Per un dibattito critico sulla scuola e l’accesso alla professione

“Scuola” e “accesso” sono strategici: significano qualità nella selezione con ogni conseguente ricaduta futura sia sulla sostanziale capacità dei notai di essere giuristi competenti sia nella percezione esterna di essere una categoria capace di selezionare solamente i migliori.

Proviamo a distinguere alcune tematiche connesse a quanto sopra iniziando a distinguere un profilo interno (capacità di formazione e selezione) da un profilo esterno (capacità di trasmettere e far percepire il primo); ovviamente entrambi sono importanti e il secondo presuppone il primo.

La capacità di selezionare è data attualmente da un percorso formativo duro (individuale o collettivo ma libero e senza obblighi formali) con piena libertà di frequentare scuole di Notariato istituzionali (“pubbliche?”) o private ovvero di prepararsi in piena autonomia; a detto percorso non vincolato segue un concorso pubblico gestito dal Ministero; la domanda che dobbiamo porci è: questo metodo va bene? Si può migliorare? A livello istituzionale lo strumento della scuola di notariato locale è soddisfacente?

Il profilo esterno, ossia la capacità di comunicare verso la collettività la competenza e la professionalità dei notai è affidata attualmente ai singoli notai senza una vera politica nazionale di categoria, fatti salvi particolari momenti in cui si è ritenuto di intervenire in materia cercando di relazionarsi con il mondo del giornalismo, della consulenza e della pubblicità (il “caro notaio” che molti ricordano); qui mi sento fuori dalle mie competenze, ma la domanda che dobbiamo farci è la stessa di prima; va bene la situazione attuale? Si può migliorare?

Ritengo che occorra in primo luogo analizzare i due fronti, interno (sostanza formativa e capacità di selezione) ed esterno (comunicazione sulla formazione e la professionalità), e quindi a seguito dell’analisi critica, provare a formulare alcune proposte concrete per il futuro.

La mia proposta, sin da ora, è di creare un dialogo su questi temi tra il Consiglio Nazionale, le singole Scuole di Notariato, i singoli notai, senza preclusione verso le Scuole private e i Network formativi attualmente esistenti. Ovviamente esistono divergenze di vedute e di impostazioni, ma ritengo sicuramente utile per il notariato un confronto aperto sul punto con l’obiettivo di riunire tutte le forze con lo scopo di garantire la selezione dei migliori.

Altro questione di interesse è la capacità del Notariato di attrarre i giovani migliori e al riguardo la necessità di relazionarsi con le Università e l’orientamento dei giovani è evidente; anzi forse al momento uno dei punti ove occorre concentrarsi di più è proprio non perdere la posizione apicale raggiunta in passato dal Notariato; dobbiamo aspirare che i migliori dottori vogliano fare il notaio.

Lo scambio di modelli formativi con o senza la creazione di una piattaforma non può che portarci verso questo obiettivo. Il contatto tra formazione pre-concorsuale e formazione permanente è evidente e allora ecco che l’interrelazione tra modelli esistenti dovrebbe alzare la qualità dell’offerta formativa. In poche righe sono già andato in profondità. La sfida che proviamo a portare avanti non è di Federnotizie, ma è di tutti, la mia intenzione è iniziare a creare dialogo, poi vediamo cosa in concreto si riesce a fare.

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Per un dibattito critico sulla scuola e l’accesso alla professione ultima modifica: 2014-12-09T17:10:45+00:00 da Francesco Pene Vidari