L’oggetto della prelazione agraria

a cura del notaio Paolo Tonalini

L’oggetto della prelazione agraria è sempre e soltanto un “fondo rustico” o fondo agricolo (art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590).

La legge non fornisce ulteriori specificazioni, ma per fondo agricolo si intende comunemente il terreno destinato all’agricoltura, che può essere comprensivo anche di uno o più fabbricati rurali, cioè fabbricati destinati esclusivamente al servizio dell’attività agricola svolta sul fondo.

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Gli aspetti soggettivi della prelazione agraria

a cura del notaio Paolo Tonalini

La prelazione agraria ha una grande rilevanza nella contrattazione per la compravendita dei fondi agricoli. Nella pratica, infatti, rappresenta il secondo aspetto che deve affrontare chi ha intenzione di acquistare un fondo agricolo (il primo è ovviamente quello delle agevolazioni fiscali).

La disciplina legislativa della prelazione agraria, però, è rimasta sostanzialmente ferma agli anni ’60 e ’70 e del secolo scorso, e non tiene conto della realtà dell’agricoltura italiana, che sta affrontando un passaggio generazionale e, grazie alla nuova disciplina dell’imprenditore agricolo professionale e delle società agricole, sta cercando di acquisire la struttura necessaria per rimanere competitiva in uno scenario economico sempre più globalizzato.

A complicare ulteriormente la situazione, le norme sulla prelazione agraria sono sempre state molto sintetiche, e hanno dato origine a una lunga serie di dubbi interpretativi.

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Prelazione agraria e conferimento del fondo in società

La terza sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, con Sentenza n. 6971 dell’11 aprile 2016, è intervenuta in tema di prelazione agraria prevista, dagli articoli 8 L. 590/65 e 7 della L. 817/71, in caso di trasferimento a titolo oneroso di un fondo a favore dell’affittuario coltivatore diretto ovvero a favore del coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti.

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