La “Legalità come garanzia del sistema Paese” secondo Cafiero de Raho, Giovanni Salvi e Gennaro Vecchione

Speciale Congresso Nazionale del Notariato 2019 - Federnotizie

 

Prima Tavola Rotonda - Congresso Nazionale del Notariato 2019

La prima tavola rotonda del 54° Congresso Nazionale del Notariato, che si tiene nella cornice della Fortezza da Basso, a Firenze, è dedicata alla “Legalità come garanzia del sistema Paese“. Intervengono Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Salvi, Procuratore Generale di Roma e Gennaro Vecchione, Vice Direttore Generale DIS, Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza. Il Vice Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Gianpaolo Marcoz, ne modera gli interventi. Di seguito riportiamo il resoconto degli interventi.

Giampaolo Marcoz

Il Vice Presidente Marcoz, dopo aver introdotto gli ospiti della tavola rotonda, li ringrazia a nome del Notariato intero.

Prendendo le mosse dall’intervista (trasmessa nei minuti precedenti) del notaio Giulio Biino al giornalista Paolo Borrometi, vicedirettore dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italia), Marcoz sottolinea come i notai, nella loro vita quotidiana, assicurino la legalità attraverso l’identificazione delle parti, l’adeguamento delle loro volontà, l’attività di segnalazione ai sensi della normativa antiriciclaggio, l’adempimento degli oneri fiscali relativi ai propri atti, l’aggiornamento dei pubblici registri.

Marcoz dà quindi il via alla tavola rotonda chiedendo agli ospiti quale esperienza e quale percezione abbiano del ruolo del notaio nel sistema economico italiano.

Federico Cafiero de Raho

Cafiero de Rahoprende le mosse da come l’esperienza insegni che l’illegalità può albergare ovunque. Nell’ambito delle funzioni svolte in qualità diProcuratore della Repubblica, Cafiero de Raho ha potuto osservare che la realtà mafiosa è quella che più determina un allontanamento dell’intero sistema socio-economico dalla legalità. La mafia oggi si occupa di affari, più che non – come in passato – di controllo territoriale.

Anche i professionisti,purtroppo, operano talvolta a fianco delle mafie, favorendo intestazioni fittizie di beni, fughe di informazioni giudiziarie, ecc. Ebbene, in questo contesto, i notai hanno un grandissimo compito, al quale il sistema non può rinunciare:la costituzione di una società di capitali non può essere un fatto meramente privato, gestito dai privati; al contrario, la legalità delle costituzioni deve essere assicurata dall’intervento del pubblico ufficiale.

L’importanza del notaio deriva dal fatto che il notaio…vive l’atto. Per l’esperienza che ha nell’esercizio dei compiti che gli sono affidati, il notaio riesce a comprendere profondamente i comportamenti delle parti e il significato dell’atto che esse lo incaricano di compiere. Dalla sensibilità del notaio nascono le molte segnalazioni antiriciclaggio effettuate dalla categoria: dal modo in cui le parti hanno parlato, dalla loro contiguità sociale con circuiti illegali, ecc.

Forte di questa sensibilità preziosissima, il notaio deve anche avereil coraggio di dire “no”: un coraggio è il prodotto della formazione del notariato e un portato della sua funzione nel sistema.

Giovanni Salvi

Il Procuratore Salvi ricorda che l’importanza del ruolo del notaio non è solo nella segnalazione delle operazioni sospette, ma anche nell’assicurare la certezza della identità dei soggetti che partecipano al perfezionamento dell’atto notarile.

La garanzia della presenza del notaio è, poi, tanto più importante in un sistema giuridico come il nostro nel quale la responsabilità connessa alla falsità delle attestazioni rese è inferiore rispetto a quanto accade negli ordinamenti giuridici anglosassoni.

Basti al riguardo pensare alla possibilità, per l’imputato nel sistema procedimentale italiano, di rendere dichiarazioni anche false, mentre nel sistema processuale anglosassone all’imputato non è consentito mentire ed è tenuto a dire la verità o, al massimo, può solo rifiutarsi di rispondere.

Sotto questa prospettiva occorre affrontare anche la questione della evoluzione tecnologica e dell’accesso ai dati attendibili. Appare in materia indispensabile il ruolo del notaio quale garante della accessibilità a dati attendibili.

