Notariato ed efficienza: un costo o un valore? – Tavola rotonda del Convegno del 12 gennaio 2018 (Parte seconda)

Nella seconda parte della tavola rotonda si è affrontato in particolare il tema della ricerca effettuata dai due economisti dell’Istituto Bruno Leoni sull’assistenza dei notai in merito costituzione di società a responsabilità limitata semplificate.

Interviene Luciano Lavecchia il quale inizia il suo intervento con una premessa metodologica: il problema della identificazione del nesso di causalità. Una delle tecniche usate nel mondo della economia per identificare se due fenomeni siano correlati tra loro è quella della “randomizzazione”: si prende una popolazione di riferimento e se ne estrapola un campione in maniera casuale, senza alcuna predeterminazione. Nel caso dello studio relativo alle S.r.l.s. è stato scaricato l’elenco dei notai di Roma e i nominativi, in ordine alfabetico per cognome, sono stati assegnati a due gruppi sulla base di una semplice regola: i numeri pari al gruppo di trattamento, quelli dispari al gruppo di controllo. Poiché l’ordine alfabetico produce effetti analoghi a un’estrazione casuale, si è potuto costituire due insiemi di professionisti del tutto comparabili fra loro, con risultati dal punto di vista statistico affidabili. Inoltre i due team di lavoro a cui sono stati assegnati i due gruppo hanno lavorato tra loro in modo parallelo ma senza scambio di informazioni. La finestra temporale è stata di una settimana.

Ai due gruppi di notai è stata mandata una mail da mittenti fittizi e indirizzi creati per l’occasione, con la tecnica del mystery shopping (vale a dire senza qualificarsi come persone che stessero effettuando un test): al primo gruppo è stata richiesta una costituzione di S.r.l. e al secondo una costituzione di S.r.l. semplificata con richiesta del preventivo.

I risultati sono stati diversi: ai professionisti a cui è stata chiesta la costituzione di S.r.l.s. hanno risposto mediamente in meno rispetto agli altri notai, e precisamente 15 punti percentuali in meno: è ciò è stato considerato normale data la gratuità della prestazione che non fa si che sia una delle priorità dello studio del professionista.

Successivamente sono state confrontate le risposte date per la richiesta di costituzione di S.r.l.s. e in particolare i preventivi forniti, scomputando i costi amministrativi naturalmente necessari, arrivando a valutare se i notai richiedessero o meno un compenso per l’opera svolta. È emerso che circa il 70% dei notai richiedesse qualcosa in più rispetto ai soli costi amministrativi (con una media di circa 193 euro che può corrispondere tendenzialmente al mero costo lavoro). Si conclude sottolineando che probabilmente tale normativa non funziona, ritenendo che sarebbe preferibile lasciare la limitazione di funzioni solo nei casi in cui vi sia un beneficio sociale.

Risponde il notaio Liotta il quale si dice stupito delle conclusioni dello studio: non la richiesta di punire i notai che abbiano eventualmente e indebitamente chiesto onorari non dovuti, ma la sottrazione di competenza ai notai per la costituzione di S.r.l.s; si sottolinea, inoltre, come i notai che abbiano chiesto onorari non dovuti, ove la segnalazione sia giunta in CO.RE.DI., abbiano subito un procedimento disciplinare. Liotta riporta inoltre l’esempio dei medici che operano facendosi pagare dai pazienti cifre (non dovute) eccedenti lo stipendio fornito dalla struttura cui appartengono: la soluzione non sarà quella di far operare gli infermieri, ma di sanzionare il medico che non rispetta le regole.

Viene poi rimarcato che prendere in considerazione solo le risposte ricevute non ha grande valenza dal punto di vista metodologico, in quanto trattandosi di atti per i quali non è dovuto onorario la richiesta di preventivo online non necessita nemmeno di risposta. Ricorda, infine, che la Cassazione ha condannato i notai per negligente dovere di consiglio: in altri termini il notaio, nonostante venga richiesto il suo ufficio per la costituzione di una S.r.l.s., deve al contempo sconsigliare il cliente di tale scelta se essa non è funzionale al raggiungimento dello scopo. Viene inoltre precisato che, secondo quanto richiesto nelle mail inviate dal team dell’Istituto Bruno Leoni, vi era anche la richiesta dei libri contabili, i quali non rientrano nella prestazione gratuita.

Viene data nuovamente la parola al professor Mattei, chiedendogli una sua valutazione sul metodo scelto per lo studio effettuato; il professore risponde con una battuta equiparandone la valenza scientifica allo studio del Doing Business sul quale aveva già espresso forti critiche. Il problema non è poi tanto nel metodo quanto nell’uso che viene fatto dallo studio: non è corretto portare i risultati come delle risultanze oggettive della scienza. In altri termini, studi di tal genere sono generalmente fatti per portare avanti un’ideologia. Concorda poi con il notaio Liotta che il notariato deve farsi carico, ove vi siano percentuali significative, dei comportamenti che non sono all’altezza delle aspettative che derivano dall’alto magistero culturale dei notai. Conclude infine invitando il notariato a studiare per rinnovarsi e per capire quali sono i processi culturali e tecnologici che la società richiede, poiché in tal modo il notariato continua a svolgere un servizio.

Andrea Goldstein sostiene come, in fin dei conti, tutte le classifiche e gli studi siano auto referenziati e, inoltre, fa riferimento alla bassa produttività dell’Italia e della bassa produttività dei professionisti, apprezzando peraltro il notariato che si distingue dalle altre categorie per la sua efficienza tecnologica.

