Cassa Nazionale del Notariato: domande (e mancate risposte)

a cura di Giovanni Vigneri, notaio in pensione

Le considerazioni che seguono sono reiterative di precedenti miei interventi tenuti in occasione delle riunioni del Comitato Notarile Regionale della Sicilia. Si è voluto segnalare ai notai, ai componenti dell’Assemblea dei Rappresentanti, ai Presidenti dei Consigli Notarili della Sicilia (perché lo possano riferire ai colleghi assenti) una situazione che si trascina da anni e che riguarda i notai in generale e, in particolare, i notai prossimi alla pensione e i notai pensionati.

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Parità di genere e lingua degli atti notarili

Riceviamo da una lettrice non notaio un appunto sulle modalità di scrittura degli atti notarili, degli statuti e delle loro clausole, nel quale si censura l’utilizzo del maschile sovraesteso. L’argomento è di attualità. Che non tutti si sia d’accordo con la critica è superfluo sottolinearlo. Il dibattito è aperto.


Parità di genere e lingua degli atti notarili

di Laura Agnoletto Baj

Quando nel 2019 sono andata a vedere alla Triennale di Milano la mostra Broken Nature mi sono resa conto della mia ignoranza sul mondo delle piante, ho sempre sentito dire la frase “quell’uomo ormai è un vegetale” come dire che ormai non aveva più alcuna funzione vitale e non mi sono mai accorta che era frutto di un pregiudizio e di molta ignoranza.

Nella mostra curata da Stefano Mancuso, sempre all’interno di Broken Nature, ho imparato quanto le piante siano comunità, comunichino tra loro, si aiutino e si ingegnino per trovare forme di sopravvivenza “molto intelligenti”, perché il mondo vegetale è tutto il contrario di quello che la frase “quello è ornai un vegetale” voleva esprimere.

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Speciale Volontaria Giurisdizione: il ruolo del p.m dopo la riforma

Brevi Note a commento del reclamo avverso Autorizzazione emessa dal Notaio Valentina Citarella da Roma

di Fabio Tierno

In estrema sintesi il caso de quo può essere così sintetizzato: il Notaio, previa richiesta delle parti, emette, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 149/2022, autorizzazione a vendere un immobile pervenuto a un minore per successione.

Il notaio, come previsto dal comma 4 dell’art. 21, effettua le comunicazioni alla Cancelleria del Tribunale che sarebbe competente a emettere l’omologo provvedimento giurisdizionale e al Pubblico Ministero presso lo stesso Tribunale.

Inopinatamente il Pubblico Ministero propone reclamo avverso il provvedimento emesso dal Notaio, sulla base della considerazione che, a detta del reclamante, il Decreto Legislativo non prevederebbe “espressamente la possibilità che tale professionista possa effettuare congiuntamente la doppia valutazione richiesta dall’art. 747 c.p.c.”.

A  mio avviso il summenzionato reclamo è illegittimo sia per profili procedurali sia nel merito.

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La faticosa Europa delle procure e di EUdoc (con un cenno sul minore emancipato)

di Ugo Bechini

Due dicembre 2022: il convegno milanese sulle nuove autorizzazioni notarili, sia detto senza sottinteso alcuno, è tempestivo e interessante, i relatori di prim’ordine, ben preparati e si lasciano seguire con piacere, anche in remoto come nel mio caso. Rompe l’incantesimo una domanda temerariamente posta in sala, a mio nome, nientedimeno che da Arrigo Roveda: e i minori italiani che stipulano all’estero? E soprattutto: viceversa? I relatori contengono a stento l’ilarità: si vedrà, sono casi particolari, occupiamoci per ora delle questioni di più immediato interesse. E scivolano via felpati: li attende il problema del minore emancipato.

Non mi accanirò provando a indovinare il rapporto numerico, nelle nostre sale d’attesa, tra le coppie internazionali con figli e gli emancipati; temo anzi che andrò in pensione senza averne incontrato uno. Incombe un problema più serio: la quasi completa assenza, nella nostra vita culturale, di una genuina integrazione della prospettiva internazionale, riservata invece a pochi momenti specializzati e di non travolgente frequentazione. La medesima sede milanese ne ha peraltro ospitato uno eccellente, poche settimane prima, ma per il resto hic sunt leones, da Mentone in là.

