D – Notai del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140. Continua a leggere

La sanatoria delle start-up innovative costituite digitalmente e il “cap” dei compensi notarili ultima modifica: 2021-08-04T08:30:41+02:00 da Ruben Israel

Brevi note sulle agevolazioni per gli Under 36

Il Governo ha inserito nel D.L. 25 maggio 2021 n.73, intitolato “Misure urgenti connesse all’emergenza Covid per le imprese, il lavoro, i giovani la salute e i servizi territoriali” un Titolo VI, rubricato “Giovani, Scuola, Ricerca” in cui, tra le misure per i Giovani, l’art. 64 ha previsto una serie di agevolazioni nell’acquisto della Prima casa di abitazione.

A cura di Fabio Tierno, notaio in Messina, Direttore della Scuola di Notariato “Salvatore Pugliatti” di Messina.

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Brevi note sulle agevolazioni per gli Under 36 ultima modifica: 2021-07-23T14:16:15+02:00 da Redazione Federnotizie

Certificato di Idoneità Statica per i fabbricati di Milano: il panettone avvelenato

NOTA: Si dà atto che successivamente alla pubblicazione del presente articolo è intervenuta la Determinazione Dirigenziale ATTO N. DD 5769 mediante la quale è stato disposto il differimento dei termini per la presentazione del certificato di idoneità statica al 29 ottobre 2021 e, successivamente, la Determinazione Dirigenziale ATTO N. DD 7050 mediante la quale è stato disposto l’ulteriore differimento dei termini per la presentazione del certificato di idoneità statica al 31 marzo 2022, in allineamento con le proroghe di cui al Decreto Legge 52/2021 e successivo Decreto Legge 105/2021 e alle eventuali successive proroghe dello stato di emergenza.


Salvo proroghe dell’ultima ora che, ormai, quasi non fanno notizia a partire dal 31 luglio i notai, non solo di Milano, che stipulano atti relativi a fabbricati o porzioni di fabbricato siti nel Comune di Milano dovranno farsi carico del problema connesso all’esistenza, o meno, per il bene da trasferire, del certificato di idoneità statica (CIS).

È la classica buccia di banana su cui può scivolare soprattutto chi solo sporadicamente stipula atti su Milano.

1. Introduzione

L’articolo 11.6 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano, adottato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 9 del 14 aprile 2014 e approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 2 ottobre 2014, dispone che tutti i fabbricati, entro 50 anni dalla data di collaudo delle strutture, o in assenza di questo, dalla loro ultimazione, dovranno essere sottoposti ad una verifica dell’idoneità statica di ogni loro parte secondo la normativa vigente alla data del collaudo o, in assenza di questo, alla data di ultimazione del fabbricato, che dovrà essere certificata da un tecnico abilitato. A tale verifica dovranno essere sottoposti anche gli edifici interessati, per almeno la metà della loro superficie, da cambio di destinazione d’uso, da interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione se non sussistono gli estremi di legge per un nuovo collaudo statico. Continua a leggere

Certificato di Idoneità Statica per i fabbricati di Milano: il panettone avvelenato ultima modifica: 2021-07-14T08:30:38+02:00 da Michele Laffranchi