Inshallah a Boy. La successione mortis causa nei paesi islamici: dalla fiction alla pratica

Inshallah A Boy è il vibrante debutto cinematografico del regista giordano Amjad Al Rasheed, nel quale una donna e sua figlia affrontano la rovina dopo la improvvisa scomparsa del marito, a meno che lei non riesca a dare alla luce un figlio.

La narrazione prende avvio quando Nawal (Hawa) si trova di fronte alla rovina dopo la improvvisa scomparsa del marito. In assenza di un accordo formale sull’eredità, il cognato di Nawal, Rifqi (Hitham Omari), è pronto a intervenire sotto gli auspici delle attuali leggi sull’eredità per esercitare il suo diritto non solo sull’appartamento della coppia, ma anche sulla tutela della giovane figlia di Nawal, Nora (Seleena Rababah). L’unico modo per evitare lo sfratto apparentemente inevitabile è che Nawal riesca a dare alla luce un figlio, un obiettivo disperato che la costringe in una serie di situazioni avventate che mettono alla prova non solo la sua fede, ma anche i limiti della sua forza.

Contenuto e al tempo stesso silenziosamente caleidoscopico, il film Inshallah A Boy offre una panoramica culturale dell’Amman contemporanea, dalle case dei cristiani benestanti dove Nawal lavora e dove entra in contatto con una donna che sta vivendo una crisi personale che potrebbe aiutarla, agli uffici legali angusti e alle cliniche di periferia.

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La reciprocità Italia-Australia vista da down under

Dopo aver partecipato al convegno sulla condizione di reciprocità, organizzato da Federnotizie nello scorso autunno e di cui sono di imminente pubblicazione gli atti, Michael Bula, solicitor australiano con molta esperienza nelle relazioni coi paesi del vecchio continente e con l’Italia in particolare, ha voluto mettere a disposizione dei notai Italiani alcuni materiali utili a chiarire uno dei casi su cui vi è maggiore incertezza. Appunto quello della sussistenza della reciprocità tra Italia e Australia, per la quale prospetta scenari di apertura.


a cura di Michael Leopold Bula

In questo articolo illustrerò la posizione ufficiale del Department of Foreign Affairs and Trade (DFAT) del Governo australiano e prenderò in esame alcuni articoli di studi legali australiani, in tema di condizione di reciprocità.

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La nuova direttiva spagnola sull’atto a distanza e la digitalizzazione delle imprese

Pubblichiamo, a ridosso dell’entrata in vigore delle novità di interesse più strettamente notarile, un articolo del collega spagnolo Antonio Domínguez Mena, notaio in Madrid, sulla direttiva in tema di digitalizzazione e atto a distanza adottata dal legislatore spagnolo.

Il tema dell’atto a distanza è fortemente divisivo per il notariato italiano che, in larga parte, è “ontologicamente” (lo abbiamo appreso al congresso di Roma) contrario a una riforma in questo senso.

A noi, che “ontologicamente” contrari a una novità che è ormai legge in molti Paesi del Notariato latino non siamo, piace invece riflettere su queste parole contenute nella relazione alla legge spagnola: “Il consolidamento delle nuove tecnologie nella nostra società, l’evoluzione culturale dei cittadini consapevoli delle sfide della digitalizzazione e, soprattutto, l’utilità dei nuovi strumenti tecnologici e di strumenti per una migliore e più efficiente gestione delle pubbliche amministrazioni rendono indispensabile affrontare adeguatamente questo nuovo quadro e, con esso, definire e migliorare l’ambiente digitale al fine di promuovere un esercizio più efficace dei poteri amministrativi”.


INCORPORACIÓN AL DERECHO ESPAÑOL DE LA DIRECTIVA DE DIGITALIZACIÓN DE SOCIEDADES

Ley 11/2023, de 8 de mayo, publicada en el Boletín Oficial del Estado el 9 de Mayo de 2023, cuyo texto íntegro puede consultarse en la dirección https://www.boe.es/eli/es/l/2023/05/08/11/con, ha incorporado al Derecho Español  la Directiva (UE) 2019/1151 del Parlamento Europeo y del Consejo, de 20 de junio de 2019, por la que se modifica la Directiva (UE) 2017/1132 en lo que respecta a la utilización de herramientas y procesos digitales en el ámbito del Derecho de sociedades, conocida como «directiva de digitalización de sociedades» o «directiva de herramientas digitales», cuyo plazo de transposición expiró el día 1 de agosto de 2021.

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Le società con “doppia nazionalità” e il controllo del notaio

a cura di Ciro Caccavale

1. Il regime delle società con sede amministrativa e/o oggetto principale in Italia: cenni

Le considerazioni che seguono, le quali chiamano in causa, per certi versi, il procedimento di omologazione, potrebbero intendersi come un atto di concorrenza per agganciamento, volte a sfruttare l’enorme visibilità che la materia della volontaria giurisdizione ha conseguito negli ultimi tempi, per argomenti diversi, però, da quello del controllo sugli atti societari, del quale qui ci si occupa. Ma a ben vedere, con la recente riforma della disciplina delle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere (portata dal d.lgs. 2 marzo 2023, n. 19 ), è anche divenuta di stringente attualità l’intera materia degli atti delle società straniere, e del coinvolgimento del notaio nelle vicende societarie caratterizzate da profili di internazionalità, nella quale il tema in oggetto si innesta senz’altro a pieno titolo[1].

