Guida per le vacanze, i consigli di Federnotizie

E’ giunto il momento di prendere qualche giorno di vacanza, dopo un anno particolarmente difficile per tutti.

Dopo i consigli di letture, qualche ricetta estiva, l’enigmistica notarile, e la nostra playlist, quest’anno vi proponiamo una piccola guida turistica con qualche suggerimento per alcuni luoghi italiani da visitare la cui storia si intreccia in qualche modo al mondo del Notariato.

Troverete posti in tutta Italia, alcuni segnalati per la funzione, collegata alla nostra attività quotidiana, altri per il rilievo storico, artistico, addirittura enogastronomico.

Certamente non sarà una guida esaustiva (l’Italia è infinitamente ricca di luoghi meravigliosi da visitare che hanno un collegamento con il notariato) e fin da ora chiediamo scusa per le dimenticanze.

Speriamo che questi luoghi possano emozionarvi, che questa “guida” possa farvi venire voglia di visitarne uno se, per caso, in queste vacanze, che il particolare periodo ci raccomanda essere soprattutto italiane, vi trovate a poca distanza.

A tutti voi buone vacanze!


1) Archivio notarile storico di Pieve di Cento (Bologna)

L’archivio, di epoca seicentesca, all’interno del palazzo Comunale, ha il soffitto a volta decorato e contiene gli atti ricevuti dai notai attivi a Pieve di Cento tra il 1458 e il 1795.

E’ un bene culturale di straordinaria importanza sia perché costituisce testimonianza del patrimonio storico e artistico del territorio, sia perché rappresenta uno dei pochissimi casi in Italia di archivio notarile conservato nel luogo di origine.

Ogni notaio aveva a disposizione un proprio spazio assegnato e connotato anche graficamente con nome e simboli nelle ante esterne degli armadi talvolta ripresi nel dorso della rilegatura degli atti.

Degna di rilievo è anche la cassetta dei “Testamenta secreta”, nella quale venivano depositati e custoditi con sigillo in ceralacca i testamenti che dovevano restare segreti.

2) Cappella dei notai – Verona

Conosciuta anche come Cappella Giusti, si trova all’interno del Palazzo della Ragione. La sua costruzione venne commissionata dal Collegio dei Notai e la fine dei lavori si colloca attorno al 1419.

La cappella è dedicata a San Zeno, Patrono di Verona e a San Daniele, il Patrono dei Notai per l’appunto.

La Cappella dei Notai è a pianta quadrangolare ed è composta da quattro locali comunicanti tra loro decorati con bellissimi dipinti a muro, su tela, e adornati da intagli in legno di squisita manifattura che rendono l’insieme molto armonioso.

Le scene dipinte sono legate soprattutto alla vita dei santi cui è dedicata la Cappella, ma si rinvengono anche raffigurazioni legate al tema della Giustizia e della Salvezza, presenti nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.

3) Museo Camillo Leone – Vercelli

«Con tutto il rimanente del mio patrimonio, cioè: case, beni, carte-valori, denari ecc…, non che tutte quante le mie raccolte di oggetti antichi di qualunque specie e natura esistenti nei due piani di mia casa di abitazione prospiciente la via della Torre, intendo e voglio che venga eretto in questa mia città natale un Museo che porti il nome di mia famiglia: quale Museo non potrà mai per qualunque sia motivo o circostanza né trasportarsi, né alienarsi…»

Camillo Leone, notaio di Vercelli nato nel 1830, all’età di 46 anni smette di lavorare come notaio e si dedica al collezionismo. Si tratta di una passione che comprende opere difficilmente etichettabili.

Il museo presenta infatti pezzi di valore archeologico, numismatico, libri e dipinti.

4) Chiesa della Purità dei notai – Napoli

Il notaio Aniello Capestrice ne volle fare “un ritiro per sette figliuole di notari napolitani da eleggersi a sorte”.

Nel 1863 il numero delle ospitate era cresciuto “a nove oblate, due educande e quattro converse”.

La Chiesa, dedicata a Santa Maria della Purità, era una cappella privata fondata tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

All’interno si rinvengono tele raffiguranti San Michele, Sant’Andrea e l’adorazione dei Magi.

Ai lati dell’ingresso sono collocati un crocifisso e un “Ecce Homo”.

5) Sala dei notai – Perugia

La Sala dei Notari, originariamente destinata alle assemblee popolari del libero comune, dopo il 1582 diventò sede della potente Arte dei Notai.

Degli affreschi originari risalenti al XIII-XIV Secolo restano solo pochi brani. Le pareti della Sala sono state infatti ridipinte o integrate da Matteo Tassi con leggende, favole e storie della Bibbia nonché stemmi tra cui quelli di capitani del popolo e podestà.

