Società benefit: vademecum pratico per comprendere le “società del futuro”

Sommario

  1. Introduzione e storia delle società benefit
  2. Caratteristiche delle società benefit
  3. Appunti pratici per l’acquisto della qualifica di società benefit

La qualifica di società benefit è stata introdotta nell’ordinamento italiano con la Legge 29 dicembre 2015, n.208 (Legge di Stabilità 2016) all’Art. 1, comma 376 e ss. L’Italia è stato il primo ordinamento a recepire il modello giuridico ideato negli Stati Uniti.

I. Introduzione e storia delle società benefit

Le società benefit si distinguono dalle imprese ordinarie per unire al tradizionale scopo di lucro il perseguimento di “una o più finalità di beneficio comune” ed impegnarsi  ad operare “in modo responsabile, sostenibile e trasparente” nei confronti della comunità e dell’ambiente. Nell’ordinamento italiano, in assenza di un’espressa previsione, l’art. 2247 c.c. e la derivante interpretazione giurisprudenziale rendevano contestabile la costituzione di società con finalità non esclusivamente lucrative[1]. Prima dell’introduzione della qualifica, Nativa srl SB, la prima società trasformatasi in benefit in Italia, aveva visto il proprio statuto respinto ben quattro volte dalla Camera di Commercio di Milano per aver inserito nell’oggetto sociale finalità diverse da quelle del profitto.

La portata rivoluzionaria della normativa, pertanto, risiede nell’aver legittimato il perseguimento di finalità ulteriori a quelle di lucro, affiancando all’interesse dei soci, ritenuto tradizionalmente sovrano, quello della collettività[2]. Con l’acquisto della qualifica di Società Benefit la compagine sociale, infatti, decide volontariamente di vincolare l’organo amministrativo a rispettare la missione di beneficio comune, pena la responsabilità per inadempimento degli amministratori secondo le disposizioni applicabili al tipo societario coinvolto.[3]

Nonostante il perseguimento delle finalità di beneficio comune, le società benefit sono e rimangono società lucrative. Questo elemento le differenzia dalle imprese sociali e dal settore non profit in generale, caratterizzato dal perseguimento in via principale di attività di interesse generale con esclusione totale o parziale dello scopo di lucro soggettivo[4]. Le società benefit rispondono ad una logica opposta: sfruttare le capacità del business e la forza sottesa all’interesse personale per produrre un risultato vantaggioso per la collettività. Un capitalismo evoluto che aspira a risolvere i problemi sociali più impellenti senza rinunciare, ma anzi avvalendosi, delle logiche del profitto.

Dalla qualifica di società benefit non derivano vantaggi fiscali, agevolazioni finanziarie o deroghe alla disciplina societaria: una scelta di campo del legislatore intesa ad evitare che la trasformazione in società benefit potesse essere motivata da scopi non corrispondenti allo spirito della normativa (il cosiddetto greenwashing). L’acquisto della qualifica di società benefit, pertanto, sembra rispondere ad interessi non strettamente economici, tra i quali i principali appaiono essere:

  • l’esigenza di legittimare il perseguimento di finalità ulteriori a quelle di lucro, proteggendo l’operato degli amministratori da eventuali responsabilità verso la società e i soci;
  • la possibilità di proteggere la missione sociale nel tempo, anche in caso di cambi di leadership, passaggi generazionali o quotazione in borsa;
  • la possibilità di distinguersi nel mercato da altre forme imprenditoriali che mirino unicamente alla massimizzazione dei profitti, anche a scapito dell’interesse collettivo (vantaggio reputazionale).

La nascita delle società benefit è stato il frutto dell’attività dell’ente certificatore americano “B-Lab”, ideatore del “B Impact Assessment o BIA[5]”, uno standard di misurazione in grado di tradurre numericamente in una scala da 0 a 200 punti l’impatto generato da una società nei confronti della collettività. Le società in grado di ottenere un punteggio uguale o superiore a 80 punti sono società che producono un impatto complessivo positivo e, pertanto, possono essere certificate quali “B-Corporation” (o B-Corp). Le B-Corp costituiscono un nuovo tipo di azienda, che mira ad utilizzare il business come forza positiva per creare valore collettivo.