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Nanismo, bulesumme e intelligenza artificiale

di Ugo Bechini

Approfitto senza ritegno dell’ormai ultraventennale ospitalità di Federnotizie per concedermi due bordi nel divertente bulesumme (*) che ha fatto seguito all’impiego da parte di Antonio Teti del termine nanismo. Il motore di ricerca della Rivista propone in verità un’altra occorrenza del 2019, ma è solo uno scherzo dell’informatica: lì la parola era onanismo, impiegata da Antonio di Lizia (e da chi, altrimenti?).

Dichiaro senza diplomazia alcuna la mia posizione. Penso che le evoluzioni sociali e tecnologiche possano in effetti travolgere il notariato, ma sono ancor più convinto che la categoria possegga tutti gli atout per essere parte attiva del processo e cavalcare la tigre senza finire sbranata. Purché di parte attiva si tratti, per l’appunto.

Credo che pochi tra noi si dichiarerebbero in disaccordo, teoricamente, ma quando si viene al dunque, la musica cambia. Da anni faccio collezione di arrabbiature nelle riunioni notarili europee, quando constato la totale assenza di interesse di molte delegazioni a una reale cooperazione transfrontaliera. Che ognuno riceva i suoi atti; che i tedeschi non pensino di stipulare tra connazionali in Costa Brava (c’è un mercato…), e che i polacchi non provino neppure a domandare l’intavolazione di un legato in Germania. Intendiamoci: nessuno pensa che un notaio sloveno possa operare in autonomia sul mercato italiano; occorre una specifica competenza sulla normativa locale. Si parla, piuttosto, di un agire coordinato di notai appartenenti a tutte le giurisdizione interessate.

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Ancora sull’assemblea dei delegati alla Cassa. Il re è nudo, lo vogliamo rivestire?

Roberto Montali, consigliere di amministrazione della Cassa in rappresentanza di Marche ed Umbria, replica alla Tribuna Aperta (rubrica che ospita contributi esterni alla redazione) di Tommaso Del Freo pubblicata lunedì. Evidentemente l’argomento Cassa è molto caldo. Lo è perché le proiezioni demografiche mettono in discussione modelli previdenziali, non solo notarili, da tempo consolidati. Ma lo è anche perché, e ne va dato merito anche alla tavola rotonda dell’ultimo Congresso Nazionale, occorre rimettere in discussione il punto di equilibrio tra solidarietà e contribuzione, tra diritti acquisiti e principi costituzionali. La categoria, alla sua base, deve probabilmente colmare un deficit di conoscenza sui modelli previdenziali ed è per questo che sarà utile seguire oggi, alle 15, i lavori del webinar organizzato da Federnotizie cui è ancora possibile iscriversi gratuitamente.


Il re è nudo, lo vogliamo rivestire?

di Roberto Montali
Consigliere CdA Cassa Nazionale del Notariato

Scrivo queste considerazioni per confutare dall’interno, visto che sono nel CdA della Cassa ed ero presente sabato a discussioni e votazioni Delegati, alcune cose dette e scritte, anche da questa testata, non rispondenti assolutamente a verità.

In particolare ci tengo a rassicurare il collega Del Freo e i lettori sulla inesattezza di alcuni suoi assunti pubblicati a votazione calda.

Si è letto di un Presidente despota e tiranno nei confronti del Consiglio da lui capeggiato. Assurdo, Giambattista Nardone, un galantuomo, è il naturale portavoce dell’idea dell’intero CdA; con il suo carattere e il suo carisma, ma quello che dice riassume il pensiero di tutti noi.

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Brevi riflessioni sul voto dei delegati della Cassa Nazionale del Notariato

di Tommaso del Freo

L’assemblea dei delegati della Cassa ha bocciato la proposta di riforma.

La decisione, probabilmente, non sanziona solo il merito della modifica ma anche il metodo con cui è stata presentata.

Come Notai, più di chiunque altro, conosciamo l’importanza della forma e sappiamo come una forma forte sorregga una causa debole.

In politica funziona ugualmente.

