Costituzione fondo patrimoniale e sottrazione fraudolenta di beni al fisco

Corte di Cassazione, Sentenza n. 9154 del 4 marzo 2016. Gli atti posti in essere al fine di rendere anche solo parzialmente inefficace la procedura di riscossione coattiva recano in sé un elemento costitutivo del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L’idoneità degli atti a perseguire tale risultato deve però essere valutata in concreto, con riferimento sia all’oggetto che alla natura dei medesimi.

Qualora venga costituito un fondo patrimoniale sarà necessario valutare in concreto quali elementi dell’operazione dimostrino che la causa negoziale è stata strumentalizzata per poter evitare il pagamento dei tributi dovuti.
Il solo fatto che con la costituzione del fondo patrimoniale si venga a creare un patrimonio separato non prova, da solo, la sottrazione fraudolenta del patrimonio del debitore. Quindi non si può ipotizzare in questo caso una sostanziale inversione dell’onere della prova.
Dovrà perciò essere dimostrato che la costituzione del fondo patrimoniale abbia messo concretamente in pericolo la garanzia patrimoniale.
Se ad esempio nel patrimonio del debitore esistono altri beni che non sono stati ricompresi nel fondo patrimoniale ed il loro valore è tale per cui sussiste in ogni caso una adeguata garanzia patrimoniale, il giudice dovrà comunque fornire una motivazione sul perché la semplice costituzione del fondo costituisca in ogni caso uno strumento atto a rendere più difficoltoso il recupero del credito erariale.

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Costituzione fondo patrimoniale e sottrazione fraudolenta di beni al fisco ultima modifica: 2016-03-09T06:32:14+00:00 da Annalisa Annoni