Un modello d’impresa centrato sull’essere umano

Pubblichiamo un articolo su un progetto che potrebbe rivoluzionare positivamente il modello economico dei prossimi anni: il c.d. “Human Centered Business Model”. Un’idea ambiziosa promossa dalla Banca Mondiale grazie al lavoro essenziale dei due autori Marco Nicoli e Diletta Lenzi, sostenuta dall’UINL e che nei prossimi mesi, grazie alla nuova guida dell’OCSE a Parigi, potrebbe entrare nella fase operativa con progetti pilota.

Il notariato crede nel valore positivo che tale modello può generare per la società globalizzata in cui viviamo, di fronte ai limiti a tutti noti dei modelli economici che, fin qui, l’hanno governata. E, per tale ragione, l’Unione Internazionale del Notariato ha offerto la propria disponibilità concreta. La prospettiva è quella che tradizionalmente guida l’azione dei notariati: contribuire alla crescita economica, essere vicini alle persone, garantire certezza. La presenza dei notai nella nascita di imprese HCBM è stata reputata un elemento di utilità dagli ideatori del progetto e dalle istituzioni internazionali che lo sostengono. Una doppia buona notizia.

Giovanni Liotta e Cesare Licini
Consiglio di direzione UINL

 

A 40 anni dalle Linee Direttrici dell’OCSE per le Imprese Multinazionali, passando per gli UN Guiding Principles on Business and Human Rights (2011), le OECD Guidelines for Multinational Enterprises (2011), gli UN Sustainable Development Goals (2015), l’ Inclusive Business Framework (2015) e le esperienze tutte italiane del movimento cooperativo, delle imprese sociali e, più recentemente, delle società benefit, lo “Human-Centered Business Model” (HCBM) si inserisce nella scia di questi modelli e iniziative, al tempo stesso distinguendosene per la sua visione di sistema.

L’idea dello HCBM nasce e si sviluppa nell’ambito del Global Forum on Law, Justice and Development, un forum con oltre 180 partners, iniziato e sostenuto dalla Vice-Presidenza Legale della Banca Mondiale, per la co-generazione di soluzioni giuridiche innovative ai problemi dello sviluppo.

L’Unione Internazionale del Notariato è membro del Global Forum sin dal 13 febbraio 2012  ed è uno dei 46 partners del progetto HCBM sin dalla sua concezione con un contributo intellettuale nell’esercizio d’inclusione dei principi a base del modello nello statuto d’impresa.
Recentemente il Consiglio Superiore del Notariato Francese, insieme al Ministero Francese degli Affari Esteri, hanno organizzato a Parigi un evento divulgativo del progetto.

Gli aspetti innovativi dello Human-Centered Business Model sono cosi riassumibili:
• Il modello si pone come “terza via”, ad adozione volontaria, che si affianca ai modelli di impresa for-profit (che mira alla massimizzazione del profitto) e no-profit (galassia all’interno della quale sono riconducibili diversi modelli imprenditoriali). Esso coniuga, infatti, allo stesso livello di priorità il perseguimento del profitto con obiettivi di sostenibilità sociale, ambientale e di integrità, adeguatamente declinati nello statuto societario.
• Il modello si differenzia dalle recenti iniziative legislative italiane che hanno, da un lato, introdotto modelli imprenditoriali più sostenibili volti a generare anche un “beneficio comune” (il riferimento è qui alle società benefit, di cui all’art. 1, co. 376-382, l. n. 208/2015) e, dall’altro, reso più “profit” le imprese sociali (che possono ora, a determinate condizioni, distribuire dividendi ai soci, ai sensi dell’art. 3, co. 3, lett. a), d.lgs. n. 1121/2017), in quanto rivisita l’intero ecosisistema nel quale l’impresa si trova a operare e concorrere.
• Il modello muove dall’elaborazione di un set di principi comuni con obiettivi di sostenibilità sociale, ambientale e di integrità, misurabili con appositi indicatori di performance, che dovranno essere incorporati nello statuto d’impresa, rendendo così lo HCBM un’alternativa più efficace rispetto alle politiche di Corporate Social Responsibility e con una forte identità. Esso si basa su principi largamente condivisi dalla comunità internazionale (UN, ILO, OECD, EU, ecc) e si avvale del lavoro svolto da molte iniziative già esistenti sia nel settore pubblico, privato e misto (UN Global Compact, ISO, Equator Principles, Global Reporting Initiative, Fair Trade, Green/Social/Sustainable Procurement, ecc.). Esso non genera quindi una duplicazione di sforzi, ma instaura sinergie con tante iniziative di grande valore già esistenti.

• Il modello è strumentale al perseguimento di molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile elaborati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, con benefici per i governi, gli imprenditori, il settore finanziario, i lavoratori, i consumatori e la comunità nella quale l’impresa opera.

In particolare, esso:
◦ è funzionale alle politiche dei “governi” che mirano a società più eque e solidali, al rispetto degli impegni assunti con i trattati internazionali ambientali (quali l’Accordo di Parigi) e ad incentivare pratiche di integrità (anti corruzione, anti riciclaggio, anti evasione, ecc.);
◦ offre un ecosistema di riferimento pratico per un numero crescente di “imprenditori” che, pur non rinunciando all’obiettivo del profitto, vogliono operare nel rispetto di valori sociali, ambientali ed etici;
◦ offre agli investitori, informazioni circa l’impatto ambientale e sociale delle imprese nella quali investire, e dei rischi connessi;
◦ persegue principi di equità fra lavoratori, di salute e sicurezza nei posti di lavoro;
◦ incentiva una verifica di qualità nelle scelte di fornitori per acquisti di enti pubblici e privati;
◦ crea degli strumenti di governo societario che assicurino il perseguimento degli obiettivi di impatto sociale e ambientale, nonché la tutela degli interessi dei terzi coinvolti;
◦ indirettamente avvantaggia quei consumatori sensibili a prodotti, servizi e processi di produzione a positivo impatto sociale e ambientale.
Il modello, infine, non mira a creare dei privilegi per le imprese “Human-Centered”, ma propone un sistema del quale tutte le altre imprese possono beneficiare, in sostanza promuovendo la creazione di esternalità positive volte ad incentivare comportamenti “sostenibili” (a prescindere dal modello d’impresa adottato), anche sulla catena di fornitura.

Il Development Centre dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) prenderà il coordinamento del progetto e, in linea con l’attuale collaborazione con gli altri partners, l’Unione Internazionale del Notariato, intende continuare a contribuire intellettualmente allo sviluppo di questo modello in particolare con un ruolo nella fase di implementazione, attraverso progetti pilota a livello paese, anche per mezzo del coinvolgimento dei Consigli Nazionali dl notariato dei paesi pilota.

Per maggiori informazioni su come partecipare vi invitiamo a contattare i notai italiani Giovanni Liotta e Cesare Licini, che hanno contribuito con la stesura della prima bozza di uno Statuto tipo di società HC, il notaio francese Lionel Galliez nonché l’esperto del CSN Willy Giacchino.

 

di Diletta Lenzi (consulente della Banca Mondiale, collabora con l’Università di Firenze e Unidroit alla co-leadership del progetto) e Marco Nicoli (ex funzionario della Banca Mondiale è stato fino al 2017 il direttore del Global Forum on Law, Justice and Development)

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Un modello d’impresa centrato sull’essere umano ultima modifica: 2018-05-31T09:52:29+00:00 da Redazione Federnotizie