Occorre, poi, ribadire che la legalità è, soprattutto, la possibilità di ricorrere al giudice per vedersi riconoscere i propri diritti in tempi ragionevoli anche nelle controversie del quotidiano di ogni persona. Se questo manca, non è possibile rendere credibile lo sforzo di diffondere una cultura della legalità.

Gennaro Vecchione

Il Direttore Vecchione esprime apprezzamento per il titolo scelto per il congresso chiarendo che solo la legalità consente una corretta crescita economica.Ricorda poi che la evoluzione tecnologica non è priva di risvolti negativi e di minacce per la sicurezza.

Sempre maggiori sono i tentativi di attacchi informatici anche internazionali all’interesse nazionale.Occorre, quindi, che l’evoluzione tecnologica sia sempre accompagnata dalla creazione di strutture di protezione adeguate, pur nella consapevolezza che il rischio zero non esiste.

Anche nell’ambito della costituzione delle società non si può pensare di avere una disintermediazione totale e una assenza assoluta di controllo umano.Occorre, in particolare, mantenere fermo il controllo notarile sulla identità degli operatori economici e dei soggetti che costituiscono una società.

Occorre, poi, avere strumenti che garantiscano la possibilità di reagire prontamente agli attacchi informatici anche in ambito di spionaggio industriale ove si moltiplicano i tentativi di acquisire indebitamente informazioni riservate al fine di eliminare dal mercato e dalla competizione internazionale le aziende concorrenti.

Giampaolo Marcoz

Riprende la parola il moderatore Marcoz, evocando il pericolo – già emerso nella realtà pratica – che l’innovazione tecnologica e la disintermediazione creano con riferimento alla legalità del sistema economico. Certe scelte di semplificazione generalizzata, finalizzata solo all’ottimizzazione dei costi e alla riduzione dei tempi, possono avere un costo molto alto per la collettività.

Noi, come notai e cittadini, non vogliamo un Registro delle Imprese che abbia per modello quello anglosassone, che viene alimentato senza alcun controllo dei dati immessi. Noi, al contrario, abbiamo la necessità che il controllo vi sia, perché siamo convinti che la certezza dei dati sia una ricchezza assoluta.

Purtroppo, però, allo stato attuale questa certezza è in pericolo. Blockchain ha alla base l’idea della assenza di controlli: un dato vale in quanto immesso nel sistema, a prescindere dalla verifica sostanziale della sua correttezza.

Marcoz chiede quindi agli ospiti se percepiscano un reale pericolo di fronte a questa linea evolutiva, con particolare riferimento al sistema italiano, che è tra i migliori del mondo dal punto di vista della certezza e della legalità.

Federico Cafiero de Raho

Il Procuratore Nazionale Antimafia sottolinea che questa preoccupazione tocca tutti. Il “sistema Europa” presenta due velocità: una, molto maggiore, è quella della liberalizzazione delle attività economiche, della velocizzazione degli scambi; la seconda è quella dell’esigenza di legalità che si esplica attraverso i controlli. La differenza tra queste due velocità crea, evidentemente, un pericolo preoccupante.

Un esempio di ciò è costituito dalle direttive sulla costituzione on line delle società di capitali: direttive che presentano certamente una sensibilità per le esigenze di controllo pubblicistico. Tuttavia,mentre da un lato si vuole velocizzare al massimo i sistemi di costituzione delle persone giuridiche, dall’altro si lascia ai singoli Stati il compito di intervenire al fine di evitare che la costituzione veloce possa far proliferare soggetti illegali. Ciascuno Stato, dunque, è libero di scegliere il mezzo da adottare per attuare questi controlli: il che equivale a dire che ciascuno Stato è libero di scegliere il livello di efficacia dei controlli.

Per quanto riguarda l’Italia, non si può certamente soprassedere all’identificazione personale delle persone fisiche: occorre che ad un soggetto si faccia carico di tale verifica. In questo senso, è anche auspicabile l’implementazione di un registro centralizzato del titolare effettivo: bisogna sempre sapere chi c’è dietro ad una persona giuridica.

