Musica per l’estate: la playlist di Federnotizie

Come da tradizione, anche quest’anno la redazione vuole augurare buone vacanze con leggerezza.

Dopo i consigli di letture, qualche ricetta estiva e l’enigmistica notarile, siamo passati alla musica.

In redazione abbiamo selezionato 20 brani musicali – di diverso genere per soddisfare tutti i gusti – con qualche attinenza con il mondo del notariato.

Troverete canzonette, arie note, musiche con testi irriverenti o più composti, alcune attinenti a storie di cambiamenti di casa, altre a testamenti, altre dedicate a colleghi, altre infine con piccoli richiami al nostro lavoro.

Per tutte c’è un richiamo a noi, a quello che siamo, a quello che facciamo.

A tutti buon ascolto e buone vacanze!

Le didascalie sono a cura del nostro “responsabile scientifico” Matteo Mattioni

Buona sfortuna – Lo Stato Sociale

Spero che ti possa tagliare con un foglio / Mentre firmi per la casa nuova / E che la penna si rompa / E ti sporchi il vestito / Che ti toglie un altro ogni sera”: un incipit davvero fulminante – ma c’è da sperare che il notaio sia assicurato.

 

Il testamento – Fabrizio de Andrè

È il testamento in musica per antonomasia. Irriverente e profondo, caustico e totalmente anarchico, irreligioso eppure carico di ethos. L’ironia lascia presto spazio al lirismo, che a sua volta fa largo alla riflessione esistenziale, fino a culminare in un finale in cui il nichilismo del messaggio stride beffardamente con l’allegria del saltarello che lo accompagna. Ma ogni barlume di speranza, che il cantautore affida soltanto alla musica, si spegne nell’accordo finale, che echeggia sordo con un colpo secco sulla cassa della chitarra: l’immagine del Nulla.

L’ape regina – Vasco Rossi

L’ape regina vola di letto in letto. Prima su quello dell’artista, che perde la testa. Poi su quello del dottore, che perde onore e dignità. Arriva poi sul letto del notaio, facendogli perdere il (meritato) riposo, prima di passare al letto del curato. È evidente che il notaio non ha profuso il dovuto impegno per trattenerla.

Canzone per Sergio – Roberto Vecchioni
Un’intima canzone che il cantautore dedica a suo fratello Sergio, notaio. A tratti criptica e a tratti visionaria, ma sempre lirica, evoca un immaginario familiare e un bagaglio esistenziale che restituiscono all’ascoltatore la personalissima dichiarazione di un amore fraterno complesso e multiforme.

Irene – Pinguini tattici nucleari

Il classico pensiero autocommiserativo del fidanzato mollato: “il futuro che ti potevo dare alla fine è una fregatura, meglio che ti sposi … un notaio” (sinonimo di serenità economica e sociale, tanto per restare nel luogo comune). Il notariato maschile, in ogni caso, attende Irene a braccia aperte.

Signorinella – Achille Togliani

Il ricordo di un antico amore si affaccia nostalgico nel tempo grigio e monotono della maturità: “tu, innamorata e pallida, più non ricami innanzi al tuo telaio; io qui son diventato il buon Don Cesare, porto il mantello a ruota e fo il notaio”. Come a dire: siamo ormai due cariatidi.

Testamento – Franco Battiato

Persino Giorgio Giampiccolo avrebbe fatto fatica a mettere a sistema questo testamento dal contenuto molto atipico, scritto da un altro siciliano illustre. Dopo i due celeberrimi testamenti di De André, ecco quello – assai meno ironico, ma decisamente più cervellotico – di Franco Battiato.

I reduci – Giorgio Gaber

I notai come bersaglio della rabbia iconoclasta sessantottina, insieme con le famiglie, le chiese, le Fiat 128… Una rivolta la cui unica conquista è stata, forse, l’autocoscienza di una generazione di “inutili eroi”.

Notaio Scarabocchio – Nobraino

Storia di un notaio morto in circostanze equivoche, forse “represso del lavoro, oppresso dalla prassi”, e proprio per questo diventato “funambolico in amor”. Contiene un monito non banale circa l’opportunità di fare attenzione alle circostanze in cui si muore, onde non contravvenire – seppure post mortem – al disposto dell’art. 147, comma 1, lett. a), l. not.

