Conformità catastale e postazioni per telecomunicazioni

Addendum all’articolo “Conformità catastale” dopo il D.L. 50/2017 (pubblicato su Federnotizie il 30 novembre 2017).

L’art. 86, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, come modificato dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 33, così dispone:

“Gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità e le altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli articoli 87 e 88, nonché le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga, effettuate anche all’interno di edifici, da chiunque posseduti, non costituiscono unità immobiliari ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.” Continua a leggere

“Conformità catastale” dopo il D.L. 50/2017

Sommario:

  1. Normativa di riferimento e sua “ratio”
  2. Conformità catastale oggettiva: presupposti e casistica
  3. Contenuto della dichiarazione di conformità: posizioni divergenti
  4. Nullità
  5. Uno sguardo alle pronunce CO.RE.DI.
  6. Confermabilità degli atti nulli
  7. Falsità della dichiarazione di conformità: responsabilità anche penale?
  8. Conformità catastale soggettiva: nozione di intestatario e ruolo del Notaio
  9. Dispensa del Notaio dall’obbligo delle visure: è ancora possibile?

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Le persone e le funzioni: una nuova visione

Congresso Federnotai 25 novembre 2017

ANTICIPARE IL FUTURO.

OTTO IDEE PER LA POLITICA DEL NOTARIATO

Questo è il mio discorso di fine mandato: dovrebbe essere il momento di fare bilanci, di esprimere considerazioni conclusive, di ringraziare le persone che sono state al mio fianco. Forse è un po’ atipico, ma comincio proprio con i ringraziamenti, prima che l’emozione mi tradisca e mi faccia dimenticare qualcuno.
Comincio dalla mia Giunta, per una ragione ben precisa su cui si fonda – molto più che sui tanti momenti di sintonia e sui pochi momenti di dialettica tra posizioni differenti – il rapporto personale e politico che mi lega a ciascuno dei suoi membri. Nella nostra categoria ci sono quelli che colgono i momenti di tensione e di emergenza per provocare spaccature; ci sono quelli che in quei frangenti si propongono come eroi salvifici, tanto ricchi di applausi quanto privi di risultati; e poi ci sono quelli che si impegnano per affrontare veramente i problemi, facendosene carico per tutti, portando a vantaggio di tutti i risultati positivi e tenendo su di sé la responsabilità per quelli negativi, scegliendo di sacrificare la propria popolarità. La nostra Giunta appartiene a questo terzo gruppo, e farne parte è stato tanto importante quanto difficile. Io che l’ho guidata me ne rendo conto perfettamente e voglio che ai miei compagni arrivi la gratitudine che meritano. Continua a leggere

Federnotizie e la comunicazione oggi: 140 caratteri + 1 (il nostro)

Sono stati tre anni intensi, colmi di attesa per la scommessa del lancio del giornale sul web, vissuti con la tensione per la iniziale mancanza di fondi e con la preoccupazione per gli esiti del DDL Concorrenza, non senza una giusta dose di critica nei confronti dei nostri organi di vertice.

Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione per raggiungere il cuore della categoria, dal giornale vero e proprio, ai social media, dai video registrati, alla diretta live. Sempre nell’ottica di una comunicazione utile, tempestiva ed efficace.

Notizia dopo notizia, il triennio è trascorso e siamo quasi arrivati alla conclusione. Due milioni e mezzo di pagine visualizzate e ottocentomila visitatori singoli sono già di per sé i numeri di un successo. Continua a leggere

“Chi cerca trova, non sempre però …” ovvero Registro Imprese vs. Companies House

Passato un week-end nell’attesa delle rivelazioni di Report sui c.d. “Paradise Papers[1] e sulle vicende legate alla creazione di società in paesi off-shore, il Sole24ore ci regala una nuova (e salutare per il notariato e l’Italia) inchiesta.

Dall’edizione odierna della testata, si apprende che la redazione del giornale – con estrema facilità e senza nessun tipo di controllo formale e sostanziale – è riuscita a costituire e iscrivere nel Companies House (il “Registro Imprese” del Regno Unito) una Limited Liability Company (il corrispettivo della nostra società a responsabilità limitata) interamente posseduta dall’unico socio unico Matteo Messina Denaro – storico boss latitante del clan di Cosa Nostra da oltre 24 anni – e operante sotto l’evocativa denominazione “Latitante 24 Limited[2].

Il tutto con buona pace della trasparenza dell’attività e di ogni controllo sul profilo anti-riciclaggio dell’operazione, che tanto turba i sogni dei notai.

di Alessandro Ottolina

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Cessione di fabbricato strumentale per natura non ultimato da soggetto Iva a “consumatore finale”

La Corte di Cassazione, sulla base di suoi precedenti giudicati, ritiene che la cessione di un fabbricato effettuata da un soggetto passivo d’imposta in un momento anteriore alla data di ultimazione del medesimo, sia esclusa dall’ambito applicativo dei nn.8-bis) e 8-ter) dell’art. 10 del d.P.R. n. 633/1972, trattandosi di un bene ancora nel circuito produttivo, la cui cessione, pertanto, deve essere in ogni caso soggetta/imponibile Iva.

Tuttavia, sempre secondo la Corte, qualora, per effetto della cessione, l’immobile strumentale per natura non ancora completato pervenga ad un consumatore finale, il quale provveda alla ultimazione dei lavori a mezzo di contratto di appalto, ci si trova in regime di esenzione ai sensi dell’art. 10, n.8-ter), del d.P.R. n. 633 del 1972 e l’atto va assoggettato ad imposta di registro. (Cfr. Cass. Civ. Sent. Sez. 5, n. 22138/2017) Continua a leggere