Abolizione dell’IRAP per i professionisti: le buone notizie arrivano sempre da sole

a cura di Antonio Teti ed Edoardo Rinaldi

“Le buone notizie arrivano sempre da sole”. Basterebbe questa frase, che ribalta un vecchio adagio popolare, per commentare la previsione normativa, inserita nella c.d. Legge di Bilancio 2022, all’articolo 1, comma 8, che contempla l’abolizione dell’IRAP per le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni.

Facciamo il punto sullo stato dell’arte.

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Chiusura delle attività degli studi professionali: il DPCM prevale sulle ordinanze regionali? L’opinione del costituzionalista

di Oreste Pollicino
professore di Diritto Costituzionale, Università Bocconi

Sono giorni in cui allo stato di incertezza generale dovuta all’emergenza sanitaria in corso e all’impossibilità di previsioni attendibili sul suo sviluppo, si aggiunge una nuova patologia: quella che sta affliggendo il principio di certezza del diritto, anche a causa del continuo avvicendarsi di fonti normative di carattere governativo, regionale e locale legate all’adozione di misure contenimento del virus.

In tali momenti di incertezza bisogna aggrapparsi a qualcosa di certo, come per esempio i principi generali che sovraintendono al rapporto tra le fonti nel nostro ordinamento.

Un tale aggancio può essere utile per identificare la soluzione più corretta al quesito su quale fonte debba prevalere, con riguardo al problema della chiusura delle attività degli studi professionali.

Attività, infatti, di cui è stata sancita la chiusura (“salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza”) con ordinanza 21 marzo 2020 n. 514 del governatore della Lombardia Fontana, che è stata smentita dal DPCM 22 marzo 2020 firmato dal Presidente del Consiglio, per cui tali attività possono invece proseguire.

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