Cessioni e affitti di azienda: non si deve rinunciare al presidio di legalità

I passaggi delle aziende, grandi, piccole e medio piccole, necessitano di un presidio di legalità a tutela del sistema imprenditoriale del nostro Paese. Non è possibile rinunciarci.

Ma in queste ore alla Camera si sta votando un emendamento (il 18.017 con il relativo subemendamento) presentato dall’On. Carla Ruocco (M5S), con il parere contrario del Ministero della Giustizia, che “assegna” a commercialisti e avvocati la possibilità di autenticare affitti e cessioni di aziende operando come pubblici ufficiali.

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Abusivismo edilizio, garanzie e ruolo del Notariato

La recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha stabilito la natura meramente testuale della nullità degli atti notarili per violazione delle norme in materia urbanistica ed edilizia (art. 46 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – T.U. in materia edilizia – e art. 40 Legge 28 febbraio 1985, n. 47).

La pronuncia ha quindi riaperto il dibattito sul rapporto tra le diverse esigenze di circolazione degli immobili e di contrasto all’abusivismo edilizio. Senza entrare nel merito delle diverse “interpretazioni” della Sentenza (che comunque non si può sostituire alla legge), diventa sempre più attuale (e urgente) la riflessione sul ruolo del Notariato e sulla tutela sostanziale degli acquirenti (verso cui si è proiettato il legislatore di recente con le norme sul deposito prezzo e sul preliminare notarile per gli immobili da costruire) anche in materia edilizia e urbanistica. Continua a leggere

Considerazioni sulla nullità degli atti negoziali per violazione delle norme in materia urbanistica ed edilizia alla luce della Sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

In un precedente nostro articolo pubblicato su questa rivista si è affrontata la tematica della nullità per violazione delle norme in materia urbanistica ed edilizia (art. 46 D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – T.U. in materia edilizia – e art. 40 Legge 28 febbraio 1985, n. 47) osservando come ogni possibile conclusione in materia è condizionata dalla soluzione che si intende dare alla questione di “base”, quella sulla natura “formale” o “sostanziale” della nullità, questione sulla quale si è registrato un contrasto anche a livello giurisprudenziale, al punto che la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile, con ordinanza interlocutoria 20061/18 del 9 gennaio 2018 ha rimesso la questione stessa alle Sezioni Unite. Continua a leggere

Il bilancio d’esercizio: uno, nessuno, centomila

Nonostante la sempre maggiore sofisticazione degli standard di riferimento, il linguaggio contabile rimane pur sempre semplice, in quanto basato sulla ‘partita doppia’ che, in termini matematici, richiede di avere dimestichezza tutt’al più con la comprensione di un’identità.

Eppure il bilancio d’esercizio può suscitare tra i non addetti ai lavori un certo timore, complice anche la tendenza alla analiticità – più che alla comunicatività – che sembrerebbe accomunare i professionisti della contabilità.

Per fare amicizia con il bilancio d’esercizio occorre investire un minimo di tempo per conoscerlo. I bilanci non sono uguali, anzi, possono tra loro essere ben diversi, indipendentemente dalla realtà societaria che intendono rappresentare e dalla soggettività di coloro che lo redigono. Anzi proprio per distinguere questi fenomeni – le caratteristiche proprie dell’impresa e l’influenza dell’elemento soggettivo del redattore del bilancio – è utile conoscere le diversità tra i bilanci che sono, per così dire, insite nella genetica degli stessi.

a cura di Luca Magnano San Lio
Socio KPMG S.p.A. Dottore commercialista e revisore legale Continua a leggere

Riflessioni in merito alla rappresentanza nelle fondazioni di fatto

Dopo le precedenti riflessioni sulla Rappresentranza di Associazioni e Fondazioni in genere, suscita particolare interesse, per gli operatori del diritto, veder calato l’argomento della rappresentanza nel contesto della delicata fattispecie giuridica delle fondazioni non riconosciute. A tal fine, occorre soffermarsi prioritariamente sui tratti di tale figura, riflettendo, in primo luogo, sulla potenziale ammissibilità della stessa.