L’esigenza di legittimare il perseguimento di finalità di beneficio comune da parte degli amministratori di dette società e di proteggere la missione sociale nel tempo ha spinto B-Lab a collaborare con i legislatori di vari stati americani, a partire dal Maryland, per introdurre una qualifica giuridica corrispondente[6]. Da qui è nata nel 2010 la disciplina delle benefit corporation negli Stati Uniti, recepite come società benefit in Italia a sei anni di distanza.

Se da alcuni le società benefit sono state definite un’ulteriore variante mista social-lucrativa, frutto della fervida immaginazione del legislatore, per altri costituiscono l’innovazione e il futuro: un primo passo verso la rimodulazione del concetto stesso di impresa da organizzazione privata costituita per il perseguimento di scopi egoistici a entità evoluta in grado di rispondere alle sfide globali e apportare un contributo migliorativo[7].

A due anni di distanza dall’introduzione della legge di stabilità si contano duecentocinquanta società benefit in Italia, tra cui anche una società a partecipazione pubblica (AFAM S.p.a. SB, Farmacie comunali di Firenze). Il movimento delle società benefit è cresciuto anche a livello globale: oltre a 35 Stati Americani, anche Puerto Rico e Colombia hanno riconosciuto la qualifica mentre in Australia, Argentina, Chile e Canada i relativi progetti di legge sono allo studio degli organi legislativi.

Le società certificate come B-Corps sono oltre 2.500 nel mondo[8] e tra queste spiccano brand internazionali come Patagonia, Ben&Jerry’s, Kickstarter e, di recente, anche la multinazionale Danone North America. Dati promettenti e incoraggianti, specialmente considerando che la crescita e lo sviluppo di questo capitalismo illuminato è in grado di tradursi in un beneficio positivo per la collettività intera. 

II. Caratteristiche delle società benefit

La qualifica di società benefit può essere rivestita da qualsiasi società di persone o capitali. Una società può costituirsi già come società benefit o acquistare la qualifica mediante una modifica dell’oggetto sociale, secondo le disposizioni applicabili al tipo di società coinvolta[9]. La disciplina delle società benefit, infatti, non introduce una tipologia societaria indipendente ma si aggiunge alla normativa applicabile al tipo societario già rivestito. Per questo motivo è scorretto parlare di “trasformazione” in società benefit.

L’acquisto della qualifica si ottiene mediante l’introduzione nell’oggetto sociale delle specifiche finalità di beneficio comune che la società intende perseguire. Il beneficio comune è definito dal legislatore come “il perseguimento, nell’esercizio dell’attività economica, di uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi”. Le società possono, inoltre, optare per l’introduzione nella denominazione sociale delle parole “società benefit” o dell’abbreviazione “SB”.

Al fine di comprovare il dichiarato perseguimento delle finalità sociali le società benefit sono tenute a obblighi pubblicitari e di trasparenza. A tal proposito, si prevede l’obbligo di designare uno o più soggetti “responsabili dell’impatto” e di redigere annualmente una relazione da allegare al bilancio e da pubblicare nel sito internet della società, laddove esistente.  Il contenuto della relazione è specificato nella legge di stabilità e deve contenere la descrizione degli obiettivi sociali e delle modalità di attuazione, la misurazione dell’impatto generato secondo uno standard di valutazione esterno e la descrizione dei nuovi obiettivi per l’esercizio successivo.

La misurazione dell’impatto generato costituisce sicuramente il fulcro della relazione in quanto permette di verificare i progressi raggiunti dall’impresa in ambito sociale, così come l’utile può costituire un indice per valutare l’andamento economico-finanziario della stessa. La legge definisce gli ambiti di valutazione dell’impatto, ovvero le aree ritenute rilevanti nel perseguimento di finalità sociali.

