Gli acquisti dei Comuni dopo il 1° gennaio 2014

Dalla lettura sistematica della normativa stratificatasi tra il 2011 ed il 20131, si possono ricavare i seguenti principi in pillole:

* il vero e proprio divieto di acquisto è scomparso (risultava circoscritto all’anno 2013).

* dal 1° gennaio 2014 resta fermo solo il comma 1 ter in base al quale, quando un Comune acquista deve:

  • comprovare documentalmente, con attestazione contenuta nella determina del Responsabile del Procedimento, che l’acquisto abbia le caratteristiche della indispensabilità e indilazionabilità;
  • far attestare la congruità del prezzo dalla Agenzia del Demanio;
  • dare notizia, sul proprio sito internet istituzionale, delle predette operazioni con indicazione del soggetto alienante e del prezzo pattuito.

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Novità in tema di scissione societaria: modifica all’art. 2506 ter C.C.

Il comma 1 dell’art. 27 della legge 30 ottobre 2014 n. 161 ha modificato, a decorrere dal 25 novembre 2014, l’art 2506 ter del Codice Civile, prevedendo che quando la scissione avviene con aumento del capitale della beneficiaria e conferimento di beni in natura, la relazione illustrativa dell’organo amministrativo, oltre che indicare i criteri di distribuzione delle azioni o quote ed il valore effettivo del patrimonio netto assegnato alle società beneficiarie, nonché di quello che eventualmente rimanga nella società scissa, deve altresì menzionare (e qui è la novità), l’avvenuta elaborazione della relazione di stima di cui all’articolo 2343, indicando il registro delle imprese presso il quale tale relazione è depositata. Continua a leggere

Acquisto e successivo affitto a canone concordato

Art. 21 Legge 164/20141

La cessione di immobili abitativi non di lusso fatta da società che abbiano costruito o ristrutturato a favore di persone fisiche non esercenti attività commerciali genera in capo a queste ultime un credito di imposta da dedurre dall’Irpef pari al 20% del costo della abitazione fino ad un massimo di 300.000,00 euro da suddividere in otto rate annuali a condizione che:

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2.0 – Perché non tornerò alla carta

“Te se regòrdet?”. Mi chiedono ancora oggi i clienti del lago di Como, riportandomi a quel lontano 2001 quando aprii l’ufficio nella mia prima sede di Gravedona ed Uniti e di dialetto del lago non capivo davvero nulla.

E pensare che credevo di avere studiato abbastanza.

Avevo già i tradizionali problemi di inizio professione: dalla scelta del software di studio ai pochi arredi, la stampa del repertorio e, ci si aggiungeva, anche il dialetto.

Parlo inglese e francese, al liceo ho studiato latino e greco e ho addirittura reminiscenze di linguaggi popolari del sud in una veste narrativa puramente fiabesca, tramandata dai nonni.

Cosa c’entravo io con il dialetto dell’alto lago e perché avrei dovuto impararlo?

Capii presto che entravo in punta di piedi in una nuova coscienza popolare, fatta di persone e racconti, di conoscenze e tradizioni e non potevo in quel ruolo di moderno tutore della legge esimermi rispetto a questa nuova sfida, condicio sine qua non per entrare in contatto con il territorio. Continua a leggere

Federnotai: bilanci e programmi

L’elezione della nuova giunta di Federnotai avrebbe potuto essere l’occasione per un confronto tra i bilanci del presidente uscente e i programmi di quello appena insediato.

Abbiamo pensato che fosse più giusto e interessante salutare la nascita del nuovo Federnotizie non parlando di noi stessi, ma con una riflessione “a quattro mani” su un tema al quale la giunta uscente si è dedicata con grande passione e che quella nuova metterà al centro del suo impegno: la valorizzazione del notariato come “sistema”.

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