L’errore bloccante

Da quando è entrata in vigore la dichiarazione di successione telematica uno spettro si aggira in Danimarca: “l’errore bloccante”.

A cura di Ugo Friedmann

I tecnici SOGEI che hanno creato il modello e la stessa Amministrazione, nel predisporre le istruzioni, ha pensato utile piegare la norma fiscale alle esigenze informatiche creando una serie infinita di “errori bloccanti” che rendono la dichiarazione irricevibile per le più svariate e improbabili tematiche.

Tale esigenza trova evidentemente origine nella presupposta semplificazione del lavoro degli uffici nelle successive fasi di controllo, in backoffice, del documento inviato telematicamente.

Se detto così il motivo appare più che valido e condivisibile, l’applicazione pratica scivola nel grottesco.

Si parta dal fatto (inspiegabile e normativamente inesistente) della necessità che la eventuale dichiarazione sostitutiva (sono state abolite la dichiarazione integrativa e rettificativa) deve essere firmata dal medesimo soggetto che ha firmato la prima dichiarazione (anche se nel frattempo defunto).

Si procede poi con:

  • la mancata corrispondenza dell’ufficio del registro presso cui un testamento è stato registrato;
  • la impossibilità che un esecutore testamentario sia anche legatario;
  • il blocco dovuto al fatto che nel frattempo un dato immobile è stato modificato in catasto;
  • la impossibilità di allegare una rinuncia fatta all’estero perché i dati di registrazione non matchano;
  • il fatto che un allegato non necessario sia in pdf e non in pdfa;
  • la mancanza del codice fiscale di un titolo azionario;
  • la necessità di mettere un valore di un euro anche quando non vi è valore;

e così via perché l’elenco rischia di essere infinito.

La questione veramente incredibile è che il medesimo problema era nato quando venne istituito il modello unico per la trascrizione e chi scrive, con altri colleghi, ingaggiò una battaglia che trovò per fortuna dall’altra parte una funzionaria di grande spessore, la dottoressa Isidoro, che alla fine consentì di ridurre gli errori bloccanti a una piccolissima e sparuta quantità che sta probabilmente nelle dita di una mano.

Il discorso fu che, con gli errori bloccanti, si sarebbe mandato in crisi il sistema e ciò fu ben compreso e accettato.

Così non è per il caso della dichiarazione di successione.

Forse perché, se da un canto si è capito che la pubblicità immobiliare non può essere rallentata per motivi bagatellari, non vi è la medesima sensibilità con riguardo alla dichiarazione di successione.

Ma va qui ricordato e ribadito che se, legittimamente, si presenta una dichiarazione di successione il giorno di scadenza e la stessa viene scartata per un errore bloccante che prescinde da qualsivoglia previsione normativa, il contribuente viene considerato comunque fuori termine e questo fatto da solo giustificherebbe che tutti gli errori in caso di dichiarazione di successione vengano derubricati a “forzabili”.

E’ una battaglia che però richiede che tutti i colleghi segnalino le anomalie e che le stesse vengano così portate alla attenzione della Amministrazione con forza e determinazione.

L’errore bloccante ultima modifica: 2021-06-01T08:30:44+02:00 da Redazione Federnotizie
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