Procure estere: la Cassazione perde una buona occasione

a cura di Paolo Pasqualis
notaio in Portogruaro
ex Presidente CNUE

La Corte di Cassazione perde una buona occasione per definire alcune linee generali relative alla circolazione in Italia degli atti notarili provenienti dall’estero, in particolare le procure[1].

Il caso – secondo quanto si può ricavare dalla sentenza in esame – riguardava una procura proveniente dalla Pennsylvania, nella forma di scrittura privata la cui sottoscrizione era stata certificata da un notary public locale, recante la Apostille prevista dalla Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961, quindi utilizzata in Italia per procedere ad una vendita immobiliare.

In seguito la persona che si reputava aver rilasciato la procura disconosceva la propria sottoscrizione e chiedeva fosse dichiarata la nullità della procura stessa e della conseguente vendita. Riconosciuta valida la procura in primo grado e inefficace in appello, la vicenda approdava alla Cassazione ed è stata decisa con la sentenza che si annota.

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