Stipulare in una lingua UE: si può?

Il tema dell’influenza del diritto dell’Unione Europea sull’attività notarile è noto ai lettori di questa Rivista e ai notai. Ci si riferisce, in particolare, al primato delle norme euro-unitarie sul diritto italiano con conseguente disapplicazione (o non applicazione) di quest’ultimo ove si ponga in contrasto con il primo e al connesso tema del divieto di discriminazione al rovescio esaminato a proposito del Certificato Successorio Europeo.

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Outsourcing post stipula: problematiche e prospettive

L’attuale congiuntura economica generale di segno negativo ha evidenziato un’esigenza irrinunciabile di contenimento e di razionalizzazione dei costi dei nostri studi. La circostanza che il tema sia sentito è dimostrato anche dai “convegni itineranti” organizzati da Federnotai sulla “Gestione e Organizzazione dello Studio Notarile”.

La problematica del contenimento dei costi dovrà quindi essere affrontata, anche nelle opportune sedi istituzionali della nostra categoria, con decisione e con approccio scientifico, ma anche, a mio avviso, con prudenza in alcuni suoi particolari aspetti.

Mi riferisco con precisione ad un certo trend di pensiero, secondo cui alcune operazioni pre e post stipula, ritenute “standardizzabili”, sarebbero, proprio in un’ottica di riduzione dei costi, anche “esternalizzabili” a strutture estranee allo studio notarile (c.d. outsourcing).

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