Semplificare vigilando: proposte per un Paese che cresce nel rispetto della Legge

Speciale Congresso Nazionale del Notariato 2019 - Federnotizie

Seconda Tavola Rotonda - Congresso Nazionale del Notariato 2019

La seconda tavola rotonda della seconda giornata di Congresso Nazionale del Notariato è dedicata a “Semplificare vigilando: proposte per un Paese che cresce nel rispetto della Legge”.

Sul palco della Fortezza da Basso, a Firenze salgono i rappresentanti della politica: Maria Elena Boschi, Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, IV; Pietro Grasso, Commissione Giustizia, LeU; Emanuele Pellegrini, Commissione Giustizia del Senato, Lega; Marco Osnato, Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo Fiscale della Camera dei Deputati, FdI; Alessandra Riccardi, Commissione Giustizia del Senato, M5S; Felice Maurizio D’Ettore, Commissione Bilancio, FI. La moderazione è affidata a Giulio Biino, Consigliere Nazionale del Notariato con delega alla Comunicazione.

Di seguito la redazione di Federnotizie, con un lavoro corale di Eleonora Di Renzo, Clara Trimarchi, Matteo Verzì e Federica Nardo, vi propone una sintesi degli interventi.

Coordina il Consigliere CNN Giulio Biino, il quale introduce il primo tema di riflessione: nell’ambito della semplificazione, la quale presuppone un controllo e una vigilanza, quale può essere il ruolo del notaio come corpo intermedio?

Maria Elena Boschi

Interviene Maria Elena Boschi (commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati), la quale, dopo i ringraziamenti, evidenzia come la legalità sia un valore non soltanto per i notai, ma per tutti i cittadini. I notai hanno un ruolo di primo piano e in loro i cittadini ripongono la loro fiducia in ragione della funzione pubblica che ricoprono, del presidio di legalità che rappresentano e dell’estrema professionalità che li caratterizza.

Aggiunge che la necessità di semplificazione non può prescindere dall’attività di vigilanza e di controllo.

Evidenzia infine l’opportunità di continuare il lavoro del notariato iniziato nel 2013 investendo negli atti telematici senza perdere la professionalità e la personalità del notaio. In questo ambito la categoria notarile può svolgere un contributo nella crescita del paese.

Emanuele Pellegrini

La parola passa a Emanuele Pellegrini (Commissione Giustizia del Senato, Lega), il quale sottolinea la funzione di vigilanza e di corpo intermedio del notaio, in quanto solo con la collaborazione del notaio si riesce a trovare un equilibrio tra legalità e competitività. Ribadisce quindi l’importanza della funzione notarile nell’ambito del controllo antiriciclaggio.

Fa presente come un equilibrio vada ricercato anche nell’introduzione di istituti giuridici nuovi e nella riorganizzazione di quelli esistenti. In questa prospettiva il principio di legalità non deve essere inteso come burocrazia e quello di concorrenza deve essere valorizzato senza determinare l’apertura del sistema a tutti i professionisti.

La verifica della razionalizzazione del sistema della giustizia rappresenta un presupposto per la collaborazione tra i vari livelli e la valorizzazione dei corpi intermedi, tra cui il Notariato.

Felice Maurizio D’Ettore

Interviene a questo punto Felice Maurizio D’Ettore (Commissione Bilancio, FI). Sul primo tema affrontato nella tavola rotonda  il parlamentare prende spunto per la sua riflessione dal giurista fiorentino Paolo Grossi. Avvia quindi il suo discorso, affermando che il diritto si debba formare “dal basso”, dalla realtà viva, e che il Notariato ricopra un ruolo fondamentale come organo di sussidio orizzontale per garantire il principio di legalità.

Questo principio non confligge con il corpo intermedio perché il Notariato è organo per l’interpretazione e la concretizzazione della legge rispetto a un Legislatore che negli ultimi tempi è meno capace di semplificare. D’Ettore definisce i notai come produttori del diritto e sottolinea l’importanza del Notariato nel nostro sistema italiano anche come organo di vigilanza per l’applicazione delle regole.

