Dalla S.r.l. a capitale ridotto alla S.r.l. semplificata: tecnica redazionale

Accade di ricevere in studio clienti che prima dell’agosto 2013, avevano stipulato S.r.l. a capitale ridotto e che si ritrovano, quasi senza sapere “né come e né quando” tra le mani una S.r.l. semplificata, in conseguenza della riqualificazione avvenuta con il d.l. 76/2013.

Una serie di clausole, apparentemente presenti nel loro statuto (per es., diritto di prelazione nel caso di cessione delle quote a terzi, clausola di gradimento, amministrazione congiuntiva e disgiuntiva) si rivelano di fatto inapplicabili, in quanto in contrasto con lo statuto standard ministeriale proprio delle S.r.l. semplificata.

E’ opportuno, quindi, che in occasione della prima modifica statutaria di cui la società in parola necessiti, si provveda – ove ciò risponda alla reale volontà dei soci – o a modificare lo statuto adattandolo allo standard ministeriale proprio della S.r.l. semplificata (ipotesi, a mio parere remota) o, cosa più probabile, a modificare lo statuto vigente introducendovi quelle modifiche proprie delle S.r.l. ordinarie a capitale inferiore a 10.000,00 euro, così come derivanti dalle stratificazioni normative dell’ultimo anno.

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