Si tratta adesso, nello specifico, di verificare come si configuri il controllo di legalità che il notaio sia tenuto a svolgere in ordine alle società straniere che in Italia abbiano stabilito la loro sede effettiva o in Italia prevalentemente operino e che, essendo tenute a rispettare la legge italiana ai sensi delle nostre norme di conflitto (art. 25, l. 31 maggio 1995, n. 218), debbano anche iscriversi nel registro delle imprese.

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Utili spunti dalla Riforma del Diritto Successorio svizzero recentemente entrata in vigore

Nella seduta del 19 maggio 2021 il Consiglio federale svizzero ha deciso di porre in vigore la revisione del diritto successorio dal 1° gennaio 2023. Con il nuovo diritto gli ereditandi potranno in futuro disporre liberamente di una parte maggiore della loro successione.

Dare notizia di tale riforma in Italia è opportuno, considerato il numero rilevante di spostamenti tra le due nazioni, le numerose coppie miste, le rilevanti relazioni imprenditoriali transfrontaliere.

Non da ultimo, la cosiddetta “efficacia universale” del Regolamento UE 650/2012 e la residua vigenza del vecchio trattato bilaterale tra l’allora Regno d’Italia e la Confederazione Svizzera del 1868 possono portare sovente all’applicazione del diritto successorio svizzero.

Dando uno sguardo ai numeri del solo Canton Ticino, che per la sua collocazione e la lingua è territorio di interscambio di molti, il Console Generale d’Italia a Lugano, in una intervista riportata da “Ticino Welcome” del 2020, ha ricordato che risultano iscritti all’anagrafe del Consolato d’Italia a Lugano oltre 122.000 cittadini italiani, di cui circa 40.000 con doppia cittadinanza, e che il numero dei frontalieri italiani in Ticino oscilla attorno i 60/65 mila. Meno numerosa e concentrata prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Toscana la popolazione residente in Italia proveniente dalla Svizzera al 1° gennaio 2021 (secondo dati Istat: 8.153).

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La faticosa Europa delle procure e di EUdoc (con un cenno sul minore emancipato)

di Ugo Bechini

Due dicembre 2022: il convegno milanese sulle nuove autorizzazioni notarili, sia detto senza sottinteso alcuno, è tempestivo e interessante, i relatori di prim’ordine, ben preparati e si lasciano seguire con piacere, anche in remoto come nel mio caso. Rompe l’incantesimo una domanda temerariamente posta in sala, a mio nome, nientedimeno che da Arrigo Roveda: e i minori italiani che stipulano all’estero? E soprattutto: viceversa? I relatori contengono a stento l’ilarità: si vedrà, sono casi particolari, occupiamoci per ora delle questioni di più immediato interesse. E scivolano via felpati: li attende il problema del minore emancipato.

Non mi accanirò provando a indovinare il rapporto numerico, nelle nostre sale d’attesa, tra le coppie internazionali con figli e gli emancipati; temo anzi che andrò in pensione senza averne incontrato uno. Incombe un problema più serio: la quasi completa assenza, nella nostra vita culturale, di una genuina integrazione della prospettiva internazionale, riservata invece a pochi momenti specializzati e di non travolgente frequentazione. La medesima sede milanese ne ha peraltro ospitato uno eccellente, poche settimane prima, ma per il resto hic sunt leones, da Mentone in là.

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Notai stipendiati

Per gentile concessione di Solution Notaire Hebdo pubblichiamo, nella traduzione della collega Dominique Dellisanti, un articolo apparso sul numero 37 del 18 novembre 2021 (.PDF), che tratta il tema dello statuto dei notai salariati in Francia.

Tema estraneo alle radici del notariato italiano, ma che ci aiuta a capire come l’organizzazione del servizio notarile possa essere totalmente differente anche nei paesi che hanno, per altri versi, molti punti di contatto.

E ci aiuta a introdurre il tema della prima puntata del “Caffè di Federnotizie“. Federnotizie si lancia, infatti, in una nuova avventura. A partire dal 1° aprile (e non è un pesce), ogni primo venerdì del mese, alle ore 8.30, prendendoci un caffè, discuteremo in live streaming di argomenti di interesse notarile.

La puntata avrà per titolo: “Meglio soli o meglio accompagnati? Pregi e difetti delle associazioni tra notai“. Ne discuteranno, assieme alla direzione di Federnotizie:

  • Ludovico Capuano, notaio in Napoli;
  • Ruben Israel, notaio in Milano;
  • Giovanni Liotta, notaio in Taormina;
  • Adriano Squillante, notaio in Luco dei Marsi.

