Schema di ricorso per procedura sovraindebitamento

TRIBUNALE DI GENOVA

RICORSO PER AMMISSIONE ALLA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO AI SENSI DELLA LEGGE 3/2012 ART. 6.1 PRIMO COMMA (PROPOSTA D’ACCORDO CON I CREDITORI)

I sottoscritti:

– Mario Rossi nato a … il …, residente in Genova, Via … cod. fisc. …, in seguito anche denominato “Debitore”,

coadiuvato dal

– Dottor Carlo Bianchi nato a … il … cod. fisc. …, P. IVA …, PEC …, fax …, in seguito anche “Gestore della crisi”, tale nominato dal debitore (come meglio infra precisato), nel cui studio in Genova, Via …, si elegge domicilio ai fini della presente procedura

PREMESSO

A) che il Debitore è ammesso alla presente procedura ai sensi dell’articolo 6.2 della Legge 3/2012, in quanto non è soggetto alle procedure concorsuali vigenti e previste dall’art. 1 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (non essendo un imprenditore) e in quanto a causa della perdita del lavoro in forza di licenziamento in data … si è manifestato un perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che di fatto non rende possibile adempiere alle obbligazioni secondo le scadenze originariamente pattuite;

B) che sussistono i presupposti di ammissibilità richiesti dall’articolo 7.2 della Legge 3/2012 in quanto il Debitore non ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui alla Legge 3/2012, in quanto non ha subito, per cause a lui imputabili, uno dei provvedimenti di cui agli articoli 14 e 14 bis della Legge 3/2012 e in quanto fornisce idonea documentazione che consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale (come infra allegata);

C) che il Debitore ha individuato, nel Dottor Carlo Bianchi e nell’Ordine Professionale di appartenenza di quest’ultimo, l’Organismo di Composizione della Crisi: detto Dottor Carlo Bianchi, che risulta iscritto nel Registro presso il Ministero di Giustizia al numero …, assume pertanto il ruolo di Gestore della Crisi della presente procedura;

D) che sono stati predisposti, unitamente al Gestore della Crisi, la proposta di accordo con la relazione particolareggiata di cui all’art. 9.3-bis della Legge 3/2012 (allegata sub A) e i documenti richiesti dall’articolo 9.2 della Legge 3/2012 (allegati sub B);

E) che per meglio rappresentare l’allegata proposta si riepilogano in sintesi i debiti pendenti e i beni e/o crediti del Debitore (comunque meglio precisati negli allegati sub b1 e b2):

DEBITI:

a) euro 75.000, quale assegno una tantum da versare alla moglie, a fronte di accordi di separazione;

b) euro 80.000, da pagare alla Banca Alfa Spa per mutuo ipotecario;

c) euro 20.000, da pagare alla Finanziaria H Srl per prestito personale;

d) euro 10.000, da pagare alla Finanziaria Z Srl per altro prestito personale.

BENI E/O CREDITI:

a) quota di 1/2 di casa in città del valore di euro 75.000;

b) piena proprietà di monolocale in montagna, gravato dal mutuo ipotecario di cui sopra, per il quale Caio ha espresso un’offerta di acquisto per il prezzo di Euro 60.000;

c) credito derivante dalla vendita di autoveicolo già venduto a Sempronio per il prezzo di Euro 15.000, dilazionato in tre rate, ancora da incassare, di Euro 5.000 ciascuna.

F) che a fronte dello scenario economico di cui al precedente punto E) il ricorrente Debitore Mario Rossi e il Gestore della crisi, Dottor Bianchi, hanno predisposto proposta di accordo con i contenuti e i requisiti richiesti e ammessi dagli articoli 7 e 8 della Legge 3/2012, proposta che prevede, in sintesi: la datio in solutum della quota di metà della casa in città al coniuge separato a saldo dell’assegno una tantum; la vendita del monolocale in montagna a Caio per Euro 60.000 e pagamento di somma di Euro 10.000 da parte di Rossi Giovanni Battista, padre del ricorrente (che firma la presente, a conferma del proprio impegno), con destinazione della somma di Euro 70.000 (valore di mercato attuale, nel rispetto dell’art. 7.1) alla banca Alfa Spa ad estinzione del mutuo residuo di Euro 80.000; la cessione dei crediti verso Sempronio, per totali Euro 15.000, e precisamente cessione di credito pari ad Euro 10.000 alla Finanziaria H srl e cessione di credito pari ad Euro 5.000 alla Finanziaria Z srl, a saldo dei rispettivi crediti di Euro 20.000 e di Euro 10.000 (cessione dei crediti prevista dall’articolo 8.1 Legge 3/2012);

