Prime note in tema di titolo esecutivo notarile dopo il D.Lgs. 149/2022

a cura del notaio Alessandro De Gregori

Il testo della Legge Delega

L’art. 1, comma 12 della legge delega al Governo per la riforma del processo civile (legge 26 novembre 2021 n. 206) nel fissare i principi e criteri direttivi per la riforma del processo di esecuzione ha previsto, con particolare riguardo alla copia esecutiva, la sostituzione dell’iter di rilascio della formula esecutiva con la mera attestazione di conformità della copia al titolo originale.

Più precisamente al legislatore delegato è stato affidato il compito di “ a) prevedere che, per valere come titolo per l’esecuzione  forzata, le sentenze e gli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale devono essere formati in copia attestata conforme all’originale, abrogando le disposizioni del codice di procedura civile e le altre disposizioni legislative che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva;”.

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L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio ed il suo impiego nelle locazioni immobiliari

a cura di Tullio Alberto Lops, notaio in Pistoia

L’atto pubblico ricevuto dal notaio è titolo esecutivo non solo per la riscossione forzata delle somme dovute in virtù del medesimo, ma anche per l’esecuzione forzata degli obblighi di consegna di beni mobili e di rilascio di beni immobili. Pertanto, ove la locazione sia conclusa nella forma dell’atto pubblico ed occorra procedere allo sfratto di un conduttore moroso o licenziato, il proprietario potrà avviare direttamente l’esecuzione forzata richiedendo all’Ufficiale Giudiziario la notifica del precetto e dell’avviso di rilascio.

Le riflessioni che seguono vertono sulla possibilità di estendere l’attività notarile ad un campo ancora poco battuto: quello delle locazioni. Senza alcuna pretesa di esaustività[1], verranno evidenziati i vantaggi conseguenti alla stipula del contratto di locazione nella forma dell’atto pubblico rispetto a quella della scrittura privata la quale, ove autenticata, costituisce titolo esecutivo solo per la riscossione coattiva delle somme dovute in virtù della medesima.

Esaminati brevemente i termini processuali e le principali variabili connesse al giudizio di sfratto, si darà quindi conto della valenza dell’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio. Verrà quindi tratteggiata la fase esecutiva, per poi individuare il contenuto minimo dell’atto. Da ultimo, si passeranno in rassegna alcune ipotesi applicative.


Sommario: I) La particolare realtà delle locazioni – II) L’iter giudiziario per ottenere il provvedimento di sfratto – II.1) I tempi per la notifica – II.2) L’udienza di convalida e le tutele del conduttore – II.3) L’eventuale passaggio dal rito sommario al rito speciale – II.4) Il provvedimento di rilascio – III) Il titolo esecutivo quale unica condizione dell’azione esecutiva – IV) L’atto pubblico quale titolo esecutivo per il rilascio – V) L’esecuzione forzata dell’obbligo di rilascio e le opposizioni dell’esecutato – V.1) Il contenuto dell’atto pubblico – VI) Ipotesi applicative – VII) Considerazioni finali


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Patti (prematrimoniali) chiari e amicizia lunga

a cura di Armando Salati

Sono ormai già tre le sentenze della Corte di Cassazione (23713/2012, 19304/2013, 4210/2014) che aprono, pur con riserve, ai finora tanto osteggiati “patti prematrimoniali”.

In tre occasioni la Suprema Corte ha affermato la validità di particolari pattuizioni formulate dai coniugi prima del matrimonio (ma anche durante) in vista di una, seppur scongiurata, crisi dello stesso.

Giurisprudenza e dottrina: un breve sguardo al passato

La Cassazione risalente (6857/92) giudicava i patti prematrimoniali nulli perché aventi causa illecita.

Tale illiceità era riscontrabile nel fatto che detti patti potevano impedire la libera disponibilità dello status di coniuge (ad esempio mediante una clausola che prevedeva una grave sanzione economica in caso di richiesta di divorzio, coartando gravemente la libertà del coniuge di divorziare) oppure, se stipulati al fine di concordare preventivamente l’assegno divorzile, rischiavano di rendere vana la sua “funzione alimentare”.

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Discorso di Lauretta Casadei al XLIX Congresso nazionale del Notariato

Come ormai è consuetudine il mio discorso al Congresso Nazionale viene reso pubblico su Federnotizie. Ho anche l’onore che venga pubblicato nel primo numero del nuovo portale Federnotizie che rappresenta una sfida stimolante per la redazione e la Direttrice Alessandra Mascellaro ai quali indirizzo un affettuoso “in bocca al lupo”.

Un sentito grazie alla Direttrice uscente Monica De Paoli, per avere condiviso con me questi tre anni all’insegna del confronto costruttivo tra le nostre visioni complementari del futuro del notariato. Buona lettura a tutti.

“Cari colleghi,

oggi mi rivolgo a voi con moltissima emozione perché questo è il mio ultimo saluto ai colleghi quale presidente di Federnotai. Come sapete, questa giunta è arrivata al termine del proprio mandato e tra poco avremo le elezioni per il suo rinnovo.

Io sono sempre proiettata nel futuro e avrei voluto parlarvi di questo, come al solito, ma le circostanze mi obbligano oggi a rendere il conto di quanto fatto.

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