Il concorso notarile: tra sogno e sacrificio. Un video tra commedia e realtà.

Nella scorsa primavera l’associazione NotarAct, nell’ambito delle celebrazioni per il 70° anno della Repubblica Italiana, ha promosso il Concorso NotarCiak  per cortometraggi, quale nuova sfida per raccontare il notariato.

Ha vinto il corto “Da grande” di Anna Chiara Sabatino, è stato invece assegnato  il premio originalità al video  “Il principio del consenso traslativo” di Giuseppe Pietro Tornatore, nipote del celeberrimo regista.

Proprio dalla freschezza e dall’originalità di quest’ultimo video (non vincitore) vogliamo provare a ripartire per un nuovo esercizio di storytelling che racconti la storia del notaio.

Federnotai e la redazione di Federnotizie da tempo sono convinti (ndr: v. il progetto #ionotaio) che la comunicazione del notariato dovrebbe fare il coraggioso e difficile tentativo di raccontare l’universo notarile in modo non autoreferenziale né tecnico, ma con l’ironia e la leggerezza che muovono dall’interpretazione dei problemi del sentire comune.

Abbiamo intervistato il regista Giuseppe Pietro Tornatore che con poche battute ci ha consegnato il segreto per una comunicazione efficace: fantasia, libertà di pensiero e ironia uniti agli spunti offerti dalla vita reale e ai problemi della gente comune, il tutto reinterpretato nella chiave della commedia. Sorridere, invitando il pubblico a sentirsi partecipe.

Come è nata l’idea di questo cortometraggio?

Un amico mi segnalò il bando di Notaract. Appena saputo del bando, con un amico sceneggiatore cominciammo a interrogarci su “come” raccontare la figura, per certi versi complessa, del notaio.

La tematica proposta dal bando era “Il concorso notarile: tra sogno e sacrificio”.

Ci siamo resi conto che l’unico modo per realizzare un video sull’argomento era interpretare la figura del praticante notaio in modo ironico e leggero, senza addentrarsi in dettagli tecnici.

L’idea era quella di fondere fantasia, cinematografia e libertà di pensiero, senza vincolarsi troppo alla professione.

A seguito della collaborazione con un notaio che ci ha consigliato i testi da consultare e con una praticante notaio, sono stati inseriti i dialoghi che richiamano un linguaggio giuridico per certi versi da considerarsi abbastanza astruso.

Con poco tempo a disposizione non era possibile diventare dei tecnici del diritto e abbiamo sopperito alla mancanza di conoscenza con la freschezza della commedia.

A tuo avviso, c’è spazio per reinventare e raccontare in modo nuovo la figura del notaio?

Il tema è difficile e ci vorrebbe uno studio più approfondito. Documentandoci, ci siamo resi conto di quante siano le sfaccettature della vostra professione che certamente potrebbero dar vita a  storie diverse.

La figura del notaio è complessa e si pone spesso al centro di situazioni anche tragicomiche che si potrebbe provare a raccontare, basti pensare, per esempio, al tema dell’eredità.

C’è nel tuo futuro la regia di un film?

Questa avventura è stata per me una sfida. Oggi faccio il montatore, ma in futuro vorrei fare il regista a tempo pieno. E’ quello il mio mondo.

Secondo me – con fondi a disposizione – c’è grande spazio anche per un film sulla figura del notaio talora chiamato a risolvere e a mediare situazioni delicate. Opterei comunque sempre per l’interpretazione del ruolo del notaio nella chiave della commedia.


Chi è Giuseppe Pietro Tornatore?

Giuseppe Pietro Tornatore nasce a Palermo il 03/02/1985, ma vive a Roma dal 1995.

Nel 2010 consegue la laurea specialistica presso il Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma (con una tesi sul cinema di Stanley Kubrick). Sempre nel 2010 viene ammesso a frequentare il corso di montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma per il triennio 2010-2012.

Durante questo periodo monta numerosi cortometraggi (fra cui L’arte del fai da te e Ci vuole un fisico di Alessandro Tamburini), due documentari (All’ombra del gigante, di Adriano Cutraro e Mirko Melchiorre e Io padre, mio padre, diretto insieme a Ciro Zecca) e un film opera prima (La terra e il vento, di Sebastian Maulucci). Nel 2012 effettua uno stage sul film di Marco Bellocchio, Bella addormentata, sempre al montaggio. Nel 2013 è coautore del montaggio del docu-film 1893. L’inchiesta, di Nella Condorelli.

Nel 2014 lavora presso l’emittente televisiva La7 come montatore. Nel 2015 porta a termine il suo progetto Myself, un cortometraggio da lui scritto, interpretato, montato e diretto.

G.P. Tornatore è convinto che sia possibile – partendo dal racconto e dalla commedia – comunicare al grande pubblico i mille aspetti della difficile attività notarile… proviamo a raccogliere l’invito?

Ecco il video:


Vuoi ricevere una notifica ogni volta che Federnotizie pubblica un nuovo articolo?

Iscrivendomi, accetto la Privacy Policy di Federnotizie.

Attenzione: ti verrà inviata una e-mail di controllo per confermare la tua iscrizione. Verifica la posta in arrivo (e la cartella Spam) e conferma la tua iscrizione, grazie!