Quale diritto per lo sviluppo?

Speciale Congresso

Ore 15,00. Inizia la tavola rotonda: “Quale diritto per lo sviluppo?”. Moderatore: Gennaro Sangiuliano, vice direttore TG1 RAI.

Il moderatore invita Mario Mistretta a illustrare un’indagine demoscopica fatta dalla Cassa mediante SWG per conoscere il parere degli italiani sul notariato e dei notai su loro stessi e sulla Cassa. Interviene il rappresentante di SWG: Più che una crisi stiamo vivendo un profondo cambiamento: ciò causa una percezione di fragilità e una crisi di delegittimazione di tutte le istituzioni. Solo le forze dell’ordine sono cresciute nella fiducia dei cittadini, così come il desiderio di meritocrazia e l’importanza data al valore di onestà e alla difesa dei diritti.

Il 68% degli intervistati percepisce il notaio come pubblico ufficiale non solo burocrate, solo il 32 per cento lo considera unicamente come libero professionista. Gli intervistati ritengono che il ruolo del notaio sia quello di tutela della legge e di entrambe le Parti. Il 41 per cento ritiene il notaio necessario nelle compravendite ma la percentuale si abbassa nei caso di costituzione di società. Dai dati emerge comunque che il notaio è percepito come garante della correttezza dei procedimenti. Meno sensibile è la percezione del notaio come contributo al rinnovo della nazione e al contrasto alla illegalità. Da  parte loro i notai chiedono un’azione decisa su tasse e giustizia pur avendo iniziato ad avere una certa speranza nel futuro.

In chiusura dichiara che dall’indagine emerge che al notariato è riconosciuto un Ruolo centrale nel cambiamento che il paese ha intrapreso.

Sangiuliano ricorda come anche alcuni filosofi del 19° secolo ritenevano importanti il ruolo dei corpi intermedi della società tra i cittadini e lo stato, come è quello del notaio.

Il tema più ambizioso è quello di contemperare l’esigenza di tornare a crescere con quella di garantire la crescita nel rispetto delle regole. Questa nuova stagione dopo la crisi deve imparare dagli errori del passato a crescere nel rispetto delle regole.

Giuseppe Bottillo, Comandante del nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di Finanza.

Primo intervento:

Prende la parola sottolineando come l’attività notarile svolga un’importante funzione nei rapporti economici. Il notaio integra il sistema della repressione dell’antiriciclaggio. Fin dalla legge notarile il ruolo del notaio era di presidio per la certezza dei rapporti giuridico economici. Un presidio imprescindibile. Quindi è preoccupante la previsione che la srl venga costituita con scrittura privata e che il controllo delle modifiche venga affidato al responsabile del registro delle imprese perché l’intervento del notaio era di conforto per la guardia di finanza. Quanto alle denunce dei professionisti, nell’ultimo anno i commercialisti hanno aumentato le denunce, gli avvocati ne  hanno spedite 175, ma i notai hanno inviato più di 2.000 segnalazioni; se venisse meno il loro apporto tutto il sistema ne soffrirebbe.

Massimo Massella Ducci Teri, Avvocato generale dello Stato.

Secondo intervento:

I notai sono i primi professionisti pubblici e l’aspetto pubblico va valorizzato e rafforzato. Bisogna contemperare le esigenze di riforma e di conservazione; ad esempio la PA soffre della soppressione del genio civile perché rappresentava un margine di controllo negli appalti. Il cittadino nutre fiducia nel notaio, serve la certezza dei diritti e del principio del diritto. Le famose massime fatte dal notariato sono fondamentali ma avrebbero un ruolo maggiore se potessero diventare principi certi. Gli investitori Esteri devono sapere cosa accadrà se investono in Italia.
In Italia manca la volontà di fare rete, che invece è necessaria anche tra professionisti.

Anna Finocchiaro, Presidente I Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Terzo intervento:

I notai hanno il ruolo di controllare che il fuoco non si spenga (il termine “conservatore” deriva dalla lingua indoeuropea e identificava chi era investito del compito di controllare che il fuoco della comunità nomade non si spegnesse). Da molti anni lavoro con le professioni ma solo i notai mi hanno sempre stimolato a cercare la migliore prassi per migliorare il nostro sistema. Sono d’accordo con il deposito del prezzo perché costituisce un elemento di trasparenza e di controllo della legalità. Il notaio sostituisce lo stato per alcune funzioni che questo non riesce a risolvere. Perché non affidare ai notai le controversie successorie?

In materia di appalti, all’estero sono riusciti a coniugare semplificazione e controllo; ma per fare ciò bisogna affidarsi a soggetti competenti che sanno cosa controllare. Occorre un controllo che intercetti i pericoli che renderebbero il mercato poco appetibile; un controllo competente, orientato e puntuale, come quello dei notai, anche con riferimento alle imposte e alla tracciabilità dei pagamenti. Infatti sono d’accordo con il generale della guardia di Finanza sulla perplessità da lui espressa in merito alla semplificazione societaria per la costituzione e la modifica delle srl contenuta nel disegno di legge.

Raffaele Piccirillo direttore generale reggente dellUfficio centrale per gli Archivi notarili.

