Gli incentivi fiscali per l’anno 2024

1. La Finanziaria 2024 (e le “non conferme”)

I provvedimenti legislativi di fine anno (a valere per il 2024), ed in particolare la legge finanziaria per il 2024 (L. 29/12/2023, n. 213) si sono contraddistinti più per le mancate conferme e proroghe delle agevolazioni fiscali in vigore nel 2023 che per la previsione di nuovi incentivi fiscali per il settore immobiliare.

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Gli incentivi fiscali per l’anno 2024 ultima modifica: 2024-01-19T08:30:08+01:00 da Giovanni Rizzi

I “Bonus Acquisti” – Anno 2024

I cosiddetti “Bonus Acquisti” sono i bonus fiscali per la rigenerazione del patrimonio immobiliare che sorgono in occasione della stipula di un atto di compravendita immobiliare; si tratta in particolare:

  • del Bonus Acquisti per Edifici ristrutturati
  • del Bonus Acquisti per Box auto e parcheggi
  • del Bonus Acquisti per interventi di riduzione del rischio sismico (c.d. “Sisma Bonus Acquisti”).

Con il presente contributo si intende fare il punto della situazione in ordine alla disciplina applicabile per l’anno 2024 con riguardo ai Bonus suddetti, alla luce dei provvedimenti normativi che si sono succeduti negli ultimi 12 mesi.

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I “Bonus Acquisti” – Anno 2024 ultima modifica: 2024-01-12T08:30:38+01:00 da Giovanni Rizzi

La rideterminazione del valore delle partecipazioni societarie (non negoziate in mercati regolamentati) – Anno 2024

Con la legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge finanziaria per il 2024) (art. 1, commi 52 e 53), è stata riproposta la possibilità di affrancamento delle plusvalenze relative a partecipazioni societarie con l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 16%. Viene, pertanto, confermata l’aliquota già prevista per l’anno di imposta 2023. Al riguardo si rammenta che per l’anno di imposta 2022 l’aliquota era pari al 14%, per gli anni di imposta 2011 e 2020 l’aliquota era pari all’11%, per il periodo di imposta 2019 erano previste due diverse aliquote, l’11% per le partecipazioni qualificate ed il 10% per le partecipazioni non qualificate, nei precedenti periodi di imposta 2018, 2017, 2016 era prevista un’aliquota unica (pari all’8%) sia per le partecipazioni qualificate che per le partecipazioni non qualificate; nel periodo di imposta 2015, erano previste due distinte aliquote, l’8% per le partecipazioni qualificate, e il 4% per le partecipazioni non qualificate; per i periodi di imposta precedenti, sino al 2014, erano pure previste due diverse aliquote: il 4% per le partecipazioni qualificate ed il 2% per le partecipazioni non qualificate.

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La rideterminazione del valore delle partecipazioni societarie (non negoziate in mercati regolamentati) – Anno 2024 ultima modifica: 2024-01-05T08:30:03+01:00 da Giovanni Rizzi

La rideterminazione del valore dei terreni – anno 2024

Con la legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge finanziaria per il 2024) (art. 1, commi 52 e 53), è stata riproposta la possibilità di affrancamento delle plusvalenze relative a terreni edificabili o agricoli, con l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 16%. Viene, pertanto, confermata l’aliquota già prevista per l’anno di imposta 2023. Al riguardo si rammenta che per l’anno di imposta 2022 l’aliquota era pari al 14%, per gli anni di imposta 2011 e 2020 l’aliquota era pari all’11%, per l’anno di imposta 2019 l’aliquota era pari al 10%, per gli anni di imposta 2015, 2016, 2017, 2018 l’aliquota era pari all’8% mentre per gli anni di imposta sino al 2014 l’aliquota era pari al 4% (così come prevista originariamente dall’art. 7, comma 2, della legge 28 dicembre 2001 n. 448).

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La rideterminazione del valore dei terreni – anno 2024 ultima modifica: 2024-01-04T08:30:07+01:00 da Giovanni Rizzi

Le nuove plusvalenze IRPEF da “SuperBonus”

La legge finanziaria 2024 (art. 1, comma 64, legge 30/12/2023, n. 213) introduce una nuova tipologia di plusvalenza derivante da cessione immobiliare rilevante ai fini della determinazione dei redditi soggetti a IRPEF.

Vengono in particolare modificati sia l’art. 67, c. 1, TUIR (con introduzione di una nuova lettera b-bis) che l’art. 68 comma 1 (con l’aggiunta di nuove disposizioni).