Il professor Roberto Pardolesi definisce il notariato “piattaforma morale” in quanto capace di mantenere un equilibrio tra funzione pubblica e dimensione privata, o, detto in altro modo, tra due mercati differenti quello pubblico e quello privato.

Segue un breve dibattito sull’efficienza del notariato nelle segnalazioni antiriciclaggio rispetto ad altri professionisti e si torna da parte di Carlo Stagnaro a sostenere della possibilità di una verifica “automatica” della certezza del dato. Viene controbattuto che la possibilità di costituzione tramite solo mezzi informatici (uso della chiavetta, per esempio) non comporta alcuna garanzia né delle persone che vengono a formare la compagine sociale né degli altri dati e si richiama la facilità di immettere dati non corretti nei corrispondenti registri imprese tenuti nel sistema anglosassone. Sul punto si rinvia anche all’articolo pubblicato su Federnotizie sulla facilità di iscrivere nuove società nel “Registro Imprese” del Regno Unito.

Stagnaro e Lavecchia pongono il tema dei controlli antiriciclaggio, affermando che nel 2016 le segnalazioni dei notai, rispetto agli altri professionisti, sono scese al 40%, a testimonianza del fatto che anche altri garantiscono i controlli. Sul punto nasce un dibattito acceso e Liotta e Licini chiariscono che nel 2015 (e non nel 2016 come effettivamente ed erroneamente riportato nella propria risposta allo studio pubblicata sulla rivista) le percentuali delle segnalazioni erano del 91%, nel 2016 sono scese al 40% a causa della voluntary disclosure e nel 2017 sono risalite al 88%, a testimonianza che, in considerazione della natura di soggetto imparziale delegato dallo Stato come pubblico ufficiale, la soglia di attenzione del notaio su questo profilo è costante e non legata ad eventi eccezionali (come il caso della voluntary dove la segnalazione del professionista era di fatto “obbligatoria”).

Il notaio Cesare Licini da ultimo illustra in sintesi il progetto di Notarchain e, in particolare il pregio di un sistema dove i nodi sono i notai italiani cosicché il togliere o immettere dati o informazioni dal sistema dipende dal 51% dei notai e nel quale i dati immessi non sono solo certi in senso matematico, ma anche tramite verifiche del contenuto intrinseco del dato.

Seguono alcuni interventi.

Interviene dal pubblico il notaio Arrigo Roveda (Presidente del Consiglio Notarile di Milano) il quale ritiene legittima la domanda di Stagnaro e di Lavecchia sulla necessità/opportunità che i notai non siano i soli titolari della possibilità di costituire S.r.l.s., tuttavia ritiene che la loro provocazione non sia ancora matura. Il notariato non ha problemi quando le sue competenze sono state devolute ad altri soggetti, purché il sistema tenga e porta quale esempio la cancellazione delle ipoteche con la c.d. procedura Bersani. I tempi però non sono maturi in quanto, ad oggi, il sistema del Registro delle IMprese, grazie anche al notariato, costituisce un’eccellenza e funziona. La costituzione peer-to-peer oggi aumenterebbe i costi in quanto andrebbe a minare la certezza del diritto aumentando il tasso di conflittualità con conseguenze negative sull’efficienza.

Successivamente chieda la parola il notaio Enrico Maria Sironi (Consigliere Nazionale del Notariato) il quale è concorde con quanto esposto dal notaio Roveda e ricorda come il vero problema sia non solo il controllo dei dati, ma anche quello dell’eventuale immissione nel sistema nel Registri delle Imprese di dati da parte di categorie che non agiscono nell’ambito di un sistema di leale concorrenza possibile solo a parità di condizioni e di controlli; situazione che non si verifica nell’attuale normativa tra notai e altri soggetti che possono immettere atti costitutivi di società nel sistema. Il notaio Sironi risponde altresì alla questione sollevata durante il dibattito relativa alla modifica legislativa inerente la competenza dell’Antitrust sul potere-dovere di vigilanza dei Consigli notarili: il legislatore non ha fatto altro che prendere atto di un orientamento già consolidato della Corte di Giustizia europea e della Corte di Cassazione. Il notaio Sironi fa un esempio al riguardo: se un Consiglio notarile facesse attività di monitoraggio sulle costituzioni di srls, chiedendo copie degli atti e delle fatture per verificare l’eventuale violazione delle norme, l’Antitrust potrebbe sanzionare tale attività del Consiglio. Carlo Stagnaro replica dicendo che se l’Antitrust intervenisse in questo modo sbaglierebbe.

Interviene il notaio Paolo Broccoli che afferma che un liberale non potrebbe accettare di mettere in concorrenza soggetti che sono sottoposti a regole e controlli diversi. Broccoli ricorda inoltre i danni causati dalla (presunta) liberalizzazione delle vendite auto, rimandando ad uno studio di Federnotai Triveneto sull’aumento dei costi e sul problema delle auto fantasma..

L’ultimo intervento è del notaio di Carmelo Di Marco, il quale ricorda come con l’abolizione delle tariffe si è attuata una redistribuzione del reddito in un momento di recesso economico, si è alterato il rapporto tra costo e valore della prestazione e auspica una sfida intellettuale e politica non in merito ai costi bensì in tema di valore della prestazione del notaio, sul valore creato dall’intervento del notaio.

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Notariato ed efficienza: un costo o un valore? – Tavola rotonda del Convegno del 12 gennaio 2018 (Parte seconda) ultima modifica: 2018-01-15T13:30:22+00:00 da Lodovica De Stefano