Iva e requisiti “di lusso”: aggiornamento dopo la Circolare 31/E dell’Agenzia delle Entrate

Si segnala che l’Agenzia delle Entrate ha emanato in data 30 dicembre 2014 la circolare n. 31/E di commento del D.Lgs. 21 novembre 2014 n. 175, con la quale ha provveduto – fra l’altro – a porre rimedio al problema di disallineamento normativo che a decorrere dal 13 dicembre 2014 scorso si era venuto a creare a causa dell’intervenuta modifica della formulazione del n. 21 della Tabella A Parte II allegata al decreto IVA (che per definire un’abitazione quale agevolabile “prima casa” non fa più riferimento ai requisiti “non di lusso” di cui al DM 2 agosto 1969, bensì alla categoria catastale di appartenenza del bene negoziato) e del mancato adeguamento del testo del n. 127-undecies Tabella A parte III allegata al decreto IVA (che in tema di “seconde case” fa invece ancora riferimento ai criteri ed ai requisiti “non di lusso” di cui al citato DM 2 agosto 1969 per stabilire quando l’IVA debba essere applicata al 10% anziché al 22%).

Dal 13 dicembre 2014 al 30 dicembre 2014, pertanto, per stabilire se l’IVA sulla seconda (o terza o quarta, ecc.) casa si applicasse nella misura del 10% o del 22% prevista per i fabbricati di lusso, si doveva fare ancora riferimento al DM. 2 agosto 1969.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare 31/E sostiene che, per effetto di una “interpretazione sistematica” delle citate disposizioni in materia di trasferimenti immobiliari, deve ritenersi che, ai fini dell’applicazione dell’aliquota IVA del 10% alle cessioni o agli atti di costituzione di diritti reali aventi ad oggetto case di abitazione diverse dalla “prima casa”, non assume più alcun rilievo la definizione di “abitazione di lusso” di cui al decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 2 agosto 1969 che deve, pertanto, ritenersi superata.

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