Convegno di Federnotai. Le dichiarazioni anticipate di trattamento

Scelte normative e profili operativi

(Sintesi curata da Clara Trimarchi)

Arrigo Roveda, presidente del Consiglio Notarile di Milano

Il Notaio è sempre più coinvolto nelle problematiche relative al fine vita, soprattutto quando si tratta di persone sole.

La richiesta è trasversale e i notai hanno dato ascolto a queste richieste sviluppando la problematica e la propria ars notaria per scrivere qualcosa che abbia un significato. Il progetto di legge sulle DAT è stato un riconoscimento dell’ars notaria. Continua a leggere

No alla trascrizione senza autentica notarile: la pubblicità immobiliare ha bisogno di certezza

La Corte d’appello di Trieste 1 ha sconfessato la tesi del Tribunale di Pordenone, secondo cui l’accordo di separazione coniugale raggiunto ad esito del procedimento di negoziazione assistita sarebbe trascrivibile senza bisogno di autentica notarile.

Il Tribunale friulano aveva fatto propria questa impostazione in un decreto del 16 marzo 2017, di cui Federnotizie aveva prontamente dato comunicazione (www.federnotizie.it/la-trascrizione-degli-accordi-non-autenticati-tra-errori-di-diritto-e-strumentalizzazioni-mediatiche). Continua a leggere

Il fondo patrimoniale è morto?

  1. Due casi recenti.

Se si guarda all’evoluzione della giurisprudenza sul fondo patrimoniale negli ultimi decenni, si ha l’impressione che tale istituto non risponda più a quell’esigenza di tutela del patrimonio che fino ad oggi ne ha favorito l’applicazione.

Una giurisprudenza costante e tenace ha infatti progressivamente e quasi completamente eroso la portata dell’art. 170 cod. civ., norma che costituisce il principale presidio dei beni del fondo. Al punto che c’è da chiedersi se tale istituto, pensato dal legislatore come baluardo di una minima sicurezza economica familiare, non sia ormai privo di ogni reale efficacia e destinato alla desuetudine. Continua a leggere

L’escrow agreement e il ruolo del notaio

Gabriella Quatraro e Ruben Israel

Sempre più di frequente accade che venga richiesto al notaio, spesso in ragione della sua qualifica di pubblico ufficiale incaricato della stipula di un atto, ma pure di soggetto terzo imparziale e quindi, con attività solo occasionata da una stipula, anche futura, di supportare le parti nell’esecuzione degli accordi tra loro sottoscritti, al precipuo scopo di svolgere una funzione di garante.

Spesso l’attività per la quale si chiede l’intervento del notaio non riguarda nello specifico un atto da lui rogato o che sarà oggetto del suo ministero, ma si affianca in modo però autonomo al contratto principale, seppure a questo connesso. Continua a leggere

Il possesso dei beni ereditari e la rinuncia all’eredità

Ileana Maestroni

Il tema del possesso dei beni ereditari e dei suoi effetti ai fini dell’acquisto dell’eredità, così come delineato nell’art. 485 c.c., sembrava essere di quelli che, dopo essere stati ampiamente e financo esaustivamente trattati dalla “patristica” dei nostri giuristi, non fossero suscettibili di grandi rivoluzioni interpretative, se non per aspetti marginali o fattuali.

Sorprendentemente, invece, la giurisprudenza sembra avere rimesso in discussione proprio le certezze acquisite in occasione di decisioni che, se pure non costituiscono un vero e proprio orientamento, destano peraltro grave preoccupazione. Continua a leggere

Il notariato e le D.A.T.

Rosaria Bono

Il notariato in genere non è in linea di principio favorevole o contrario al testamento biologico, ma si preoccupa di dare risposte il più possibile esaurienti ai cittadini che quotidianamente si rivolgono ai notai.

È un qualcosa che il notaio fa sempre, nella sua quotidiana attività di mediatore culturale tra il mondo del diritto e la vita reale dei cittadini. Ed è un’attività che deve fare anche di fronte ai vuoti legislativi.

In particolare nelle materie a forte valenza sociale come quelle di cui parliamo oggi: le disabilità, la famiglia, il volontariato. Continua a leggere

Intestazione catastale e intestazione reale nella normativa sulla conformità catastale

La ratio della c.d. conformità soggettiva e le conseguenze della difformità. Le ricadute sulla continuità delle trascrizioni relativamente alla trascrizione dell’accettazione di eredità. (*)

di Luca Iberati

La normativa sulla conformità catastale introdotta dal D.L. 31 maggio 2010 n. 78 (1) dopo aver prescritto, a pena di nullità, le menzioni relative alla c.d. conformità oggettiva (2), si rivolge direttamente al notaio richiedendogli, prima della stipula degli atti che ne sono oggetto, di individuare gli intestatari catastali e di verificare la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari.

Questa seconda parte della normativa, che si riferisce a quella che è correntemente denominata “conformità soggettiva”, pone in rapporto da un lato l’”intestazione catastale” e dall’altro i “registri immobiliari” e sembra presupporre che il sistema sia impostato nel senso di una loro diretta corrispondenza e, appunto, conformità. Continua a leggere