Società sportive dilettantistiche: appunti e clausole

a cura di Ettore Sarluca

Introdotte per la prima volta nel 2002, le società sportiva dilettantistiche (che per brevità indicheremo anche con la sigla SSD nel prosieguo) costituiscono ancora un istituto giuridico con il quale il professionista si confronta, mediamente, di rado.

La norma di riferimento è costituita dall’articolo 90 della L. 27 dicembre 2002 n. 289, il quale, al primo comma, ha previsto che le previgenti disposizioni in materia di associazioni sportive dilettantistiche si applichino anche alle società sportive dilettantistiche, introducendo nel sistema una nuova tipologia di società di capitali, caratterizzate dall’assenza di scopo di lucro, e spingendo, come è stato osservato, verso un “sistema speciale che vede nelle società degli schemi organizzativi funzionalmente neutri, idonei, cioè, al perseguimento di attività tanto lucrative, quanto non lucrative”[1].

Lo stesso articolo ha poi introdotto una serie di agevolazioni tributarie che, ai sensi dell’art. 7 del DL 136 del 28/05/2004, convertito con L. 186 del 27/07/2004, si applicano alle società sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento a fini sportivi rilasciato dal CONI.

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