Convention 2020 – Workshop Antiriciclaggio

Notariato Convention 2020

Con qualche minuto di ritardo, terminati i saluti istituzionali e previo intermezzo pubblicitario di Notartel su “notbox”, prende l’avvio il workshop dal titolo “DIALOGO CON L’UIF: EVOLUZIONE DELL’ANTIRICICLAGGIO TRA DINAMICHE EUROPEE E NUOVE SFIDE DEL DIGITALE”.

Dirige i lavori Vincenzo Gunella che, dopo i saluti di rito, illustra le tematiche che propone di presentare insieme agli altri componenti della Commissione Antiriciclaggio.
Il primo tema è relativo alla comparazione del nostro sistema antiriciclaggio rispetto a quello degli altri paesi europei. La Commissione Antiriciclaggio ha provveduto a richiedere ai Paesi partecipanti al Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea (CNUE) informazioni relative all’applicazione della normativa antiriciclaggio nei rispettivi paesi. Gli esiti del lavoro sono stati presentati in sede di audizione alla Camera, che sta valutando la proposta relativa all’introduzione di un regolamento direttamente applicabile in tutta Europa per rendere più omogenea la nostra disciplina rispetto a quella degli altri paesi.

I risultati dei lavori vengono esposti da Laura Piffaretti, anche mediante il supporto di slide dettagliate (che dovrebbero essere rese disponibili ai partecipanti ai lavori). I dati che emergono sono interessanti ed evidenziano che, nonostante la normativa europea di partenza sia uguale per tutti, gli Stati interessati abbiano declinato gli obblighi antiriciclaggio in maniera non omogenea.

Viene ad esempio evidenziato il ruolo degli organismi di autoregolamentazione: in alcuni paesi (come in Italia) sono stati delegati ad integrare la normativa primaria, mentre in altri casi hanno emesso delle linee guida. Inoltre in alcuni paesi, tra cui la Francia, gli organismi di autoregolamentazione hanno anche funzione di controllo sui soggetti obbligati, mentre in altri (Germania) il controllo è demandato alla magistratura o in altri ancora, come l’Olanda, al Ministero della Finanza.

Di sicuro interesse è inoltre l’indagine sull’adozione da parte degli altri Stati di un elenco delle persone politicamente esposte o del registro UBO per l’identificazione dei titolari effettivi; la maggior parte dei paesi europei ha istituito il registro UBO da tempo, mentre nel nostro paese dovrebbe essere tenuto dal Registro delle Imprese.

Viene sollevato poi tema del controllo, correlato a quello della successiva applicazione delle sanzioni che viene approfondito nel successivo intervento di Adriano Laudati.

Il dato che viene evidenziato con riferimento al nostro sistema è l’identità tra il soggetto a cui compete l’obbligo di vigilanza, ovvero principalmente la Guardia di Finanza, e il soggetto che irroga le sanzioni, ovvero il MEF. Inoltre la legislazione italiana commina sanzioni elevate, senza distinguere tra comportamenti dolosi e non; vengono equiparati i soggetti obbligati, siano essi professionisti o società e non vi è chiarezza in ordine agli elementi costitutivi della principale fattispecie sanzionata, cioè l’omessa segnalazione di operazione sospetta.

Sono invece da guardare con favore altri ordinamenti, quali quello olandese, nel quale l’ammontare delle sanzioni massime applicabili dipende dall’importo del fatturato e l’ordinamento spagnolo in cui il notaio, quale pubblico ufficiale, contribuisce a mettere a disposizione elementi utili ai fini del controllo antiriciclaggio, divenendo parte del sistema dei controllanti e non dei controllati.
A questo punto prende la parola Luca Criscuolo, responsabile dell’unità di informazione finanziaria, il quale conferma che la normativa italiana sia per molti versi più onerosa di quella di altri paesi europei e che si sta valutando l’idea di un action plan a livello europeo per stabilire regole omogenee e non generare competizioni al ribasso per la ricerca di paesi con un minor rigore nell’applicazione delle regole antiriciclaggio.

Con riferimento alla configurabilità della fattispecie di omessa SOS, evidenzia la necessità di differenziare la situazione in cui il professionista si trovava al momento dell’operazione, rispetto a quella che si configura al momento del controllo, venendo in rilievo una serie di dati e elementi aggiuntivi all’epoca non conosciuti.

Vincenzo GUNNELLA ricorda che le regole tecniche elaborate sono state trasmesse al MEF a gennaio e ciò nonostante si è ancora in attesa di una risposta; in relazione al ruolo delle stesse, il rappresentante della UIF evidenzia il limite della lunghezza per l’adozione delle stesse ed inoltre il limite della loro efficacia.

Relativamente alle sanzioni, il dottor Criscuolo conferma che sussiste una eccessiva divaricazione tra il minimo e il massimo delle stesse; dà atto che, pur essendo gli importi ancora elevati, è stata eliminata la parametrazione dell’importo rispetto al valore dell’operazione. Infine precisa che le sanzioni previste per enti, quali le Banche, sono di gran lunga più elevate rispetto a quelle applicabili ai professionisti.

Il secondo argomento oggetto del workshop è quello relativo all’accelerazione innovativa nella materia della identità digitale e identificazione ai fini dell’antiriciclaggio.

A questo proposito la parola passa a Michele Nastri che ricorda come, sin dal 2014 si parla di identità digitale dato che nostra personalità si esplica in rete.

Prosegue dando atto che il Regolamento UE 910/2014 (Regolamento eIDAS) prevede tre livelli di sicurezza: basso, significativo ed elevato (l’unico che prevede l’identificazione tramite fotografia).

Le identità digitali riconosciute in Italia sono lo SPID, la CI elettronica e il passaporto elettronico.

Con il DL semplificazioni (76/2020) sono state individuate come identità digitali riconosciute lo SPID e la CIE, consentendo l’utilizzo di strumenti con regime di garanzia “significativo” e non più “elevato” e generalizzando l’uso di identità digitale. A questo proposito si rileva una criticità nell’abbassamento dei livelli di sicurezza.

In conclusione Nastri evidenzia come l’identificazione notarile non si limita a un sistema di identificazione con strumenti elettronici e che, per garantire la sicurezza, è necessario assicurare un controllo sia in fase di rilascio dell’identità digitale sia in fase di utilizzo della stessa; ciò appare rilevante in quanto l’identificazione a distanza si potrà verificare tanto in occasione delle assemblee che potrebbero tenersi in video conferenza, anche dopo la fine dell’emergenza, stante la Massima di Milano, quanto nella prospettiva della costituzione delle srl on line.

Il workshop si conclude con un sondaggio “sei favorevole a che il CNN abbia un ruolo più determinante nella trasmissione della S.O.S. al fine di migliorarne la qualità e/o pervenire a una – sia pur parziale – oggettivazione delle condotte sospette?”, ovvero spiega Vincenzo Gunnella, “sei favorevole a un sistema più simile a quello spagnolo in cui il Notariato ha un ruolo attivo di controllore nell’antiriciclaggio?

I risultati vengono dati dal consigliere Biino che dà atto dell’approvazione del quesito con il voto favorevole del 95% dei partecipanti.

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Convention 2020 – Workshop Antiriciclaggio ultima modifica: 2020-11-06T10:00:03+01:00 da Clara Trimarchi
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