Il patto marciano

Come disciplinato dall’articolo 2 del D.L. 59 del 2016 con in L 119/2016 in vigore dal 3 luglio 2016.

Scopo della norma

La norma introduce nel TUB il nuovo articolo 48-bis e prevede che il contratto di finanziamento concluso tra un imprenditore e una banca o altro soggetto autorizzato a concedere finanziamenti nei confronti del pubblico, iscritto all’albo degli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia, di cui all’articolo 106 del TUB, possa essere garantito dal trasferimento in favore del creditore, ovvero di una società dallo stesso controllata o collegata, della proprietà di un immobile o di un altro diritto immobiliare dell’imprenditore o di un terzo.

Tale trasferimento si intende sospensivamente condizionato all’inadempimento del debitore.

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Non è un paese per cipolle

Il rapporto del Notariato con la Politica conosce fasi storiche alterne: da anni subiamo erosioni di competenze, e nell’ultimo periodo alcune iniziative (prime tra tutte le norme sulla costituzione delle start up innovative e il “ddl concorrenza”) si sono tradotte in un vero e proprio stress test per la nostra categoria, ma non è sempre stato così: basta risalire indietro di pochi anni per ricordare il “decennio d’oro” iniziato con la Legge Mancino del 1993 (che diede al notaio la competenza esclusiva per le cessioni di quote di srl e aziende) e terminato con la riforma del diritto societario del 2003 (nel mezzo: la trascrizione del contratto preliminare, la delega delle esecuzioni, il controllo di legalità degli atti societari).

Prima di allora, al Notariato la Politica chiese – dandogliene la possibilità – di accompagnare il Paese nella diffusione della proprietà immobiliare (accompagnata dal rispetto delle norme edilizie e urbanistiche), nella crescita delle imprese, nella evoluzione dei diritti in seno alle famiglie.

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