Alla fonte delle parole: fiducia… e Notariato

Qualche anno fa venni invitata a tenere un seminario sulle tecniche delle narrazione presso la sede di Federnotai Lombardia. Forse qualcuno, leggendo oggi, si ricorderà dell’articolo meravigliato che scrissi al termine della conferenza proprio su queste pagine: sapevo pochissimo (quasi nulla, lo ammetto) della delicata professione del notaio, ma ciò che mi colpì durante quel primo incontro fu il patto di lealtà e di fiducia sottinteso a ogni attività notarile. Inoltre, cosa che non avrei giurato prima di conoscervi, mi divertii (niente azzeccagarbugli né montagne di scartoffie, per intenderci) e inaugurai dei rapporti di amicizia e di stima che proseguono ancora oggi.

Tanti avvenimenti sono accaduti da quella sera a Milano. Ho scritto tre libri, tra le altre cose. Di tutti ho avuto l’opportunità di parlarne qui (La lingua geniale e La misura eroica), su Federnotizie (i notai portano fortuna, almeno alla sottoscritta). Ecco perché, non appena ho pubblicato Alla fonte delle parole, il mio nuovo libro dedicato alle etimologie come richiesta di rispetto per il nostro linguaggio, ho desiderato dedicare a voi notai una delle novantanove parole che narro nel mio saggio.

Questa etimologia non può che essere fiducia. Consideratelo pure il mio bizzarro modo di dirvi grazie per tutto ciò che ho avuto la fortuna di imparare conoscendo il mondo del notariato.

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