Riflessioni sulla “questione Notariato”

a cura di Paolo Piccoli

Il mio intervento al Congresso ha suscitato molte dietrologie e qualche preoccupazione sul versante del “si prepara a tornare?”.

Fortunatamente quell’impegno futuro spetta ad altri, ma la passione resta.

Dunque, mi auguro che questo intervento, richiestomi dalla direzione di Federnotizie, venga interpretato per quello che è: una riflessione sulla “questione Notariato” dettata unicamente dall’amore per un ruolo pieno di soddisfazioni, comprese le connesse, pesanti responsabilità.

In estrema sintesi mi sembra che ci siano tre aspetti da tenere in considerazione.

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Accesso: quale futuro per i nostri ragazzi?

Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.”

Charles Darwin

Il Notariato che cambia sotto i nostri occhi.

Il Notariato che subisce strane mutazioni proprio mentre noi all’interno stiamo facendo Notariato. Il Notariato che cambia chiave e serratura per l’accesso talmente velocemente che quando i praticanti ti chiedono qual è il limite di età per accedere al concorso, anche se sei dentro al sistema e ai problemi di categoria, rischi di rispondere “mi sembra 50 anni, ma controlla perché forse è cambiato qualcosa”.

In meno di 15 anni di professione, ho personalmente assistito:

  • all’introduzione della preselezione informatica;
  • alla modifica della preselezione informatica (nel senso di esonerare dal sostenerla per tre volte consecutive il candidato che l’avesse già superata);
  • alla soppressione della preselezione informatica;
  • alla modifica delle modalità di correzione degli elaborati scritti (che vengono considerati complessivamente e non più singolarmente);
  • all’inserimento del limite delle tre consegne;
  • all’innalzamento del limite di età.

Tralascio la valanga di ricorsi amministrativi che si sono periodicamente scatenati contro un sistema di regole di concorso congegnato come il sistema attuale, ricorsi che in alcuni casi hanno portato all’ammissione “con riserva” di candidati alle prove scritte, alla ricorrezione degli scritti a scapito del sacrosanto principio di segretezza e in diversi altri casi anche alla nomina di notai che erano stati ammessi “con riserva” alla partecipazione al concorso stesso.

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