G) che il dott. Bianchi, quale Gestore della crisi, ha rilasciato, ai sensi dell’art. 9.2, attestazione sulla fattibilità del piano stesso in data …, allegata al sub B5, facendo ivi constare che:

1) con la datio in solutum è stato assicurato il regolare e totale pagamento del titolare di un credito impignorabile (assegno al coniuge separato) (requisito richiesto dall’articolo 7.1 Legge 3/2012);

2) il creditore munito di ipoteca riceve un pagamento non inferiore a quello realizzabile sulla base del valore di mercato (requisito richiesto dall’articolo 7.1 Legge 3/2012), valore verificato dallo stesso dott. Bianchi: detto valore di mercato viene raggiunto anche grazie all’ausilio di un terzo (il padre del Debitore), ipotesi consentita dall’art. 8.2 Legge 3/2012;

3) presumibilmente il piano di riparto del presente accordo raggiungerà il consenso di creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti (come richiesto dall’articolo 11.2 della Legge 3/2012), in quanto la banca Alfa spa, soddisfatta con somma pari al valore di mercato del bene in garanzia, ha un credito che supera il suddetto 60% (atteso che il credito del coniuge non è computato ai fini della maggioranza);

4) il debitore, separato e senza figli, è tornato a vivere nella casa dei genitori che, muniti entrambi di adeguata pensione e di casa di proprietà, possono garantire al figlio adeguato sostentamento nell’attesa del reperimento di nuova occupazione.

TUTTO CIO’ PREMESSO,

Il sig Mario Rossi, Debitore, unitamente al Dottor Carlo Bianchi che lo coadiuva quale Gestore della crisi,

CHIEDONO

che l’Ill.mo Giudice del Tribunale di Genova,

RITENUTI

sussistenti i requisiti soggettivi ed oggettivi per l’accesso alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento previsti dagli articoli 7, 8 e 9 L. 3/2012,

VOGLIA

 con decreto ex articolo 10.1 Legge 3/2012,

FISSARE UDIENZA

entro 60 giorni dal deposito della presente proposta,

DISPONENDO

ex art. 10.2 Legge 3/2012 la comunicazione della proposta allegata e del decreto ai creditori nei termini di legge, nonchè disponendo l’idonea forma di pubblicità, la trascrizione, a cura dell’organismo di composizione della crisi, del decreto e l’ordine, a pena di nullità e sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, di non iniziare o proseguire le azioni esecutive individuali, disporre sequestri conservativi o acquisire diritti di prelazione sul patrimonio del debitore, il tutto sempre ai sensi dell’art. 10.2 L. 3/2012.

 MARIO ROSSI

 CARLO BIANCHI

 GIOVANNI BATTISTA ROSSI

 

Si allegato:

A) proposta di accordo;

B) documenti ex art. 9.2 L. 3/2012:

b1) elenco dei creditori, con somme dovute;

b2) elenco dei beni del debitore;

b3) eventuali atti di disposizione degli ultimi 5 anni;

b4) dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni;

b5) attestazione della fattibilità del piano;

b6) elenco spese sostentamento della famiglia.

 

(Lo schema del ricorso, redatto da uno dei componenti della redazione, è stato pubblicato anche su “Nuova Giurisprudenza Ligure” n. 2/2015)
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Schema di ricorso per procedura sovraindebitamento ultima modifica: 2015-11-16T08:38:15+01:00 da Armando Salati