Peccato per la fila di sedute blu che onestamente stona con l’ambiente!

6) Lentini – città natale di Jacopo da Lentini notaio

«Jacobus de Lentini domini imperatoris notarius»: così si firma in un documento messinese del 1240 il funzionario della corte di Federico II che poi Dante citerà come il “Notaro” per antonomasia nella Divina Commedia nel Canto XXIV del Purgatorio, 56.

Si suppone che abbia frequentato l’Università di Napoli fondata da Federico II di Svevia nel 1224. Oltre a essere notaio, Jacopo da Lentini era anche un importante poeta.

A lui si attribuiscono varie canzoni e 22 sonetti (Jacopo infatti è generalmente considerato l’inventore di tale forma metrica), alcuni dei quali in “tenzone”.

E’ considerato il “caposcuola” dei rimatori della scuola poetica siciliana. Nel De vulgari eloquentia è citato per una sua canzone, considerata un esempio di uno stile limpido e ornato.

Nella città di Lentini merita una visita la ex Cattedrale Santa Maria la Cava e Sant’Alfio, Filadelfio e Cirino (XVIII sec.).

La chiesa in stile barocco fu edificata alla fine del 1600, presenta un impianto a tre navate, con facciata settecentesca a tre ordini.

All’interno sono di particolare interesse: l’icona bizantina della Madonna “del Castello” del XII secolo, i sepolcri dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino e alcune tele del XVII e XVIII secolo. Visitate anche la sagrestia ove si trova un armadio in legno intarsiato raffigurante le sante Tecla e Giustina.

7) Cantine del notaio – Rionero in Vulture (PZ)

Dopo tante meraviglie architettoniche pensiamo anche ai piaceri enogastronomici, ed in particolare alle degustazioni di vino.

Il Notaio Consalvo Giura Trabocchetti fu nominato Notaio in Rionero in Vulture ed il 4 giugno 1959 inizia l’attività.
E’ stato, tra l’altro Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Potenza, Lagonegro e Melfi.

Ha ricoperto per vari anni il ruolo di Consigliere della Cassa Nazionale del Notariato.

Nell’azienda del figlio si producono vini dal nome inequivocabile: il Repertorio, La Postilla, l’Atto, il Sigillo, tutti eccellenti e che non possono mancare nella cantina di un notaio.

8) Farm Cultural Park – Favara (AG)

Il collega Andrea Bertoli ha dato vita a quest’iniziativa (di cui abbiamo paralto in una recente intervista) con l’obiettivo di recuperare il centro storico di Favara e trasformare il paese in attrazione turistica.

Prima di FARM Favara era un piccolo centro rurale con uno straordinario centro storico abbandonato. FARM che è stato definito “un acceleratore di particelle culturali” ha trasformato i Sette Cortili in una galleria d’arte, in residenze d’artista, in luoghi dove il cibo diventa cultura del territorio.

Ci sono spazi per stare insieme, per abitare, sale per conferenze e concerti, un giardino segreto e un tetto “commestibile”. Tutto da scoprire.

9) Santuario di Monte Berico – Vicenza

La costruzione della prima chiesa è collegata a due apparizioni della Madonna sul Monte Berico il 7 marzo 1426, ad una contadina di Sovizzo di nome Vincenza Pasini, durante una grave epidemia di peste; in queste apparizioni la Madonna avrebbe chiesto la costruzione di una chiesa a lei dedicata.

Secondo la tradizione popolare la Madonna avrebbe pronunciato queste parole: “Non temere Vincenza. Sono la Madre di Gesù morto in croce per la salvezza degli uomini. Va’ e avvisa i Vicentini che io voglio in questo luogo una Chiesa consacrata al mio nome; solo allora saranno liberati dal flagello che li percuote. Dirai al popolo i miei comandi: se non obbediranno, non cesserà la peste“.

Dirai inoltre che tutti coloro i quali visiteranno questa Chiesa nelle Feste a Me dedicate e nella prima domenica di ogni mese, avranno grazie abbondanti, e riceveranno la mia benedizione materna.

La Chiesa fu costruita in soli tre mesi. Man mano che l’opera cresceva la virulenza della peste andava scemando al punto che quando arrivarono al tetto, la malattia era stata completamente sconfitta.

Nel 1430 fu dato incarico al giureconsulto Giovanni Da Porto e al successore Luigi Da Porto che condusse il processo e preparò l’atto notarile di 16 pagine, autenticato da 3 notai custodito nella Biblioteca Bertoliana di Vicenza.

10) Palazzo dei notai – Bologna

L’edificio venne costruito a partire dal 1381 dalla Società dei Notai allo scopo di farne la propria sede.

