Fenomenologia della comunicazione – segue


Barnum e L'Acrobata

Taccuino estemporaneo
di aspirazioni ispirate
ovvero di ispirate aspirazioni

per illusionisti giocolieri e saltimbanchi

Continua, continua…continua a suonare

Si può fare comunicazione per la/e categoria/e?

Attraverso l’arte divulgativa del comunicare, si può rendere indispensabile, o almeno utile, quello che non lo è?

E, al contrario, si può rendere inutile o pericoloso, quello che è utile ed efficace?

Vi sono esempi, purtroppo verificati dai non addetti solo ex post, di raffinate strategie della comunicazione che sono riuscite a creare e ad imporre un bisogno che, senza questa stimolazione, non ci sarebbe mai stato.

Quando ho iniziato ad occuparmi di comunicazione, per gioco, da venditore di articoli sportivi, ricordo la circostanza, incredibile, che capitò alla signora che, volendo acquistare un pullover che non poteva permettersi, ruppe gli indugi e si indebitò irreparabilmente acquistandone due, dopo la mia osservazione “e certo, signora, è molto caro, non lo compri, non sono prodotti per metalmeccanici”. La signora era coniuge, in comunione legale, di un metalmeccanico, con due figli: una famiglia monoreddito.

Ci possono stare tecniche di seduzione, per farsi piacere, anche coltivando la più spocchiosa antipatia, a volte.

Esiste, anche, una forma di comunicazione spontanea che, senza una strategia condivisa, seduce facilmente le masse; una sorta di semina del discredito, inconsapevole,  nei confronti di categorie che passano, rivoluzionariamente, dal suscitare rispetto reverenziale a provocare l’odio astioso. Basta una scintilla, poi, per provocare la rivoluzione e la categoria, fino a ieri amata, o almeno stimata o temuta, diviene odiata, malevolmente invidiata: l’ammirazione si muta in gelosa avversione.

Emblematico il lancio delle monete contro Benedetto detto Bettino, all’uscita del Raphael.

In questi casi non esiste un disegno strategico e chi se lo volesse attribuire, dopo il verificarsi degli effetti, non è che un mistificatore, ma non per questo un cattivo comunicatore…anzi.

Non sempre una comunicazione efficace è basata sull’inganno ma, se ci fate caso, per avere successo, ha bisogno di una rappresentazione geniale della realtà.

Il Notariato, in tutto questo?

Da un lato protagonista e dall’altro vittima di situazioni che, se non vengono trattate con una rappresentazione geniale della realtà, possono risultare poco efficaci nel primo caso e… letali nel secondo.

notardilizia

Un sentito ringraziamento per l’ispirazione
ad Alberto Losasso
(voglio aiutarvi: è il nome, in italiano, di Albert Einstein)
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Fenomenologia della comunicazione – segue ultima modifica: 2015-01-12T17:15:42+02:00 da Antonio di Lizia