Contratti di convivenza e patti prematrimoniali nell’evoluzione del diritto interno ed europeo

Congresso CNN 2016

A cura di Lodovica de Stefano e Alessandro Maria Ottolina

La discussione della seconda tavola rotonda del 51° Congresso Nazionale del Notariato 2016 viene introdotta dal moderatore Isidoro Trovato, giornalista del Corriere della Sera che ricorda l’importanza della recente introduzione – operata dalla L. 76/2016 – di una specifica disciplina su “Unioni civili” e su “Convivenza di fatto”. L’evoluzione storico-economica ha, infatti, cambiato il mondo delle professioni: la categoria dei notai è quella che, ad avviso del moderatore, ha mostrato maggiore sensibilità al cambiamento, come dimostrato dalla tavola rotonda di oggi. I notai sono i primi che hanno capito che è il tempo delle proposte.

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Patti (prematrimoniali) chiari e amicizia lunga

a cura di Armando Salati

Sono ormai già tre le sentenze della Corte di Cassazione (23713/2012, 19304/2013, 4210/2014) che aprono, pur con riserve, ai finora tanto osteggiati “patti prematrimoniali”.

In tre occasioni la Suprema Corte ha affermato la validità di particolari pattuizioni formulate dai coniugi prima del matrimonio (ma anche durante) in vista di una, seppur scongiurata, crisi dello stesso.

Giurisprudenza e dottrina: un breve sguardo al passato

La Cassazione risalente (6857/92) giudicava i patti prematrimoniali nulli perché aventi causa illecita.

Tale illiceità era riscontrabile nel fatto che detti patti potevano impedire la libera disponibilità dello status di coniuge (ad esempio mediante una clausola che prevedeva una grave sanzione economica in caso di richiesta di divorzio, coartando gravemente la libertà del coniuge di divorziare) oppure, se stipulati al fine di concordare preventivamente l’assegno divorzile, rischiavano di rendere vana la sua “funzione alimentare”.

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