No answer time

Destinatario: CNN Informatica

In un mondo che spinge verso una sempre maggiore informatizzazione e digitalizzazione, in cui lo smart working è diventato sistemico e le riunioni, convegni e conferenze si svolgono ormai con semplici sistemi di videocollegamento, sembra che la piattaforma del notariato italiano sia ancora scarsamente utilizzata. Si chiede al CNN di indicare: (i) quanti e di quale natura siano gli atti digitali sinora effettuati con l’ausilio della piattaforma dalla sua nascita, con indicazione del loro numero per anno e in ogni anno mese per mese; (ii) in genere il numero degli atti digitali notarili conservati nell’apposita struttura del CNN, indicandone il numero suddiviso per ogni anno dalla sua attivazione; (iii) quale spiegazione dà per l’eventuale scarsa diffusione dell’atto digitale notarile e cosa intende fare per diffonderne l’utilizzo.

Come ci ha ricordato alla vigilia del Congresso di Genova il presidente del Comitato Ordinatore dei Congressi Carmelo di Marco “Il Regolamento dei Congressi prevede, dopo la fase dedicata al dibattito assembleare, la sessione del question time, nel quale il Consiglio Nazionale e la Cassa Nazionale rispondono ai quesiti proposti dai notai” (art. 13 bis del regolamento).

Il quesito che abbiamo riportato in apertura è stato presentato da Federnotai il 20 di aprile, con ampio anticipo rispetto ai tempi stabiliti del regolamento.

Se la terza domanda richiedeva una elaborazione, anche programmatica, che il Consiglio Nazionale poteva anche non trovare il tempo di fare, la prima e la seconda domanda richiedevano una risposta in termini semplicemente numerici che una struttura articolata come quella di Notartel dovrebbe essere in grado di produrre pressoché in tempo reale. Ed invece la risposta non è arrivata. Vincenzo Gunnella, il Consigliere Nazionale cui era stata affidata la risposta, ha promesso i dati per i giorni successivi. Ed i dati, a distanza di mesi, non sono mai arrivati.

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Miglioriamo iStrumentum: il video con l’analisi dei bachi del software

Il successo dell’atto informatico deve essere un obiettivo del Consiglio Nazionale del Notariato. Anche da qui passa il futuro del notariato.

Si parla tanto di atto a distanza in questi mesi, ma se prima la categoria non diventa padrona dell’atto informatico, si rischia un clamoroso effetto boomerang.

Per fare questo occorre, però, uno sforzo da parte di tutti, dalle istituzioni notarili ai singoli notai. Bisogna uscire da logiche “esclusive” parlando una lingua facile e comprensibile. A luglio abbiamo realizzato e diffuso dei tutorial per provare a spiegare e incentivare l’utilizzo dell’atto informatico, consapevoli che la formazione e la comunicazione sono essenziali per il successo di una “rivoluzione tecnologica”.

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Sos Atto Informatico: come utilizzare iStrumentum e la firma grafometrica; i tutorial di Federnotizie

Il successo dell’atto informatico dipende in prima battuta dal Notariato e dai notai. Dobbiamo essere noi a promuoverne l’utilizzo, con i nostri clienti, in modo da farlo diventare la “regola”, così come sta accadendo in Francia. Dobbiamo imparare a usarlo e, visto che finora, di fatto, siamo stati lasciati soli (come ribadito anche nel recente editoriale La nostra Notartel), proviamo noi di Federnotizie a dare un piccolo aiuto.

In passato abbiamo già segnalato alcuni malfunzionamenti e continueremo a farlo, con l’unico scopo di dare un contributo costruttivo nell’interesse generale.

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