Quarto intervento:

Anche io ero preoccupato per la  proposta di eliminare la esclusività nella competenza del notaio nelle vendite immobiliari perché avrebbe portato ad una perdita di certezza. Soprattutto si creava un’area di discontrollo che si sottraeva alla lotta dell’antiriciclaggio. Sono rimasto colpito dalla disarmonia del progetto di semplificazione che non teneva conto dei controlli di legalità in conflitto con la sicurezza. Per esempio in caso di immobili abusivi l’unica vera sanzione oggi è l’incommerciabilità e senza il controllo notarile anche quella sanzione sarebbe venuta meno. Ritengo che i notai devono essere coinvolti nella gestione dei beni confiscati, settore in cui il deficit di trasparenza è molto forte. In teoria l’idea di restituire alla collettività il maltolto sarebbe perfetta, ma ci vuole estrema trasparenza altrimenti si rivela un fallimento.

Francesco Greco, Procuratore aggiunto della repubblica presso il tribunale di Milano.

Quinto intervento:

I notai come i magistrati hanno vinto un concorso pubblico; i pubblici concorsi costituiscono un indice di democrazia. Siamo un paese propenso all’evasione fiscale, basta vedere i risultati della volontary disclosure.
Il motore della imprenditorialità italiana è in Lombardia ma occorre una continua opera di manutenzione e i magistrati ed i notai partecipano a farla. A Milano dagli anni 60 in avanti si è creata una cultura diversa grazie al lavoro professionale dei magistrati, commercialisti, notai e avvocati. In Italia abbiamo fatto fallire la mediazione civile ma non ci deve essere il monopolio della magistratura nella risoluzione delle liti, quindi su questa linea bisogna proseguire. In Italia c’è un forte bisogno di onestà e di diritto.

Licia Mattioli, Presidente comitato internazionalizzazione ed investimenti esteri di Confindustria.

Sesto intervento:

Sono figlia di una mamma notaio e conosco bene il vostro mondo e il valore del lavoro di un notaio. Però se penso da imprenditore non posso non tenere conto del fatto che gli altri imprenditori esteri si muovono in contesti che non hanno i costi del controllo notarile. Nella parcella notarile c’è in gran parte un peso fiscale che forse bisognerebbe ridurre così come è necessario far conoscere ai terzi l’importanza del lavoro notarile poco percepito dal cliente.
La prima lamentela degli operatori esteri è la mancanza di certezza del diritto; ad esempio è incomprensibile per loro che una legge abbia efficacia retroattiva. Tuttavia, anche all’estero il lavoro notarile è molto apprezzato per la certezza che dà nei trasferimenti immobiliari ed anche negli atti societari.

Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Settimo intervento:

Il mercato è costituito dalle regole. Esistono asimmetrie informative in tutte le economie di mercato dove si cerca di fare lavoro di fishing. Per questo servono regole trasparenti di mercato e i notai partecipano a applicarle. Però esiste un’altra faccia della medaglia. I notai sono delle imprese: negarlo sarebbe una realtà antistorica e quindi in quanto imprese sono sottoposti alle regole della concorrenza e della liberalizzazione. Le tariffe ad esempio non possono essere reintrodotte in modo più o meno manifesto. Ci vuole anche un ampliamento del numero dei notai. Resta il potere di controllo dei Consigli distrettuali per assicurare il buon funzionamento del notariato e quindi del mercato. Il mercato e la regolamentazione pubblica sono due pilastri. Nell’ambito della professione ci sarà un’ottica anticoncorrenziale. Il presidente D’Errico ci ha dimostrato che l’apertura della concorrenza non può aprire un far west e per questo è stato modificato il disegno di legge. Spesso in Italia il diritto è inconoscibile ma non c’è un unico soggetto devoluto alla tutela e interpretazione del diritto: ci sono insieme legislatore, giudice, notai e altri professionisti che operano in campo legale. A lui risponde il moderatore che non si possono applicare in Italia le esperienze di diritto anglosassone. Sia russi che cinesi nel regolamentare il mercato si sono rivolti al diritto civil low e non al diritto anglosassone. Petruzzella risponde che l’autorità non si ispira a modelli anglosassoni.

Maurizio D’Errico, Presidente CNN.

Ottavo intervento:

Due osservazioni: Sensazione di lealtà verso lo stato da parte di tutti gli intervenuti sinora a questo congresso. E’ difficile creare bilanciamenti ma con buona volontà si può ragionare su posizioni ragionate e su situazioni specifiche.
Voglio chiarire che Pitruzzella è sempre stato su posizioni chiare.

La senatrice Finocchiaro in risposta a Pitruzzella dice che non si può accomunare l’attività notarile a quella di impresa perché il notaio agisce nella certificazione della legge, nel controllo di legalità, esercitando un ruolo dello Stato; non può parlarsi di impresa perché soddisfa insieme un interesse della parti e dello stato, inoltre controlla la provenienza degli investimenti. Ovazione della sala. Nel disegno di legge questo punto non è stato approfondito. Se questo ruolo ha un valore economico deve essere riconosciuto anche economicamente. Sto pensando di fare emendamenti in merito alla competenza per non lasciarla solo regionale. Inoltre penso che la sede secondaria non deve essere limitata rispetto a quella principale; vorrei riflettere anche sulla eliminazione del limite delle tre prove di concorso e vorrei anche aggiungere tra i criteri di distribuzione dei notai sul territorio quello del volume di affari. Rifletterò su questi argomenti per presentare degli emendamenti al disegno di legge, che però è già stato fortemente modificato. Forte applauso.

Nel suo ultimo intervento Pitruzzella conferma che in Europa il notaio è considerato impresa sia pure sui generis alla quale si applicano le regole antitrust.

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Quale diritto per lo sviluppo? ultima modifica: 2015-11-09T18:52:14+00:00 da Maria Nives Iannaccone