La sanatoria delle start-up innovative costituite digitalmente e il “cap” dei compensi notarili

L’art. 39 septies del Decreto-Legge 31 maggio 2021, n. 77, introdotto dalla Legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108, recante: «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure» pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.181 del 30-07-2021 – Suppl. Ordinario n. 26, che riporto nel suo testo, stabilisce:

Art. 39 septies – Disposizioni in materia di start-up innovative e PMI innovative

1. Gli atti costitutivi, gli statuti e le loro successive modificazioni delle società start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, costituite in forma di società a responsabilità limitata, anche semplificata, depositati presso l’ufficio del registro delle imprese alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e redatti con le modalità alternative all’atto pubblico ai sensi dell’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n.3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, e secondo le disposizioni dettate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2016, restano validi ed efficaci e conseguentemente le medesime società conservano l’iscrizione nel registro delle imprese.

2. Fino all’adozione delle nuove misure concernenti l’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario, alle modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto deliberate dalle società di cui al comma 1 dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si applica la disciplina di cui all’articolo 2480 del codice civile.

3. Il compenso per l’attività notarile concernente gli atti deliberati ai sensi del comma 2 è determinato in misura non superiore a quella minima prevista dalla lettera B) della tabella D – Notai del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140.

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Le s.r.l. tradizionali hanno i minuti contati? Guida alle novità in materia di PMI

Il D.L. 24 aprile 2017 n. 50, convertito nella Legge 21 giugno 2017 n. 96[1], ha introdotto una novità rivoluzionaria per tutte le s.r.l. qualificabili come piccole medie imprese. Il D.L. in questione, difatti, in deroga ai capisaldi della disciplina codicistica della s.r.l., prevede che tutte le PMI, innovative e non, in forma di s.r.l. possano:

  • creare delle categorie di quote, dotate di diversi diritti amministrativi o patrimoniali;
  • compiere operazioni sulle proprie partecipazioni, in attuazione a piani di incentivazione;
  • offrire al pubblico le quote di partecipazione.

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Alla ricerca delle società innovative: le start up e le piccole medie imprese

Sommario: 1. Le fonti – 2. Le start-up innovative – 2.1. La costituzione delle start-up innovative – 2.2. Le modificazioni dell’atto costitutivo delle start-up innovative – 2.3. I requisiti – 2.4. La durata – 2.5. Gli aspetti fiscali – 3. Le PMI innovative – 3.1. I requisiti – 3.2. Gli aspetti fiscali – 4. La disciplina delle start-up innovative e delle PMI – 4.1. La disciplina applicabile alle start-up innovative e alle PMI innovative – 4.2. La disciplina applicabile alle start-up innovative e alle PMI innovative in forma di s.r.l. – 4.3. La disciplina applicabile alle PMI in forma di s.r.l.


1. Le fonti

All’indomani della crisi economica globale del 2008, il legislatore italiano ha elaborato dei nuovi modelli societari, con lo scopo di attrarre capitali esteri e di rilanciare l’imprenditoria nazionale, sempre meno competitiva e poco propensa ad investire in campo innovativo- tecnologico.

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