Il Notariato – secondo D’Ettore – è garante della legalità anche per la funzione pubblica esercitata. Il parlamentare sottolinea poi come i notai siano professionisti caratterizzati da “capacità e cultura superiore” e pertanto idonei a semplificare ciò che lo Stato e il Legislatore odierno spesso non riescono a fare. L’auspicio finale del Vice Presidente D’Ettore è che la politica possa capire che la cultura giuridica deve essere garantita in modo continuativo anche attraverso la funzione notarile. Sottolinea, inoltre, come “cultura giuridica” non significhi tecnicismo giuridico.

Pietro Grasso

La parola passa a questo punto a Pietro Grasso (Commissione Giustizia, LeU), al quale il moderatore Biino chiede come mai la competenza dei corpi intermedi oggi sembri addirittura un disvalore. E’ davvero così?

Il Presidente Grasso ringrazia il Notariato per l’invito a questo appuntamento: è già la seconda volta in quanto vi aveva già partecipato quando era Procuratore Nazionale Antimafia. Sulla questione “competenza” (tema a lui familiare in quanto anche il Magistrato come il notaio ha il compito di interpretare le norme e applicarle) afferma che il notaio è libero professionista a servizio dei cittadini ma è anche Pubblico Ufficiale. Ha una funzione molto importante e delicata per la quale, lanciando un messaggio chiaro, afferma che non si potrà mai accettare nel nostro ordinamento il sistema anglosassone, il quale attribuisce agli avvocati la funzione notarile. In passato si era fatto un tentativo in questo senso con i box auto ma questa scelta sarebbe fortemente sbagliata, in quanto la funzione notarile e la competenza notarile è assolutamente indispensabile e non delegabile.

Aggiunge poi che da più di 20 anni aspettiamo una giustizia rapida e celere ma non riusciamo a realizzarla e questo disincentiva fortemente gli investimenti economici provenienti dall’estero. Non è possibile non avere certezza in ordine alla colpevolezza o all’innocenza dell’imputato dopo più di 20 anni di processo né sull’esito di una causa civile: la riforma della giustizia è centrale per lo sviluppo economico del Paese. In questo contesto parlare di semplificazione è delicato: a tutti è noto che nel nostro sistema ci sono questioni che possono essere risolte in maniera più immediata e diretta e quindi in questo senso “semplificando” ma l’importanza della funzione notarile che non può essere abrogata sta nella prevenzione di reati come la criminalità organizzata, la corruzione, il terrorismo e il riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Conclude Grasso sostenendo che i Decreti del 2019 e del 2017 in materia antiriciclaggio stabiliscono una forte funzione collaborativa dei notai ma sono i soli professionisti che denunciano, gli altri non formulano segnalazioni in tal senso. Ciò comporta che solo il 4% del totale delle segnalazioni antiriciclaggio venga dal mondo dei professionisti (e sostanzialmente quindi solo dai notai). La norma prevede oggi una “collaborazione attiva” fra P.A. e organismi di categoria; questi devono fornire infatti delle linee guida ai singoli professionisti, in quanto solo accogliendo le indicazioni dal basso derivanti dall’esperienza concreta dei professionisti e dei notai in particolare si arricchiscono i controlli e si rendono questi più efficaci.

Alessandra Riccardi

Dopo Grasso è il momento di Alessandra Riccardi (Commissione Giustizia del Senato, M5S). Per la senatrice, l’evoluzione della società e della tecnologia comporta la necessità di semplificare e dare nuove regole e regolamentare nuovi negozi giuridici che si affacciano alla prassi. Le nuove regole creano confusione interpretativa per cui è prezioso il ruolo dei notai che mettono ordine nella materia. La semplificazione quindi si ottiene grazie ai corpi intermedi al passo con l’evoluzione tecnologica.