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Le nuove plusvalenze IRPEF da “SuperBonus” ultima modifica: 2024-01-03T08:30:45+01:00 da Giovanni Rizzi

Calcolo dell’usufrutto ai fini fiscali 2024

Si riporta la tabella con le percentuali di calcolo, ai fini fiscali, dell’USUFRUTTO e della NUDA PROPRIETÀ, in vigore dal 1° gennaio 2024, a seguito dell’intervenuta variazione del tasso legale di interessi (passato dal 5% al 2,5%) giusta decreto Ministero dell’Economia e Finanze 29 novembre 2023 (pubblicato nella G.U. n. 288 dell’11 dicembre 2023), percentuali calcolate avuto riguardo al prospetto dei coefficienti approvato con decreto Ministero dell’Economia e Finanze 21 dicembre 2023 (pubblicato in G.U. n. 302 del 29 dicembre 2023).

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Calcolo dell’usufrutto ai fini fiscali 2024 ultima modifica: 2024-01-02T08:30:38+01:00 da Giovanni Rizzi

Legge di Bilancio 2024, proroga dei termini per la rivalutazione di partecipazioni e terreni

La Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213 del 30 dicembre 2023, pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 303 – Suppl. Ordinario n. 40 del 30 dicembre 2023) conferma all’art. 1 commi 52 e 53 la proroga per l’anno 2024 della facoltà di rideterminare il valore d’acquisto delle partecipazioni negoziate e non negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio 2024,  mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva con aliquota che viene confermata al 16%.

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Legge di Bilancio 2024, proroga dei termini per la rivalutazione di partecipazioni e terreni ultima modifica: 2023-12-31T09:31:32+01:00 da Clara Trimarchi

Alert finanziaria 2024: plusvalenze in arrivo

L’art. 18 della Legge di Bilancio 2024, in fase di approvazione, rubricato “Modifiche alla disciplina fiscale sulle locazioni brevi e sulle plusvalenze in caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili”, prevederebbe, a partire dal 1 gennaio 2024, un ampliamento dei casi in cui si genera una plusvalenza tassabile a seguito di cessioni di immobili. Verrebbero infatti modificati gli articoli 67 primo comma e 68 primo comma del TUIR DPR 22/12/1986 n. 917 prevedendo che, nel caso di cessione di immobili oggetto di interventi che abbiano fruito del cd. “SuperBonus” (ossia con le agevolazioni di cui all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77) entro i dieci anni dalla fine lavori, si generi una plusvalenza che andrà calcolata tenendo conto anche del maggior valore dovuto agli interventi agevolati.

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Alert finanziaria 2024: plusvalenze in arrivo ultima modifica: 2023-12-08T08:30:48+01:00 da Chiara Grazioli

Ricominciano a decorrere i termini “prima casa”

Si conclude il 30 ottobre 2023 il lungo periodo di sospensione dei termini previsti dalla nota II-bis art. 1 Tariffa parte prima DPR 131/1986 (testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro) e dall’art. 7 L. 448/1998 per l’acquisto della “prima casa” e per l’applicazione del relativo credito di imposta.

I predetti termini ricominceranno quindi a decorrere dal 31 ottobre 2023.

La legislazione emergenziale che si è susseguita durante il periodo della pandemia da Sars-CoV-2 (Covid 19) aveva previsto la sospensione dei citati termini come segue:

  • dapprima per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 31 dicembre 2020 in forza dell’art. 3, comma 5-septies del D.L. 228/2021, che era intervenuto sull’articolo 24 del D.L. 23/2020;
  • tale termine era poi stato prorogato al 31 dicembre 2021 in forza dell’art. 3, comma 11-quinquies del D.L. 183/2020;
  • altra proroga aveva portato il termine finale della sospensione al 31 marzo 2022, in forza dell’art. 3 comma 5-septies della Legge n. 15/2022 (e dal 1°aprile 2022 i termini avevano quindi ricominciato a decorrere);
  • l’art. 3 comma 10-quinquies del D.L. n. 198/2022, così come modificato dalla legge di conversione n. 14/2023, ha infine previsto una nuova sospensione retroattiva dei termini relativi alle agevolazioni prima casa per il periodo compreso tra il 1° aprile 2022 ed il 30 ottobre 2023.
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Ricominciano a decorrere i termini “prima casa” ultima modifica: 2023-10-27T08:30:14+02:00 da Annalisa Annoni

