Il sisma bonus anno 2020

La legge stabilità 2020, legge 27 dicembre 2019 n. 160 (pubblicata in G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019 supplemento ordinario n. 45/L) è intervenuta, con l’art. 1, comma 176, anche sulla disciplina del cd. “Sisma bonus”, abrogando la disposizione dell’art. 16, comma 1-octies, D.L. 4 giugno 2013 n. 63, convertito con legge 3 agosto 2013, n. 90 che prevedeva la possibilità per il beneficiario di optare in luogo della detrazione dello sconto sul corrispettivo.

 

  1. Il “SISMA-BONUS”

Una specifica disciplina agevolativa transitoria è prevista per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, ossia per gli interventi così come descritti al punto i) dell’art. 16bis del T.U.I.R.

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Limitazione nell’uso del contante – 2020

Con D.L 26 ottobre 2019 n. 124 (convertito con legge 19 dicembre 2019 n. 157), è stato nuovamente modificato il regime di utilizzo del contante. L’art. 18 di detto decreto stabilisce, infatti:

  • che con decorrenza dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 l’importo massimo oltre il quale non è consentito l’uso del contante è fissato in €. 2.000,00 (pertanto nel suddetto arco temporale l’uso del contante è consentito solo per pagamenti e/o versamenti sino all’importo di €. 1.999,99).
  • che con decorrenza dal 1° gennaio 2022 l’importo massimo oltre il quale non è consentito l’uso del contante è fissato in €. 1.000,00 (pertanto a partire del 1° gennaio 2022 l’uso del contante è consentito solo per pagamenti e/o versamenti sino all’importo di €. 999,99).

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Tassazione delle plusvalenze: nuove aliquote per il 2020

Nel caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti nelle ipotesi considerate dall’art. 67, primo comma, lett. b) del T.U.I.R. di cui al DPR. 917/1986, la plusvalenza (cioè la differenza tra il prezzo di acquisto o di costruzione aumentato di ogni altro costo inerente ed il prezzo di rivendita) costituisce reddito imponibile, e quindi deve essere denunziata nella dichiarazione dei redditi. In alternativa lart. 1 comma 496 legge 23 dicembre 2005 n. 266 (legge finanziaria 2006), così come modificato dall’art. 2 comma 21 della legge 286/2006 (collegato fiscale alla finanziaria 2007) e dall’art. 1 comma 310 legge 296/2006 (finanziaria 2007) consente di assoggettare tale plusvalenza, peraltro solo nel caso di fabbricati e terreni non edificabili acquistati o costruiti da meno di cinque anni, ad un’imposta sostitutiva sul reddito.

La legge stabilità 2020, art. 1, c. 695, legge 27 dicembre 2019 n. 160 (pubblicata in G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019 supplemento ordinario n. 45/L) ha modificato, con effetto dal 1° gennaio 2020, la misura di questa imposta sostitutiva, portandola dal 20% (in vigore sino al 31 dicembre 2019) al 26% (applicabile per i trasferimenti posti in essere a partire dal 1° gennaio 2020).

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La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità: un sondaggio sulle prassi

La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità rappresenta uno dei temi più spinosi della quotidiana attività notarile, sia dal punto di vista dell’analisi legislativa dell’istituto, sia in ottica relazionale nei rapporti con il cliente. A tutt’oggi la questione dell’interpretazione dell’art. 2648, comma 3, cod. civ. – sulla quale si innestano esigenze di risparmio fiscale – divide gli operatori. Il presente articolo vuole illustrare i risultati di un recente sondaggio condotto presso un campione di notai per comprendere quale sia l’attuale stato dell’arte in tema di trascrizione dell’accettazione tacita.

di Lorenzo Favaretto, dottore in Giurisprudenza Continua a leggere

Rassegna in tema di IMU e TARI anno 2020

Con la legge stabilità 2020, art. 1, comma 738, legge 27 dicembre 2019 n. 160 (pubblicata in G.U. n. 304 del 30 dicembre 2019 supplemento ordinario n. 45/L), è stata abrogata, con decorrenza dall’anno 2020, l’imposta unica comunale (cd. IUC) di cui all’art. 1, c. 639, legge 27 dicembre 2013 n. 147, imposta che si componeva di una componente di natura patrimoniale, l’imposta municipale propria (IMU), dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articolava nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore; sopravvivono alla suddetta abrogazione, peraltro come imposte autonome e non più come componenti della IUC:

l’IMU (Imposta Municipale Propria), per la quale viene, peraltro, dettata ex novo la relativa disciplina (art. 1, commi da 739 a 783 della legge 27 dicembre 2019 n. 160)

– la TARI (Tassa sui rifiuti) per la quale sono state fatte salve le disposizioni già contenute nella legge 27 dicembre 2013 n. 147 istitutiva della IUC (art. 1, c. 780, legge 160/2019).

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