Il legislatore deve collaborare con il mondo delle professioni per capire dove e cosa togliere, in raccordo con le istituzioni europee. Semplificare  vuol dire deregolamentare ma il rischio è che i corpi intermedi siano privati di competenze e quindi, ciò che più conta è che in ultima analisi il cittadino non ha soluzioni concrete ai problemi che si trova a dover affrontare e risolvere nella vita quotidiana. In questo senso le audizioni degli ordini professionali da parte degli organi legislativi sono uno strumento corretto e utile ma ne sono necessari degli altri; la sfida per il notariato è stare al passo con i tempi nell’evoluzione dalla figura tradizionale del notaio. La sfida dell’intelligenza artificiale con il tema della tutela della proprietà dei dati è un esempio molto delicato.

Marco Osnato

Prende la parola Marco Osnato (Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, FdI) affermando, preliminarmente, che “semplificazione” non va intesa come eliminazione di norme tout court: poiché le norme, quando ben fatte, sono una risorsa per tutti, occorrerebbe piuttosto prevederne una razionalizzazione al fine di dotare il Paese di una macchina più efficiente.

Prosegue evidenziando che, spesso, i testi di legge non sono di facile comprensione, anche da parte di esperti di diritto: propone al riguardo uno sforzo sul draft legislativo, una semplificazione anche in tal senso. E suggerisce che questo lavoro venga effettuato facendo ricorso alla collaborazione nonché alla sussidiarietà proveniente dal notariato, che ritiene necessaria.

In che termini?

Offre risposta a tale quesito facendo preliminarmente cenno a un dato numerico emerso durante la precedente tavola rotonda, relativo alla provenienza delle segnalazioni antiriciclaggio: circa il 96% delle segnalazioni proviene infatti da notai.

Ritiene che ciò sia prova evidente della collaborazione dei notai con lo Stato e auspica che – allo stesso modo – lo Stato collabori coi notai. Il rapporto, afferma, non può infatti essere unilaterale. Ritiene che la bilateralità, da parte dello Stato, possa tradursi nei termini della formazione e dell’equo compenso.

Prosegue con la considerazione che il notariato rappresenta un grande patrimonio per lo Stato italiano, la cui peculiarità è quella di riuscire a riunire preparazione e competenza giuridica con la conoscenza del tessuto sociale e di entrare nella prospettiva del diritto adattandolo alle necessità quotidiane dei cittadini fornendo loro soluzioni nel rispetto della legge. Sottolinea come solo il notariato sia sintesi di entrambe queste caratteristiche.

E ribadisce come, ciononostante, spesso, non venga ripagato dallo Stato: dal lato del notariato percepisce una grande disponibilità eppure dal lato dello Stato non percepisce lo stesso. Adduce, quale esempio, il sistema sanzionatorio e disciplinare dei notai, talvolta anche più duro di quello configurato per gli istituti bancari.

Conclude evidenziando come proprio partendo da questi spunti di riflessione emerga la opportunità di cominciare a considerare le richieste del notariato.

Giulio Biino

Il moderatore, Giulio Biino (Consigliere Nazionale del Notariato con delega alla Comunicazione) si collega alla sua risposta per offrire ai presenti un ulteriore spunto di riflessione, rivolgendo loro la seconda e ultima domanda: a fronte di questa riconosciuta bravura, competenza e utilità, i notai avrebbero diritto a un equo compenso? Ciò al fine di evitare che la concorrenza si giochi soltanto sugli onorari anziché sulla competenza. Ma è veramente così?

Marco Osnago

Marco Osnago risponde per primo, richiamando il discorso tenuto dal Ministro Bonafede durante il primo giorno del Congresso e facendo riferimento ai Tavoli in corso e, in particolar modo, a quello relativo all’equo compenso. Ritiene che occorra premiare la competenza, tutelarla. Ricordando come già nella Costituzione sia espressamente prevista la tutela del lavoro e ribadendo, nel caso specifico, che il lavoro del notariato offre certezza del diritto, afferma che il notariato meriti discussioni più incisive sull’equo compenso. Conclude comunicando che rientra nel proprio programma la proposta di un emendamento che verrà presentata al prossimo Tavolo, a difesa del notariato, difesa sia da attacchi interni, ossia da proposte di assegnazione di competenze attualmente attribuite ai notai ad altre professioni, che da attacchi esterni, ossia da richieste, talvolta pressanti, provenienti dal sistema Europa, che però non sempre tengono conto delle peculiarità e delle differenze tra i Paesi Membri.

