Il centoquarantunesimo carattere

Gli ultimi venti anni di vita politica italiana, contraddistinti dal tentativo di perseguire un obiettivo maggioritario e quindi una bi polarizzazione delle forze politiche, hanno determinato una convergenza verso il centro delle forze politiche stesse, concentrate nel cercare di prevalere ottenendo il consenso dell’elettorato mediano non fortemente ideologizzato.

E’ un percorso questo che ha di fatto anestetizzato la contrapposizione che aveva caratterizzato la politica del dopo guerra (cosiddetta prima repubblica) ed ha portato a radicalizzare il dibattito ed il confronto non su temi o programmi quanto sulle persone.

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Non è un paese per cipolle

Il rapporto del Notariato con la Politica conosce fasi storiche alterne: da anni subiamo erosioni di competenze, e nell’ultimo periodo alcune iniziative (prime tra tutte le norme sulla costituzione delle start up innovative e il “ddl concorrenza”) si sono tradotte in un vero e proprio stress test per la nostra categoria, ma non è sempre stato così: basta risalire indietro di pochi anni per ricordare il “decennio d’oro” iniziato con la Legge Mancino del 1993 (che diede al notaio la competenza esclusiva per le cessioni di quote di srl e aziende) e terminato con la riforma del diritto societario del 2003 (nel mezzo: la trascrizione del contratto preliminare, la delega delle esecuzioni, il controllo di legalità degli atti societari).

Prima di allora, al Notariato la Politica chiese – dandogliene la possibilità – di accompagnare il Paese nella diffusione della proprietà immobiliare (accompagnata dal rispetto delle norme edilizie e urbanistiche), nella crescita delle imprese, nella evoluzione dei diritti in seno alle famiglie.

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Ragioniamo al plurale

Speciale Congresso

Il discorso di Carmelo Di Marco, presidente di Federnotai, al Congresso Nazionale del Notariato

Partecipo al Congresso Nazionale del Notariato consecutivamente da dieci anni, e ogni anno una parte significativa del programma (quando non la sua totalità) è stata dedicata al rapporto conflittuale tra il Diritto e l’Economia.

Oggi avvertiamo nuovamente il bisogno di dedicare a questo tema il nostro congresso: spero che questo non dipenda tanto dall’emergenza originata dal “ddl concorrenza” e dal fatto di doverle dedicare tutte le migliori energie, quanto dall’aver compreso su quale piano quel rapporto si instaura e si muove.

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