Convention 2020 – Workshop Commissione Internazionale Il Notaio del 2020 alle prese con le successioni transnazionali e il Certificato Successorio Europeo

Notariato Convention 2020
Il workshop della Commissione Internazionale è iniziato con una ampia sintesi delle attività della Commissione di Diritto Internazionale da parte della coordinatrice Valentina Rubertelli. In particolare la Commissione si è occupata della condizione di reciprocità, ha aggiornato il Vademecum CSE implementato con Massime ed esempi di tecnica redazionale, ha predisposto la Creazione del Registro Sussidiario dei Certificati Successori Europei. È in corso l’elaborazione di un Vademecum sul Diritto Musulmano e un Vademecum sugli atti provenienti dall’estero e in lingua straniera.
Valentina Rubertelli ha poi evidenziato i lavori del Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea e della RNE, Rete dei Notariati Europei il cui Presidente è il notaio Giovanni Liotta, lanciando un video sul tema e raccontando le attività intraprese di tipo lobbistico e legislativo.
Per il futuro si dovranno gestire e quindi studiare sempre di più tematiche transfrontaliere e per questo sarà sempre più rilevante la formazione della categoria su tematiche europee.
Il programma della Commissione UE per il 2021 è “A Union of vitality in a world of fragility”. Si potrebbe combinare con “Un notariato di garanzia in un mondo di fragilità”.

Passando quindi al tema del workshop i notai Giovanni Liotta e Dario Restuccia hanno evidenziato le ragioni che hanno portato ad un aggiornamento del Vademecum in tema di Certificato Successorio Europeo (CSE).
In particolare è stato sottolineato come alcune applicazioni pratiche hanno portato la Commissione a precisare, a riformulare ed in alcuni casi anche a a modificare, alcune conclusioni cui si era giunti con la stesura della prima versione del Vademecum.
La nuova versione del Vademecum risolve dunque alcuni problemi che si sono manifestati in questi primi anni di applicazione pratica, facendosi forte dell’utilizzo sul campo di uno strumento inizialmente considerato anomalo, ma che si è dimostrato molto utile e di certo nelle corde dei notai italiani.
Di particolare interesse sono state le risposte fornite dai relatori alle moltissime domande poste dai notai collegati.

Giovanni Liotta ha dato una articolata risposta sul tema della conservazione ed in particolare della messa a raccolta del CSE ed ha evidenziato come il CSE non sia atto soggetto a registrazione.
Domenico Damascelli è subito intervenuto su un tema molto delicato, che è quello della lingua del CSE, che pur essendo un atto stilato dal notaio non è un atto ai sensi della legge notarile ma ai sensi del REG 650/2012 e pertanto, visto che è destinato a circolare negli altri Stati, potrà essere redatto direttamente solo nella lingua straniera se conosciuta dal notaio.
Valentina Pappa Monteforte ha trattato dell’utilizzo del modulo e della sua obbligatorietà o meno e dell’ipotesi in cui vi siano una pluralità di richiedenti.
Dario Restuccia ha utilizzato in diretta il link presente a pag. 43 del Vademecum CSE che riporta al sito di e-justice per la compilazione on line di un CSE: https://e-justice.europa.eu/content_european_certificate_of_succession-478-it.do.
Infine Valentina Rubertelli ha lanciato il sondaggio finale : “Pensi possa essere utile, de iure condendo, un Certificato Successorio Interno, come documento unico che sostituisca la Dichiarazione di Successione, l’accettazione di eredità ai fini della trascrizione e l’atto di notorietà?” La domanda ha ricevuto un consenso quasi unanime.

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Convention 2020 – Workshop Commissione Internazionale Il Notaio del 2020 alle prese con le successioni transnazionali e il Certificato Successorio Europeo ultima modifica: 2020-11-06T14:30:42+01:00 da Dario Restuccia
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