Alessandra Riccardi

A questo punto riprende la parola, per un secondo giro di risposte, Alessandra Riccardi. Il professionista deve essere retribuito perché competente, ha studiato quindi ha acquisito una qualità lavorativa che si traduce in un risultato elevato e ciò deve ottenere una giusta retribuzione. A livello governativo c’è sensibilità in questo senso quindi si augura che non ci siano ostacoli in ordine all’approvazione della legge sull’equo compenso.

Pietro Grasso

La parola passa a Pietro Grasso. La questione dell’equo compenso è delicata: da un lato vi è la legittima aspettativa del notariato così come di altri organi professionali di determinare una “gara” non al ribasso dei compensi ma sulla qualità, è noto il caso di un notaio che faceva 20 atti al giorno ed è stato opportunamente sanzionato, non si deve pregiudicare la qualità a favore della quantità.

In qualità di Presidente del Senato Grasso aveva ricevuto una segnalazione da parte dell’A.G.C.M. in ordine al rischio che, dietro lo schermo dell’equo compenso, potesse surrettiziamente giungersi alla reintroduzione delle tariffe minime. Ciò ad avviso del Presidente non deve essere consentito perché i giovani devono avere la possibilità di emergere anche facendo leva sugli onorari.

L’equilibrio da raggiungere è quindi il seguente: il cittadino deve avere qualità nelle prestazioni che gli vengono erogate senza che ciò conduca a salti nel passato. Il servizio dei notai che garantiscono un prelievo fiscale tempestivo e preciso nonché la sua funzione di immissione di atti nei pubblici registri fanno del notaio un funzionario che compie un’opera delicata per la quale deve essere garantito un equo compenso.

Felice Maurizio D’Ettore

Dopo Grasso, il microfono ritorna a Felice Maurizio D’Ettore, che sottolinea che l’equo compenso non sia un interesse corporativo o di una sola categoria. Piuttosto è un principio che deve essere garantito perché le professioni facciano parte del sistema di ordine pubblico-economico interno a fronte del quale le professioni devono essere libere e pertanto anche il Notariato. D’Ettore sottolinea, infine, come sia di moda criticare le professioni e questa deve essere contrastata. E’ quindi di questi giorni la proposta di legge inerente al ripristino dell’equo compenso.

Emanuele Pellegrini

Prende la parola Emanuele Pellegrini, il quale sottolinea come il tema dell’equo compenso sia una questione di dignità della professione; evidenzia quindi la necessità di ridare dignità ai vari ordini professionali, ciascuno nell’ambito del proprio settore. L’equo compenso rappresenta un fondamento della società civile e l’affermazione di tale principio costituisce una battaglia comune a tutte le forze politiche. Conclude affermando la propria intenzione di portare avanti la proposta di legge sull’equo compenso, qualora la stessa si riveli corretta e sostenibile, in quanto conveniente per tutta la società.

Maria Elena Boschi

Conclude la tavola rotonda Maria Elena Boschi la quale ribadisce che l’equo compenso rappresenta la giusta retribuzione del lavoro e della funzione pubblica svolta dal notaio. Ricorda che è attualmente aperto un tavolo sull’equo compenso; questo dimostra che la scorsa legislatura si è dimostrata interessata ad affrontare la tematica, sulla quale confida di ricevere l’apporto competente del Notariato. Proseguendo, la Boschi riconosce che la competenza dei notai debba essere mantenuta in determinati settori e richiede infine il supporto della categoria per cambiare la percezione del notariato da parte dell’utenza da “categoria protetta” a “categoria idonea a protegge gli interessi pubblici”.

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Semplificare vigilando: proposte per un Paese che cresce nel rispetto della Legge ultima modifica: 2019-11-08T15:10:43+01:00 da Clara Trimarchi