Notai, antiriciclaggio, collaborazione e dignità

a cura di Alessandro Torroni

I notai sono pubblici ufficiali che, per delega ricevuta dallo Stato, attribuiscono pubblica fede a operazioni giuridiche realizzate dai privati. È stato detto che il notaio consente l’incontro della volontà delle parti con l’ordinamento giuridico.

I notai fin dall’anno 1985 hanno ricevuto dallo Stato l’incarico di eseguire controlli di natura tecnica, coadiuvando l’attività della pubblica amministrazione.

Dall’anno 1985 è stato previsto l’obbligo di indicare, per dichiarazione della parte alienante, negli atti notarili di trasferimento immobiliare, i provvedimenti edilizi (concessione edilizia, permesso di costruire, condono edilizio in itinere, ecc.) che legittimano una costruzione, con conseguente onere per la categoria di formarsi in un settore del diritto (normativa edilizia) che esulava dalle sue competenze.

Dall’anno 2006 è stato introdotto l’obbligo per le parti di indicare, con dichiarazione giurata, negli atti immobiliari, i mezzi di pagamento del prezzo e la presenza di un mediatore, oltre ai mezzi di pagamento della mediazione.

Dall’anno 2010 è stato previsto l’obbligo di inserire negli atti immobiliari la dichiarazione dell’alienante della conformità dei dati catastali e delle planimetrie depositate in catasto allo stato di fatto dell’unità immobiliare. Inoltre, il notaio deve verificare la conformità soggettiva catastale e garantire la completezza dei passaggi di proprietà nella banca dati catastale.

Il Notariato ha assolto ai nuovi compiti, certamente onerosi per l’istruttoria delle pratiche e per l’organizzazione dello studio, con alto senso di responsabilità verso lo Stato.

Dall’anno 2007 il notaio è stato chiamato ad applicare la normativa antiriciclaggio e quindi a eseguire l’adeguata verifica del cliente, a individuare la sua condizione patrimoniale/reddituale, a procedere all’analisi dei mezzi di pagamento, a valutare eventuali anomalie nell’operazione e a segnalare alla pubblica autorità eventuali operazioni sospette.

Questo nuovo compito ha cambiato radicalmente l’approccio del notaio verso i clienti: se prima di questa normativa il notaio non era tenuto a entrare nel merito dell’operazione, potendo limitarsi a un contributo da tecnico del diritto, con l’applicazione della normativa antiriciclaggio, il notaio deve prestare molta attenzione al profilo economico del cliente e alle ragioni ultime dell’operazione (senza peraltro avere alcuno dei mezzi di indagine a disposizione degli organi inquirenti).

Questo nuovo atteggiamento è stato espresso nell’affermazione: ‘notaio conosci il tuo cliente’.

Il Notariato, come sempre, ha assunto di buon grado il nuovo oneroso compito affidatogli dallo Stato, come emerge dai dati statistici secondo cui la maggior parte delle segnalazioni di operazioni sospette effettuate dai professionisti provengono dai notai.

Dall’anno 2023 la normativa antiriciclaggio è stata profondamente riformata e ai notai viene chiesto di modificare ulteriormente la modalità di approccio all’attività di antiriciclaggio, formando un fascicoletto di studio che contiene un modulo nel quale il cliente dichiara la propria professione, se agisce in proprio o per conto altrui, in caso di ente, chi è la persona fisica titolare effettivo, se la persona è politicamente esposta.

Inoltre, il notaio deve utilizzare un software nel quale inserire alcuni dati per ricevere dal programma l’indicazione se effettuare un’adeguata verifica del cliente semplificata, ordinaria o rafforzata.

Il programma viene compilato da un collaboratore del notaio al momento dell’apertura della pratica quando, di regola, non ci sono particolari elementi di anomalia e quindi è improbabile che segnali un rischio di riciclaggio, mentre è al momento della stipula con i clienti che il notaio è in grado di valutare, soprattutto con la sua capacità di osservazione e il suo intuito (non avendo mezzi di indagine come le banche dati a disposizione delle autorità inquirenti), se l’operazione presenta elementi di sospetto.

Sempre dall’anno 2023 sono partite svariate visite della guardia di finanza negli studi notarili finalizzate a verificare l’attenta applicazione delle nuove procedure di approccio all’attività antiriciclaggio che si concludono sovente con la richiesta al MEF dell’applicazione di sanzioni al notaio ispezionato.

Le violazioni contestate possono consistere anche nella mancata sottoscrizione, da parte del cliente, per mera dimenticanza, di uno dei moduli di cui sopra. Le sanzioni per la mancata segnalazione di operazioni sospette possono arrivare anche oltre il milione di euro!

L’atteggiamento degli organi ispettivi nei confronti del notaio controllato, spesso, è molto lontano da quanto ci si potrebbe aspettare ipotizzando un confronto tra pubblici ufficiali.

Nella categoria notarile sta crescendo un fortissimo malcontento i) per il trattamento ricevuto dai notai in sede ispettiva, ii) per il rischio di subire sanzioni pesantissime assolutamente sproporzionate alle eventuali violazioni e iii) per l’acclarata mancanza di segretezza del nome del notaio che segnala un’operazione sospetta, con i gravi rischi che ne conseguono per la sicurezza sua e della sua famiglia.

In attesa che il vertice della categoria chieda con fermezza agli organi ispettivi il rispetto della dignità dei notai e la revisione di un sistema sanzionatorio veramente spropositato per i notai liberi professionisti (essendo stato previsto per le banche), si formula una semplice proposta.

Esiste un fondo costituito dai notai, e alimentato annualmente, per il risarcimento dei danni provocati dal notaio nell’esercizio della professione ai clienti e non coperti dall’assicurazione obbligatoria professionale (per esempio derivanti da comportamento doloso del notaio).

Si potrebbe utilizzare quel fondo, eventualmente incrementato, come fondo di garanzia per far fronte al pagamento delle sanzioni irrogate ai notai dal MEF per la mancata segnalazione di operazioni sospette, peraltro sulla base di valutazioni discrezionali degli organi inquirenti.

Si tratterebbe di applicare il principio di mutualità proprio della previdenza notarile anche al sistema sanzionatorio attualmente in vigore, assolutamente sproporzionato per la capacità economica del singolo notaio.

Naturalmente la mutualità dovrebbe scattare all’esito di una valutazione della condotta del notaio da parte dell’organo cui compete il potere disciplinare.

In attesa che si ottengano la dovuta considerazione e il dovuto rispetto per una categoria che non ha mai fatto mancare allo Stato la sua collaborazione!


Vuoi ricevere una notifica ogni volta che Federnotizie pubblica un nuovo articolo?

Iscrivendomi, accetto la Privacy Policy di Federnotizie.

Attenzione: ti verrà inviata una e-mail di controllo per confermare la tua iscrizione. Verifica la posta in arrivo (e la cartella Spam) e conferma la tua iscrizione, grazie!