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Lettera a un giovane notaio

Quando, all’inizio dell’anno, ho (ri)assunto la direzione di Federnotizie mi sono trovato in eredità questo articolo di Luciano Guarnieri, collega milanese in pensione, che il precedente direttore Domenico Chiofalo aveva ritenuto inopportuno pubblicare.

Sulle prime ho ritenuto di adeguarmi alla decisione del precedente direttore.

Conosco Luciano da più di 30 anni quando, giovane notaio, ho iniziato a frequentare la redazione di Federnotizie. Una conoscenza magari scioccante, perché sentirsi dire “non capisci un ca**o” (ma era un’espressione riservata anche a colleghi ben più esperti di me) non è consueto tra colleghi, ma altamente istruttiva. Che ha insegnato a me e ad altri che ciascuno ha un modo personalissimo di confrontarsi, ma che ciò che conta sono le idee e la passione che ci si mette nel sostenerle.

Poi mi è capitato di leggere, uno dopo l’altro due libri: “L’era della suscettibilità”, di Guia Soncini (Marsilio) e “Offendersi” del nostro collega e mio amico Remo Bassetti (Bollati Boringhieri), che consiglio. La Soncini scrive che “Se un giorno mi capiterà di incontrare quello che ha stabilito che chi si offende ha ragione, avrò molte domande da fargli. La prima sarà: ma si rende conto di che disastro ha creato? Che la dittatura degli offesi sia un problema per il discorso pubblico è solo parte del guaio, e non la parte maggiore. Il danno più grave è a coloro che non possono mai prendere niente con leggerezza perché offendersi è una religione da cui non puoi mai distrarti e percepirti vittima è un impegno usurante”.

Bassetti, nonostante nel libro si diverta a rovesciare l’assunto di Salman Rushdie (“Nessuno ha il diritto di non essere offeso”), ribaltandolo in “Ciascuno ha il diritto di essere offeso”, ammette che “anche porsi apertamente come qualcuno che si è offeso è una forma di aggressività” e che “offesa ed empatia si sfiorano, ipotesi non peregrina per chi crede nella doppiezza sincera e contraddittoria dell’animo umano”; e aggiunge di non essere sicuro che nei rapporti più larghi, “la moralità imponga sempre di indirizzarsi verso la cooperazione invece che l’agonismo, non foss’altro perché certe forme di cooperazione si risolvono nell’agonismo verso un gruppo differente, e perché non siamo mai da soli a scegliere”.

 Ho quindi deciso di pubblicare l’articolo, con qualche perplessità della redazione, e di pubblicare senza edulcorare con un lavoro di editing il testo “originale” di Luciano. Perché ognuno ha il suo stile e i suoi modi. Che possono non piacere, ma che vanno rispettati. Ciò che non deve accadere è che la discussione sullo stile e sui modi siano il pretesto retorico per non affrontare due temi che qui sono posti con chiara durezza.

La composizione del Consiglio di amministrazione della Cassa non è rispettosa della ripartizione territoriale del Notariato. Ci sono territori ampiamente sotto rappresentati e, conseguentemente, territori ampiamente sovra rappresentati. Il rifiuto nei confronti dell’introduzione di un correttivo (anche solo parzialmente) contributivo è un’anomalia del sistema previdenziale notarile che mette a rischio la sostenibilità della Cassa e, probabilmente, non è rispettoso del dettato costituzionale.

Offendersi per non discuterne con serenità non è una buona idea.

Arrigo Roveda


Lettera a un giovane notaio

di Luciano Guarnieri

Incipit

Da sempre la categoria si è divisa nella scelta del sistema previdenziale tra mutualità pura e contributivo.

A favore della mutualità pura giocava il ruolo della tradizione della previdenza notarile nata con carattere assistenziale per una categoria marcata, all’uscita della prima guerra mondiale, dall’obbligo di assistenza alla sede, in una società economicamente molto variegata nelle molte aree territoriali e caratterizzata da ridotta mobilità negli spostamenti.

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Concorso e Covid, dalla parte dei praticanti

di Andrea Fiorelli Bertoli
Presidente APAN

Raccogliendo i pensieri dei nostri associati svolgiamo in questa sede una breve considerazione sull’attuale condizione dei praticanti notai nel tempo dell’emergenza pandemica.