Proroga per le trasformazioni, assegnazioni e cessioni agevolate

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 29 settembre 2023 il Decreto Legge n° 132 del 29 settembre 2023 che, all’articolo 4 (parzialmente rubricato “Assegnazione agevolata ai soci“), dispone una proroga al 30 novembre del termine previsto dal comma 100 dell’articolo 1 della legge 29 dicembre 2022 n. 197 che ora così deve essere letto:

“100. Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni che, entro il 30 novembre 2023, assegnano o cedono ai soci beni immobili, diversi da quelli indicati nell’articolo 43, comma 2, primo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o  beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa possono applicare le disposizioni del presente comma e dei commi da 101 a 105 a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30 settembre 2022 ovvero che siano iscritti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1° ottobre 2022. Le medesime disposizioni si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti  beni e che entro il 30 novembre 2023 si trasformano in società semplici.”

Per approfondimenti sulla norma prorogata rinviamo all’articolo di Giovanni Rizzi pubblicato il 12 gennaio 2023 e a quello più recente di Alessandro Torroni pubblicato il 13 settembre 2023.

Proroga per le trasformazioni, assegnazioni e cessioni agevolate ultima modifica: 2023-10-02T08:30:35+02:00 da Redazione Federnotizie

Under 36: gli archivi contro la ratio legis

a cura di Cesare Licini

Il Ministero della Giustizia – Ufficio Centrale degli Archivi notarili dovrebbe condividere la priorità assoluta di favorire in ogni modo la massima legittima estensione delle norme che riducono i costi dell’accesso dei giovani alla casa, guardandosi da velleitari dinieghi di agevolazioni e pretesi recuperi, il cui peso finirà per ricadere nelle tasche proprio di quei giovani beneficiari che si vogliono favorire, ma che dovendo rimborsare il notaio escusso, ne subiranno economicamente il costo ultimo.

Invece l’Ufficio Centrale, condividendo il parere emesso dall’Avvocatura dello Stato in data 26 luglio 2023, con decreto 16 agosto 2023 afferma che l’art. 64 del “Decreto Sostegni-bis” non ha previsto testualmente la riduzione degli onorari notarili come invece fa al comma 497 dell’art.1 della L. 23 dicembre 2005, n. 266 (modificata da ultimo, dall’art. 1, comma 309, della legge 27 dicembre 2006 n. 296). E ne deduce che non si possa fare applicazione, neppure analogica, della riduzione dei parametri notarili, e di conseguenza, delle tasse e dei contributi, perché gli aspetti regolamentari sarebbero diversi, e le finalità, peculiari alle due discipline. Quindi non estensibili, anche alla luce di un riferimento di rilevanza costituzionale basato sull’art. 23 Cost. (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”) e di altri valori e principi espressi da ulteriori norme a tutela dei compensi professionali, con particolare riguardo alla specifica norma regolamentare di settore di cui all’art. 7 decreto Ministro della Giustizia 265 del 2012 che ammette la riduzione degli onorari e parametri notarili per oneri e contribuzioni solo nei casi espressamente previsti dalla Legge.

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Under 36: gli archivi contro la ratio legis ultima modifica: 2023-09-29T08:30:45+02:00 da Redazione Federnotizie

Appalti pubblici e bollo

a cura di Sabrina Chibbaro

Il nuovo codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, pubblicato in G.U. n. 77 del 31-03-2023 – Suppl. Ordinario n. 12) è entrato in vigore il 1° aprile scorso. Ai sensi dell’art. 229 dello stesso, le sue disposizioni, con i relativi allegati hanno acquistato, però, efficacia il 1° luglio 2023, data dalla quale è abrogato il vecchio codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016), che continua ad applicarsi esclusivamente ai procedimenti in corso. L’art. 226 del nuovo codice stabilisce che per procedimenti in corso si intendono, tra gli altri, le procedure e i contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente  siano stati pubblicati prima della data in cui il codice acquista efficacia.

Il D. Lgs. 36/2023 punta, tra l’altro, alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti e non soltanto alla fase della scelta del contraente, come nella previgente disciplina. È previsto un “ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale” i cui perni fondanti sono la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, il fascicolo virtuale dell’operatore economico, le piattaforme di approvvigionamento digitale, l’utilizzo di procedure automatizzate[1].