di Paolo Guida notaio in Napoli

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La rideterminazione del valore delle partecipazioni societarie – Anno 2019

Con la legge stabilità 2019, art. 1, commi 1053 e 1054, legge 30 dicembre 2018 n. 145 (pubblicata in G.U. n. 302 del 31 dicembre 2018 supplemento ordinario n. 62/L), è stata riproposta la possibilità di affrancamento delle plusvalenze relative a partecipazioni societarie (non negoziate in mercati regolamentari) applicando un’aliquota maggiorata rispetto al passato e differenziata i base alla natura della plusvalenza da affrancare:

  • aliquota del 10% per le partecipazioni non qualificate, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-bis, del Testo unico delle imposte sui redditi DPR. 917/1986;
  • aliquota del 11% per le partecipazioni non qualificate, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c, del Testo unico delle imposte sui redditi DPR. 917/1986.

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Gli aspetti soggettivi della prelazione agraria

La prelazione agraria ha una grande rilevanza nella contrattazione per la compravendita dei fondi agricoli. Nella pratica, infatti, rappresenta il secondo aspetto che deve affrontare chi ha intenzione di acquistare un fondo agricolo (il primo è ovviamente quello delle agevolazioni fiscali).

La disciplina legislativa della prelazione agraria, però, è rimasta sostanzialmente ferma agli anni ’60 e ’70 e del secolo scorso, e non tiene conto della realtà dell’agricoltura italiana, che sta affrontando un passaggio generazionale e, grazie alla nuova disciplina dell’imprenditore agricolo professionale e delle società agricole, sta cercando di acquisire la struttura necessaria per rimanere competitiva in uno scenario economico sempre più globalizzato.

A complicare ulteriormente la situazione, le norme sulla prelazione agraria sono sempre state molto sintetiche, e hanno dato origine a una lunga serie di dubbi interpretativi.

di Paolo Tonalini notaio

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Sulla validità della condizione che subordina la vendita alla concessione del mutuo: nota alla sentenza della Cassazione 11 settembre 2018 n.22046

Il caso: F. agisce innanzi al Tribunale di L. per ottenere il trasferimento della proprietà di un immobile, che il convenuto G. aveva promesso di vendere all’attore con contratto preliminare. Con sentenza n.1791/2004, il Tribunale accoglie la domanda ex art. 2932 c.c.

Il convenuto impugna la sentenza, rilevando la nullità del preliminare perché contenente una condizione meramente potestativa o comunque da considerarsi illecita o impossibile.

La condizione apposta al preliminare prevedeva la stipula dell’atto definitivo solo se il promissario acquirente avesse ottenuto un mutuo necessario per il pagamento del prezzo.

A parer del ricorrente, la condizione era da ritenersi meramente potestativa in quanto la realizzabilità dell’evento era soggetta al mero potere decisionale del promissario acquirente. Inoltre, era evidente sin dall’inizio l’irrealizzabilità dell’evento dedotto in condizione, in quanto, il promissario acquirente, una volta conseguito anticipatamente il possesso del bene in forza del preliminare, non avrebbe più avuto interesse a cooperare per l’avveramento della condizione.

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Sharia e successioni: la decisione della Corte Europea dei diritti dell’uomo (Caso Molla Sali-Grecia)

Una recente sentenza dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo appare di particolare interesse per il caso concreto deciso e per richiamare al notaio il ruolo della detta Corte e gli effetti delle sue pronunce.
Con sentenza del 19 dicembre 2018 nel caso Molla Sali c. Grecia (ricorso n. 20452/14), la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Grecia per aver violato l’articolo 14 della CEDU (divieto di discriminazione), in combinato disposto con l’articolo 1 del Protocollo n. 1 (protezione della proprietà).

di Anselmo Barone e Giovanni Liotta

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Il ritorno dei sindaci

Con il D.Lgs. 12 gennaio 2019 n. 14 (c.d. “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 – Supplemento Ordinario n. 6) sono state significativamente ridotte le soglie oltre le quali scatta l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle Srl e nelle cooperative.

di Lucia Folladori notaio in Settimo Milanese

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