Fra i reggitori della città di Bologna c’era il giurista Rolandino de’ Passeggieri, un autentico “padre della patria”. Rolandino, che era notaio, pensò di organizzare la professione in una Corporazione autonoma, con una propria disciplina, allo scopo di tutelare la dignità e garantire meglio i delicati interessi che erano affidati ai notai.

11) Casa Museo D’Oro Lambertenghi – Tirano (SO)

Palazzo Lambertenghi è una casa-torre ed è stato acquistato nel 1881 dal notaio Giuseppe Lambertenghi.

Il palazzo, di origine quattrocentesca, si trova nel centro storico di Tirano ed ospita una collezione di mobili e oggetti appartenenti alla famiglia che tuttora lo abita.

I piani visitabili sono due: al piano terra troviamo un salone con volta ad ala di pipistrello, la cucina, la sala da pranzo, una pregevole stüa del ‘500 (detta “delle colonne”) con soffitto in legno settecentesco a “rocaille” e uno studio; al primo piano si trovano le camere da letto.

Di fronte all’ingresso del palazzo, oltre la strada, ci sono il giardino e la vecchia casera. All’esterno, sono ancora visibili le merlature ghibelline dell’antica struttura.

Vincenzo D’Oro Lambertenghi, appassionato d’arte, insieme alla moglie, ha curato per lunghi anni il restauro del palazzo, che oggi è anche un B&B.

12) Villa della Porta Bozzolo – Casalzuigo (VA)

La villa risale alla seconda metà del Cinquecento quando il notaio Giroldino Della Porta acquistò a Casalzuigno una vasta estensione di terreno per realizzarvi una dimora signorile.

Indimenticabile lo scenografico giardino all’italiana con scale, fontane, giochi d’acqua e un’edicola affrescata.

Dal 1989 il complesso è stato donato quasi interamente al FAI, che ha realizzato tutti gli interventi necessari per permetterne l’agibilità e l’apertura al pubblico. Sono state restaurate le facciate, sono stati recuperati i rustici, alcuni dei quali attualmente sono destinati a spazi espositivi o adatti per manifestazioni e ricevimenti.

13) Palazzo dell’arte dei Giudici e dei notai – Firenze

Il palazzo, sede della corporazione dalla quale prende il nome, risale alla prima metà del Trecento.

Il periodo di formazione degli aspiranti notai era (non diversamente da oggi) molto lungo e difficoltoso; infatti dovevano frequentare i corsi universitari, oppure quelli dello Studio fiorentino, dove non solo veniva insegnato diritto e giurisprudenza, ma anche grammatica e lingua latina, che erano materie necessarie per la redazione degli atti pubblici: il livello di apprendimento era poi esaminato da una commissione composta da quattro notai durante il primo dei tre esami previsti per l’ammissione alla corporazione.

Il secondo esame doveva essere sostenuto davanti ai consoli dell’Arte; infine il terzo esame, sempre pubblico, accertava definitivamente il possesso dei requisiti necessari all’esercizio della professione, verificando sia la conoscenza delle norme contenute nel Formulario (un Lovato Avanzini dell’epoca), che quella della lingua volgare. L’ultima prova era sostenuta davanti ad collegio composto da otto membri della corporazione e se il giudizio era positivo, il candidato poteva finalmente prestare giuramento ed essere iscritto.

Il lavoro del notaio veniva spesso svolto in casa, in una stanza destinata all’esercizio della professione; alcuni invece avevano una vera e propria bottega, preferibilmente in centro.

Gli onorari venivano pagati in denaro o in natura, spesso sotto forma di alimenti o cacciagione.

14) Piazza Notar Domenico – Gravina in Puglia (BA)

Notar Domenico nacque intorno al 1310 a Gravina.

Sebbene il suo nome non sia arrivato a noi per atti da lui rogati, di cui non v’è traccia, di lui è noto l’attivismo politico negli anni 1333-1350, quale partigiano degli Ungheresi, rivendicatore dell’uccisione del Duca Andrea d’Ungheria (1327/1345), per questo costretto a fuggire dalla sua città natia, nonché sua sede notarile, per rifugiarsi a Bitonto, da cui continuò a narrare fatti di cronaca dimorando presso alcune proprietà che il Re d’Ungheria stesso gli fece dare come ricompensa per i beni perduti a Gravina e per la fedeltà dimostrata al suo Regno.

Lo si ricorda nella sua Gravina, in cui si trova l’omonima Piazza.

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Guida per le vacanze, i consigli di Federnotizie ultima modifica: 2020-08-07T08:15:25+02:00 da Redazione Federnotizie
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