Il patto marciano nei contratti di finanziamento alle imprese: clausole per i trasferimenti a scopo di garanzia

Il presente lavoro è stato scritto da Michele Laffranchi, con la supervisione finale del prof. Christian Romeo, professore di diritto di privato dell’Università degli Studi di Milano.


a) Introduzione

Scopo del presente contributo é quello di proporre, tralasciando ogni trattazione teorica, alcune possibili clausole per la redazione degli atti di trasferimento di diritti reali immobiliari a garanzia di finanziamenti concessi alle imprese, secondo la disciplina prevista dall’articolo 48 bis Decreto Legislativo 1 settembre 1993 n. 385, introdotto dall’articolo 2 comma 1 Decreto Legge 3 maggio 2016 n. 59 convertito con modificazioni dalla Legge 30 giugno 2016 n. 119.[1]

Occorrono tuttavia due precisazioni.

La prima é che si tratta di clausole relative a una norma di recente introduzione che necessita di ulteriori approfondimenti da parte della dottrina.

La seconda è che, contrariamente a quanto avviene in una trattazione teorica in cui ci si può limitare ad illustrare le differenti possibili interpretazioni di una norma, la redazione di clausole impone di effettuare scelte nette, anche in presenza di dubbi interpretativi.

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Il patto marciano

Come disciplinato dall’articolo 2 del D.L. 59 del 2016 con in L 119/2016 in vigore dal 3 luglio 2016.

Scopo della norma

La norma introduce nel TUB il nuovo articolo 48-bis e prevede che il contratto di finanziamento concluso tra un imprenditore e una banca o altro soggetto autorizzato a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico, iscritto all’albo degli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia, di cui all’articolo 106 del TUB, possa essere garantito dal trasferimento in favore del creditore, ovvero di una società dallo stesso controllata o collegata, della proprietà di un immobile o di un altro diritto immobiliare dell’imprenditore o di un terzo.

Tale trasferimento si intende sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore.

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Il prestito vitalizio ipotecario: disciplina e clausole

a cura di Daniela Riva

Sommario

  1. Quadro normativo
  2. Nozione, caratteristiche e peculiarità del rimborso
  3. Differenze tra prestito vitalizio ipotecario e mutuo
  4. Funzione
  5. Convenienza, prospettive, criticità e rischi
  6. Strumenti negoziali affini o alternativi
  7. Rapporti con il “patto marciano”
  8. Regime fiscale
  9. Mancata emanazione dell’apposito Regolamento
  10. Comparazione dell’istituto italiano con esperienze straniere
  11. Clausole contrattuali
  12. Quadro normativo

1. Quadro normativo

Il prestito vitalizio ipotecario è stato introdotto nell’ordinamento italiano dal Legislatore del 2005 con l’art. 11- quaterdecies, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito poi, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005 n. 248.

Successivamente lo stesso Legislatore è intervenuto sull’istituto con la legge 2 aprile 2015 n. 44 (entrata in vigore lo scorso 6 maggio), apportando modifiche ed integrazioni alla scarna e laconica disciplina di cui al sopracitato articolo 11-quaterdecies (aggiunta dei commi da 12 bis a 12 sexies), nell’ottica di eliminare le criticità in precedenza emerse e di far affermare in maniera definitiva l’istituto tra gli operatori del settore e, soprattutto, tra il pubblico dei potenziali fruitori.

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