La loro voce – troppo spesso evanescente – merita di essere ascoltata con attenzione per preservare l’intera categoria dei notai atteso che, come la storia insegna, è dalla base che occorre muovere per rendere più solida una struttura.

Come evidenziavano i nostri associati alcuni giorni addietro, si è passati dalla speranza di “superare” il concorso alla – ben più misera – speranza di “fare” il concorso. La provocazione è solo apparente perché non vi è alcun intento di sindacare le scelte del Governo nel gestire la pandemia, ma vi è unicamente la volontà di evidenziare alcune perplessità emerse in seno alla nostra Associazione coinvolgendo Federnotizie, da sempre orecchio sensibile ad accogliere e sviluppare questioni d’interesse della categoria e ad aprire la strada a dibattiti costruttivi.

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Il futuro è alle porte, se le sapremo aprire

di Ludovico Capuano

Ho letto con interesse e attenzione gli articoli di Arrigo Roveda e Mimmo Cambareri, che offrono alcuni spunti di riflessione.

Nel giro di 7 giorni avremo un nuovo governo per l’Italia e ne abbiamo, da sabato, uno del Notariato.  Il caso ha voluto che si siano chiuse quasi in contemporanea entrambe le esperienze e, dunque, ci si trovi oggi di fronte a due nuovi organi di governo, con una prospettiva temporale anche abbastanza simile (il Governo Draghi potrebbe arrivare teoricamente anche fino al 2023, ma sicuramente oggi ha un piano di azione iniziale che guarda a quello che c’è da fare nei prossimi 12 mesi).

Il PNRR (mi si consenta di non scriverlo per esteso) verrà sicuramente rivisto (per non dire stravolto si spera, soprattutto, a partire dal nome) ma i principi alla base della sua redazione restano.

E’ indubbio che il digitale (oltre che la green economy) saranno alla base del futuro PNRR, così come si sentono voci parlare di “sburocratizzazione”, “semplificazione” (fortunatamente non, per il momento, di “liberalizzazione”, termine che provoca in noi delle eruzioni cutanee, oltre a gesti scaramantici).

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Qualcuno pensi alla bandiera

di Carmelo di Marco

In questi giorni di “crisi di governo” del Notariato ho pensato molto alla frase di Nico De Stefano che Arrigo Roveda ha ricordato nel suo primo editoriale da direttore di Federnotizie: “quello che conta non è chi porta la bandiera; quello che conta è la bandiera”.

Questo insegnamento e lo spessore della persona che ce lo ha trasmesso potrebbero incoraggiarci a pensare che il CNN e la categoria tutta abbiano le risorse per superare le difficoltà che si collegano alle dimissioni del Presidente e alle ragioni di questa sua decisione; e che sia sufficiente, per questo, l’avvio di una nuova presidenza. Ma non basterà.

Se è vero che una vicenda giudiziaria chiama in causa la responsabilità personale di chi vi è coinvolto, la scelta compiuta da Cesare Felice Giuliani non deve indurre a concentrare solo su di lui la responsabilità politica di una consiliatura fino ad oggi fallimentare.

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Covid 19 e Associazione tra notai: un cavolo a merenda

Ci ha fatto particolarmente piacere ricevere, a pochi giorni dal cambio della direzione, questo contributo spontaneo di Paolo Guida su un argomento centrale quale quello dell’associazionismo. Federnotizie vuole essere un luogo aperto al dibattito soprattutto ora che le riviste cartacee faticano a tenere il passo con la velocità dei cambiamenti e che CNN Notizie ha abdicato al ruolo di informazione su temi di politica notarile. Volentieri saranno quindi ospitati contributi provenienti dall’esterno anche se la redazione non dovesse condividere l’opinione espressa. Il dialogo e il confronto sono ricchezze che Federnotizie vuole promuovere. I contributi esterni saranno pubblicati in un apposito spazio che chiameremo “Tribuna aperta”.


di Paolo Guida

Saluto il nuovo direttore di Federnotizie con alcune considerazioni in tema di associazione tra notai anticipate da un titolo provocatorio, proprio perché conosco ed apprezzo l’arguzia e l’ironia di Arrigo Roveda, così come sono certo che la sua esperta mano porterà nella rivista dibattiti sempre utili per la categoria, anche proseguendo il lavoro di Domenico Chiofalo.

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