Per quel che maggiormente ci interessa, l’art. 18 del D. Lgs. 36/2023 disciplina “Il contratto e la sua stipulazione”, senza sostanziali innovazioni riguardo alla forma. Infatti è confermata la previsione, già contenuta nella la vecchia disciplina, della necessità della forma scritta in modalità elettronica a pena di nullità e pertanto, nel caso di contratto di appalto stipulato per atto notarile, dell’atto pubblico notarile informatico ovvero in forma  pubblica  amministrativa a cura dell’ufficiale rogante della stazione appaltante oppure mediante scrittura privata.

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Appalti pubblici e bollo ultima modifica: 2023-07-19T08:30:24+02:00 da Redazione Federnotizie

Adeguamenti statuti ETS: una proroga di cui c’era bisogno

a cura di Massimo Caccavale

L’art. 9, comma 3 – bis del Decreto Milleproroghe 2023 (D. L. 29 dicembre 2022, n. 198), introdotto dalla legge di conversione (L.  24 febbraio 2023, n. 14) pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale  (G.U. Serie Generale n. 49 del 27 febbraio 2023[1]) proroga di un ulteriore anno, dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023, il termine entro il quale Organizzazioni di Volontariato (ODV), Associazioni  di  promozione sociale (APS) e Onlus, possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle disposizioni del Codice del Terzo Settore di cui al  D. Lgs. 3 luglio 2017, n. 117.

Modifica, infatti, l’art. 101, comma 2, del Codice, il cui testo è, dunque, il seguente: “Fino all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale che si adeguano alle disposizioni inderogabili del  presente decreto entro il  31  dicembre  2023.  Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria al fine di adeguarli alle nuove disposizioni inderogabili o di introdurre clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria”.

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Adeguamenti statuti ETS: una proroga di cui c’era bisogno ultima modifica: 2023-02-28T11:25:59+01:00 da Redazione Federnotizie

Da oggi addio alle copie esecutive

Il 28 ottobre 2023 abbiamo pubblicato un articolo di Alessandro De Gregori (“Prime note in tema di titolo esecutivo notarile dopo il d.lgs. 149/2022”) a commento delle novità contenute nella cd Riforma Cartabia. L’anticipo dell’entrata in vigore della riforma, per effetto della norma contenuta nella Legge di Bilancio, ci suggerisce di ripubblicare l’articolo emendato nei riferimenti temporali.

Magari a qualcuno era sfuggito.


Il testo della Legge Delega

L’art. 1, comma 12 della Legge Delega al Governo per la riforma del processo civile (legge 26 novembre 2021 n. 206) nel fissare i principi e criteri direttivi per la riforma del processo di esecuzione ha previsto, con particolare riguardo alla copia esecutiva, la sostituzione dell’iter di rilascio della formula esecutiva con la mera attestazione di conformità della copia al titolo originale.

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Da oggi addio alle copie esecutive ultima modifica: 2023-02-28T08:30:11+01:00 da Redazione Federnotizie

Nuova decorrenza per il modello della polizza decennale T.A.I.C.

L’art. 12, comma 6-bis, del D.L. 20 dicembre 2022 n. 198 (cd. decreto Milleproroghe 2023), introdotto in sede di conversione (legge in corso di pubblicazione) ha introdotto una nuova disciplina transitoria per la decorrenza dell’obbligo di conformazione della polizza assicurativa decennale al modello standard di cui all’art. 4, c. 1bis, del D.lgs. 20/06/2005, n. 122, in deroga a quella a suo tempo dettata dall’art. 3 del decreto MISE 20/07/2022 n. 154.

Rammentiamo che quest’ultima disposizione aveva previsto l’obbligo di conformazione al modello standard per le polizze assicurative decennali “stipulate” successivamente alla data di entrata in vigore di detto decreto ossia successivamente alla data dl 5 novembre 2022.

Tale disposizione aveva creato non poche difficoltà pratiche stante le diverse letture che della stessa si potevano dare. L’espressione polizze “stipulate” si prestava a diverse interpretazioni. Alcune Compagnie Assicuratrici, per esempio, ritenevano non sussistente l’obbligo di conformazione anche per polizze formalmente emesse dopo il 5 novembre 2022 per il sol fatto che fosse stato stipulato un “preliminare” di polizza prima di detta data (preliminare che normalmente viene stipulato in occasione dell’apertura del cantiere e della emissione della cd. polizza CAR ”Contractor’s All Risks”).

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Nuova decorrenza per il modello della polizza decennale T.A.I.C. ultima modifica: 2023-02-27T12:30:00+01:00 da Giovanni Rizzi