Trattasi del governo d’impresa, ossia la valutazione del grado di trasparenza e responsabilità della società; del regime dei lavoratori, in cui rientrano le relazioni con i dipendenti e collaboratori in termini di retribuzioni e benefit, formazione e opportunità di crescita personale; l’approccio verso altri portatori d’interesse, come le relazioni con i fornitori, con il territorio e le comunità e, infine, l’impatto sull’ambiente, in termini di utilizzo di risorse, energia, materie prime, processi produttivi, processi logistici e di distribuzione.

Lo “standard di valutazione esterno” per valutare l’impatto generato dalla società deve essere esauriente, sviluppato da un ente esterno, indipendente, in possesso delle competenze necessarie e dotato di un approccio scientifico e multidisciplinare. Si richiede, inoltre, che i criteri per la misurazione dell’impatto, la compagine sociale dell’ente certificatore e le sue fonti di sostegno finanziario siano pubblici, al fine di escludere possibili conflitti d’interessi.

Considerate le caratteristiche delineate dello standard di valutazione esterno e la storia delle società benefit, importate nel nostro ordinamento sulla base del modello statunitense elaborato dall’organizzazione B-Lab, è possibile anticipare che la maggior parte delle società benefit rinvierà, ai fini della valutazione dell’impatto generale, ai criteri dallo stesso fissati per l’ottenimento della certificazione di “B-Corp” (Benefit Impact Assesment o BIA)[10].

Per le finalità specifiche, invece, sarà necessario prendere in considerazione le caratteristiche della missione sociale e valutare, di volta in volta, i criteri di misurazione che maggiormente rispecchino l’impatto prodotto.

Infine, a tutela del perseguimento delle finalità di beneficio comune, il legislatore, oltre a prevedere la responsabilità per inadempimento degli amministratori che non rispettino le finalità benefit, ha previsto l’assoggettamento delle società alle disposizioni in materia di pubblicità ingannevole e al Codice del Consumo (rispettivamente D.Lgs. 145/2007 e D.Lgs. 206/2005), incaricando l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCM) di esercitare i relativi controlli.

III. Appunti pratici per l’acquisto della qualifica di società benefit

La peculiarità delle società benefit, come già evidenziato, è il perseguimento, accanto allo scopo di lucro, di un vantaggio pubblico, inteso come impatto materiale positivo sulla comunità e sull’ambiente. A tal fine, lo statuto, oltre a prevedere l’obbligo generico di “operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente”, deve indicare nell’oggetto sociale le specifiche finalità di beneficio comune che la società intende perseguire.

Come già illustrato, per beneficio comune s’intende “il perseguimento, nell’esercizio dell’attività economica, di uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi”. L’opera del professionista in questa fase è estremamente delicata, posta l’assenza di linee guida sulle finalità sociali e sulla “specificità” della stesse. La comparazione con gli statuti di altre società benefit può risultare estremamente utile, sebbene si dovrà in concreto sempre verificare la compatibilità tra l’attività economica perseguita e le finalità di beneficio comune prescelte[11].

Per facilitare l’opera del professionista, si riportano di seguito delle linee guida contenenti le modifiche dello statuto necessarie o consigliate per l’acquisto della qualifica di società benefit[12].

Una prima modifica statutaria, non obbligatoria ma consigliabile, concerne la possibilità di integrare la denominazione della società aggiungendo le parole “Società Benefit” o “SB”.

 

esempio testo

Articolo … – Denominazione

La società è denominata “YYY Società a responsabilità limitata Società Benefit”, in forma abbreviata “YYY Srl SB”.

esempio testo

 

Alcune società hanno optato per una diverso ordine, preferendo anticipare la qualifica di società benefit al tipo giuridico prescelto, come segue:

 

esempio testo

Articolo … – Denominazione

La società è denominata “YYY società benefit a responsabilità limitata”, in forma abbreviata YYY S.B. s.r.l., (o YYY S.B. a r.l.)”

esempio testo

 

Passando all’oggetto sociale, si consiglia di riportare in apertura del rilevante articolo una dicitura che riporti in parte il dettato della legge di stabilità e i riferimenti normativi. Quanto all’oggetto sociale vero e proprio, è preferibile indicare le finalità di beneficio comune subito dopo le attività economiche principali perseguite dalla società.

