La faticosa Europa delle procure e di EUdoc (con un cenno sul minore emancipato)

di Ugo Bechini

Due dicembre 2022: il convegno milanese sulle nuove autorizzazioni notarili, sia detto senza sottinteso alcuno, è tempestivo e interessante, i relatori di prim’ordine, ben preparati e si lasciano seguire con piacere, anche in remoto come nel mio caso. Rompe l’incantesimo una domanda temerariamente posta in sala, a mio nome, nientedimeno che da Arrigo Roveda: e i minori italiani che stipulano all’estero? E soprattutto: viceversa? I relatori contengono a stento l’ilarità: si vedrà, sono casi particolari, occupiamoci per ora delle questioni di più immediato interesse. E scivolano via felpati: li attende il problema del minore emancipato.

Non mi accanirò provando a indovinare il rapporto numerico, nelle nostre sale d’attesa, tra le coppie internazionali con figli e gli emancipati; temo anzi che andrò in pensione senza averne incontrato uno. Incombe un problema più serio: la quasi completa assenza, nella nostra vita culturale, di una genuina integrazione della prospettiva internazionale, riservata invece a pochi momenti specializzati e di non travolgente frequentazione. La medesima sede milanese ne ha peraltro ospitato uno eccellente, poche settimane prima, ma per il resto hic sunt leones, da Mentone in là.

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