Come un sigillo – Franco Battiato

Il celebre versetto dell’Antico Testamento (CC 8,6) suggerisce al cantautore una meditazione fallica, dove sacro e profano si incontrano in un miscuglio che sembra avere assai poco a che vedere col notaio (a parte il sigillo)… E invece, sul più bello, ecco spuntare un chiaro riferimento alla proverbiale funzione antiprocessuale: “pronuncio il tuo nome contro ogni sventura”.

Testamento specifico – Squallor

Il notaio Falcidomonte riceve, per telefono, un singolare testamento a ritmo di tango. Legati strampalati si alternano a lunghi silenzi, che fanno dubitare il notaio della stessa vitalità del testatore. Un notaio che richiama, a tratti, quello della Mazurka di Pupi Avati, interpretato dal mitico Bob Tonelli.

Marcia nuziale – Fabrizio De André

“Matrimoni … di pretesi notai, di falsi professori”: nulla che regga il confronto con le nozze da sogno dei genitori del cantautore, che suona la sua armonica “come un organo da chiesa”.

Mi manchi – Simone Cristicchi

Un trattato della similitudine, in cui il legame tra il cantautore e la persona amata è ricondotto a quello tra il notaio… e la sua penna. C’è forse da domandarsi per chi ci abbia presi.

Les Bourgeois – Jacques Brel

Un valzer sornione di puro gusto francese fa da sfondo a una scanzonata memoria giovanile dell’autore, in cui i notai – che in gruppo, intorno a mezzanotte, sortiscono dall’albergo dei Tre Fagiani – assurgono ad emblema della borghesia, alla quale i tre protagonisti fanno sberleffo porgendo le terga. Ma la vita è una ruota che gira e, qualche anno più tardi, i nostri si ritrovano dall’altra parte, “entre notaires”, vittime del medesimo sberleffo…

E di nuovo cambio casa – Ivano Fossati

Che cosa accade dopo aver comprato una nuova casa? Il cantautore decide di cambiare amore – scelta evidentemente non coperta dalla garanzia per i vizi. Speriamo che non venga evocata la responsabilità civile del notaio!

Gianni Schicchi – Giacomo Puccini

Ego notaro Amantio di Nicolao, civis Florentiae, per voluntatem Buosi Donati scribo hoc testamentum”… Così comincia il più famoso testamento della storia dell’opera, che Gianni Schicchi, sostituendosi fraudolentemente al già defunto Buoso Donati, detta a Messer Amantio gabbando i viscidi parenti del de cuius. E spianandosi la strada per la bolgia dei falsari (Inf. XXX,22-48), dove il Poeta lo immagina rinchiuso (ma quella è tutta un’altra storia).

Così fan tutte – Wolfgang Amadeus Mozart

Dal finto testatore al finto notaio: qui è la serva Despina che, sotto le mentite spoglie del notaio Beccavivi, si presta alla burla architettata da Don Alfonso per provare l’infedeltà di Fiordiligi e Dorabella. Le quali, a poche ore dalla partenza da casa dei legittimi mariti, convolano a nozze con due nobili albanesi appena conosciuti… E il notaio – “pria tossendo, poi sedendo” – dà lettura, “clara voce”, del contratto.

Don Pasquale – Gaetano Donizetti

Un altro indimenticabile finto notaio è Carlotto, cugino del dottore Malatesta, che si presta alla celebre burla ai danni del povero Don Pasquale. Qui l’atto di matrimonio, con tanto di donazione obnuziale, viene dettato direttamente in scena; ma la riuscita dello scherzo è messa a repentaglio dallo zelo del notaro, che – per quanto posticcio – fa rilevare la mancanza del secondo testimone…

Supplique pour être enterré à la plage de Sète – Georges Brassens

Il capolavoro di Brassens è un’ode, carica d’ironia, all’eterno riposo in riva al mare. E, trattandosi di aggiornare il proprio testamento, il cantautore intima al vecchio notaio di temperare la penna e di sfoderare la sua più bella scrittura, per prendere nota di ciò che dovrà farsi del povero testatore, allorché il corpo e l’anima decideranno, di comune accordo, di separarsi.

La casa – Sergio Endrigo

Non servono commenti per la casa immaginaria di Sergio Endrigo, che manca di tutto e di niente. E noi che ci preoccupiamo del certificato di agibilità…!

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Musica per l’estate: la playlist di Federnotizie ultima modifica: 2019-08-09T09:00:15+02:00 da Redazione Federnotizie