Lealtà fiscale e decoro della professione

“In tema di responsabilità disciplinare dei notai, la fattispecie di cui all’art. 147, 1° co., lett. a), della L. n. 89 del 1913 è integrata ogni qual volta il notaio pone in essere una condotta idonea a ledere la propria dignità e reputazione all’interno della collettività in cui opera e a compromettere il decoro e il prestigio della classe notarile, senza che rilevi la sfera privata o pubblica nella quale tale condotta si è estrinsecata, dal momento che egli non è solo un libero professionista, ma riveste anche la qualità di pubblico ufficiale a cui sono delegate funzioni pubbliche. (Costituisce quindi) illecito disciplinare, ai sensi della predetta disposizione, l’omesso versamento da parte del notaio delle imposte e dei contributi previdenziali ricadenti nell’ambito della propria sfera personale, trattandosi di condotta anomala per un pubblico ufficiale avente il compito di riscuotere le imposte indirette”.

Cass. 27-9-2022, n. 28133 (.PDF)


Un altro intervento eccessivamente severo della Cassazione? Davvero ogni omissione contributiva od ogni definitivo accertamento di un’evasione fiscale da parte del contribuente notaio costituisce illecito disciplinare? Oppure è la massima che “dice troppo” ? Una risposta può essere tentata solo dopo aver definito la portata di questa pronuncia ricostruendo la concreta fattispecie alla quale si riferisce.

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Convention 2020 – Disputatio: “Contributi previdenziali, è tempo di pensare a nuove modalità d’esazione?”

Notariato Convention 2020

Il professor Alessandro Brambilla descrive come funziona il sistema finanziario del sistema previdenziale: mostra e commenta alcune slide relative al bilancio del sistema previdenziale italiano, ai redditi generati dalle erogazioni previdenziali pari a un terzo dei redditi dichiarati in Italia, alla dimensione del sistema previdenziale, al numero di occupati rispetto ai pensionati (lo scorso anno 23 milioni di occupati e 16 milioni di pensionati) e ancora commenta slide relative al numero delle prestazioni e al rapporto tra pensione media e contributo medio (per la nostra Cassa è 1,34).

Evidenzia, infine, come la spesa per welfare sia costata 462 miliardi, il 54% di tutta la spesa e il 57% di tutte le entrate. Riferisce anche che in futuro non potrà estendersi la spesa assistenziale che è pari a quella previdenziale, il che porta a utilizzare tutti i contributi sociali.

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