Notai stipendiati

Focus su uno statuto sempre ibrido

Poco più di 30 anni fa, il legislatore consentiva ai notai di esercitare la loro professione come dipendenti di una persona fisica o di un soggetto giuridico diverso da persona fisica titolare di uno studio notarile. La legge Macron del 2015 ha favorito l’aumento del numero dei notai che esercitano con queste modalità.

Rimangono alcune domande.

Non sono titolari di una sede [1], non hanno diritto ad avere clienti personali ed esercitano la loro professione sotto la subordinazione economica e giuridica del notaio titolare della sede. Sono i notai stipendiati, il cui statuto è stato introdotto dalla legge francese n. 90-4259 del 31 dicembre 1990, modificando l’ordinanza del 1945 relativa all’ordinamento del notariato.

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Dizionario Francese-Inglese dei termini immobiliari

Ci ha accompagnato per tutto il 2021 ogni altro mercoledì, ma oggi Peter si gode una meritata vacanza.

Dizionario dei termini immobiliari Francese-Inglese

Per non lasciare, questo mercoledì, a bocca asciutta i lettori interessati a migliorare la loro padronanza delle lingue straniere nella professione e per gentile concessione dell’autrice Carleta-Steluta Calin, Terminologist and Language Teacher al Dawson College, pubblichiamo (in download in formato .PDF, cliccando sull’immagine o sul link) un dizionario Francese – Inglese di termini utili nella contrattazione immobiliare.

L’autrice ci segnala che il “Dictionnaire de termes immobiliers (français-anglais)” è disponibile per l’acquisto anche in edizione cartacea.

DAC6: obblighi per i notai di comunicazione nei meccanismi fiscali transfrontalieri

Il percorso verso una Unione Europea più compiutamente unita, seppur con lentezza (si pensi alle misure adottate dalla Commissione l’anno scorso contro l’evasione fiscale e la fiscalità aggressiva, e quindi anche contro i paradisi fiscali), continua anche sul fronte fiscale.

È immaginabile che una effettiva armonizzazione di taluni tributi e una penetrante politica fiscale europea trovino realizzazione in un arco temporale ragionevolmente breve. Le spinte provenienti dalla stessa Italia e, in particolare, dal Presidente del Consiglio Draghi ne sono la riprova.

È un bene che i notai siano costantemente informati, presenti e efficientemente operativi anche su questi fronti al fine di continuare a offrire alla comunità economica di riferimento prestazioni sempre di alto livello.

Il CNN ha mostrato attenzione al riguardo, approvando e pubblicando nel febbraio di quest’anno lo studio su “Gli obblighi DAC6 nell’attività notarile” a fronte della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.2/E/2021 del 10 febbraio 2021 portante primi chiarimenti al Decreto Legislativo n.100 del 30 luglio 2020 (recepimento della Direttiva “DAC6” – UE 2028/822 del Consiglio, del 25 maggio 2028 recante modifiche alla Direttiva 2011/16/UE).

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Stipulare in una lingua UE: si può?

Il tema dell’influenza del diritto dell’Unione Europea sull’attività notarile è noto ai lettori di questa Rivista e ai notai. Ci si riferisce, in particolare, al primato delle norme euro-unitarie sul diritto italiano con conseguente disapplicazione (o non applicazione) di quest’ultimo ove si ponga in contrasto con il primo e al connesso tema del divieto di discriminazione al rovescio esaminato a proposito del Certificato Successorio Europeo.

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La costituzione delle SRL tramite piattaforma online è legge

Martedì 20 aprile 2021 il Senato ha approvato definitivamente la “Legge di delegazione europea 2019-2020”, portante recepimento delle direttive europee ed attuazione di altri atti dell’Unione europea.

Il nostro ordinamento ha così recepito anche princìpi e criteri per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/1151 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019 – recante modifica della direttiva (UE) 2017/1132 – in materia di utilizzo di strumenti e di processi digitali nel diritto societario.

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È l’ora dell’atto notarile a distanza? Uno sguardo all’estero per vedere all’interno

Con i tre brevi approfondimenti di oggi si dà uno sguardo a quello che accade in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito. 

È noto che la pandemia in atto ha mostrato la necessità di fronteggiare le impossibilità e i gravi disagi, per i cittadini e per le imprese, di essere presenti davanti al notaio per sottoscrivere atti che le loro esigenze patrimoniali e personali richiedono. I notariati di quei Paesi hanno saputo rispondere a quelle esigenze con prontezza ed efficienza.

Come è altrettanto noto, in Italia un contributo, di grande rilievo ma di ambito limitato, è stato fornito inizialmente dal Consiglio notarile di Milano che ha ammesso la legittimità, nel periodo emergenziale, di utilizzare come procuratori per gli atti da stipularsi i dipendenti e collaboratori del notaio stesso nonché la possibilità che le assemblee delle società possano tenersi con tutti i partecipanti collegati con mezzi di audio-videoconferenza (massima 187 della Commissione Massime del Consiglio notarile di Milano), possibilità quest’ultima fatta poi propria, per il periodo emergenziale, dal legislatore.

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