“Voluntary disclosure”, “scudo fiscale” e disciplina antiriciclaggio

La cosiddetta “voluntary disclosure”, come lo “scudo fiscale”, non esime dall’adempimento degli obblighi in materia di disciplina antiriciclaggio.

Lo ha precisato il MEF con provvedimento in data 12 gennaio 2015.

Se Tizio, avvalendosi del disposto della Legge 15 dicembre 2014 n. 186 – recante disposizioni per incrementare il contrasto all’evasione fiscale e l’emersione e rientro di capitali detenuti all’estero – regolarizza i propri capitali non dichiarati al fisco e detenuti all’estero, viene sottratto, proprio in virtù di tale ravvedimento operoso, alla punibilità penale per alcuni reati e beneficia della riduzione dell’entità di talune sanzioni pecuniarie amministrative.

Peraltro se lo stesso Tizio si reca dal Notaio Romolo Romani e reimpiega il denaro “scudato” ad esempio per l’acquisto di un immobile, il Notaio non sarà esentato dall’applicazione della normativa di cui al Decreto Legislativo 21 novembre 2007 n. 231, in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. In altri termini, per il solo fatto che i capitali utilizzati per l’acquisto siano stati “scudati”, il Notaio non vedrà venir meno l’obbligo a suo carico di porre in essere tutte le attività di adeguata verifica della clientela, di identificazione del titolare effettivo, di applicazione di misure rafforzate di adeguata verifica nei casi di elevato rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, di registrazione della clientela e, se del caso, di segnalazione delle operazioni reputate sospette.

Nel provvedimento del MEF si segnala, inoltre, che tale obbligo sussiste anche con riferimento ai casi di rimpatrio di beni e capitali detenuti in quei paesi individuati come “aree geografiche ad alto rischio”, poiché non aventi obblighi equivalenti a quelli previsti nel nostro ordinamento in materia di antiriciclaggio e prevenzione del terrorismo.

In estrema sintesi, perciò, la “voluntary disclosure” effettuata secondo quanto previsto dalla Legge 186/2014 riduce la punibilità penale per alcuni reati, nonché l’entità di alcune sanzioni pecuniarie amministrative, ma non sottrae all’operatività delle norme in tema di antiriciclaggio ed alle relative sanzioni.

“Voluntary disclosure”, “scudo fiscale” e disciplina antiriciclaggio ultima modifica: 2015-03-09T12:28:54+01:00 da Valentina Rubertelli
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