Questo e altri presidi servono a rendere il mercato trasparente: informato cioè alle regole della verità e della correttezza. Le regole, inoltre, devono essere conformi alle aspettative dei cittadini di un determinato Paese e alla sua realtà concreta. Le regole sulla repressione delle mafie devono tener conto di come le mafie operano in concreto nel nostro paese; allo stesso modo, le regole sulla certezza dei dati immessi nei pubblici registri devono essere conformi all’aspettativa di certezza che hanno i cittadini: aspettativa che, in Italia, è quella della totale affidabilità.

La cultura italiana non è solo quella dell’economia, ma anche quella delle tradizioni: il notaio è perno non solo dell’efficienza economica, ma pure della tradizione sociale del nostro Paese. Dobbiamo quindi essere capaci, come professionisti e come cittadini, di resistere a spinte come quelle – provenienti dagli operatori economici – nel senso della massima semplificazione senza controlli.La legalità è il presupposto dello sviluppo, del progresso, perché solo nella legalità vi è concorrenza alla pari.

Se ciascuno di noi si lascia guidare dalla coscienza del bene, il cambiamento andrà non solo nel senso della maggiore ricchezza economica, ma pure in quello della cultura e del miglioramento del vivere comune.

Giovanni Salvi

Il Procuratore Salvi ritiene che sia ormai finita la “ubriacatura” per il mito della deregolamentazione di ogni costo e di ogni rapporto e che ci sia ora maggiore consapevolezza che non è questa la strada per garantire uno sviluppo economico sostenibile.

In relazione alla direttiva UE relativa alla costituzione delle società online occorre, poi, essere consapevoli che gli stati nazionali hanno la possibilità di intervenire con la normativa di adeguamento per adattare le istanze di fondo della direttiva alle esigenze nazionali peculiari di ogni Paese.

In particolare occorre che il legislatore nazionale italiano non rinunci a ribadire la necessità di una identificazione reale ed attendibile dei soggetti che intervengono nella costituzione di una nuova società.Nella direttiva vi sono, infatti, spazi per inserire il controllo notarile in tutti i profili della costituzione della società.

Salvi sottolinea, poi, che la diffusione della cultura della legalità necessita anche uno sforzo da parte della magistratura.Occorrono orientamenti giurisprudenziali stabili e che non vi siano troppo facili e frequenti cambi di orientamento.Solo un quadro di certezza e di prevedibilità giuridica può garantire la cultura della legalità.

Occorre non solo una normativa stabile e coerente, ma anche orientamenti giurisprudenziali stabili e coerenti. A tal fine la Corte di cassazione sta elaborando un sistema che sia in grado di individuare le materie in cui siano necessarie decisioni autorevoli e stabili che non possano essere rimesse in discussione con facilità.

Saldi orientamenti giurisprudenziali avrebbero anche l’effetto di ridurre il contenzioso nella giurisdizione di merito. Quando vi è certezza che una certa pretesa giuridica è in contrasto con un orientamento giurisprudenziale stabile ogni iniziativa processuale meramente velleitaria viene scoraggiata.

Un quadro di riferimento giurisprudenziale chiaro consente anche agli operatori economici di sapere con chiarezza quello che si può fare e quello che non si può fare. La prevedibilità delle conseguenze dell’agire dell’imprenditore fa anche sì che sia più facile attrarre gli investimenti degli operatori esteri.Al contrario, un quadro di riferimento giurisprudenziale incerto lascia spazio a furbizie ed incertezze e diventa un ostacolo allo sviluppo economico.

Gennaro Vecchione

Il Direttore Vecchione chiarisce che la semplificazione è un fatto auspicabile, ma occorre comunque tenere conto della complessità della vita di una impresa.

Occorre, pertanto, mantenere fermi alcuni capisaldi perché la semplificazione, quando va a discapito della legalità, non è fattore di attrazione per le imprese e gli investimenti ma, al contrario, diventa fattore idoneo a scoraggiarli.

Giampaolo Marcoz

Il Vice Presidente Marcoz conclude la tavola rotonda riprendendo il messaggio di speranza e di ottimismo del Direttore Vecchione, e accoglie a nome di tuto il Notariato la sfida di riuscire a bilanciare l’evoluzione tecnologica coi controlli, impegnandosi a restare caposaldo della legalità a favore della parte buona del Paese.

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La “Legalità come garanzia del sistema Paese” secondo Cafiero de Raho, Giovanni Salvi e Gennaro Vecchione ultima modifica: 2019-11-08T13:01:38+01:00 da Matteo Mattioni