L’idea, infatti, è di non relegare una parte tanto fondamentale, quale l’individuazione delle finalità sociali, al termine dell’elenco spesso interminabile delle possibili attività economiche perseguite da una società. Si ritiene inoltre opportuno specificare quali siano gli effetti desiderati o attesi dal perseguimento della finalità e a favore di quali categorie di stakeholders.

 

esempio testo

“Articolo … – OGGETTO SOCIALE:

In qualità di Società Benefit, ai sensi e per gli effetti della legge 28 dicembre 2015, articolo unico, commi 376-384 (di qui in avanti Legge di stabilità 2016), la società intende perseguire una o più finalità di beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

La società ha per oggetto:

  1. (attività economica principale)
  2. (altra attività economica principale)
  3. le specifiche finalità di beneficio comune di seguito descritte: …

Le finalità di beneficio comune saranno perseguite mediante la produzione dei seguenti effetti positivi (segue descrizione)… (oppure mediante la riduzione dei seguenti effetti negativi…segue descrizione) nei confronti della/e seguente/i categoria/e: … (descrizione delle categorie tra quelle indicate dal legislatore: dipendenti, clienti, fornitori, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti)

 La società ha altresì per oggetto:

[seguono altre possibili attività economiche perseguite dalla società e la formula di chiusura relativa all’oggetto sociale]”

esempio testo

 

 

Con riferimento agli obblighi pubblicitari e di trasparenza, sebbene non obbligatorio, si ritiene opportuno inserire un articolo dedicato alla disciplina in materia di società benefit, che indichi:

  • l’organo incaricato della nomina del responsabile dell’impatto, scegliendo, a seconda del tipo societario e della volontà dei soci, tra l’assemblea ordinaria, i soci, a maggioranza o all’unanimità, o l’organo amministrativo;
  • l’obbligo di redazione e pubblicazione della relazione relativa al perseguimento del beneficio comune;
  • lo standard di valutazione dell’impatto generato prescelto.

Nel testo che segue, lo standard di valutazione esterno prescelto è il B Impact Assessment, che, come già illustrato, sembra essere lo standard maggiormente corrispondente alle indicazioni riportate nella legge di stabilità ed è accessibile gratuitamente. Non si esclude, tuttavia, la possibilità di optare per altri standard di valutazione che rispondano alle caratteristiche di imparzialità, indipendenza e trasparenza già evidenziate.

 

esempio testo

Articolo … – Disposizioni in materia di Società Benefit

Ai sensi della legge di stabilità 2016 e dei suoi allegati, l’organo amministrativo (oppure l’assemblea ordinaria oppure i soci all’unanimità o a maggioranza) individua/no il soggetto o i soggetti responsabili a cui affidare le funzioni e i compiti volti al perseguimento delle finalità di beneficio comune di cui all’art. … – OGGETTO SOCIALE. Il soggetto responsabile è denominato Responsabile dell’Impatto.

L’organo amministrativo redige annualmente una relazione relativa al perseguimento del beneficio comune, allegata al bilancio, che include le informazioni previste dalla legge per tale relazione. La relazione è resa pubblica attraverso il sito internet della società e in ogni altra forma che il Responsabile dell’Impatto dovesse ritenere utile ai fini della massimizzazione della trasparenza.

La valutazione dell’impatto generato dal perseguimento delle finalità di beneficio comune verrà effettuata dalla società sulla base dello standard di valutazione esterno internazionale B Impact Assessment (BIA).

esempio testo

 

In materia di amministrazione, si ritiene consigliabile integrare l’articolo riservato ai poteri degli amministratori, introducendo i doveri relativi al perseguimento delle finalità di beneficio comune e l’obbligo di bilanciamento tra l’interesse dei soci e degli stakeholders.

