La sospensione dei termini di prescrizione, decadenza e adempimento: incertezze applicative e possibili interpretazioni

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La recente normativa emergenziale, emanata per far fronte all’epidemia da COVID-19, rappresenta già un corpus di dimensioni cospicue e di elevata complessità. Com’era prevedibile, il concitato susseguirsi di provvedimenti di varia natura e diversa portata non ha certo favorito il coordinamento tra gli stessi. Ne conseguono situazioni di incertezza che, in mancanza di un intervento chiarificatore del legislatore, debbono essere risolte in via interpretativa.

Una di queste situazioni riguarda la sospensione dei termini disposta dall’art. 10 del DL 2.3.2020, n. 9. Questa disposizione ha un contenuto processuale ed uno sostanziale. Continua a leggere

Chiusura delle attività degli studi professionali: il DPCM prevale sulle ordinanze regionali? – L’opinione del costituzionalista

Sono giorni in cui allo stato di incertezza generale dovuta all’emergenza sanitaria in corso e all’impossibilità di previsioni attendibili sul suo sviluppo, si aggiunge una nuova patologia: quella che sta affliggendo il principio di certezza del diritto, anche a causa del continuo avvicendarsi di fonti normative di carattere governativo, regionale e locale legate all’adozione di misure contenimento del virus.

di Oreste Pollicino, professore ordinario di Diritto Costituzionale – Università Bocconi

In tali momenti di incertezza bisogna aggrapparsi a qualcosa di certo, come per esempio i principi generali che sovraintendono al rapporto tra le fonti nel nostro ordinamento. Un tale aggancio può essere utile per identificare la soluzione più corretta al quesito su quale fonte debba prevalere, con riguardo al problema della chiusura delle attività degli studi professionali. Attività, infatti, di cui è stata sancita la chiusura (“salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza”) con ordinanza 21 marzo 2020 n. 514 del governatore della Lombardia Fontana, che è stata smentita dal DPCM 22 marzo 2020 firmato dal Presidente del Consiglio, per cui tali attività possono invece proseguire.

Vi sono due considerazioni, una di carattere generale, l’altra legata alla disciplina emergenziale in vigore, che militano nello stesso senso: i professionisti coinvolti possono continuare lo svolgimento della loro attività. Prevale, infatti, quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

In primo luogo, perché, in forza del criterio gerarchico, la normativa governativa prevale, in caso di contrasto, con quanto previsto da un’ordinanza di un presidente di Regione. E la ragione è ovvia. In caso contrario, vi sarebbe una frammentazione a livello regionale, che non consentirebbe allo Stato di realizzare il suo mandato costituzionale di assicurare un livello minimo di uniformità nella protezione dei diritti e delle libertà, che sicuramente vengono direttamente ed indirettamente coinvolti dall’adozione di misure di contenimento.

Ma vi è anche una ragione, come si diceva, legata alla disciplina emergenziale in vigore. Come è stato notato da Rocco Todero, il decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6 (convertito in legge n. 13 del 2020) – che disciplina le modalità con cui il Parlamento identifica organi e modalità di intervento per l’adozione di misure restrittive – è molto chiaro sul punto. In particolare il decreto, dopo aver identificato una serie di attori competenti a livello governativo e regionale e locale, tra cui ovviamente i governatori delle Regioni e i sindaci, specifica (all’art. 3, comma 2) che solo “nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri” possono intervenire, in caso di estrema necessità urgenza, le fonti ministeriali, regionali e locali rilevanti, comprese ovviamente le ordinanze dei Presidenti di Regione.

Ed è quello che è successo con l’ordinanza del presidente Fontana (che non a caso richiama in premessa il d.l. 23 febbraio 2020, n. 6), la quale, vista l’estrema necessità ed urgenza dettata dal drastico peggioramento della situazione sanitaria in Lombardia, nelle more dell’adozione del DPCM 22 marzo 2020, ha previsto la chiusura delle attività professionali. Una volta adottata la fonte governativa, per definizione, la fonte regionale in contrasto si deve ritrarre, perché è cedevole rispetto a quella adottata a livello centrale.

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Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulle procure digitali e non avete mai osato chiedere (Aggiornamento).
Ritorniamo sul tema delle procure digitali, che in questo periodo di isolamento forzato e spostamenti limitati diventano uno degli strumenti fondamentali per la gestione delle stipule indifferibili o urgenti.
di Ludovico Capuano notaio in Napoli Continua a leggere

“Ho attivato lo Smart Working e ho chiesto un contributo ad E.BI.PRO: ecco come ho fatto”

Abbiamo ricevuto una comunicazione dal notaio Francesco Santopietro (presidente dell’Associazione sindacale notai della Lombardia- Guido Roveda) che ci ha spiegato, in attesa di ricevere formale risposta, come procedere per attivare le agevolazioni di E.BI.PRO.

