Una circolare per un trust

a cura di Giuseppe Gallizia

Le note che seguono, dedicate alla Circolare 34/E del 20 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate (.PDF) intitolata “Disciplina fiscale dei trust ai fini dell’imposizione diretta ed indiretta“, si riferiscono soltanto alla parte di essa che riguarda la disciplina delle imposte indirette, e cercheranno di proporre, di questo tema, una lettura comparata all’esperienza professionale dei trust[1].

Considerazioni preliminari

La Circolare esordisce con due affermazioni di ordine generale:

1) il trust pur avendo una struttura negoziale complessa, dà luogo a un unico presupposto di imposta. Si legge nella Circolare che “Il trust si sostanzia in un rapporto giuridico complesso che ha un’unica causa fiduciaria. Tutte le vicende del trust (istituzione, dotazione patrimoniale, gestione, realizzazione dell’interesse del beneficiario, raggiungimento dello scopo) sono collegate dalla medesima causa”;

2)  il tributo applicabile ai trust è l’imposta sulle donazioni, D.Llgs.346/90 (Testo Unico sulle imposte di successione e donazione, TUS).

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Disciplina fiscale dei trust ai fini dell’imposizione diretta e indiretta

Pubblichiamo per tempestiva informazione la Circolare n° 34/E dell’Agenzia delle Entrate sulla “Disciplina fiscale dei trust ai fini della imposizione diretta e indiretta – Articolo 13 decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 – decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 – Recepimento dell’orientamento della giurisprudenza di legittimità” (.PDF).

Trust di garanzia a tassa fissa

a cura del notaio Alessio Paradiso

Di nuovo la Cassazione.

Le Commissioni Tributarie sono ormai da tempo allineate sulla tassazione a tassa fissa. Eppure si torna spesso a far visita alla Cassazione per riproporre questioni di diritto che sono chiare, pacifiche e consolidate.

Ma tant’è.

E così la Suprema Corte prima, e poi i più illustri commentatori, devono scrivere e motivare nuovamente sulla questione della tassazione dell’atto di trust, o meglio, visto che spesso si fa confusione, sull’atto con cui viene conferito un bene in trust perché venga incluso nel Fondo in Trust.

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La Cassazione cambia. Trust all’8%. Il trust liquidatorio è soggetto alla disciplina della imposta di donazione con aliquota rinforzata nella misura dell’8%.

a cura di Alessio Paradiso, notaio in Torino

La Cassazione, con sentenza del 4 maggio 2018 N. 13626, sez. V civile (pubblicata il 30.05.2018) ha stabilito che il trust non liberale è soggetto a tassazione proporzionale con aliquota dell’8%.

Il fondamento della decisione poggia sui seguenti argomenti:

  1. il patrimonio del beneficiario è già potenzialmente arricchito seppur ancora non abbia ricevuto alcunché;
  2. il trust è, nella fattispecie oggetto del vaglio, un vincolo di destinazione che produce effetti traslativi e pertanto deve essere assoggettato alla relativa imposta.

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Tassa fissa per i trasferimenti in trust: la Cassazione conferma

a cura di Alessio Paradiso, notaio in Torino

La Cassazione con sentenza 975/2018 pubblicata il 17.01.2018, conferma che per i trasferimenti di beni in trust la tassazione è fissa e non proporzionale.

Da qualche anno il Supremo Collegio ha mostrato un particolare interesse rispetto alla tassazione dei trusts, sulla quale è stato chiamato a pronunciarsi più volte.

Il Collegio ha colto queste occasioni per esprimere la propria posizione, mostrando dapprima un orientamento ondivago, successivamente consolidato nel senso dell’assoggettamento degli atti di trust a tassazione a tassa fissa.

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L’escrow agreement e il ruolo del notaio

di Gabriella Quatraro e Ruben Israel

Sempre più di frequente accade che venga richiesto al notaio, spesso in ragione della sua qualifica di pubblico ufficiale incaricato della stipula di un atto, ma pure di soggetto terzo imparziale e quindi, con attività solo occasionata da una stipula, anche futura, di supportare le parti nell’esecuzione degli accordi tra loro sottoscritti, al precipuo scopo di svolgere una funzione di garante.

Spesso l’attività per la quale si chiede l’intervento del notaio non riguarda nello specifico un atto da lui rogato o che sarà oggetto del suo ministero, ma si affianca in modo però autonomo al contratto principale, seppure a questo connesso.

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Contratto di affidamento fiduciario, patrimonio e passaggio generazionale

La Legge 112 del 2016 meglio nota come la Legge del “Dopo di noi” a tutela dei soggetti deboli ha disciplinato parzialmente l’affidamento fiduciario con agevolazioni fiscali a favore di tali soggetti.

Con il presente breve appunto si vuole portare l’attenzione dell’interprete sull’applicazione dell’articolo 6 della legge anche al di fuori della sfera fiscale agevolativa e delineare una o più fattispecie operative in cui l’affidamento fiduciario di diritto italiano può aprire nuove “strade” all’operatore giuridico.

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La trascrizione del trust

a cura di Lorenza Bullo

In dottrina (v. Gazzoni, Il trust, in Trattato della trascrizione, I, t.2, Torino, 2012 p. 471) si legge che “… nell’ordinamento italiano la separazione patrimoniale è bensì effetto di una disposizione di legge diretta o indiretta, purché però segua di necessità la trascrizione o annotazione (v., ad esempio, artt. 162, quarto comma, 484, 495, 2645-ter, 2447-quinquies, secondo comma c.c.).”

Con specifico riguardo al trust, è noto l’ampio e acceso dibattito in ordine alla possibilità, agli effetti e alle modalità con le quali rendere pubblica e opponibile ai terzi, nel nostro ordinamento, la separazione patrimoniale discendente dal trust, stante il principio di tipicità delle formalità trascrittive.

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