 

esempio testo

Articolo … – POTERI DI AMMINISTRAZIONE

All’Organo amministrativo competono i poteri di […]

L’organo amministrativo, con riguardo allo scopo di beneficio comune, dovrà bilanciare l’interesse dei soci con il perseguimento delle finalità di beneficio comune e con gli interessi delle categorie indicate nell’oggetto sociale, conformemente a quanto previsto dallo statuto e dalla Legge di stabilità 2016 in materia di società benefit.

esempio testo

 

Infine, nell’articolo sulle disposizioni applicabili, si consiglia di inserire un riferimento al testo della legge contenente la normativa sulle società benefit.

 

esempio testo

“Articolo … – Disposizioni Applicabili

Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme previste dal codice civile ….., nonché alle previsioni dettate dai commi da 376 a 384 dell’art.1 della Legge 28 dicembre 2015, n.208 e allegati.”

esempio testo

 

Tra le motivazioni che spingono ad acquisire la qualità di società benefit si cita spesso la protezione della missione sociale nel tempo. Riflettendo più accuratamente, tale protezione  non è assoluta: il mantenimento della qualifica di società benefit, infatti, è rimesso alla volontà della compagine sociale che può in ogni momento deliberare l’eliminazione delle finalità di beneficio comune.

Se nelle società di persone tale modifica richiede l’unanimità dei soci[13], nelle società di capitali le modifiche dell’oggetto sociale sono deliberate a maggioranza. Pertanto, per coloro che aderiscono alla teoria della modificabilità dei quorum deliberativi nelle s.r.l. (o addirittura nelle s.p.a. e s.a.p.a.), potrebbe essere opportuno prevedere un quorum maggiorato (o persino l’unanimità nelle sole s.r.l.) per la modifica delle finalità di beneficio comune e la perdita della qualifica di società benefit.

Infine, con riferimento agli adempimenti pubblicitari, la modifica societaria sarà depositata ed iscritta nel Registro delle Imprese conformemente al tipo societario rivestito dalla società divenuta benefit. In sede di iscrizione, la qualifica di società benefit o il suo acquisto successivo alla costituzione, dovrà essere valorizzato, rispettivamente nel modulo S1 o S2, attraverso il riquadro 20 “Altri atti e fatti soggetti ad iscrizione e a deposito”, e l’indicazione del codice 075 “Società benefit”.

Nella descrizione del codice si consiglia di riportare le indicazioni sopra riportate nell’articolo intitolato “Disposizioni in materia di Società Benefit”. Con riferimento alla relazione concernente il perseguimento delle finalità di beneficio comune, questa dovrà allegarsi al bilancio con l’apposito codice R09 “Relazione perseguimento beneficio comune società benefit” al fine di evidenziare l’assolvimento del relativo obbligo di pubblicazione[14].

 


Note:

[1] Per un interessante disamina sulle società benefit e lo scopo lucrativo si veda Lenzi, D., Le società benefit, in Giur. Comm.,  I, 2016, p. 894.

[2] Ad una più attenta osservazione, tuttavia, la supremazia dei soci rimane un valore indiscusso: sono, infatti, i soci stessi ad optare per l’inserimento nell’oggetto sociale di un ulteriore scopo, che privilegi la comunità o l’ambiente alla massimizzazione dei profitti.

[3] La legge prevede espressamente che la gestione sociale delle società benefit miri al bilanciamento tra l’interesse dei soci e quello degli stakeholders sui quali l’attività sociale possa avere un impatto.

[4] Per queste ragioni si ritiene che la qualifica di impresa sociale e di cooperativa sociale sia incompatibile con la disciplina delle società benefit.

[5] Il BIA è uno strumento online di analisi, gratuito e confidenziale, già adottato da 65.000 aziende.