Ho acquistato un pc portatile per attivare lo smart working per un dipendente dello studio in ossequio alle disposizioni legislative ministeriali contenenti misure urgenti di contenimento del virus COVID-19. Continua a leggere

Decreto “Cura Italia” – La sospensione dei termini di cui all’articolo 83 si applica ai procedimenti di fusione e scissione?

L’articolo 83, comma 2, del D.L. n. 18/2020 esordisce disponendo che «2. Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali.».

La laconicità dell’espressione lascia spazio, nel proseguendo, ad alcune precisazioni ed esemplificazioni di carattere prettamente processuale. Continua a leggere

L’inadempimento ai tempi del coronavirus e il termine per la conclusione del contratto definitivo di vendita

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  1. Introduzione.

L’art. 91 d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. decreto Cura Italia) integra l’art. 3 d.l. 23 febbraio 2020, n. 6 (convertito con modificazioni con la l. 5 marzo 2020, n. 13), aggiungendo dopo il comma 6 il seguente ulteriore comma:

6-bis. Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”. Continua a leggere

Decreto “Cura Italia”– Misure a sostegno del Lavoro

Con il decreto legge emesso in data 17 marzo 2020 n. 18, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Parte Prima n. 70 in pari data, sono state adottate alcune misure a sostegno del lavoro.

Passiamo in rassegna le principali (a prima vista) norme di interesse (anche) notarile, rinviando a successivi approfondimenti e chiarimenti di temi specifici.

 

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Decreto “Cura Italia” – Misure a favore dei professionisti

Il Decreto 17 marzo 2018, n. 18 (decreto “Cura Italia”, di seguito anche solo “Decreto”), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Parte Prima, n. 70 Anno 161° del 17 marzo 2020 per far fronte all’emergenza economica causata dal Coronavirus, prevede alcune misure anche a favore dei professionisti.

Passiamo in rassegna le principali (a prima vista) norme di interesse (anche) notarile, rinviando a successivi approfondimenti e chiarimenti di temi specifici.

di Lucia Folladori, notaio in Chiavenna Continua a leggere

Il Decreto “Cura Italia” interessa anche il Terzo settore.

Il decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 detto Decreto “Cura Italia” interessa anche il Terzo settore.
L’art. 35 infatti proroga ulteriormente, sino al 31 ottobre 2020, i termini di adeguamento degli statuti di Onlus, organizzazioni di volontariato (OdV) e associazioni di promozione sociale (APS) alle disposizioni contenute nel Codice del Terzo Settore (CTS- D. Lgs. N. 117/2017), già fissati al 30 giugno 2020.
Gli stessi enti, qualora il termine di approvazione dei loro bilanci dovesse ricadere nel periodo dell’emergenza da corona-virus, potranno approvare i bilanci entro la stessa data del 31 ottobre 2020.
Il medesimo termine viene stabilito anche per l’adeguamento statutario delle imprese sociali, anch’esse tenute ad allinearsi alla disciplina contenuta nel D. Lgs. N. 112/2017.
Inoltre, in virtù dell’art. 61 del Decreto, le disposizioni contenute nell’art. 8 del decreto legge 2 marzo 2019 n. 9, inerenti la sospensione fino al 30 aprile 2020 dei termini di adempimento e versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria nonché dei termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte per i sostituti d’imposta, si applicano ora anche a Onlus, OdV e APS, regolarmente iscritte nei rispettivi registri, purchè esercitino in via esclusiva o principale una o piu’ delle attività consentite agli ETS e comprese nell’elenco contenuto nell’art. 5 del CTS. Saranno quindi agevolati gli enti che hanno già adeguato i loro statuti, ed in particolare la loro attività, alla nuova normativa. Quegli altri invece che, contando sulla scadenza del 30 giugno 2020, non si fossero ancora adeguati, per godere della sospensione dei termini, dovranno controllare se la loro attività rientri o meno tra quelle consentite e se sia esercitata in via esclusiva e principale.

Decreto “Cura Italia” – Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese

Nel titolo IV del DL n. 18 del 17 marzo 2020 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020) sono previste misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese.

Passiamo in rassegna le principali (a prima vista) norme di interesse (anche) notarile, rinviando a successivi approfondimenti di temi specifici.

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