Detrazione Irpef pari al 50% dell’IVA per acquisto abitazioni ad alta efficienza energetica

La legge di stabilità per il 2016 (e più precisamente l’art. 1, c. 56, legge 28 dicembre 2015 n. 208) ha introdotto una nuova detrazione IRPEF nella misura del 50% dell’IVA pagata per l’acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica.

L’agevolazione inizialmente prevista con durata limitata al 31 dicembre 2016 è stata ora prorogata sino a tutto il 31 dicembre 2017 per effetto dell’art. 9, comma 9-octies, D.L. 30 dicembre 2016 n. 244, così come introdotto in sede di conversione giusta legge 27 febbraio 2017 n. 19. Continua a leggere

È lecita la formazione “per gradi” del testamento pubblico

Una recente sentenza della II sezione della Corte di Cassazione 1 (la n. 1649 del 23 gennaio 2017) affronta il tema del procedimento di formazione del testamento pubblico, disciplinato dall’art. 603 cod. civ.

Per meglio comprendere il tema giuridico sotteso alla sentenza, andiamo subito a rileggere questa disposizione (sulla quale, forse, non tutti siamo soliti tornare molto spesso). Continua a leggere

Attività negoziale ed enti non profit: enti ecclesiastici, ONLUS e beni culturali

Le alienazioni di immobili degli enti ecclesiastici tra autorizzazioni tutorie e art. 12 del D.lgs. 42/2004.

PARTE PRIMA

Autorizzazioni tutorie

  • Premesse
  • Disposizioni del diritto canonico in tema di alienazioni
  • La licenza dell’autorità competente.

PARTE SECONDA

Art. 12 del decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004

  • Autorizzazione ad alienare
  • Denuncia e diritto di prelazione.

PARTE TERZA

Coordinamento tra le normative

PARTE PRIMA

AUTORIZZAZIONI TUTORIE

PREMESSE

Prima di iniziare ritengo necessario sottolineare due punti che servono a comprendere l’importanza delle autorizzazioni tutorie inerenti il compimento di alienazioni o di atti peggiorativi del patrimonio posti in essere da enti ecclesiastici:

  1. la legge n. 222 del 20 maggio 1985 (legge di attuazione del protocollo di approvazione delle norme presentate dalla commissione paritetica in forza dell’accordo del 18 febbraio 1984 tra Stato Italiano e Santa Sede, relativa alla “Disposizione sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi”) dopo aver regolamentato la procedura per il riconoscimento agli effetti civili della personalità giuridica degli enti ecclesiastici, con l’art. 18 introduce una norma di conflitto, cioè stabilisce che, ai fini della invalidità o inefficacia dei negozi giuridici posti in essere da enti ecclesiastici, sono opponibili ai terzi le limitazioni dei poteri di rappresentanza e l’omissione dei controlli canonici che risultano dal registro delle persone giuridiche (dove sono iscritti gli enti ecclesiastici riconosciuti) o anche dal codice di diritto canonico. Quindi questa norma, per la validità dell’atto posto in essere dagli enti ecclesiastici, obbliga al rispetto di tutte le norme (comprese le autorizzazioni tutorie) previste dal diritto canonico, che potrebbero anche non risultare dai singoli statuti né dai registri civili. Questo spiega perché sia così rilevante comprendere bene il sistema delle autorizzazioni canoniche preventive al compimento dell’atto.

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È incostituzionale la regola del cognome paterno

La regola secondo cui i figli prendono il cognome del padre è incostituzionale: lo ha stabilito la Consulta con la storica sentenza 286/2016 (redatta dal giudice Giuliano Amato), depositata lo scorso 21 dicembre 2016.

Questa antichissima regola di fonte consuetudinaria (non è mai stata sancita espressamente da una disposizione di legge) ha determinato per secoli il cognome di tutti i figli nati nel matrimonio. Ma d’ora in poi i genitori, d’accordo tra loro, potranno liberamente derogarvi, decidendo di dare al figlio sia il cognome del padre sia quello della madre. Continua a leggere

Compensi e concorrenza

di Arturo Brienza

L’art 147 L.N. resiste ancora al vento delle liberalizzazioni che ha spazzato via la tariffa obbligatoria con l’obbiettivo di garantire l’utente-consumatore mediante la creazione di un mercato efficiente ed economico. Tuttavia è evidente che l’interprete, adeguandosi al mutato quadro normativo, deve ritenere l’espressione “illecita concorrenza” equivalente a quella di “concorrenza sleale” ed impegnarsi in una elaborazione della casistica che produce effetti distorsivi della concorrenza sul mercato. Continua a leggere

Bonifico per spese di recupero e riqualificazione energetica degli edifici anche tramite Istituti di pagamento

Raffaele Trabace

Per il pagamento delle spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica degli edifici esistenti, di cui all’art. 16 bis del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, la possibilità di eseguire bonifici è ammessa per operatori ulteriori rispetto a banche e Poste Italiane, quali gli Istituti di pagamento, autorizzati dalla Banca d’Italia e legittimati a prestare servizi di pagamento.

E’ quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 9/E del 21 gennaio 2017.
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