[6] La somiglianza tra le denominazione di B Corporation e Benefit Corporation (o società benefit in Italia) può creare una comprensibile confusione nel lettore.

Per “B Corporation” si intendono le società certificate dell’ente B-Lab per aver ottenuto un punteggio minimo di 80 punti a fronte del B Impact Assessment. Si tratta di una certificazione privata a cui non corrisponde alcuna disciplina giuridica particolare.

Per “Benefit Corporation” o “società benefit” si intende una qualifica giuridica riconosciuta alle società che da statuto prevedono il perseguimento di finalità di beneficio comune.

Le due qualifiche possono coesistere. Nello specifico, tutte le società certificate come B Corporation che svolgono la propria attività in un Paese dove è stata introdotta la qualifica giuridica di società benefit, devono ottenere tale qualifica entro due anni al fine di mantenere valida la propria certificazione.

[7] Un’idea estremamente affine a quella dei padri costituenti, che all’art. 41 della Costituzione avevano previsto l’indirizzamento e il coordinamento dell’iniziativa economica libera a fini sociali.

[8] Su oltre 65.000 che hanno utilizzato il BIA ma non sono riuscite a ottenere il punteggio richiesto per la certificazione.

[9] Mentre nella società di persone la modifica dovrà assumersi all’unanimità, salvo una diversa disposizione dell’atto costitutivo, nelle società di capitali, la modifica dell’oggetto sociale sarà assunta con le maggioranze rilevanti, salvo il diritto di recesso a favore dei soci che non concorrano nella decisione assembleare.

[10] Non a caso il BIA misura esattamente le stesse macro aree (governance, comunità, persone e ambiente) previste per lo standard di valutazione esterno dalla legge di stabilità 2016.

[11] A titolo esemplificativo si riporta parte dell’articolo dell’oggetto sociale della società Nativa Srl SB:

Lo scopo ultimo della Società è la felicità di tutti quanti ne facciano parte, sia come soci che in altri ruoli, attraverso un motivante e soddisfacente impegno in una prospera attività economica. In qualità di Società Benefit la società intende perseguire una o più finalità di beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.

La società ha per oggetto:

a. l’attività di affiancamento e guida strategica e operativa a soggetti privati e pubblici, di design e implementazione di percorsi di innovazione strategica finalizzati alla sostenibilità;
b. lo sviluppo di idee, progetti imprenditoriali e attività di design guidati da principi di sostenibilità;
c. le seguenti specifiche finalità di beneficio comune:
− la promozione e diffusione di modelli e sistemi economici e sociali a prova di futuro, in particolare il modello di B Corp e la forma giuridica di Società Benefit in diversi settori economici italiani;
− il design e l’introduzione di pratiche e modelli di innovazione sostenibile nelle imprese e nelle istituzioni per accelerare una trasformazione positiva dei paradigmi economici, di produzione, consumo e culturali, in modo che tendano verso la sistematica rigenerazione dei sistemi naturali e sociali;
− la collaborazione e la sinergia con organizzazioni non profit, fondazioni e simili il cui scopo sia allineato e sinergico con quello delle Società, per contribuire al loro sviluppo e amplificare l’impatto positivo del loro operato;
d. le attività di training e coaching… (segue)

[12] Le linee guida sono ispirate e rispettano, sebbene integrate dove ritenuto opportuno per renderle più conformi ai dettami dell’atto notarile, il modello sviluppato dalla società Nativa Srl SB, la società leader del movimento benefit in Italia, al fine di promuovere l’uniformità tra gli statuti delle società benefit.

[13] Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, che in questa circostanza si ritiene sconsigliabile.

[14] Camera di Commercio di Taranto, “Società Benefit, breve guida alla costituzione e alla gestione”, disponibile al sito internet www.camcomtaranto.gov.it.

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove
Società benefit: vademecum pratico per comprendere le “società del futuro” ultima modifica: 2018-09-21T09:51:40+00:00 da Giulia Proietti