Lombardo: “La sede notarile è al centro della professione; no ai network”

Congresso CNN 2016

In chiusura della prima giornata del Congresso, dopo l’intervento del ministro Angelino Alfano, prende la parola Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato. Porta i saluti a tutti i colleghi, alla stampa, al Comitato Ordinatore,  in particolare a Maurizio D ‘Errico, ai presidenti dei distretti e a quelli regionali, ai 1.400 notai presenti, cioè un terzo dell ‘intero corpo nazionale.

Lombardo inizia il suo intervento con la lettura del messaggio, proiettato sullo schermo, del presidente Sergio Mattarella. Proseguono i saluti e i ringraziamenti. Il Presidente esordisce dicendo che potrebbe evitare di fare un intervento, dopo la nostra difesa fatta da Alfano, ma vuole leggere la lettera del ministro della Giustizia che è molto dispiaciuto di non poter prendere parte al Congresso.

Il ministro si complimenta per il tema congressuale che unifica affetti e patrimonio. Definisce i notai “faro” della certezza del diritto per le parti. “Quando si parla di certezza non si può non fare riferimento al notaio” poiché garantisce certezza, tutela del diritto ed efficienza nell’adeguamento della società alle tecniche più moderne. Orlando riconosce il ruolo deflattivo del notaio nelle liti giudiziarie, però, precisa che è necessario partecipare a un Paese attrezzato per correre più veloce, in un clima di concorrenza.

Salvatore LombardoIl Presidente fornisce qualche numero: in Italia ci sono 3.202 notai  uomini e 1.617 notai donne. Negli ultimi concorsi il numero delle donne ha superato quello degli uomini.

Ci sono 6.204 sedi, delle quali vacanti 1.385. Tuttavia i repertori non danno dati particolarmente positivi: il 64 per cento dei notai ha un repertorio che va da zero a 150.000 euro.

Il DLL Concorrenza è stato modificato, ma è rimasto l’aumento del numero dei notai, che sarà difficile da assorbire. Altro problema è quello della competenza. Come ha ricordato Lombardo, “il notaio è nato perché ha una sede e a questa deve rimanere unito”. Il timore è che si vogliano fare dei network che danneggerebbero i giovani notai che si avvicinano alla professione, avvantaggiando soltanto i notai più affermati.

Il Notariato è cambiato: oltre alle istituzioni devono capirlo anche le altre professioni. C’è un accanimento ad attaccare altre professioni. Ci sono organizzazioni che cercano casa, erogano mutuo e manca loro solo il notaio poco pagato, ma soprattutto loro asservito. Non lo possiamo permettere proprio in nome della difesa del soggetto più debole.

Passando alle start-up, il modulo per l’iscrizione, sostiene Lombardo, è lungo 17 pagine ed estremamente complesso. Da soli non si può fare: per questa ragione al notaio si sostituiscono altre costose organizzazioni.

Presso i notai sono state costituite 6.130 start-up. Dopo il 20 luglio, da quando potevano essere iscritte senza il loro intervento, ne sono state create 233, delle quali 208 iscritte dai notai.

Quanto alle Srl semplificate dal 2012 ne sono state costituite 89.458 gratuitamente. Il lavoro del notaio e del suo personale ha un costo. Anche valutandolo soltanto 400 euro per ogni Srl semplificata, per Lombardo “abbiamo regalato alla comunità più di trenta milioni di euro”.

Le cessione quote di Srl dal 2013 possono essere effettuate anche senza notaio, tuttavia, i cittadini nel 65-68% dei casi, continuano ad avvalersi del notaio che offre maggiore tranquillità. A essere tranquillo deve essere, inoltre, lo Stato perché soltanto grazie alla categoria notarile avviene un controllo effettivo degli interessi giuridici.

Il CNN, inoltre, annuncia il suo presidente, sta parlando con il Ministero della Giustizia in materia di certificato successorio e tante altre iniziative utili alla comunità. Tra le altre cose, è stata fatta una convenzione quadro per l’iscrizione alla pratica notarile dell’ultimo semestre di università. Non si applica, tuttavia, ai notai la necessità di rifare la pratica dopo un certo numero di anni.

SRL

“Dal febbraio 2015 il clima sembra cambiato, più tranquillo. La presenza dei tre ministri indica l’interesse alla nostra categoria”, continua Lombardo. Oggi chi conosce il notaio non lo evita, ma lo apprezza. Paesi come la Mongolia e la Cina apprezzano il nostro sistema notarile. Al contrario, in Italia, per ragioni d’invidia sociale, non siamo giustamente apprezzati.

Dobbiamo aver presente i dati dei nostri repertori e delle nostre pensioni per comprendere il cambiamento del Notariato. Le scuole istituzionali di Notariato, che cercano di formare il notaio, hanno pochissimi iscritti, mentre più successo hanno quelle che tendono soltanto a far superare il concorso. I giovani vanno, anzitutto, coinvolti nella funzione che devono sostenere e difendere.

Il presidente raccomanda a tutti grande attenzione alla fedeltà fiscale, perché non possiamo permetterci errori in proposito. Dobbiamo continuare mantenerla con forza.

I notai sono all’avanguardia sotto molti aspetti. Sarebbe opportuno stabilire che la società si costituisse al momento dell’atto costitutivo, per renderci ancora più veloci ed efficienti  senza costi per la comunità.

Nelle eventuali ispezioni (ndr: in materia di antiriciclaggio), non dobbiamo essere considerati correi di determinati soggetti, ma ne siamo controllori, seri, coscienti e coscienziosi, perché siamo dalla stessa parte, quella di chi vuole garantire la legalità. Le banche per stare sicure fanno denunce per tutte le operazioni di un certo livello, ma senza criterio selettivo. Se facessimo segnalazioni per ogni atto faremmo un danno al sistema senza dare alcun aiuto.

Se, invece dovessimo fare autocritica – continua il presidente Lombardo – sarebbe opportuno cercare di mantenere alta la qualità del prodotto, offrendo consulenza, ma, soprattutto, dando tutela al contraente debole. Non va difesa la banca o il costruttore a svantaggio del contraente debole.

Il notaio corretto, però, non deve isolarsi in ragione di colleghi arroganti, ma lottare per far cambiare la mentalità, spingendo il Notariato verso la giusta direzione. I notai devono fare autocritica per primi, rivolgendosi verso se stessi. Devono occuparsi della politica del Notariato perché il Notariato è dei notai stessi. Conclude Lombardo: “Cerchiamo di cambiare la mentalità culturale e dare di più al Notariato! Siamo parte dello Stato e dobbiamo operare al suo interno. Lo Stato a sua volta non deve essere nostro patrigno, se è convinto della nostra utilità. Dobbiamo essere uniti e coesi, dobbiamo noi per primi dare di più ed essere uniti  al CNN”.

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Lombardo: “La sede notarile è al centro della professione; no ai network” ultima modifica: 2016-10-27T20:56:28+02:00 da Maria Nives Iannaccone
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