Responsabilità notaio per accertamento dell’identità personale

Il notaio non può essere ritenuto responsabile dei danni subiti da un contraente (Banca) per il fatto che lo stesso notaio

  • ha erroneamente identificato l’altro contraente (mutuatario) – in un primo tempo – tramite la propria segretaria sulla base dell’originale di un documento di identità, apparentemente senza alterazioni ma poi rivelatosi falso (documento non ripresentato in originale al notaio in sede di stipula in quanto sequestrato qualche giorno prima della stipula);
  • e – nel complesso – sulla base di elementi utili a formare il suo convincimento, quali la presentazione del cliente da parte di agente immobiliare e commercialista conosciuti dal notaio, l’apparente conoscenza del cliente da parte del direttore di banca – stante il comportamento amichevole dai due palesato – l’istruttoria del mutuo effettuata dalla banca, i certificati di residenza e di stato di famiglia trasmessi dalla stessa banca.
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Responsabilità notaio per accertamento dell’identità personale ultima modifica: 2018-01-30T10:04:48+01:00 da Francesco Santopietro

Antiriciclaggio: decreto di recepimento della IV Direttiva. Cosa cambia?

a cura di Laura Piffaretti

Il Decreto Legislativo n. 90 del 25 maggio 2017 di recepimento della IV Direttiva UE in materia di antiriciclaggio (Direttiva n.2015/849) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.140 del 19 giugno 2017 (entrata in vigore del provvedimento: 4 luglio 2017).

Il decreto in oggetto (per una precisa scelta legislativa in tal senso) riscrive integralmente, anziché emendarlo, il D. Lgs. n.231/2007.

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Antiriciclaggio: decreto di recepimento della IV Direttiva. Cosa cambia? ultima modifica: 2017-06-22T08:06:16+02:00 da Redazione Federnotizie

È incostituzionale la regola del cognome paterno

La regola secondo cui i figli prendono il cognome del padre è incostituzionale: lo ha stabilito la Consulta con la storica sentenza 286/2016 (redatta dal giudice Giuliano Amato), depositata lo scorso 21 dicembre 2016.

Questa antichissima regola di fonte consuetudinaria (non è mai stata sancita espressamente da una disposizione di legge) ha determinato per secoli il cognome di tutti i figli nati nel matrimonio. Ma d’ora in poi i genitori, d’accordo tra loro, potranno liberamente derogarvi, decidendo di dare al figlio sia il cognome del padre sia quello della madre.

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È incostituzionale la regola del cognome paterno ultima modifica: 2017-02-13T07:29:11+01:00 da Matteo Mattioni